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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

giovedì 30 aprile 2009

Abrogato l'emendamento D'Alia

Alla fine il Parlamento italiano ha deciso di abrogare e quindi di non rendere esecutivo il noto emendamento D'Alia; l'articolo, il numero 60 del ddl 2180 (o "decreto sicurezza"), proponeva la creazione di un "indice" di siti Web ritenuti dannosi e la loro conseguente chiusura.

L'emendamento è stato abrogato grazie a tre proposte formulate congiuntamente da Roberto Cassinelli e Barbara Mannucci presso la Camera dei Deputati; l'iter che ha portato alla sconfitta della proposta di D'Alia è stato quanto meno particolare.

Dopo un ampio dibattito infatti, alla fine delle 3 proposte di Cassinelli e Mannucci è stata approvata direttamente la terza, in essa era contenuta una semplice frase che un qualsiasi parlamentare sarebbe stato in grado di capire: "Sopprimere l'articolo 60".

Dopo tantissimo rumore per nulla, alla fine il Parlamento ha deciso di rigettare l'intero emendamento d'Alia senza approfondire la questione dal lato giuridico, probabilmente il dispendio di energie sarebbe stato eccessivo per un argomento che non ha mai suscitato particolarmente l'interesse degli "onorevoli colleghi".

ATTIVISSIMO, DI NOME E DI FATTO


28/04/2009
di Tom Bosco (Nexusedizioni) - La Campana dello zio Tom

Non occorreva essere dotati di mirabolanti poteri paranormali per prevedere che il “cacciatore di bufale” per eccellenza, Paolo Attivissimo, non si sarebbe fatto sfuggire la ghiotta occasione della mia presenza a Lugano per cercare di mettere agli atti un nuovo, glorioso capitolo della sua crociata contro quelli che, con ironia di bassa lega, definisce “sciachimisti” (categoria dalla quale mi chiamo fuori, considerandomi semplicemente un giornalista che cerca, al meglio delle sue possibilità, competenze e professionalità, di raccogliere documentazioni e testimonianze e trasmettere queste informazioni al pubblico, che ne valuterà la consistenza e le relative implicazioni e deciderà in piena coscienza e libertà se accettarle o meno).
Leggo sul suo blog la “cronaca” della giornata trascorsa al 4° Congresso Internazionale sull’Ufologia e sullo Spazio 40 anni dopo lo sbarco sulla Luna, organizzato dal CUSI nella persona di Candida Mammoliti (che ringrazio per la sua splendida ospitalità, la grande competenza e una sensibilità decisamente fuori dal comune) infarcita, nel miglior stile di Attivissimo, di forzature, inesattezze, omissioni e facili ironie (come se io mi fossi divertito nel vedermi tagliare un buon quarto d’ora del tempo a disposizione, impedendomi quindi di approfondire adeguatamente alcuni punti della mia presentazione, o che un problema del computer abbia impedito il funzionamento di filmati o animazioni e il puntatore laser fosse scarico…) ma alla fin fine, rimane il fatto che alla sessione serale dedicata al dibattito e alle domande io ero presente, pronto e disponibile al confronto. Attivissimo, adducendo improbabili cedimenti alla noia dovuta a un prolisso approfondimento del caso Zanfretta da parte del Dr. Giorgio Pattera, se n’è andato, evitando convenientemente (per lui!) quello che avrebbe potuto essere un interessante e chiarificatore dibattito in merito alla questione delle scie chimiche e magari anche del caso Zanfretta che tanto lo diverte.
Mi sembra di capire che avesse addirittura in animo di organizzare un collegamento in diretta via telefonino col meteorologo Giuliacci, il quale dall’alto della sua posizione ufficiale avrebbe illuminato la platea sull’inconsistenza della questione delle scie chimiche, che altro non sono che normali scie di condensazione. Che disdetta! L’intervento di Giuliacci non è stato possibile, ed è un peccato, perché avrei voluto rivolgergli almeno una domanda, una sola:

“Fatto salvo che le scie di condensazione si formano in determinate condizioni atmosferiche, condizioni che notoriamente e solitamente sono presenti a partire dagli 8.000 metri di quota in su, come spiega i numerosissimi e documentati casi di scie dense e persistenti rilasciate da velivoli operanti a quote variabili fra i 5.000 e i 3.000 metri e talvolta anche più in basso?”

Insieme al decalogo di Giuliacci, ho notato di sfuggita sul suo blog un post relativo a una diatriba con Rosario Marcianò (la sua bestia nera, si direbbe) concernente alcune spettacolari foto tratte dalla nota rivista statunitense Life, illustranti i cieli letteralmente coperti da scie di condensazione emesse dai bombardieri e dai caccia alleati sul fronte europeo, durante le fasi finali del secondo conflitto mondiale. Effettivamente, a guardarle ricordano molto le innumerevoli foto scattate negli ultimi anni che mostrano i nostri cieli attraversati da decine e decine di scie chimiche, ed è su questa apparente equivalenza che gioca subdolamente Attivissimo, ignaro di scavarsi la fossa da solo.
Il punto è questo: le foto mostrano esattamente quello che dicono, cioè scie di condensazione rilasciate da velivoli operanti ad alta quota (all’epoca i caccia e i bombardieri alleati operavano generalmente tra gli 8.000 e i 10.000 metri, per tenersi lontano dalla portata dell’artiglieria contraerea tedesca) in condizioni climatiche adeguate (in una foto si nota neve sul terreno, quindi dev’essere stata scattata in inverno o all’inizio della primavera, quando le temperature, soprattutto in quota, sono assai basse). Sono numerosissime, dato che nel corso delle missioni di bombardamento sulla Germania, fra il 1944 e il 1945, si trovavano simultaneamente in cielo molte centinaia di velivoli (e in molte occasioni erano migliaia). Sono assai persistenti, e questo a causa dei potentissimi motori a pistoni che spingevano questi velivoli, motori spinti alle massime prestazioni nei voli di guerra, progettati per fornire potenza sufficiente alla maggior quota possibile (guarda caso anche con l’ausilio di additivi chimici, pur se per brevi periodi) ma non certo per essere “puliti”: la quantità di olio incombusto e altro particolato emesso dagli scarichi era impressionante per i nostri standard odierni (andatevi a guardare qualche filmato dell’epoca che mostri l’accensione dei giganteschi motori stellari di un B-17 o di un B-29 prima di una missione, e osservate cosa ne viene fuori…), quindi queste consistenti emissioni di particolato ad alta quota favorivano proprio la condensazione dell’umidità presente nell’atmosfera, fenomeno che, come noto, si verifica proprio in presenza dei cosiddetti “nuclei di condensazione”, e la conseguente formazione di cristalli di ghiaccio. Detta in altri termini, le condizioni ideali alla formazione di numerosissime scie di condensazione particolarmente persistenti. Aggiungiamo pure che la qualità dei carburanti impiegati in tempo di guerra non era nemmeno lontanamente comparabile con quella odierna: era talmente bassa che si concepirono e applicarono svariati congegni catalizzatori per porvi rimedio, a cui si sono ispirati alcuni validi modelli oggi in commercio per l’installazione sui normali automezzi.
Dunque, come si può equiparare lo scenario appena illustrato, in particolare considerando la presenza simultanea nei cieli di parecchie centinaia (quando non migliaia) di aerei, con quello odierno, adducendo che si tratta solo delle scie di condensazione prodotte dal normale traffico commerciale? Forse un sano ragionamento unito alla presentazione di fatti incontrovertibili vale più di qualche masturbazione mentale, smania di protagonismo ed evocazione di improbabili “esperti”, unite al continuo utilizzo dello scherno e della ridicolizzazione per mascherare la pochezza dei propri argomenti (valga per tutte la storia degli improbabili ragni migratori quali responsabili della ricaduta di filamenti, in tutto e per tutto degna di quella a suo tempo formulata per spiegare i cerchi nel grano, prodotti dal convulso rincorrersi nei campi di coppie di ricci in amore...).
Una cosa è sicura: non mi farò trascinare in una sterile diatriba, come è accaduto al grande Massimo Mazzucco che ha sacrificato ore di sonno per ribattere punto per punto ad Attivissimo sulle varie questioni inerenti all’11 settembre 2001, senza cavarne un ragno dal buco (per quanto le campane a morto per Attivissimo siano suonate con la recente e scientificamente documentata scoperta di Termite estremamente sofisticata fra il pulviscolo raccolto a Ground Zero…); non so come si guadagni da vivere il signor Attivissimo e come riesca a conciliare il suo lavoro col grande dispendio di tempo e di energie che impiega nel tentativo di smontare, confutare, ridicolizzare e demonizzare questioni di importanza fondamentale come le scie chimiche, la manipolazione del clima e l’11 settembre (e financo gli UFO, se è per questo), sulle quali chiunque sia dotato di buona volontà, assenza di preconcetti, autonomia di pensiero e sano discernimento potrà trovare una quantità monumentale di documentazione e separare i fatti dalle supposizioni fantasiose, le verità dalla disinformazione, l’informazione dalla bufala. Io preferisco spendere il pochissimo tempo libero che riesco a ritagliarmi da un lavoro sempre più impegnativo in attività più positive e gratificanti dal punto di vista sociale.
Resta il fatto che il sano e onesto confronto pubblico non c’è stato, e non sono stato io (né il Dr. Pattera, se è per questo) a mancare all’appuntamento. Non sarà che fra tutte quelle che sta cercando, in fondo la più grande bufala sia proprio lui?

fonte - http://www.nexusedizioni.it/

lunedì 27 aprile 2009

Il pollo ha il raffreddore, lo zibetto la polmonite e il suino la febbre. Ecco l’ennesima pandemia inventata

di Marcello Pamio
disinformazione

Eccoci qua a distanza di qualche anno a commentare l’ennesima pandemia.
Dodici anni sono passati da quel lontano 1997, anno dell’aviaria (H5N1, il virus non dei polli ma dei “pollastri”), passando per il 2001 con l’antrace e il 2002 con la “terribile” S.A.R.S. (sindrome respiratoria acuta, una specie di polmonite derivata, si dice, dallo zibetto), fino ad arrivare ai nostri giorni con la “febbre dei maiali”.
Il virus è ignoto e “la situazione è seria e va seguita con grande attenzione” ha dichiarato da Ginevra il Direttore dell’O.M.S. (l’Organizzazione Mondiale della Sanità), Margaret Chan.

Si tratterebbe, secondo gli esperti, di un cocktail sconosciuto, un virus oriundo, denominato H1N1 mai rilevato prima sia negli animali che negli esseri umani, contenente i tratti genetici di quattro virus: l’influenza suina e aviaria del Nord America, influenza umana e suina Eurasiatica.[1]
Un supervirus “che si è realizzato nel corso di una serie di passaggi e di trasformazioni genetiche…sicuramente nuovo e largamente sconosciuto al sistema immunitario umano”, ha detto l’epidemiologo Pietro Crovari dell’Istituto di Medicina preventiva dell’Università di Genova.
Sarebbe interessante sapere se le “trasformazioni genetiche” citate dal prof. Crovari, sono “normali” trasformazioni che avvengono in Natura, oppure se necessitano il supporto di qualche laboratorio militare…

A rincarare la dose e ovviamente aumentare la paura generale ci ha pensato la direttrice del C.D.C. (il più importante Centro di controllo delle malattie con sede ad Atlanta), Anne Schuchat, dicendo che la situazione è talmente pericolosa che non è possibile “contenere il contagio”.
Ufficialmente non sanno nulla del virus H1N1, non esistono dati epidemiologici certi, eppure sanno già per certo che non riescono a contenere il contagio!
Contagio che ha fatto ad oggi circa 86 vittime e che sembra essere partito dal Messico, dove si è registrato il primo caso lunedì 13 aprile. Venti segnalazioni in Usa e casi sospetti in Francia, Spagna e Canada.


Che fine hanno fatto le altre pandemie?
Molti analisti indipendenti si aspettavano qualcosa di simile oggi.
Dopo l’aviaria, l’antrace e la S.A .R.S., era solo questione di tempo.
Molti avranno rimosso dalla memoria i titoli dei giornali e i servizi televisivi sulle altre pandemie. Qualcuno per fortuna no.
Nel 1997 l’influenza dei polli, detta aviaria, partita da Hong Kong, doveva sterminare milioni di persone nel mondo e invece non fece nulla.
Le immagini però che circolavano in tutti i media, rappresentavano un mondo in panico totale, dove le persone giravano con la mascherina bianca alla ricerca di un vaccino e/o antibiotico.

Nel 2001 le spore del carbonchio sono state fatte uscire direttamente dal laboratorio militare di Fort Detrick nel Maryland e inviate mediante posta ai rappresentati democratici. Il tutto per far passare delle leggi che violano i diritti sacrosanti dei cittadini e che non sarebbero passate altrimenti, come le Patriot Act I e II.
Nel 2002 è stata la volta della S.A.R.S. che doveva proseguire l’opera devastatrice dell’aviaria.
Dati alla mano, su 8.100 casi ci sono stati 774 morti, il che indica una mortalità più o meno del 9,6%, cioè come quella dell’influenza invernale ordinaria, anzi più bassa.
Anche in questo caso, le immagini mediatiche mostravano mascherine bianche o blu…
Ufficialmente questa “epidemia” si è spenta dopo un anno, nel luglio del 2003, ma è più corretto dire che in luglio si sono spostati gli interessi dei media spostando i riflettori nella guerra in Iraq.

E oggi, aprile 2009 è per caso arrivata la nuova pandemia?
Dagli articoli e dai servizi dei media, sembra proprio di sì

Le maschere cinematografiche
Si continuano a vedere foto a colori di persone che girano per le strade con tanto di mascherina bianca, come se una simile e ridicola protezione servisse a bloccare il contagio di un virus.
E’ bene sapere che le uniche maschere che bloccano effettivamente l’eventuale contagio per via respiratoria di un virus sono le maschere N.B.C. (nucleare-biologico-chimico), quelle che si vedono nei film usate da militari o da scienziati nei laboratori.
Tutte le altre sono maschere cinematografiche utili a far crescere e aumentare paura e tensione nella popolazione!
Vera propaganda che nessuno ha il coraggio di denunciare.

“Tranquilli: abbiamo il vaccino”
“Il Ministero della salute italiano rassicura tutti: l’Italia è in regola con i piani dell’U.E. e nei suoi magazzini sono attualmente stoccati 40 milioni di dosi di antivirali utili ad affrontare una eventuale pandemia di H1N1”.[2]
Per essere più precisi, nei nostri magazzini sono disponibili 10 milioni di dosi di Zanamivir (Relenza della britannica GlaxoSmithKline), 60 mila dosi di Oseltamivir (Tamiflu della svizzera Roche), e altre 30 milioni di dosi sempre di Tamiflu, sotto forma di polvere che potrebbero essere incapsulate dall’Istituto Militare di Firenze, oppure in estrema urgenza, rilasciate per essere prese in soluzione liquida.[3]
Quali sono questi piani europei e soprattutto come mai i nostri magazzini militari sono pieni zeppi di antivirali?
Forse qualcuno era a conoscenza che prima a poi sarebbe arrivata la pandemia e sarebbero tornate utili?
Domande prive di risposta.

Un po’ di gossip
Il presidente statunitense Barack Obama il 16 aprile scorso è andato in visita a Città del Messico ed è stato accolto dal famoso archeologo Felipe Solis, al quale ha stretto la mano.
Fin qui nulla di strano.
La cosa allarmante è avvenuta il giorno seguente: Felipe, accusando sintomi simili a quelli del virus H1N1, è morto!
Non sappiamo se è stato il virus dei maiali ad uccidere il famoso archeologo messicano o l’emozione di stringere la mano al presidente afroamericano…

Dalla “spagnola” alla “messicana”
L’esercito statunitense il 18 marzo 2009 ha pubblicamente dichiarato di aver estratto il genoma dell’influenza “spagnola” da una vittima, un uomo morto nel 1918 e rimasto congelato in Alaska[4].
Forse non tutti sanno che il virus dell’influenza chiamato “spagnola”, agli inizi del secolo scorso ha causato una vera e propria pandemia, provocando venti milioni di morti in giro per il mondo.
Secondo la testimonianza di un sopravvissuto si poteva morire in un giorno, ma la cosa più interessante che ha detto è che tale pandemia “colpì solo le persone vaccinate; quelli che rifiutarono le vaccinazioni non si ammalarono”.

Per quale motivo - se non quello batteriologico – oggi gli scienziati del Pentagono, sono così interessati al Dna di un virus così mortale?
Studiarlo per tenerlo dentro in laboratorio superprotetto, come il colabrodo Fort Detrick, oppure usarlo come arma batteriologica?
Dove collocare il nuovissimo virus messicano?
Ennesima bufala mediatica per vendere milioni di dosi e far vaccinare milioni di persone ignare? Far passare leggi ad hoc che violano i diritti civili, come in America? Si tratta di un test sulla popolazione?
O tutto questo assieme?

Qualcosa da sapere sui virus
A prescindere dalle risposte precedenti vediamo cosa potrebbero essere i virus.
Nonostante quello che ci vengono a raccontare, i virus non sono microrganismi perfidi e terribili, ma delle semplici “proteine a DNA”.
In pratica i virus sono dei pezzi di DNA avvolti da una capsula proteica.
Quindi non ”esseri” superintelligenti e subdoli pronti ad uccidere milioni di persone e/o animali, ma delle sostanze aggregate in molecole complesse (alle volte tossiche) racchiuse in un capside di materiale proteico.[5]

Il problema per tanto è sempre del terreno biologico, ed è in questo che va ricercata la causa fisiologica delle malattie.
La duplicazione dei virus avviene per opera delle cellule, quindi per opera del terreno!
Un terreno alterato (e tra poco capiremo in che modo) produce questi virus e non il contrario.

Secondo il biologo francese Gaston Naessen (ideatore del microscopio particolare chiamato Somatoscopio, che ingrandendo di 30 mila volte permette l’osservazione di organismi viventi piccolissimi senza ucciderli) i virus sono agenti utili alla ricostruzione delle zone ammalate dei tessuti, come spiegato anche dal dottor G.R. Hamer nelle cinque leggi biologiche della “Nuova Medicina Germanica”.
Anche il virologo Stefan Lanka (il primo ad isolare un virus marino) è della stessa opinione.
In tutte le sue osservazioni scientifiche non ha mai visto un virus uccidere nessuno, per il semplice fatto che il virus si occupa di “trasportare informazioni” da una cellula all’altra.[6]
In pratica, secondo il prof. Lanka, il virus è una specie di “postino cellulare” che viaggia a bordo del DNA.
Informazione ricoperta da una proteina.

Ecco perché il biologo P. Medawar definisce “virus” come un “cattivo messaggio (informazione tossica) avvolto da una proteina”[7]
Questa “cattiva informazione rivestita da proteina” in un organismo debilitato, il cui terreno biologico è pregno di tossine, inquinato da anni di alimentazione spazzatura (come la stragrande maggioranza di noi occidentali) è normale aspettarsi dei danni.
Il sistema immunitario è occupato a fagocitare gli scarti metabolici (tossine, metaboliti, metalli pesanti, ecc.) creati dal nostro stile di vita e quindi non è in grado di riconoscere questi agenti, che per questo trovano lo spazio per moltiplicarsi a dismisura senza alcun intoppo.
La Vis Medicratix Naturae, cioè la “forza risanatrice” che ogni essere vivente possiede, è totalmente esaurita dallo sforzo del corpo di espellere tali pericolosi rifiuti.

Il virus in un organismo sano, il cui terreno è in equilibrio, non crea alcun problema (moltissime persone nel 1918 sono venute a contatto con la “Spagnola” ma non sono morte e neppure ammalate. Come mai?).
In questo caso il virus non può creare alcun problema, perché verrà riconosciuto immediatamente e non replicato o addirittura fagocitato (se fosse necessario) da un sistema immunitario attivo e perfettamente funzionante.
La Vis Medicratix Naturae risanerà completamente il corpo.

Detto questo è sottinteso l’importanza dello stile di vita nella prevenzione e nella cura delle malattie infettive.
Ricordando che la prevenzione si fa quando si è sani e si sta bene, non quando si è malati, in questo caso si parla di cura.

Per esempio:
- Mangiando cibi industriali morti pregni di additivi chimici (aromi, conservanti, coloranti, ecc.). Questi non vengono riconosciuti dall’organismo e dal sistema immunitario e creano tossiemia;
- Mangiando (in eccedenza) proteine animali (carne, uova, pesce, latte e derivati) si aumenta il carico tossinico e l’acidità del terreno biologico. Il terreno della salute è alcalino e non acido.
- Combinando gli alimenti in modo scorretto (amidi-proteine, grassi-proteine, zuccheri-proteine, zuccheri-amidi, acido-proteine, acido-amidi, ecc.) si provocano fermentazione e putrefazione intestinale aumentando l’acidificazione e dando origine a problematiche anche serie.

Questo insieme di fattori crea tossiemia (base per qualsiasi malattia) che blocca il sistema immunitario e svuota totalmente la Vis Medicratix Naturae.
Il tutto viene aggravato dal mondo dei sentimenti sempre più bersaglio da “operazioni” mirate ad aumentare nelle masse emozioni che bloccano e debilitano dall’energia vitale.
Una tensione – di qualsiasi tipo - prolungata nel tempo snerva il corpo (energia muscolare e funzionale che possiede ogni organo); mentre una paura costante paralizza le coscienze impedendo all’uomo di agire, diventando l’artefice della propria vita.
I giornali in generale e particolarmente la televisione, sono in prima linea nel creare e spedire “virus mediatici”: “informazioni tossiche”, dannose e debilitanti per l’essere umano.
Per tanto una semplice chiave per potenziare l’organismo e proteggerlo da eventuali “attacchi” esterni e/o interni è alimentarsi correttamente, bloccando ogni mezzo “infettivo virulento”: giornali e tivù.

[1] “L’OMS: ‘un virus ignoto, la situazione è seria’”, Natalia Andreani, “Il Mattino di Padova”, 26 aprile 2009
[2] “Noi non importiamo quella carne”, “Il Mattino di Padova”, 26 aprile 2009
[3] Dichiarazione di Ferruccio Fazio, Sottosegretario alla Salute.
[4] “Laboratori e vaccini dei soldati: negli USA dilaga la psicosi”, Guido Olimpio, “Corriere della Sera”, 26 aprile 2009
[5] “Cosa è un virus”, tratto da www.mednat.org
[6] Idem
[7] Idem

fonte: http://www.disinformazione.it/

domenica 26 aprile 2009

Perchè sono scie chimiche e non sono scie di condensa

www.tankerenemy.com

Tamiflu? No grazie

18-05-2007
Il farmaco antinfluenzale noto per essere stato oggetto di accaparramento durante la stagione dell'influenza aviaria sale sul banco degli imputati. Non ci sono prove sufficienti per dire che oseltamivir (principio attivo di Tamiflu) sia efficace nel prevenire o curare le complicanze della comune influenza, né per consigliarlo in caso di nuova epidemia. Gli effetti avversi: a parte nausea e vomito, che sono i più conosciuti, sono stati segnalati casi di comportamento anomalo e morti improvvise per depressione respiratoria.
L'ente statunitense per la sicurezza dei farmaci ha messo in guardia sugli effetti neuropsichiatrici dopo alcune segnalazioni dal Giappone, dove il Tamiflu è molto utilizzato.

sabato 25 aprile 2009

Il gigante di Grenada

"Alcuni resti fossili rivelerebbero che un'antica progenie di giganti era contraddistinta dall’esadattilia, ossia la presenza di mani e piedi con sei dita. È questo un carattere anatomico che si è conservato in alcune popolazioni indiane ed africane. Secondo Alan Alford, i giganti erano una specie molto longeva e robusta, ma sterile: essa era stata selezionata dagli “dèi” affinché i suoi componenti fossero adibiti a lavori come la costruzione di imponenti edifici e lo scavo di gallerie nelle miniere da cui estrarre, in particolar modo, stagno ed oro. Per Alford, gli Olmechi furono un popolo di stirpe negroide che, intorno al XV secolo a.C., si stanziò nell’attuale Messico: essi edificarono Teotihuacan e scolpirono teste, dagli inconfondibili tratti negroidi (naso camuso, labbra carnose), pesanti parecchie tonnellate. Di queste teste di basalto, dall’espressione misteriosa ed accigliata, non si conosce la funzione. Gli archeologi ufficiali affermano che le loro sembianze, tutto sommato, sono riconducibili alla fisionomia degli attuali abitanti del Mesoamerica, discendenti dei Maya". (Vedi l'articolo intitolato Goliath) Un bel modo di eludere scomode testimonianze paleontologiche.

Eric Gairy, primo ministro e ministro degli esteri dell'isola di Grenada, è noto perché il 12 ottobre del 1978, tenne un discorso all'assemblea dell'O.N.U. in occasione della trentesima e seconda riunione plenaria, i cui cardini, tra gli altri, furono i seguenti: il Triangolo delle Bermuda, gli oggetti volanti non identificati ed il fenomeno extraterrestre.

Gairy, dopo una serie di avvistamenti di U.F.O. nell'isola di Grenada, cominciò ad interessarsi del tema, chiedendosi che cosa potesse collegare il piccolo stato delle Antille a presunti extraterrestri. Un episodio in particolare cambiò la sua vita: un giorno venne a sapere che alcuni pescatori avevano trovato sulla battigia il corpo senza vita di un essere alto circa tre metri, con il capo incorniciato da lunghi capelli intrecciati. La creatura era di pelle bianca ed aveva sei dita per mano. Lo stesso Gairy, recatosi sul luogo del ritrovamento, potè vedere la salma del gigante che gli parve dimostrare una trentina d'anni. L'essere - secondo Gairy si trattava di un alieno - indossava una tuta aderente di colore blu scuro: l'abito era del tutto privo di cuciture era tutt'uno con le calzature. La spiaggia su cui fu rinvenuto il corpo era coperta di rottami metallici di diverse dimensioni. Gairy ordinò di fotografare la creatura e di portarla alla Medical School. Gairy morì il 23 agosto 1997, a Grand Anse, Grenada, dove era ritornato nel 1984, al termine del suo esilio negli U.S.A. Del gigante non si è saputo più alcunché.

In questi ultimi anni, a possibile conferma della singolare scoperta compiuta a Grenada, si possono citare gli esseri con sei dita per mano descritti da supposti rapiti. "Sono biondi, di alta statura, con pupille chiare e verticali, attaccatura dei capelli molto alta, vestiti con una specie di camicione bianco e, di solito, con un medaglione appeso al collo e riportante strani segni triangolari".

Si può notare, a contrasto con la diversità nell'abbigliamento, una certa somiglianza fenotipica tra il gigante di Grenada e gli "alieni" le cui fattezze sono rievocate da persone che, sotto ipnosi, ricordano di essere state rapite: questi soggetti ed i loro vissuti sono stati studiati da Corrado Malanga. Anche l'entità biologica extraterrestre del controverso filmato di Santilli, comprendente forse qualche fotogramma genuino secondo Umberto Telarico, mostra sei dita.

L’esadattilia è un tratto che accomuna antichi abitanti del pianeta, secondo alcuni autori di origine non terrestre [1], ed alcuni resoconti nell'ambito dell'Ufologia: è un argomento che merita ulteriore attenzione per tentare di annodare i fili che legano un passato remoto ad un presente contesto di enigmi biologici ed esobiologici.

[1] B. Teseo, nello studio Calcoli alieni a base 12, 2009, cita dei documenti della N.S.A. (Agenzia per la sicurezza statunitense), recentemente declassificati, che si riferiscono a contatti con alieni con mani di sei dita. L'autore ipotizza che il sistema sumero a base 12 fosse di origine esterna.

Fonti:

A. Alford, Il mistero della genesi delle antiche civiltà, Roma, 2000
W. T. Bateman, Il segreto ET di Sir Eric Gairy, in X Times, n. 6, aprile, 2009
C. Malanga, L'inferno e le anime, ibidem
U. Telarico, 1995 Alien autopsy footage, in Area 51, n. 12, settembre, 2006

NIBIRU E STARGATE - ( Nuove Teorie ) - di Pablo Ayo

www.menphis75.com

David Sereda. Uscire dalla crisi utilizzando la retro ingegneria aliena

David Sereda, ricercatore e autore di documentari, è rimasto colpito dall’ avvistamento di un UFO, in pieno giorno a Berkeley, nel 1968 all’età di 7 anni. Si trovava in compagnia di un amico, ma erano presenti centinaia di persone per le strade che hanno potuto osservare quell’oggetto immobile nel cielo per 20-30 minuti. “Poi l’oggetto è scomparso istantaneamente in un’altra dimensione invisibile”…

Sereda ha avuto una formazione scientifica che gli ha permesso di avvicinare un gran numero di ricercatori della NASA. Inoltre è spinto da una forte motivazione ecologica.

Ed è proprio questa motivazione che lo ha ispirato per il tema di una sua recente conferenza a Laughlin: “Vogliamo scatenare una Terza guerra Mondiale per il controllo delle risorse petrolifere? Il modo per uscire dalla crisi e di fare fronte al riscaldamento climatico e di costringere il complesso militaro-industriale a divulgare le realizzazioni alle quali è pervenuto praticando la retro ingegneria su tecnologie aliene”.

Sereda ha presentato lunghi spezzoni di una delle sue interviste a Boyd Bushman, uno scienziato in pensione della compagnia Lockheed Martin che ha lavorato durante 23 anni negli stabilimenti di White Settlement in Texas. Bushman spiega le sue ricerche sull’antigravità e conferma le dichiarazioni di Ben Rich sulla retro ingegneria di tecnologie aliene.

Bushman, nato nel 1928, ha anche lavorato alle Hughes Aircrafts, Texas Instruments, o General Dynamics. È possessore di 25 brevetti d’invenzioni.

Nel video l’ingegnere dimostra la levitazione elettromagnetica. Essa richiede una grande fonte di energia, e Boyd Bushman non rivela la soluzione.

Egli pensa che la sperimentazione con una specie di Lifter a forma di anello possa essere utile per spiegare ad esempio la celebre faccenda del Gulf Breeze in Florida, durante la quale i testimoni di Ed et France Walters hanno scattato una quarantina di fotografie tra il novembre 1987 e maggio 1988.

Le immagini sono state autentificate dal Dr Bruce Maccabee.



Tradotto da deg per http://www.altrogiornale.org/



fonte - http://ovnis-usa.com/2009/02/26/jeudi-26-fevrier/

venerdì 17 aprile 2009

Mostri contro alieni (articolo di Roberto Capponi)

"Mostri contro alieni" è un mostruoso cartone animato per la regia di Rob Letterman e Conrad Vernon. Prodotto dalla "Dreamworks animation" (bisognerebbe ribattezzarla "Nightmaresworks"), narra di una giovane californiana, Susan Murphy, che viene accidentalmente colpita da una meteora piena di sostanze interstellari. Ella così comincia a crescere sino ad una statura di 15 metri. Informato della minaccia che la gigantesca creatura potrebbe rappresentare, interviene l'esercito che cattura la ragazza trasferita in un sito militare segreto. Qui viene segregata insieme con il Professor Scarafaggio (sic), naturalmente insettiforme, B.O.B., un bruco di 100 metri di lunghezza, il cui nome è Insectosaurus ed altri simpatici mostri. La loro prigionia è interrotta allorquando, giacché un robot alieno ha assalito la terra, il presidente degli Stati Uniti, persuaso dal generale W.R. Monger, decide di arruolare i mostri affinché combattano l'invasore extraterrestre.


Il film d'animazione ci interessa per due motivi: in primo luogo in varie sequenze sono inserite non solo scie tossiche sia persistenti sia effimere, ma anche aerei che le rilasciano (si legga oltre); inoltre, usando i soliti messaggi obliqui, "Mostri contro alieni" pare voler demonizzare eventuali civiltà esterne contro le quali si coalizza un'umanità plagiata ed indottrinata. Non è forse un caso se l'invasore è in realtà un ologramma (un adombramento del Progetto Bluebeam?). Produzione di sconvolgente bruttezza, "Mostri contro alieni" è l'ennesima prova di quanto i cartoni, destinati ad un pubblico di bambini e pre-adolescenti, siano strumenti per insinuare menzogne e per normalizzare l'orrore delle scie tossiche, anche instillando il convincimento che i militari ci salveranno da pericolosi nemici. Stucchevole elogio dell'esercito, cieli sfregiati, manichea e capovolta contrapposizione tra "buoni" e cattivi... sono questi gli ingredienti di un velenoso cinema di propaganda nazista e di programmazione mentale.

Si forgiano oggi le catene per gli schiavi di domani.

"Mostri contro alieni" è un film d'animazione dedicato ai bambini in cui si vedono cieli completamente solcati da scie chimiche, addirittura in alcune sequenze si vedono gli aerei che rilasciano chemtrails! Anche il cinema ormai si è impossessato del diritto di fare “formazione” o “educazione”, chiamatela come vi pare, ed è un gravissimo comportamento la targetizzazione (scusate il neologismo, ma rende l'idea) dei minori. E' un'infamia che vengano coinvolti dei bambini che non sono in grado di comprendere dei fenomeni che sono già straordinari per gli stessi genitori i quali tendono a sminuirli, rimbecilliti a loro volta dai media (soprattutto la televisione): i mezzi di informazione, infatti, riescono a condizionare il comportamento delle masse. L'obiettivo "bambini" ci permette di capire che l'irrorazione chimico-biologica è destinata a durare per decenni o per sempre, o almeno fino a che non si troveranno delle alternative tecnologiche alle scie chimiche.

Stanno di fatto "educando" i minori ad abituarsi a vivere in un altro mondo, un'altra Terra, non quella che noi adulti abbiamo conosciuto e che ora vediamo cambiare sopra le nostre teste e sotto i nostri piedi. I media stanno facendo la parte del leone in questa “formazione”, invece di fare informazione. Lo vediamo costantemente nella pubblicità: quanti di voi hanno fatto caso agli spot pubblicitari in cui appaiono sovente cieli con le famose e tanto care ai nostri meteorologi, "innocue velature" che si dissolvono verso la sera? Chi si è accorto di formaggi alle chemtrails, rasoi alle chemtrails, automobili alle chemtrails, pneumatici alle chemtrails, biscotti alle chemtrails? Addirittura, in alcuni casi, le scie sono esibite grazie alla partecipazione di famosi personaggi. L'analisi di Corrado Penna, nell'articolo Io non voglio vedere, sull'apatia della popolazione nei confronti delle scie chimiche è assolutamente veritiera.

Anche a chi scrive è capitato di discutere e spiegare il fenomeno. Le risposte? Simili a quelle ricevute da Penna. Gente istupidita dai cellulari, dalle palestre, dalle chats insignificanti, dagli assurdi reality televisivi, dal sesso, dallo svago becero: ecco i nuovi obiettivi e divertimenti degli adulti, in un degrado sempre più travolgente. Questa è la realtà: arroganza, ignoranza, maleducazione e mancanza di rispetto che stupiscono per la loro grettezza. Quando questi bravi genitori, tanto interessati all'avvenire dei propri figli, che sono per loro più un ingombro che un piacere, li accompagneranno al cinema o acquisteranno o noleggeranno questo film o acquisteranno il videogioco, in che modo spiegheranno ai bambini che è tutto falso? Come chiariranno che quello che osservano è tutto creato dall'uomo e non esiste in natura? Come spiegheranno che quelle scie nel cielo non sono nuvole, ma prodotti chimici rilasciati da decine o centinaia di aerei per 365 giorni l'anno?
Ognuno di noi ha l'obbligo morale di informarsi e spiegare al prossimo quanto accade: non esiste un mondo in cui vige solo il diritto, questo va di pari passo con il dovere e non possiamo esimerci dall'adempiere il compito di cittadini e genitori. Non si può fingere che i problemi non esistano: dobbiamo prendere il toro per le corna e liberarci. E' inconcepibile che altri possano decidere il futuro dei nostri figli in nostra vece: adesso noi creiamo il nostro futuro. Se non ci svegliamo, i bambini di oggi saranno gli adulti schiavi di domani.

Leggi qui l'articolo di R. Capponi.

mercoledì 15 aprile 2009

La fisica astroparticellare: fenomeni rari sotto la montagna

Laboratori del Gran Sasso
Alcuni fenomeni si verificano a energie tanto alte da non essere raggiungibili con gli acceleratori, ma possono avvenire anche spontaneamente, sebbene molto di rado. Essi sono inoltre confusi tra fenomeni molto più frequenti dovuti ai raggi cosmici e alla radioattività naturale. Un laboratorio come quello del Gran Sasso, nel quale uno schermo naturale di
1400 m di roccia lascia passare solo una particella per ogni milione tra quelle che raggiungono la superficie, è il posto ideale per studiare questi fenomeni.
I Laboratori del Gran Sasso sono per estensione e tecnologia i laboratori sotterranei più avanzati nel panorama della ricerca mondiale. Completati nel 1987, ospitano oggi una dozzina di esperimenti condotti da circa 600 ricercatori provenienti da tutto il mondo.
Lo studio delle proprietà dei neutrini rappresenta uno dei principali temi di ricerca dei Laboratori del Gran Sasso.
Per misurare i neutrini emessi dal Sole è in funzione l'esperimento Gno, mentre Borexino e Icarus sono in costruzione. Lvd è in attesa di rivelare i neutrini prodotti dall'esplosione di una supernova.
Delicati esperimenti cercano di misurare la massa dei neutrini elettronici. L'ambizioso programma CNGS (CERN Neutrinos to Gran Sasso) comporterà la realizzazione di un fascio di neutrini prodotto al CERN di Ginevra e inviato verso i rivelatori installati al Gran Sasso.
Altre importanti esperimenti (Dama, Cresst, Hdms) sono alla ricerca della "materia oscura", materia di cui probabilmente è costituita la maggior parte dell'Universo.
Il grande esperimento Macro si è concluso dopo aver condotto un vasto spettro di studi, dall'osservazione dei neutrini prodotti nell'atmosfera alla ricerca di nuove particelle.
Anche i geologi e i biologi stanno svolgendo esperimenti di avanguardia approfittando delle caratteristiche uniche del laboratorio.

Il sole brilla di neutrini
I neutrini provenienti dal Sole portano informazioni, in tempo reale, sulle reazioni di fusione che avvengono all'interno della stella e permettono ai fisici di indagarne i meccanismi.
La proprietà dei neutrini di interagire raramente con la materia rende il massiccio del Gran Sasso per essi completamente trasparente, tanto che riescono a raggiungere gli esperimenti nelle sale sotterranee dei laboratori senza essere fermati.
Gallex è stato il primo esperimento al mondo a rivelare i neutrini elettronici provenienti dalle reazioni di fusione termonucleare che producono l'energia al centro del Sole. Sebbene mille miliardi di miliardi di neutrini attraversino l'esperimento ogni giorno, solo uno di questi, in media, viene assorbito da un nucleo di Gallio. Gallex ha mostrato un singolare fenomeno che avviene per i neutrini nel loro lungo viaggio dal centro del Sole alla Terra. Una parte, circa la metà, scompaiono, anzi, presumibilmente si trasformano negli altri tipi di neutrini, che Gallex non è in grado di rivelare.
Al suo posto, dal 1998, è in funzione una versione più avanzata, Gno.
Borexino permetterà ulteriori progressi, utilizzando tecniche di avanguardia appositamente sviluppate. Studierà in tempo reale i neutrini in un intervallo di energia in cui è più visibile un comportamento ipotizzato nelle nuove proprietà del neutrino. Il rivelatore è costituito da una parte centrale sensibile ai neutrini, circondata da due liquidi schermanti che la proteggono dai disturbi. Molto raramente un neutrino urterà un elettrone nella parte centrale provocando un piccolo lampo di luce, che verrà captato da sensori. Sono già state ottenute le necessarie condizioni di purezza estrema dei materiali e la costruzione dell'esperimento è nella fase conclusiva.

Un viaggio sotterraneo di 730 km
Il progetto CNGS prevede la costruzione di una sorgente di neutrini muonici al CERN di Ginevra, che verranno proiettati verso i Laboratori del Gran Sasso, a 730 km di distanza. Quando la costruzione sarà completata, nel 2005, i neutrini viaggeranno da Ginevra a L'Aquila in linea retta.
I neutrini infatti attraversano distanze enormi in qualsiasi materiale con la stessa facilità con cui la luce attraversa il vetro di una finestra.

I neutrini sono le particelle elementari più difficili da studiare, ma il loro ruolo è determinante per la comprensione della natura sia su scala microscopica sia su scala cosmica. La teoria attuale delle particelle elementari è basata sull'ipotesi che tutti i neutrini abbiano massa nulla.
Negli ultimi anni, però, esperimenti realizzati in laboratori sotterranei, tra i quali Gallex e Macro al Gran Sasso, hanno mostrato che ciò potrebbe non essere vero. Sono stati individuati infatti segni del cosiddetto fenomeno di oscillazione dei neutrini, effetto quantistico per cui i neutrini di un tipo possono trasformarsi
in un altro.
Gli esperimenti al Gran Sasso andranno alla ricerca di neutrini tau che si saranno originati nella trasformazione lungo il percorso tra il CERN e il Gran Sasso.

Due progetti di esperimento, Icarus e Opera, sono attualmente in preparazione. Essi sfruttano metodologie diverse, l'uno le proprietà dell'argon liquido, l'altro quelle delle emulsioni fotografiche, per produrre immagini accurate degli eventi. Opera è in grado di rivelare sia il punto in cui la particella tau è prodotta dal neutrino tau sia quello, a distanza di circa 1 mm, in cui essa decade, identificando in modo univoco il fenomeno. Icarus, invece, fornirà precise informazioni su ogni evento individuando la presenza del tau su base statistica.

martedì 14 aprile 2009

Distanza, vicinanza

Tradurre il pensiero in parole: esiste un compito più arduo? Invalicabile il linguaggio si interpone tra la verità e la sua manifestazione, come un vetro che separa dal mondo oltre. Le parole sono fedifraghe e quasi sempre offendono l'idea per restituirne un pallido riflesso. Non rinunciamo ad usarle, poiché, se il silenzio assomiglia al fulgore del sole, talora una frase scolpita è come la luce tagliente, benché riverberata, della luna.

Sappiamo, però, in quanti vicoli ciechi s'infila il linguaggio, in quante pastoie di incomprensioni è annodato. Soprattutto sentiamo che il dono della vera comunicazione è raro, stupefacente, a guisa di quegli aeroplanini di carta che i ragazzi confezionano: per un miracoloso gioco di correnti, per la sapienza con cui il velivolo è stato costruito, anche per la giusta dose di saliva con cui si umettano gli alettoni, l'aereo si libra a lungo e leggiadro per atterrare lontano con naturale eleganza. Quante volte succede, però? Di solito le parole cadono miserande dopo pochi attimi: goffe caracollano per procombere, sacchi pesanti. Si è che quanto più ci accostiamo a verità essenziali, tanto più la loro luce ci abbaglia ed ogni tentativo di rendere il senso del tutto che è nulla naufraga.

Il problema è la distanza non tanto tra il significante ed il significato o tra il concetto e la cosa, ma tra il senso colto nella sua intimità ineffabile (e spaventosa) e la vertiginosa insufficienza dell'espressione. Le realtà profonde rifuggono dall'eloquio: si rintanano nelle viscere dell'infinito. Solo alcuni privilegiati riescono a gettare avventurosi ponti tra i pensieri e le elocuzioni: questi ponti sono le metafore, le analogie, ma il rischio è che anche il valore primario, letterale sia scambiato per metafora, per gioco linguistico.

Che cosa pensare dei vocaboli? Paiono forme senza voce. Che cosa delle parole? Parabole dalla parabola discendente. Che cosa dei termini? Sono il punto terminale dell'idea, la morte dell'intuizione. Resta l'ironia: l'ironia vera è la coscienza del distacco tra reale ed ideale, è pure la spada con cui tagliare i nodi (concettuali) di Gordio. Di fronte alla panoplia dell'accademismo, ai paludamenti della retorica, l'ironia è irridente, dissacrante. Di fronte al gioco crudele della vita, si converte in sorriso enigmatico, appena velato di malinconia, come quello del Buddha o quello del Cristo di certi versetti.

Talora vorremmo cancellare tutto e scrivere ex novo. A volte siamo tentati di tacere per sempre. Eppure, per serendipità, il linguaggio ci conduce in lande inesplorate o ci sospinge verso nuovi incontri. E' certo che abbiamo nostalgia del silenzio che era in principio (il Logos subentrò subito dopo), come del non-io e dell'istante atemporale, ma, in quanto uomini, viviamo in prossimità del linguaggio, sebbene qualcos'altro alberghi oltre.

Osserva Elémire Zolla in Stupore del Fanciullo: "A scavare si intorbidano le fonti alle quali occorrerebbe bere e tacere sicché si ascoltino i pensieri oscuri, interiori, in rigoroso silenzio."

E’ così, poiché il silenzio è misura della vicinanza alla verità.

domenica 12 aprile 2009

Dr.Tullio Simoncini: La causa del cancro è un fungo

Deriso, scacciato, offeso, calunniato, screditato e umiliato in casa propria, Tullio Simoncini ha dovuto attraversare l'oceano per ricevere il meritato applauso dopo 20 anni di lotta a favore di un idea tanto semplice quanto rivoluzionaria: il cancro è un fungo.



Visita il sito: http://www.curenaturalicancro.org

giovedì 9 aprile 2009

Come trovare Dio?

Perché chiedi di Dio? Cosa vorresti ottenere da questo incontro? Felicità, pace, libertà, verità? Credo siano queste le cose che solitamente vorrebbero raggiungere le persone che chiedono di incontrare dio. Questo, in concreto, significa solo che, ora come ora, quel che tu vivi è infelicità e confusione. Peschiamo, così, dal cilindro dei nostri pensieri, l’idea di dio, sperando di cancellare, con un colpo di spugna, ogni nostro conflitto.. Ma che dio potrà mai essere questo? Un pensiero generato da una mente infelice non credo possa divenire una realtà di pace.
Cerca di guardare lucidamente la realtà che stai vivendo, perché solo da lì riuscirai a far nascere quella perpetua luce interiore che non è frutto di un sogno o di un bisogno di fuggire. Ecco che allora inizierai a vedere anche l’Amore che muove l’esistenza intera, e a quel punto, forse, ti chiederai cosa stia accadendo e da dove venga tutta quella bellezza, ma non trovando alcuna risposta, e rimanendo meravigliata da tanto splendore, forse dirai, “è Dio, è Il Mistero”, o forse rimarrai semplicemente in silenzio. Ma non parliamo più di dio prima ancora d’aver parlato con noi stessi.

Fonte: http://www.dadrim.org/


Portali-addendum

Secondo Angelo Ciccarella, la città di Lipsia, nell'ex Germania est si può considerare un portale. Nell'articolo intitolato La faccia occulta del Comunismo, lo studioso riferisce di audaci e pericolosi esperimenti compiuti dalla Stasi, la famigerata polizia segreta della Repubblica "democratica" tedesca, nel centro militare di Lipsia.

L'autore scrive: "Ad un certo punto degli esperimenti collettivi, qualcosa avvenne, qualcosa di terribile si rivelò. Un arco di radiazioni elettromagnetiche in espansione saliva attraverso gli strati delle vecchie e mai perdute trasmissioni radio di tutto il mondo. Mentre l'arco procedeva in avanti nello spazio, viaggiava indietro nel tempo e tutti i sensitivi, i tecnici, gli agenti Stasi presenti nel laboratorio, ascoltarono voci di persone morte da tempo, fino a tornare verso la prima trasmissione di Marconi e... verso il silenzio. Poi, di botto, una cascata inarrestabile di fenomeni: onde scalari, anomali flussi energetici, ampio spettro di frequenze E.M. e nota di fondo dominante, fragorosa. Uno squarcio nel vuoto ed ecco comparire un grande arazzo sopra le teste dei presenti. Vi era raffigurato un animale, una salamandra in mezzo alle fiamme. Si era creato un punto cieco, un varco dimensionale. Inavvertitamente, pigiando un tasto, oltre lo specchio si era acceso un led. Le facoltà extrasensoriali di uomini e donne unite ad un glifo psicoacustico ed ad un codice alieno (?) avevano trapassato le Porte del Tempo. La Quarta dimensione non è impenetrabile. Quando si lacera la sua struttura connettiva, ne sopravviene un universo tangente, instabile, limitato nella trasmissione. Esisterebbero così infiniti universi, nei quali si svilupperebbero, in maniera indipendente, tutte le alternative possibili, a partire da una situazione che ha la possibilità di evolvere in diversi modi... Ciascuna alternativa diventerebbe così realizzata e praticabile in un mondo a sé, senza essere cancellata dalle altre nelle vicende di un unico mondo... Lipsia era un cancello stellare che attendeva da tempo di essere aperto, un dispositivo in grado di viaggiare nel tempo e nelle dimensioni. I massimi esperti di fisica e di elettronica provarono inutilmente ad usare il portale come arma. Il portale da solo non serve a nulla; per funzionare ha bisogno di un suo omologo di uscita nel segmento spazio-temporale di arrivo. Indovinate dove si trova l'altra porta e soprattutto chi la detiene?"

Ciccarella intravede dietro le quinte della storia una cospirazione di proporzioni gigantesche: il nome in codice dell’Entità che agisce nell’ombra è Salamandra. La salamandra, animale che, nella tradizione, era in grado di vivere nel fuoco, ricorda le figure create dal plasma.

Nel suo testo criptico, non privo di autocompiacimento e di qualche tono da ierofante, Ciccarella ha comunque il merito di rispolverare gli inquietanti scenari di un conflitto segreto, il conflitto delle psicospie. Durante gli anni della Guerra fredda, agenti psichici statunitensi (famoso è lo scienziato ed artista Ingo Swann) e dell'est europeo si confrontarono in esperimenti di visione a distanza ed in altri ambiti relativi all'uso a fini spionistici dei poteri mentali. L'ipotesi dell'autore pare la seguente: forze extrasensoriali furono all'origine di un'apertura nella sfera spazio-temporale. E' probabile che ai risultati concorsero diaboliche tecnologie. La convergenza tra dimensione medianica e tecnologica sembra essere all'origine delle scoperte che resero celebre Marconi; un ascolto di esseri dell'altrove illuminò la mente di Tesla. Gli scientisti reputano tale approccio ridicolo, poiché essi distinguono tra la scienza e la superstizione. Sappiamo, però, quanto le ricerche di eminenti studiosi anche razionalisti siano venate di magia, di occultismo.

La riflessione sui portali, su questi aditi verso regioni invisibili ci conduce al confine della percezione ordinaria, là dove i concetti razionali si appannano per compenetrarsi con idee controintuitive, con i paradossi delle verità eccentriche ed inaccettabili, appena rasentate da intelletti sublimi. Quando ci accostiamo a certe verità mai attinte prime, esse si sbriciolano e si depauperano, a contatto con il linguaggio e la logica.

Dove potrebbe essere l'altra porta verso l'Ade? Forse nelle viscere del Gran Sasso, cui accennai in Portali, visto che si trova più o meno sulla stessa longitudine (13 gradi e 34 primi) di Lipsia (12 gradi e 23 primi)? In laboratori ricavati nel cuore della montagna, non si studierebbero solo neutrini, ma si compirebbero esperimenti segreti. Alcuni scalatori hanno affermato di aver colà notato anomalie.

Nulla è certo; tutte queste informazioni e voci vanno prese con il beneficio del dubbio, ma è evidente che la realtà è molto più enigmatica e paradossale di quanto si possa immaginare.


lunedì 6 aprile 2009

GENIUS SECULI

Adattamento del primo capitolo di ZEITGEIST ADDENDUM.
Creazione della moneta, debito pubblico, inflazione, interessi.

Link VIDEO - http://vids.myspace.com/index.cfm?fuseaction=vids.individual&videoid=54805477

Autore originale: Peter Joseph
Adattameto italiano: Christian Ice
Revisione testo: Alessandro Bono
Voce narrante: Marco Benevento
Musiche: Luca Bellanova


http://www.menphis75.com/

Terremoto Abruzzo, Giuliani: "Si poteva prevedere"

venerdì 3 aprile 2009

Progetto Globale MEREGIO

Progetto globale MEREGIO dell'IBM

ESPERIMENTO DI CONTROLLO MENTALE SU LARGA SCALA in Svezia


Per leggere l’articolo completo vai a questo link
http://xoomer.virgilio.it/alternativo/progetto.htm

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