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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

mercoledì 14 ottobre 2009

Nel bosco

Recarsi oggi in un bosco significa vivere un'esperienza disperante. Il silenzio spettrale è solo di rado rotto da un cinguettio o dal brivido del vento. I castagni e gli aceri, dalle chiome quasi del tutto spoglie, sono tetre colonne: in lontananza gli abeti sembrano guglie di grigio granito. Nel sottobosco crescono solo pochi ciuffi d'erba ed i corbezzoli, con il verde smagliante delle foglie, contrastano con il suolo scorticato, giallastro. Sulle rocce non si abbarbicano più i licheni e la volta del cielo, percorsa da profonde fenditure, incombe pericolante e minacciosa sul passeggero. I costoni sono scalfiti da ombre nerastre, i ruscelli agonizzano. Sui crinali si impigliano lembi di nuvole sbranate.

Si avverte che il crollo è ormai prossimo: chi sa osservare intuisce che ormai il pianeta è sull'orlo dell'abisso e che l'umanità è vicina alla resa dei conti. Hodie tibi, cras mihi: oggi a te, domani a me. Resta solo da comprendere se la rovina si abbatterà con estenuante lentezza o se improvvisa, come una frana, travolgerà tutto. Tutto è perduto, fuorché… Ora ci si confronta con il vero timore che abbiano rimosso o cercato di esorcizzare.

Chissà, forse quel giorno mostreremo un coraggio inatteso oppure - ed è più probabile - riveleremo i nostri lati peggiori. E' certo, però, che non potremo sfuggire alla prova suprema. Anche se ci siamo turati le orecchie per non sentire il grido dei sepolti vivi, quell'eco nera e squassante si riverbererà su di noi, atterrandoci, come fossimo fragili arbusti percossi dalla bufera.

fonte - http://zret.blogspot.com/2009/10/nel-bosco.html

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