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lunedì 30 agosto 2010

Albert Einstein: Plagio e Frode

di Ian Mosley
Traduzione a cura di Anticorpi.info
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Albert Einstein è oggi venerato come "il padre della scienza moderna". La sua faccia rugosa e i suoi capelli scompigliati sono diventati il simbolo del genio, e la "sua" celebre equazione: E = mc ^ 2 è ripetutamente utilizzata come simbolo di qualcosa di scientifico e intellettuale.

Tuttavia è da anni sempre più evidente che questo "padre della scienza moderna" altro non sia stato che un truffatore, per lo più dedito a rubare il lavoro e la ricerca altrui.

La prova più lampante riguarda proprio la "sua" più famosa equazione. Numerose fonti riportano che E = mc ^ 2, ossia la Teoria della Relatività da sempre collegata alla figura di Einstein in realtà non fu originariamente pubblicata da Einstein.

Secondo Umberto Bartocci, docente presso la Università di Perugia e storico della matematica, questa famosa equazione fu pubblicata da Olinto De Pretto ben due anni prima della pubblicazione delle equazioni di Einstein.

Nel 1903 De Pretto pubblicò la sua equazione sulla rivista scientifica Atte, e nel 1904 la stessa equazione fu pubblicata dalRegio Istituto di Scienze Veneto. Le ricerche di Einstein non furono pubblicate fino al 1905 ... Einstein parlava un buon italiano, e visse anche nel Nord Italia per un breve periodo.

Di conseguenza la equazione "E = mc ^ 2" dovrebbe essere chiamata la "Equazione De Pretto" e non la "Equazione di Einstein."

Tali argomenti sollevano la questione su che genere di personaggio fosse realmente Einstein. Esistono altre prove che possa essere stato incline a comportamenti non etici?

Un sito web riporta che "Einstein ... era ben lontano dall'essere un marito ideale. Un anno prima di sposarsi la sua compagna Mileva diede alla luce una figlia, Lieserl, mentre Einstein era via. Il destino della piccola è sconosciuto, ma si presume che sia stata data in adozione probabilmente sotto la pressione di Einstein stesso, che sembra non abbia mai nemmeno veduto la sua primogenita.

Dopo il matrimonio Mileva gli diede altri due figli, tuttavia la coppia era già sull'orlo della separazione. Einstein intraprese una relazione con la cugina Elsa Lowenthal durante un viaggio a Berlino nel 1912, per poi lasciare Mileva e i figli due anni dopo.

Einstein e Mileva infine divorziarono nel 1919, dopo che Einstein ebbe inviato alla consorteun elenco di 'condizioni' in base alle quali sarebbe stato disposto a restare sposato. La lista annoverava richieste autocratiche del tipo: "Non dovrete aspettarvi alcuna intimità, né dovrete mai rimproverarmi in alcun modo."

Dopo il divorzio, Einstein vide poco i suoi figli. Il più grande - Hans Albert -  in seguito considerò che "probabilmente l'unico progetto abbandonato da mio padre, sono io." Il figlio minore - Eduard - morì in manicomio dopo che gli fu diagnosticata una schizofrenia.

Subito dopo il divorzio Einstein sposò Elsa, ma pochi anni dopo iniziò una relazione con Betty Neumann, la nipote di un amico.

Alcuni sostengono che l'opera di plagio di Einstein si estese al lavoro di numerosi altri fisici. Una domanda che continua a suscitare discussioni riguarda quanto Einstein trasse dal lavoro di Hendrik Lorentz e Henri Poincaré nel formulare la Teoria della Relatività Speciale. Alcuni elementi della teoria di Einstein del 1905 risultano identici a parti di alcuni documenti datati 1904 redatti da Lorentz e Poincaré.

Einstein sostenne di avere letto tali opere dopo il 1905. Un dato apparentemente schiacciante è che il documento redatto da Einstein nel 1905 non recava alcun riferimento, suggerendo che egli fosse consapevole di stare nascondendo le proprie tracce.

Una fonte osserva che "David Hilbert presentò un articolo contenente le equazioni di campo della relatività generale cinque giorni prima di Einstein."

Un'altra fonte nota che "Einstein presentò il proprio documento il giorno 25 Novembre 1915 a Berlino, quando Hilbert aveva presentato il suo il giorno 20 novembre 1915 a Gottinga. 

Il 18 novembre, Hilbert ricevette una lettera di ringraziamento da parte di Einstein, a proposito dello invio di una bozza di progetto che Hilbert aveva intenzione di presentare il 20. 

Quindi, in realtà, Hilbert aveva inviato una copia del suo lavoro ad Einstein con almeno due settimane di anticipo. Sicché il lavoro di Hilbert ben presto si trasformò nel lavoro di Einstein. (David Hilbert morì nel 1943.)

Tali dati storici sono facilmente disponibili sebbene sia risaputo che molti scienziati e storici preferiscono tacere al riguardo. La determinazione secondo cui la luce abbia una velocità finita fu realizzata da Michelson e Morley decenni prima di Einstein.

Hendrik Lorentz determinò attraverso le sue equazioni la concezione relativistica del tempo e le contrazioni di lunghezza che diventano significative via via che si avvicinano alla velocità della luce.

Questi signori, insieme a David Hilbert e Olinto De Pretto sono stati boicottati in modo tale che Einstein avesse potuto assumere il merito delle loro determinazioni.

Einstein sembrò appoggiarsi molto alla sua prima moglie, studentessa di talento di tre anni più anziana di lui, per compensare la sua limitata capacità.

Un altro sito web scrive: "... nel 1927 H. Thirring scrisse che 'H. Poincaré aveva già completamente risolto il problema alcuni anni prima della comparsa dei primi lavori di Einstein (1905). . . . "

Sir Edmund Whittaker, nella sua indagine dettagliata, Storia delle Teorie su Etere ed Elettricità, volume II, (1953), intitolò un capitolo: 'La teoria della relatività di Poincaré e Lorentz'.

Whittaker documentò accuratamente la autentica storia dello sviluppo della teoria edimostrò - citando fonti primarie - che Einstein non ebbe alcun merito circa gran parte della teoria. Einstein di contro non addusse controargomentazioni alle accuse del celebre trattato di Whittaker. . .

Insomma, volendo mantenere al riguardo una certa moderazione, si può affermare che Einstein fosse poco più di un comprimario,per non dire un ladro intellettuale e fanfarone pretenzioso. Quando il libro di Whitaker fu pubblicato Einstein era ancora in vita, eppure non rispose in alcun modo. Nessuna querela per diffamazione, nessuna smentita, nessun comunicato pubblico.


Einstein è stato il primo grande truffatore e ladro di idee della scienza moderna. Il suo furto della equazione di Olinto De Pretto E = mc ^ 2 gli ha dato una notevole credibilità scientifica, su cui egli costruì una carriera scientifica. De Pretto non fu un fisico professionista, e trascorse la sua vita come industriale, venendo a mancare nel 1921.

De Pretto pubblicò la sua equazione in ben due occasioni, e restò senza dubbio molto meravigliato che qualcuno avesse potuto rivendicare il merito del suo lavoro.

Addirittura si sospetta che i primi lavori di Einstein fossero in realtà opera della sua prima moglie, Mileva, che fu una studentessa molto più brillante di lui. (Probabilmente fu riluttante a denunciare il plagio in quanto il fisico era il padre dei suoi figli.)

Alcuni professori universitari usano appropriarsi del lavoro effettuato dai loro studenti laureati, e sarebbe interessante vedere se qualcuno degli studenti di Einstein si sia mai lamentato di un simile furto. Un plagiatore  raramente smette di plagiare, soprattutto se continua a farla franca.

Le denunce nei confronti di Einstein, però, sembrano scomparire nel buco nero di orwelliana memoria. Einstein costituisce ovviamente una vacca sacra per molti. Alcuni hanno addirittura adoperato la parola "eresia" per censurare critiche serie e ben documentate aventi per oggetto i plagi di Einstein.

Tuttavia alla lunga la verità viene sempre a galla, ed un giorno Einstein sarà conosciuto come un grande plagiatore, piuttosto che come un grande fisico.


Articolo in lingua inglese, pubblicato sul sito: AlterMedia.info
Link diretto all'articolo:
http://us.altermedia.info/news-of-interest-to-white-people/albert-einstein-plagiarist-and-fraud-2_7593.html#more-7593

Traduzione a cura di Anticorpi.

1 commento:

marat ha detto...

Grazie per questo post, IL MONDO DEVE SAPERE!!!!!!

Tutto questo è incredibile.
Comunque non dimentichiamoci che E. era un maestro massonico, quindi con tutti gli agganci, le protezioni e gli intrallazzi oscuri che aveva, l'ha fatta franca

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