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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

sabato 19 settembre 2020

Dalla città al bosco: Gli incredibili benefici di vivere con la natura

 Nelle città le persone vivono in condizioni artificiali, più o meno distanti da tutto ciò che sarebbe ideale per loro, circondati da un paesaggio interamente costruito caratterizzato da luci, folla e rumore, in cui tutto richiede scelte, decisioni e velocità.

Nonostante la vita urbana comporti in sé anche numerosi vantaggi, sempre più persone tendono ad allontanarsi e a trascorrere del tempo in ambienti naturali, vivendo la natura come una vitamina da assumere il più possibile.

Questo bisogno racconta il profondo e primitivo legame che lega l’uomo alla natura, iniziando dalle fondamentali esigenze primarie come fonte di nutrimento, fino al puro diletto. Secondo alcuni studi infatti, il paesaggio con tutte le sue caratteristiche ha un diretto beneficio sulle emozioni, influenzando positivamente la vita.

La presenza di un’area verde a meno di un chilometro da casa, ha dimostrato che può essere d’aiuto a molte malattie come l’ansia e la depressione. Infatti, secondo lo studio, il colore verde della natura permette di recuperare lo stress generato dal tipico affaticamento cittadino. Di conseguenza, nei luoghi con più natura si riducono le emozioni negative mentre vengono stimolate quelle positive come l’autocontrollo e la stima.



Uscendo dalla città e immergendosi completamente in un bosco o in una campagna, i benefici si ampliano, perché oltre ad offrire un ambiente più sano, questi luoghi esercitano un effetto rilassante, riscontrabile direttamente attraverso la pressione e la frequenza cardiaca.

Dall’importanza del rapporto uomo – natura, nasce la conseguente presenza di abbondanti zone verdi nelle città e nelle aree metropolitane di tutto il mondo: dalle aiuole, ai viali alberati e parchi, fino alle riserve naturali. Tutto questo, serve per  garantire e assicurare a chi non può permettersi allontanarsi dalla città per qualche ora, l’integrazione della natura all’interno del contesto urbano, favorendo il benessere e la positività della natura.

fonte: https://www.unicoebello.it/dalla-citta-al-bosco-gli-incredibili-benefici-di-vivere-con-la-natura/#

Il Potere dei Pensieri

 

I Pensieri Positivi hanno una Grande Forza


Il potere dei pensieri è molto sottovalutato nelle società moderne. I pensieri positivi possono letteralmente salvarci nei momenti di buio che a volte capita di attraversare nella vita.

Possiamo avere difficoltà emotive o legati alla materia, come una malattia o la mancanza di risorse economiche per andare avanti. In questi frangenti possiamo usare il potere dei pensieri positivi per “accendere una luce” dentro di noi. L’unica alternativa è lasciarsi trascinare dalle difficoltà in un baratro di disperazione.

Anche se gli altri possono starci vicini, quando nella vita cadiamo nessuno può salvarci, solo noi possiamo decidere di rialzarci. Bisogna imparare ad usare questo potere per far si che tutte le difficoltà diventino opportunità di crescita.

Questo però, può risultare estremamente difficile per chi non è abituato a valutare ciò che pensa. Infatti la maggior parte delle persone non si accorge di quanti pensieri negativi e spaventosi vaghino nella loro mente.

Iniziamo dunque a distendere la nostra mente, concedendo ad ogni pensiero di fluire liberamente. Semplicemente restiamo a guardare, evitando di dare delle valutazioni a quello che stiamo pensando. Perché in fondo siamo noi a dare ad un pensiero il potere di angosciarci o farci paura. Possiamo infatti usare il potere dei pensieri per renderci più forti ma purtroppo anche per indebolirci.

Il Potere dei Pensieri: La Bellezza

Per esser consapevoli del potere dei pensieri, osserviamo i pensieri con serenità, anche quelli che che ci disturbano. Ci accorgeremo che, pian piano, scivoleranno fuori dalla nostra mente e non ci faranno più paura. Questa tranquillità ci permetterà di cercare valide soluzioni alle nostre difficoltà.

Se imparassimo a vedere la paura oggettivamente, vedremmo chiaramente quanti pesi inutili ci portiamo dietro da una vita. Questi pesi sono i pensieri negativi che da troppo tempo ci impediscono di vedere con chiarezza dentro di noi.

Nessun “esperto”, quali psicologi, guru, sensitivi etc, potrà mai valutare fino infondo chi siamo e di cosa abbiamo davvero bisogno. Solo noi possiamo farlo, iniziando ad usare il potere dei pensieri positivi.

Fate caso a quando leggete o ascoltate qualcosa che vi dà speranza o, al contrario, alimenta la paura. È da qui che si parte per costruire i pensieri positivi che ci aiuteranno sempre.

continua a leggere qui: https://www.mr-loto.it/2017/il-potere-dei-pensieri.html



mercoledì 29 luglio 2020

4300

Questo è il 4300esimo post del blog. Dal 2008 ad oggi le visualizzazioni totali sono state 1.812.342
Negli ultimi anni ho decisamente messo da parte il mondo dell'informazione. Alla fine se vuoi tirare su visite, devi stare sempre lì a scrivere come una macchinetta, continuando a sfornare articoli quasi ogni giorno, perchè per competere con tutti gli altri devi volendo o non volendo mettere roba e postare....

Negli anni passati, ho pensato più volte di rimuovere il blog, ma non ho mai avuto il coraggio di farlo, non ci sono riuscito...gran parte dei post di questo blog sono "spazzatura digitale", che forse potevano andar bene quando avevo una consapevolezza "ristretta" , ma ora di cosa dovrei parlare? 

Quanta gente fa chiasso, parlando a vuoto.

Come se la vera comunicazione fosse quella che vedete davanti allo schermo.

Ancora esisto, vivo per così dire (vivere è un'affermazione assai complessa) pensando e aggiungendo ulteriori pensieri nell'egregora collettiva dell'umanità. 

Almeno i miei sono buoni pensieri :-)

Se avrò modo di comunicarvi qualcosa lo sentirete nel profondo dell'io, perchè qui ho molto poco da dire.

Keep Calm and Meditate

Un abbraccio a tutti

domenica 29 marzo 2020

Covid-19 …la malattia del respiro e il respiro della Terra

Divulgo questo interessante articolo di Loretta Martello
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In questi giorni, dove tutti stiamo chiusi nelle case a “respirare” (finalmente) la nostra individualità, mentre fuori una malattia respiratoria sta creando importanti disagi su diversi aspetti della vita fisica, psichica e sociale, forse è bene riflettere sul significato archetipico del respiro.
I polmoni, assieme al cuore, formano il nostro “sistema ritmico”, il sistema mediano predisposto al “sentire”, mentre in alto il sistema neurosensoriale è alla base del pensare, e in basso il sistema metabolico è alla base del volere.
Ad essere colpito quindi è un organo del sentire, il quale, assieme al cuore, manifesta sul piano fisico la natura del sentimento, e il rapporto di esso con il ritmo, ed il ritmo è a sua volta collegato con il ritmo cosmico.
Esiste un rapporto molto preciso tra il tempo che impiega il sole ad attraversare tutte le costellazioni zodiacali, che è di 25.920 anni. Questo stesso numero compone i giorni della vita media di un essere umano, e il numero di respiri che compiamo in un giorno. 25.920 anni del sole, 25.920 giorni in una vita, 25.920 respiri in un giorno. Il cuore, a sua volta, batte 72 volte al minuto, come i 72 anni della vita media di un uomo, come il tempo impiegato dal sole per spostarsi di un grado nella cintura zodiacale.
Questi sono i principali ritmi che cuore e polmoni vivono assieme all’universo e ci dimostrano come siamo fortemente collegati con la vita cosmica.
C’ è inoltre un rapporto particolare tra il polmone e il cuore: mediamente noi abbiamo un respiro ogni quattro battiti di cuore. Naturalmente in ogni individuo questo ritmo ha delle leggere variazioni individuali, e se osservato attentamente può darci delle indicazioni particolari sulla nostra natura interiore.
Ora possiamo porci alcune domande:
  1. come mai il virus colpisce l’organo del ritmo?
  2. Come mai colpisce l’organo del sentire?
  3. Come mai colpisce l’organo dello scambio interno-esterno, quindi della relazione con gli altri e con la vita universale?
Alla prima domanda possiamo provare a rispondere con un’altra domanda: che ritmo stiamo vivendo oggi? Tutti ci muoviamo in una corsa frenetica verso una meta sconosciuta, dove il ritmo sonno-veglia, fame-sazietà, attivazione-riposo, ecc… e il loro legame con il giorno e la notte, l’inverno e l’estate, il sole e la pioggia e molto altro ancora, sono quasi sempre in disequilibrio.
Cuore e polmoni sono costretti a subire una deviazione dal loro ritmo originario con ripercussioni sull’intero organismo e sulla natura profonda della vita affettiva e anche intellettiva.
La respirazione è alla base di tutto ciò che possiamo definire salute. Qualsiasi malattia ha una base nei processi respiratori, ossia nei processi cosmici. Signore del respiro è Mercurio, la divinità della medicina, di cui ogni medico porta il simbolo sul proprio camice. Sede degli Arcangeli, ossia degli Spiriti dei Popoli, la Sfera Mercuriale è la sede dove si stabiliscono le forze di salute e di malattia dell’umanità, a seconda delle necessità karmiche che ognuno deve vivere, sia come singolo, che come parte di un popolo.
Raffaele, l’arcangelo guaritore, è collegato a Mercurio ed è l’entità che sempre invochiamo quando cerchiamo lo spirito risanatore.
Il respiro è quindi il grande signore della salute ed ora, con la sua sofferenza, ci sta mostrando quanto ci siamo allontanati dal ritmo originario.
Alla seconda domanda, ossia al perché è stato colpito l’organo del sentire, possiamo rispondere con quanto insegnano le antiche arti mediche sia orientali che occidentali e con l’attuale medicina psicosomatica e antroposofica.
L’apparato respiratorio veicola l’aria, ossia l’elemento fisico della vita, l’elemento psichico dello scambio relazionale, l’elemento spirituale della libertà.
Il polmone, nella sua sostanza, è legato all’elemento “terra”, tra tutti gli organi è infatti il più rigido, il più freddo (la sua temperatura è di 35,5 gradi), la sua forma è fortemente strutturata. La sua funzione invece si lega all’aria, ed il suo compito è quello di incorporare l’aria nella terra.
L’aria è indispensabile alla vita fisica, ma anche alla vita dell’anima, in quanto essa è proprio l’elemento che più caratterizza l’anima, il pneuma (soffio, spirito), con la sua mobilità, la sua levità, la sua libertà. Il polmone attua in sé il senso di libertà ed è noto che quando non ci si senti liberi, può arrivare una costrizione bronchiale, una forma asmatica, o patologie ancora più gravi. Se siamo in uno stato di prigionia interiore, d’impotenza rispetto a certe situazioni, esso soffre, e tutte le malattie dell’apparato respiratorio, dal raffreddore al tumore, sono, in gradi diversi, sintomi di tristezza, di pianto trattenuto, di angoscia d’abbandono, di lutto, di prostrazione interiore.
Non c’è da stupirsi se nell’apparente felicità in cui viviamo, non si celi invece una profonda tristezza, un’incapacità di raggiungere la gioia intima dell’essere, poiché tutto cospira nel nostro attuale mondo per portarci lontani da noi stessi e dalla fonte (il cuore) che è sede dell’amore e dell’autentica gioia.
In questi giorni, il riposo imposto, la prigionia forzata, mimano esternamente l’impotenza che viveva silente nei nostri polmoni e che nei più deboli (gli anziani) si è materializzata nella malattia e in alcuni nella morte, ossia nella ricerca dell’estrema libertà.
La terza domanda, come mai è stato colpito l’apparato dello scambio, del rapporto con gli altri e con tutto ciò che è vita, pone forse il quesito più profondo: quanto ci siamo allontanati dalla Vita?
Rudolf Steiner spiegò come oggi l’atmosfera della terra abbia perduto l’antica forza vitale (il prana). Oggi tale elemento si è allontanato dalla terra, perché i pensieri materialistici ed il progressivo inquinamento ambientale hanno fatto “fuggire” l’anima della terra dall’atmosfera. Così ciò che respiriamo oggi non è sostanza d’anima, ma un insieme di molecole di azoto e ossigeno, oltre che a un’infinità di nanoparticelle di sostanze spesso tossiche immesse nell’atmosfera. Ma la cosa ancor più grave è che l’aria che respiriamo è colma dei respiri respirati da un’umanità che agisce e pensa in modo materialistico. Tali respiri entrano nell’atmosfera immettendovi i contenuti psichici materialistici impressi nel sangue di coloro che vivono di essi.
Sappiamo che il polmone entra costantemente in contatto con il sangue e nel sangue è contenuto l’Io dell’uomo. Un Io impregnato di materialismo avrà un sangue che trasmetterà tale messaggio materialistico al polmone, il quale lo renderà all’aria che tutti respiriamo.
L’anima della Terra si è ritirata dall’atmosfera colma di materialismo. L’anima dell’uomo si ritira addensandosi dentro i polmoni in maniera primitiva, embrionale, come accade nella polmonite.
Ciò che è Vita, Soffio Vitale, Pneuma, Anima, Spirito è in grave stato di sofferenza, ed ora il Covid19 rende manifesta nel concreto la profonda sofferenza intima dell’anima umana e dell’anima della Terra.
Uno studio dell’Università tedesca di Munster (R. Meister, in “Lunge und Atmung”, Basilea 1984) ha dimostrato che nelle zone dove ci sono danni boschivi c’è un aumento della tosse nella popolazione. L’albero bronchiale e la pianta sono simili, sia nella forma che nella funzione, anche se in senso inverso. Le foglie della pianta assorbono anidride carbonica e rilasciano ossigeno, il polmone assorbe ossigeno e rilascia anidride carbonica.
Si potrebbe a questo punto osservare se i recenti e devastanti incendi in Amazzonia e Australia, oltre che le deforestazioni in altre parti del mondo, non abbiano effettivamente portato ad un disturbo respiratorio di massa. E tornando all’elemento tristezza veicolato dal polmone, non può anche essere che l’urlo di dolore di milioni di animali morti bruciati, si riversi in forma somatizzata nell’organo che racconta la tristezza e l’impotenza?
Poiché la polmonite rappresenta una sorta di fusione simbiotica con la madre, un aspetto regressivo di riavvolgimento materno, un’epidemia polmonare può essere vista nel suo insieme come una fusione (patologica) disperata con Madre Terra, la terra-polmone si ispessisce e non riesce più ad accogliere l’aria che la nutre.
Questa malattia sembra proprio mimare ciò che abbiamo fatto alla nostra Terra, che sta gemendo (tristezza) in assenza della salutare aria che le dà ossigeno e fecondità.
Stiamo perdendo la bellezza e la forza vitale delle sane relazioni, stiamo perdendo la relazione con l’universo.
È un insegnamento e una riflessione per tutti noi, affinché possiamo davvero “vedere” l’altro e attraverso l’altro vedere noi stessi, e attraverso noi stessi vedere il profondo mistero in cui siamo immersi in relazione alla vita della Terra, la nostra cara Madre Terra, le cui ferite non possono più essere ignorate.

domenica 6 ottobre 2019

Le più belle frasi di Osho



Osho Rajeneesh (nato a Kuchwada l'11 dicembre 1931 e morto a Pune il 19 gennaio 1990) è stato un filosofo e maestro spirituale indiano. Alla nascita chiamato Chandra Mohan Jain, noto anche come Acharya Rajneesh dagli anni Sessanta in poi, e come Bhagwan Shree Rajneesh negli anni Ottanta, adottò il nome di Osho che deriva dal termine "oceanico" Osho era un professore di filosofia che abbandonò la carriera accademica per girare il mondo propugnando una nuova idea di religiosità. Le sue posizioni anticonformiste suscitarono scalpore e reazioni controverse. Nel 1953, a ventun anni, visse l'esperienza mistica dell'Illuminazione. Iniziò a viaggiare per l'India, a tenere discorsi e a condurre campi di meditazione. Nel 1974 fondò un ashram a Pune che arrivò a ricevere trentamila visitatori l’anno. Soprattutto dopo la sua morte i suoi scritti hanno avuto un'eco di livello internazionale. Gli insegnamenti di Osho raccolti in 600 libri, di cui 200 tradotti in italiano, sono incentrati sull'importanza della meditazione, della consapevolezza, dell'amore, della celebrazione, della creatività e dell'umorismo. I suoi discorsi e le sue frasi, continuano a influenzare milioni di persone di tutte le età e di ogni livello sociale e culturale. Fortemente critico verso le religioni organizzate e i sistemi di potere ad esse legati, Osho considerava la maggior parte delle credenze religiose come superstizioni che celavano la verità sull'illuminazione. Osho ha dedicato la sua vita allo studio dell’uomo, delineando un determinato percorso di risveglio delle coscienze allo scopo di far tornare alla vita tutti coloro che si sentono stretti da ideologie, condizionamenti e tradizioni divenute, per chi ha sete di conoscenza e verità, vecchie ed obsolete.

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