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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

domenica 28 febbraio 2010

I giornalisti, le scie chimiche e la polvere intelligente

dal blog scienzamarcia

Nel suo articolo Ecco la polvere che spia pubblicato sul quotidiano La Repubblica il 31 ottobre 2002, Federico Rampini descrive la polvere intelligente o "smart dust" come un pulviscolo composto di miriadi di microchip.

Di essa egli scrive che:

Il Pentagono la definisce "La tecnologia strategica dei prossimi anni" (...) Il pulviscolo intelligente è fatto di miriadi di computer microscopici. Ognuno misura meno di un millimetro cubo ma incorpora sensori elettronici, capacità di comunicare via onde radio, software e batterie.

Invisibile e imprendibile, la polvere di intelligenze artificiali si mimetizza nell'ambiente e capta calore, suoni, movimenti. Può essere diffusa su territori immensi e sorvegliarli con una precisione finora sconosciuta. Sa spiare soldati standogli incollata a loro insaputa, segnala armi chimiche e nucleari, intercetta comunicazioni, trasmette le sue informazioni ai satelliti.

Dietro la polvere intelligente c'è uno dei più potenti motori del progresso tecnologico americano, la Defense Aduanced Research Projects Agency (Darpa) che è stata all'origine di innovazioni fondamentali, compreso Internet. E' il braccio scientifico del ministero della Difesa (...)

Gli elementi di base della loro costruzione sono i Merns, micro-elactro-mecanical systems. Sono micro-computer che integrano capacità di calcolo, parti meccaniche figlie della nano-robotica, più i sensori elettronici: cioè termometri, microfoni miniaturizzati, nasi e microspie che captano movimenti o vibrazioni. (...) I progressi della miniaturizzazione rendono i micro-apparecchi sempre più affidabili e ne allungano la vita, le batterie possono alimentarsi con le variazioni di temperatura o le vibrazioni. (...) "Il risultato finale sono network invisibili disserninati nell'ambiente - spiega Bruno Sinopoli - che interagiscono fra loro e trasmettono informazioni".

(...) Come sostiene la Darpa la rivoluzione dei microsensori diffusi nell'ambiente "diventerà la primaria fonte di superiorità nei sistemi di armamento". L'obiettivo è dichiarato ufficialmente sul sito Intemet della Darpa www.darpa.mil, perché per lavorare con gli scienziati di Berkeley anche i militari devono adottate certe regole di trasparenza. Si tratta di dispiegare in massa sensori remoti per scopi di ricognizione e sorveglianza del teatro di battaglia".


L'informazióne non è stata divulgata dalla Difesa ma gli scienziati californiani non hanno dubbi: la polvere intelligente ha già fatto la sua prima apparizione su un vero campo di battaglia in Afghanistan, dove gli americani hanno cosparso nubi di smart dust sulle zone più impervie e montagnose. Il prossimo test potrebbe essere l'Iraq dove in caso di intervento militare - e anche molto prima-la polvere intelligente verrà cosparsa dal cielo e finirà mimetizzata nella sabbia del deserto per monitorare spostamenti di truppe, artiglierie o rampe dei missili Scud.


A questo punto restano ben pochi dubbi che questa polvere, tanto intelligente quanto artificiale, e sicuramente non adatta ad entrare in contatto coi sistemi respiratori degli esseri viventi, sia stata realizzata principalmente per scopi militari. Anche se alla fine dell'articolo vengono menzionati gli usi pacifici di tale tecnologia, per costruire una rete di sensori anti-inquinamento e per la prevenzione degli incendi, per disseminare sensori interni alle strutture edili che ne percepiscono le lesioni interne (causate ad esempio dai terremoti), non è detto che queste finalità pacifiche siano poi realmente innocue.

Infatti si legge nella chiusura dell'articolo che ...

Spalmata sui muri con la vernice, una miriade di micro-computer consentirà di auto-regolare la temperatura e la luminosità dell'ambiente in modo da eliminare ogni spreco di energia. Sempre che non finisca per spiare chi in casa ci abita. A finanziare ricerche sulle applicazioni della smart dust con i fondi federali non c'è più solo il Pentagono. Ora è sceso in campo anche un fondo di venture capital che nella Silicon Valley tutti conoscono bene: si chiama In-Q-Tel ed è una filiale della Cia.

Letto questo articolo magari qualcuno si chiederà come mai, a sette anni e mezzo di distanza, nel sito di wikipedia si parli ancora della polvere intelligente come di un progetto ancora lontano dalla sua possibile realizzazione pratica. Ma sappiamo bene che wikipedia è uno strumento in mano alle élite governative, che lo utilizzano per distorcere la realtà; abbiamo già visto infatti che su tale scandaloso sito vengono sfacciatamente negate le responsabilità governative negli attentati di Londra e dell'11 settembre, nonché l'esistenza delle scie chimiche.

Dal momento che con le scie chimiche vengono diffuse anche queste terribili nanostrutture sensoriali, come dimostrano gli studi della dottoressa Staninger, è facile capire perchè ciò che è ormai da tempo una realtà tecnologica venga ostinatamente considerato inesistente.

La Staninger ha fa rintracciato nei filamenti estratti dalle ferite dei malati di Morgellons (del tutto analoghi ai polimeri rilasciati con le scie chimiche) delle nanostrutture con un segmento d'oro. Sia la nota tossicologa californiana sia la giornalista indipendente Carolin Williams Palit hanno correlato la luce ultravioletta alla capacità dei nanotubi di autoassemblarsi. Alcune delle loro scoperte vengono confermate da un recente articolo (sulle nanotecnologie per rimuovere l'inquinamento) comparso su Le scienze ove si legge


(...) si è riusciti infatti a mostrare come sottili particelle di metallo e carbonio possano intrappolare goccioline di petrolio nell'acqua che si autoassemblano a decine di milioni per formare minuscole sacche sferiche. Inoltre, gli studiosi hanno trovato che la luce ultravioletta e i campi magnetici potrebbero essere utilizzati per orientare le nanoparticelle, determinando un capovolgimento delle sacche e il rilascio del loro carico, una caratteristica che potrebbe essere utile anche per la somministrazione di farmaci.

(...) in principio venivano utilizzati nanotubi di carbonio a cui venivano collegati corti segmenti di oro. Ma, secondo Ajayan, con l'aggiunta di vari altri segmenti, di nichel o di altri materiali, i ricercatori possono creare nanostrutture effettivamente multifunzionali. La tendenza di questi nanobastoni ad assemblarsi in miscele acqua-olio è dovuta alla proprietà di avere l'estremo di oro idrofilo e l'estremo in carbonio idrofobo.


Più avanti potete leggere la traduzione di un articolo comparso sull'edizione on line del New York Times ove viene confermato che i progressi nella miniaturizzazione nanotecnologica permettono alle nanostrutture sensoriali di ricaricarsi assorbendo energia dalle onde elettromagnetiche dell'ambiente circostante.

E' quindi facile ipotizzare che l'irradiazione costante ed eccessiva di onde elettromagnetiche (antenne per la telefonia mobile e per i wi-fi, più altre antenne nascoste dedicate a scopi non certo umanitari) è funzionale alla diffusione delle scie chimiche. La sinergia tra scie ed onde elettoromagnetiche è molto probabilmente dedicata ad un sofisticato progetto di manipolazione delle coscienze e controllo mentale (non si spiegherebbe altrimenti come 6 miliardi di persone possano permettere senza protestare che il sole venga cancellato e l'aria ammorbata dai prodotti chimici dispersi tramite le scie degli aerei) ma forse anche ad un progetto ancora più nefasto (ed oscuro) di manipolazione genetica (come dimenticare che le frequenze dei telefonini alterano il DNA?) tesa a trasformare la razza umana con ibridazioni tecnologiche.

Ovviamente la notizia che viene diffusa tramite l'articolo de Le Scienze serve anche a disinformare sulle reali finalità di queste tecnologie militari ed a fornire una copertura; si potrà sempre attribuire ipocritamente la scoperta di tali nanostrutture nell'ambiente a delle operazioni di bonifica, sebbene in realtà la diffusione delle nanotecnologie è un "rimedio" peggiore del male che si finge di voler combattere.

Anche l'articolo del NY. Times assolve in parte a queste finalità; se da una parte in esso si parla della polvere intelligente come di qualcosa di ancora futuribile, d'altra parte si insiste sulle applicazioni positive di tali tecnologie, cercando di convincere le persone che la diffusione di "milioni di milioni" di nanosensori nell'aria che respiriamo possa portare alla fine un beneficio, e facendoci credere persino che possa essere normale in futuro trovare sensori negli alimenti che ci informano quando essi deperiscono.

La realtà è un'altra, ormai queste odiose nanoparticelle hanno permeato l'aria che respiriamo, l'acqua che beviamo ed il cibo che ingeriamo, contribuendo all'aumento di malattie degenerative, croniche e mortali.

Ben sapendo quello che c'è dietro questa sporca storia, una lettura critica del seguente articolo risulta molto illuminante; basti tenere presente che quasi tutto ciò che in tale articolo viene considerato come futuribile o fattibile in realtà è stato già realizzato, come mostra l'articolo di F. Rampini risalente a ben sette anni e mezzo addietro.



Traduzione dell'articolo Smart Dust? Not Quite, but We’re Getting There pubblicato sull'edizione online del New York Times il 30 Gennaio 2010.


Polvere intelligente? Non ancora ma ci stiamo arrivando

di STEVE LOHR

Nell'informatica la visione precede la realtà di una decina d'anni o anche più (...)

Anni fa, alcune persone entusiaste hanno predetto l'arrivo della “polvere intelligente” (smart dust) — minuscoli sensori digitali, dispersi in tutto il mondo, capaci di raccogliere ogni sorta di informazioni e di comunicare con potenti network di computer [computer collegati in rete - N.d.T.] per monitorare, misurare e comprendere il mondo fisico in una nuova maniera. Ma questa intrigante visione sembrava tirata fuori dal mondo della fantascienza.

La polvere intelligente, di sicuro, resta qualcosa di là da venire. Ma il circolo virtuoso della tecnologia relativa a oggetti sempre più piccoli, veloci ed economici ha raggiunto il punto in cui gli esperti affermano che i sensori potranno presto essere abbastanza potenti da essere l'equivalente di minuscoli computer. Alcuni ambiziosi progetti di ricerca sui sensori fanno intuire in che direzione stanno andano le cose.

L'anno scorso la Hewlett-Packard ha iniziato un progetto che essa ha denominato ambiziosamente “Sistema Nervoso Centrale per la Terra,” un'iniziativa da svilupparsi nel corso di dieci anni per collegare fino a un milione di milioni di sensori-spillo intorno al globo. I ricercatori della H.P., combinando competenze nel campo dell'elettronica e sella nanotecnologia, hanno annunciato a Novembre di aver sviluppato sensori con accelerometri 1000 volte più sensibili dei rivelatori di movimento commerciali utilizzati nei regolatori dei video game Nintendo Wii ed in alcuni smartphone.

L'utilizzo di accelerometri nei prodotti commerciali porta a dei cambiamenti nei costi dei sensori, nota Peter Hartwell, da lungo tempo ricercatore nei laboratori della H.P. Negli anni '80 si è iniziato ad utilizzare gli accelerometri nelle automobili, per rilevare gli scontri in modo da far gonfiare gli air bag. Questa era un'applicazione specializzata e costosa della rilevazione del moto. Ma i sensori economici di oggi, afferma Mr. Hartwell, stanno aprendo la porta ad un utilizzo diffuso, collegando il mondo fisico ai computer come mai era successo prima.

Per ciò che riguarda desktop e centri di elaborazione dati il potere di computazione progredisce inesorabilmente. “Ma è ancora come se il computer fosse un cervello che è cieco sordo e muto rispetto all'ambiente che lo circonda,” dice Mr. Hartwell. “Quello che sta per fare la rivoluzione dei sensori è proprio eliminare questa frattura.”

“La polvere intelligente - ha osservato Joshua Smith, capo ingegnere presso gli Intel Labs di Seattle – per ora è impossiible da realizzare perché senza batterie al momento non funziona. Ma presto questa barriera sarà superata. In futuro, infatti, verranno realizzati sensori intelligenti che potranno gestire volumi di dati ancora più grandi a parità di consumi”.

Sensori muniti di microchip possono essere progettati per monitorare e misurare non solo il movimento, ma anche la temperatura, la contaminazione chimica o i cambiamenti biologici. Le applicazioni per l'informatizzazione basata sui sensori, affermano gli esperti, includono edifici che che gestiscono da soli il proprio utilizzo di energia, ponti che controllano il movimento e la fatica del metallo [sollecitazioni e deformazioni ripetute sulle strutture metalliche possono portare al cedimento - N.d.T.] per segnalare agli ingegneri quando hanno bisogno di essere riparati, autovetture che tracciano gli schemi del traffico e segnalano i buchi nella pavimentazione stradale, carichi di frutta e verdura che segnalano ai negozianti quando maturano ed iniziano ad andare a male.

L'esaurimento dell'energia di alimentazione è stato a lungo il tallone d'Achille dell'informatizzazione basata sui sensori. La polvere intelligente, ha osservato Joshua Smith, un ingegnere capo dei laboratori dell'Intel di Seattle, risultava impossibile perchè i sensori intelligenti avevano bisogno di batterie. Invece che piccoli come un granelli di polvere, egli dice, i sensori sarebbero stati della grandezza dei pompelmi.

Ma l'ostacolo dell'alimentazione, afferma Mr. Smith, si sta rapidamente assottigliando. Progressi nei chip per i sensori stanno portando ad un prevedibile e rapido progresso nella quantità di elaborazione dati che può essere effettuata per unità di energia. Questo, egli dice, aumenta i potenziali carichi di lavoro che i sensori possono gestire e le distanze sulle quali essi possono comunicare — senza batterie.

Alla Intel, Mr. Smith sta portando avanti una ricerca sui sensori che si basa sulla tecnologia commercialmente disponibile per gli RFID (per l'identificazione a distanza) aggiungendo un accelerometro ed un chip programmabile, il tutto in un blocco dell'ordine di grandezza dei millimetri. La sua energia, spiega, può venire o da un lettore a radio-frequenze, come negli RFID, o dalle emissioni energetiche sotto forma di onde elettromagnetiche emesse da parte della televisione, delle radio in FM e dei network connessi con tecnologia senza fili (WiFi ); a riguardo di quest'ultima cosa, egli aggiunge, la Intel sta sviluppando “circuiti che raccolgono energia [dall'ambiente]”.

“La capacità di eliminare le batterie per questi sensori porta la visione della polvere intelligente più vicina alla realtà” afferma Mr. Smith.

In questo modello di informatizzazione i sensori sono dei servitori. Essi esistono per generare dati. E più sensori ci sono, migliore è la qualità dei dati. Una volta estratti ed analizzati, dati migliori dovrebbero permettere alla gente di prendere decisioni migliori su cose molto differenti tra di loro come la politica energetica ed la commercializzazione dei prodotti.

Se l'informatizzazione basata sui sensori decollerà, essa darà luogo alla domanda di una grande quantità di tipologie di hardware e software per registrare, processare e ricercare all'interno dei nuovi oceani di dati delle pepite di conoscenza utile. Questo potrebbe essere quindi una manna dal cielo per il business, con la fondazione di quello che gli analisti chiamano “l'internet delle cose.”.

“Sembra quasi come l'inizio di internet,” dice Katharine Frase, vice presidente per le tecnologie emergenti del settore ricerca dell' I.B.M. “Potete vedere che l'informatica dei sensori sta per diventare importante ed utile, ma non è possibile sapere in anticipo come essa trasformerà le cose.”

I recenti progressi nei sensori indipendenti possono essere impressionanti, ma alcuni ricercatori stanno seguendo una strada differente. “Abbiamo già distribuito in maniera massiccia dei sensori senza fili — sono chiamati telefoni cellulari ” spiega Deborah Estrin, una scienziata dei computer dell'Università della California, Los Angeles.

Ms. Estrin ed i suoi colleghi al Centro universitario per il monitoraggio con Sensori Collegati in Rete [Center for Embedded Networked Sensing] ha sviluppato diversi progetti che utilizzano i cellulari e la gente nell'analisi e nella raccolta di dati. I cellulari, essi affermano, sono strumenti versatili per raccogliere dati e stanno diventando continuamente più potenti — con telecamere, GPS, accelerometri e connettività ad internet. Il loro lavoro è all'avanguardia in un campo emergente chiamato uso partecipatorio dei sensori.

Un progetto comporta la raccolta di dati sul viaggio, il tempo e la posizione, ovvero il loro inserimento su appositi database sul Web per calcolare l'impatto ambientale su una singola persona e la sua esposizione agli agenti inquinanti (peir.cens.ucla.edu). Un altro progetto, in cooperazione col Servizio dei Parchi Nazionali (National Park Service), utilizza un'applicazione degli smartphone per identificare, fotografare e monitorare l'avanzamento di piante infestanti, come la Phalaris Aquatica (Harding grass) e la cicuta, che possono soppiantare le specie locali e minare la biodiversità (whatsinvasive.com).

Ancora un'altra applicazione è quella di Twitter per i dati segnalati dalle persone stesse sulla vita di ogni giorno (your.flowingdata.com) (...) L'uso più comune (...) è stato quello di monitorare la salute personale — abitudini alimentari, peso, pressione sanguigna, livello di glucosio nel sangue ed gli orari del sonno.

Il cellulare è un compagno costante, immediato ed intimo, sempre lì per informarti, ricordarti ed avvisarti. (...) “La potenzialità di aiutare la gente ad operare dei cambiamenti del comportamento ed a migliorare la propria salute è enorme” afferma Ms. Estrin.

CLG implica ad HAARP il terremoto del Cile: Grande palla di fuoco?

Riportiamo la parte iniziale dell’articolo CLG implies Chile HAARP Quake: Great ball of fire?” da Deborah Dupre’, avvocato per il diritto civile ed umano, pubblicato sul sito www.examiner.com il 27.02.2010.

CLG implica ad HAARP il terremoto del Cile: Grande palla di fuoco?


Nei Braking News di oggi, Lori Price, il direttore editoriale dei cittadini per un governo legittimo (CLG - Citizens For Legitimate Government) ha implicato in una sola parola che l’HARRP potrebbe essere coinvolto nel terremoto monumentale di 8.8 del Cile. CLG ha messo oggi in evidenza l’HAARP concordando con un numero crescente di scienziati e di un pubblico informato di HAARP, arma di distruzione di massa - weapon of mass destruction  la sua capacità di geoingegneria - geoengineering per innescare “disastri naturali” per guadagno politico imperialista.


Per saperne di più sull'HAARP leggi questo articolo correlato alla tematica:
"H.A.A.R.P.l'arma più distruttiva che sia mai stata inventata."

FIRST CHINA, HAITI AND NOW CHILE HAARP AND EARTHQUAKE 1-2

Prima Cina, Haiti e adesso Cile HAARP e TERREMOTI 1-2 (inglese)



venerdì 26 febbraio 2010

H


H, lettera sui generis, poiché, a differenza delle altre, è al confine tra il suono ed il silenzio: nella lingua italiana il suo soffio si è spento ed è rimasto solo il grafema simile ad un relitto su una spiaggia, ad un rudere abbandonato. Eppure è in quella aspirazione (che pare anche un'aspirazione verso qualcosa), in quell'alito che, scivolando sulle sillabe, si perde nell'etere, che l'H svela una natura liminale. E' l'ultimo suono, prima del silenzio, il brivido di vento che cade nella quiete. Anche la forma evoca (astuzia del caso) una situazione intermedia, con il tratto orizzontale che congiunge le due linee verticali, come se si trattasse di unire due dimensioni per mezzo di una pericolante passerella che scavalca un abisso.

Il riferimento al confine, ma in senso concreto, è nella figura che in fenicio la heth (tradotto con la heta in greco) rappresenta, ossia uno staccionata. Talvolta la concretezza si smaterializza in inimmaginabili orizzonti.

Viene in mente il ponte che, nella tradizione prima mazdea, poi islamica, l'anima del defunto deve attraversare prima di raggiungere l'aldilà: se le azioni del trapassato sono state malvagie, il ponte si assottiglierà fino a quando l'anima precipiterà nell'inferno. Diversamente il ponte si allargherà sino a condurre l'anima in paradiso.

Lettera quindi, per così dire, avventurosa: ricorda le perigliose esperienze della vita, il cammino verso la meta, sempre in bilico sul vuoto del non-senso e sul baratro della disperazione. E' anche lettera vitale, il cui respiro è "spirito" nella lingua greca, per la precisione "spirito aspro": l'aspirazione è anche l'affanno dell'uomo affranto, la fatica per dare voce al pensiero.

Nella sua simmetria, l'H pare connettere in un'unità primigenia il silenzio ed il suono, la vita e la morte, la luce ed il buio. Questo nesso è adombrato con un fonema che è solo l'ombra di un suono, ma talvolta le ombre sono più reali delle cose.

Raggi x: finto terrorismo e vera leucemia

articolo tratto dal blog - http://heymotard.blogspot.com/


foto a raggi x tratta dal portfolio di Nick Veasey
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Ogni farsa mediatica non è mai fine a sé stessa.
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Così è stato per quella colossale dell'11 settembre che ha fornito la scusa al governo USA di applicare in meno di 24h delle disposizioni di legge restrittive per la libertà personale già approntate mesi prima per l'evento e di giustificare l'aggressione militare all'Iraq nonostante fin dal primo momento, a livello ufficiale, si sia parlato di matrice saudita dell'attentato con tanto di foto accusatoria della buonanima di Bin Laden in prima pagina che di certo iracheno non era.
Ma il caos ed il terrore sono creati proprio allo scopo di disorientare le masse ed annullarne lo spirito critico.
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Così per quella, molto più farsesca e senza NESSUN FERITO, del falso attentato a Berlusconi che di sicuro ha avuto l'effetto immediato di aumentarne la popolarità (ed anche di confermare quanto ci prenda in giro).
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Così per il falso attentato all'aeroporto di Detroit, che ha fornito la scusa per far passare come normale ed indispensabile la pratica del Body Scanning con i raggi x.
E' da notare quanto in questi casi eclatanti siano incredibilmente tempestive le "soluzioni" del Sistema ad ogni nuovo "problema".
Già questo farebbe pensare che le soluzioni siano pronte ben prima che i problemi si presentino e che quindi i problemi stessi siano creati ad arte.
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C'è anche da dire che se questo scanning consentirebbe in teoria di volare forse più sicuri, almeno senza malintenzionati armati in modo convenzionale, di sicuro mina la salute dei passeggeri in modo certo, soprattutto di coloro che sono costretti a viaggiare in aereo molto spesso.
E' nota ad esempio l'influenza dei raggi x sull'insorgere dellaleucemia ma non solo, ecco un insieme di links reperiti in rete in pochi minuti:
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La cosa che non si capisce è come una pratica del genere possa realmente prevenire atti di terrorismo.
Infatti, se lo scopo del terrorista è quello di far saltare tutti in aria, non si capisce perché dovrebbe farlo in volo, con una bassissima probabilità di non essere scoperto prima dell'imbarco visto che anche in mancanza di scanning corporale ai raggi x ci sono altre metodiche di controllo molto efficaci.
Tra l'altro, i dirottamenti - l'unico vero motivo per il quale un terrorista sarebbe costretto ad imbarcarsi - dopo la caduta del "muro" sono una pratica desueta e limitata ormai ad i voli interni di Paesi particolarmente "caldi".
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Un terrorista un po' più furbo dell'attore o candidato manchuriano di Detroit si farebbe comodamente esplodere in aeroporto PRIMA dei controlli, con la possibilità accessoria di portarsi dietro ancora più gente.
Anzi, avrebbe anche la possibilità di farla franca limitandosi a collocare la bomba e allontanandosi incolume ed indisturbato prima dell'esplosione.
E' questo che farebbe un vero terrorista, se proprio tenesse alla sua "causa".
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Articolo correlato:
La trappola: disumanizzare di Solange Manfredi

EUROGENDFOR: il corpo militare che toglierà al Parlamento il potere decisionale sulle guerre

EUROGENDFOR: il corpo militare che toglierà al Parlamento il potere decisionale sulle guerreSono ancora vivissimi per molti italiani i ricordi di quei giorni di fine inverno del 2002, quando l’asse Stati Uniti - Gran Bretagna diede il via ad una delle piùsconcertanti, ingiustificate ed oggettivamente criminali (come emerge dall’inchiesta britannica degli ultimi mesi) missioni di guerra dalla seconda guerra mondiale ad oggi: l’invasione dell’Iraq.

E’ difficile dimenticare le dure contrapposizioni politiche di allora sulla questione, così come è difficile rimuovere il ricordo della più grande manifestazione di protesta internazionale. 110 milioni di persone in tutto il mondo, oltre 3 milioni solo a Roma, per un 15 febbraio in cui un’enorme fetta di umanità gridò il proprio no alla guerra in Iraq.

I dibattiti nel Parlamento italiano sulle missioni militari sono stati da sempre uno dei temi più ostici e pericolosi per ogni esecutivo. Un ordine del giorno sulla politica estera dell’allora ministro D’Alemabocciato in Senato il 21 febbraio 2007 fece scricchiolare l’intero governo Prodi. Così come l’accorpamento in un solo decreto di tutte le missioni militari correnti ha da sempre diviso bruscamente i diversi soggetti politici dell’intero centrosinistra.

Le scene degli agguerriti dibattiti parlamentari, dei "distinguo" politici e delle proteste dei leader di partito pacifisti potrebbero diventare presto immagini d’archivio, visioni di un passato remoto.

E’ in discussione in questi giorni presso le commissioni Esteri e Difesa della Camera dei Deputati la proposta di legge di ratifica del trattato, datato 18 ottobre 2007, che istituisce una forza militare sub-europea indipendente: la Eurogendfor.

Questo corpo di gendarmeria, del tutto inedito e nato nel 2003 da un’idea dei ministri degli esteri francese ed italiano (Michelle Alliot-Marie e Antonio Martino rispettivamente), prevede la partecipazione dei contingenti delle forze di polizia militare dei paesi firmatari del trattato (Italia, Francia, Spagna, Olanda e Portogallo) e dei successivi contro-firmatari (Romania, Turchia, Lituania e Polonia). Non si tratta di un vero corpo armato europeo, nel qual caso si collocherebbe alle dipendenze di Commissione e Parlamento Europeo, ma di un semplice corpo armato sovra-nazionale che, in quanto tale, gode di piena autonomia. Non risponde delle proprie azioni a nessun Parlamento nazionale, né al parlamento europeo (l’Unione Europea con tale contingente non ha nulla a che fare). La direzione è affidata, oltre che al comandante stesso (attualmente il portoghese Jorge Esteves), ad uno specifico comando interministeriale (il CIMIN, con sede a Vicenza), composto dai ministri competenti di ciascun paese, e tenuti a rispondere solo a sé stessi.

Nessuna volontà popolare espressa per mezzo della volontà dei propri rappresentanti nei parlamenti potrà sovvertire le decisioni intraprese in piena libertà dai ministri degli esteri e della difesa. E l’impiego di tale contingente, al momento valutato attorno alle 2300 unità massime, sarà affidato agli organismi che ne faranno richiesta, nell’insieme UE, ONU, OSCE e NATO.

I compiti a cui tale organo militare sovra-nazionale dovrà adempiere sono, secondo quanto specificano gli stessi relatori del provvedimento, Filippo Ascierto (PDL) e Gennaro Malgieri (PDL), nulla di diverso da ciò che i contingenti dei Carabinieri in missione all’estero hanno svolto in Kosovo, in Bosnia e in Macedonia, ma avranno, inoltre, la possibilità di prendere parte attiva alle "missioni di sicurezza" per ciò che viene definita "la fase iniziale delle Crisis Response Operation". Per i non addetti ai lavori, si tratta della fase di attacco iniziale che precede le successivi fasi di intervento militare.

Al momento, il corpo si configura come una sorta di ristretta squadra speciale di polizia militare extra-nazionale. Il giorno in cui i singoli governi scopriranno la fattiva utilità di un corpo che risponda ai soli ministri competenti, una piccola modifica allo Statuto consentirà ad ogni paese di espropriare i propri parlamenti dalle decisioni sull’impiego di tutte le proprie truppe.
In piena legalità.

Le vaccinazioni uccidono più delle guerre...


LE VACCINAZIONI UCCIDONO - chi o che cosa? 

E' un tema di grande attualità quello delle vaccinazioni, tuttora obbligatorie in Italia, anche se da un anno a questa parte i bambini non possono più essere tenuti lontani dalla scuola o vaccinati "a fucile puntato". Certamente chi si vuole vaccinare è libero di farlo. Noi crediamo però che la scelta deve essere assolutamente personale e libera, non imposta dallo stato "bambinaia", e deve basarsi su una informazione bilanciata. libertà di scelta insomma ed informazione che delucidi tutti i punti di vista!

I MICROORGANISMI E LE VACCINAZIONI

Il nostro corpo è abitato?
Il mondo dei batteri, dei virus e dei funghi, è un universo a sé, ricchissimo di varietà, alcune delle quali utili alla vita, altre dannosissime.
Dai tempi di Luigi Pasteur ci hanno insegnato che i batteri sono agenti portatori di malattie, che devono essere evitati a tutti i costi. Se non è possibile evitarli, dobbiamo ucciderli con la nostra gamma di antibiotici.
Dai tempi di Robert Koch sappiamo che il bacillus tubercle produce in alcuni casi la tubercolosi. E al giorno d'oggi noi vacciniamo i nostri corpi per prevenire la tubercolosi.
Ma più che altro, noi prendiamo delle misure igieniche in modo da limitare al massimo il contatto con i batteri. Puliamo il corpo, laviamo le mani, eliminiamo le feci nella toilette. Probabilmente sono queste le misure che ci hanno dato la possibilità di sconfiggere tante malattie infettive.
Il nostro corpo è un organismo che è letteralmente popolato da micro-organismi. Dentro e fuori il nostro corpo troviamo un'incredibile varietà di piccoli organismi, con i quali noi viviamo in perfetta simbiosi per la maggior parte del tempo. Questi batteri, virus, funghi e bacilli sono stati tutti classificati a cominciare da quando l'olandese Anthony van Leeuwenhoek costruì il primo microscopio con il quale incominciò ad osservare queste piccole creature.
E' da circa quarant'anni che è stata dichiarata guerra a tutto spiano agli abitanti di questo micro-universo. L'uomo ha cercato di sterminare molte specie dotate di una sola cellula con i suoi antibiotici, ottenendo solamente che esse si sono rese resistenti a questi attacchi prendendo anche nuove forme. Gli antibiotici sono stati usati in maniera massiccia e non hanno contribuito alla soluzione dei problemi di salute (anzi ne hanno portati di nuovi, NDR).
Per tutte queste piccolissime forme di vita il nostro corpo è un terreno perfetto su cui vivere. L'effetto che i microorganismi hanno sul "terreno" dipende più che altro dalla qualità del "terreno" stesso.
Il famoso Claude Bernard una volta disse: "Le terrain c'est tout, le microbe c'est rien". Il terreno è tutto, il microbio è niente.
Quando il corpo è in forma eccellente, è molto difficile per il microbio generare una malattia. Anzi, è completamente impossibile. Ma quando il corpo è in cattiva forma, il microbio comincerà a generare malattie. Tutti i microbi sono già lì, dal momento che non li possiamo evitare. Il punto cruciale da comprendere è che, in condizioni normali, essi dormono e diventano attivi soltanto quando ricevono segnali di deterioramento del "terreno"-organismo.
La soluzione dei problemi ad essi associati non stà di certo nel tentare di eliminarli. Questo "microcidio" non ristabilisce la salute del corpo stesso. Anche se noi uccidiamo alcuni degli "invasori", ne rimarranno molti altri e troveranno (oltre ad un'organismo deteriorato dall'azione degli antibiotici, NDR) il modo di adattarsi agli antibiotici per continuare nel loro tentativo di sopravvivenza. Quello che i nostri medici non capiscono è che un'ottimo "terreno", un corpo sano, è il miglior modo di sostenere la convivenza con i microbi.
Quando veniamo attaccati da qualche microbio (batterio, virus, bacillo) abbiamo semplicemente da concludere che il nostro corpo non è in ottime condizioni. C'è stata una fase di deterioramento del corpo precedente all'affezione, e non è certo a causa del microbio.

Le vaccinazioni

Conoscendo quello che sappiamo riguardo alla sopravvivenza del nostro corpo, dobbiamo considerare quanto segue. Prendiamo alcune colonie di batteri, virus o qualsiasi altro microrganismo che possiamo tenere sotto controllo. Uccidiamoli e mischiamo quanto è rimasto di loro con un fluido che possa essere iniettato nel corpo. A questo punto iniettiamo questa sostanza nel corpo di bambini, soldati, adolescenti, lavoratori. Iniettiamo una sostanza velenosissima nel corpo di milioni di persone e così facendo li colpiamo con una massicia dose anti-sopravvivenza.
Poi diamo uno sguardo alle statistiche e noteremo un aumento di tutti i tipi di malattie gravi. Non c'è da meravigliarsi. Quando si infila quella robaccia nel corpo (a volte contaminata da metalli pesanti, retro-virus, amebe ecc... NDR), le probabilità che si producano danni aumentano considerevolmente.
E allora, poiché abbiamo guadagnato una enorme quantità di denaro (dai vaccini e dalle medicine e cure utilizzati per contrastare i danni dei vaccini stessi NDR) con le nostre vaccinazioni, falsifichiamo le statistiche su larga scala cosè da far credere che i vaccini facciano bene e che rendano inattaccabili dalle malattie infettive. Creiamo cioè una macchinosa propaganda a favore.
In sintesi questo è quantoè successo negli ultimi due secoli nel campo delle vaccinazioni. E il lavoro di propaganda fu fatto cosè bene che al giorno d'oggi non c'è persona al mondo che non creda che le vaccinazoni servano a mantenersi sani.
Che le vaccinazioni siano da evitare come dannose nonè solo una teoria o un opinione. Diamo un'occhiata alle statistiche.
Nel numero del 4 novembre 1967 del famoso British Medical Journal è scritto che la vaccinazione contro il vaioloè la più frequente delle malattie "iatrogeniche" e che "tra il 1951 e il 1960 ci furono oltre 5 milioni di casi in Inghilterra e nel Galles".
Ed ecco alcune statistiche degli Stati Uniti. Tennessee: casi di poliomielite nel 1958 prima della vaccinazione obbligatoria: 119; casi nel 1959 dopo la vaccinazione: 386. Ohio: prima della vaccinazione: 17 casi, dopo: 52. Connecticut: 45 prima, 123 dopo. Nord Carolina: 78 prima, 313 dopo. Dappertutto la polio aumentò del 300% dopo la vaccinazione obbligatoria.
Dati del 1927 mostrano un aumento di oltre il 40% nei casi di difterite nella prima parte dell'anno, rispetto all'anno precedente (senza vaccinazione). Questo rilevamento copriva 101 delle città più importanti degli Stati Uniti, con una popolazione totale di oltre 30 milioni di persone.
Dal 1903 al 1919 l'esercito americano costrinse le popolazioni delle Filippine a farsi vaccinare contro il vaiolo che uccise i Filippini in grandissimo numero. Nel 1918, 3.285.376 filippini furono vaccinati sebbene non fermentasse nessuna epidemia. Delle persone vaccinate 47.369 si ammalarono di vaiolo e 16.447 di loro morirono. Nell'anno successivo il 1919, 7.670.252 persone furono vaccinate. Di esse 65.180 si ammalarono e 44.408 ne morirono.
Durante la Prima Guerra Mondiale, l'esercito americano perse 56.991 uomini per malattie contro le quali i soldati erano stati vaccinati e 49.909 uomini furono persi in battaglia. Le vaccinazioni uccidono più delle guerre.
Tutti questi dati, e si potrebbero elencarne all'infinito (tralasciamo volutamente i recenti fatti di cronaca come la sindrome del golfo - NDR), distruggono la credenza comune diffusa da quei propagandisti che, consci o no, lavorano per il mero interesse dell'industria della salute". Le vaccinazioni rendono enormi guadagni, specialmente nei paesi dove sono rese obbligatorie. Anche se le persone vaccinate non pagano direttamente i vaccini, chi paga le tasse comunque viene spremuto per tenere in vita un'industria che produce veleno.
Per di più questi vaccini non solo danno luogo alla malattia infettiva alla quale si riferiscono, ma indeboliscono a tal punto l'organismo che altre malattie possono svilupparsi. Le statistiche mostrano che è privo di senso insistere ancora nel sostenere che il risultato delle vaccinazioni è la migliore immunità contro le malattie infettive.
Tratto dal libro COME SOPRAVVIVERE CON UN CORPO di Bert Schwitters
Capitolo 8
Per approfondire la vostra conoscenza della "scomoda verità" sul lato oscuro delle vaccinazioni, andate a sbirciare anche su queste pagine:

Buona lettura

giovedì 25 febbraio 2010

Dormire per "svuotare" l’ippocampo…e continuare ad apprendere


ippocampo
Fonte: Elpais
Traduzione: Staff Climatrix

“Una notte di veglia riduce la capacità di assimilare conoscenze di quasi il 40%”, spiega lo scienziato Matthew Walker.
Perchè dopo un certo numero di ore in stato cosciente l’organismo semplicemente si addormenta? Continua ad essere un mistero, però ci sono alcune questiosti che si vanno chiarendo. Per esempio, che il sogno sia necessario per apprendere.
I lavori presentati nella riunione annuale della Associazione Americana per l’Avanzamento della Scienza (AAAS), che si celebra questi giorni in San Diego (California, USA), non solo lo confermano, ma si sta investigando sul fatto che vi siano fasi del sonno che sono cruciali per l’apprendimento, dato che vi sono alcune aree celebrali implicate, che producono cambi con l’età -come suggerisce il fatto che i bebè dormono molto più degli anziani-.

Le ricerche di Matthew Walker, dell’Università della California in Berkeley, rafforza la teoria che il sogno ripulisca la memoria a breve termine e lasci posto libero per informazioni aggiuntive. I ricordi dei fatti del giorno si immagazinano temporaneamente nell’ippocampo -area riconosciuta tempo addietro come importante per la memoria- per poi essere inviati alla corteccia prefrontale, che dispone, probabilmente, di maggiore capacità. “E’ come se la cassetta delle letter dell’ippocampo si riempisse, e semplicemente non riescano ad entrare nuovi messaggi mentre si svuota”, dice Walker. “I ricordi la riempiranno finchè non dormirai e li sposterai in una nuova cartella”.
Il processo è intimamente relazionato con l’apprendimento. In uno dei suoi esperimenti più recenti , Walker fece in modo che 39 giovani aprrendessero un esercizio specifico durante un tempo determinato, a mezzogiorno. Tutti ebbero risultati simili.
Alle due del pomeriggio metà di loro si fece una ’siesta’ e l’altra metà rimase sveglia, e nuovamente alle sei si dedicarono ad apprendere, ma questa volta, chi non aveva dormito otteneva risultati peggiori mentre chi aveva riposato migliorava.

Così Walker ripete un consiglio che non suonerà nuovo agli americani: passare una notte sveglio per studiare prima dell’esame non è assolutamente una buona idea. “Una notte di veglia riduce la capacità di assimilare conoscenze di quasi il 40%”; le regioni celebrali implicate “si chiudono” a causa della mancanza di sonno.
Encefalogrammi effettuati su volontari hanno permesso a questo esperto di scoprire la funzione di archiviazione dell’ippocampo, che non era ancora chiara agli scienziati, che da molto tempo studiano la misteriosa fase 2 del sonno no-REM. La metà del sonno trascorre in questa fase, spiega Walker e “non potevo credere che la natura gli dedicasse tutto questo tempo senza alcun motivo”.
Articolo di Mònica Salomone

LEZIONE n° 1: distinguere le SCIE CHIMICHE dalle NUVOLE



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Vaccino per l'influenza suina, la Novartis minaccia la Francia (ci sarà una nuova pandemia!)

Articolo tratto dall'ottimo sito www.saluteme.it ove è stato pubblicato il 12/10/2009 (qui il link originale).

Alla casa farmaceutica svizzera Novartis non è andata proprio giù la decisione del governo francese di disdire 7 milioni di dosi di vaccino che aveva ordinato contro l'influenza A (H1N1) e di cui una parte era già stata prodotta. "Il governo francese non ha rispettato i propri impegni", ha detto al quotidiano Le Monde, Daniel Vasella, l'amministratore delegato di Novartis. E ha aggiunto: "Alla prossima pandemia - perché ci sarà una nuova pandemia - serviremo prioritariamente gli Stati 'affidabili'".

L'eurodeputata verde di Europe Ecologie, Michele Rivasi, ha chiesto che venga istituita una comissione d'inchiesta parlamentare sulla gestione da parte dell'Unione europea della pandemia dell'influenza A.

Un'inchiesta del quotidiano francese Le Parisien, giorni fa ha parlato di "relazioni di interesse tra sei esperti dell'Oms e alcune case farmaceutiche". Nei giorni scorsi, anche la stessa Oms ha ammesso davanti all'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa (Apce), l'organismo di 47 Stati membri con sede a Strasburgo, di essere stata influenzata dai laboratori farmaceutici quando ha dichiarato lo stato di pandemia per il virus dell'H1N1.

L'influenza A, le cui conseguenze per settimane hanno tenuto in allarme milioni di persone, in realtà era una "falsa pandemia" orchestrata dalle case farmaceutiche pronte a fare miliardi di euro con la vendita del vaccino: l'accusa tardiva arriva da Wolfang Wodarg, il presidente tedesco della commissione Sanità del Consiglio d'Europa.

Wodarg ha anche accusato esplicitamente le industrie farmaceutiche di aver influenzato la decisione dell'Organizzazione Mondiale della Sanità di dichiarare la pandemia.

Secondo Wodarg, il caso dell'influenza suina è stato "uno dei più grandi scandali sanitari" del secolo. Le maggiori aziende farmaceutiche, secondo Wodarg, sono riuscite a piazzare "i propri uomini" negli "ingranaggi" dell'Oms e di altre influenti organizzazioni; e in tal modo potrebbero aver persino convinto l'organizzazione Onu ad ammorbidire la definizione di pandemia, il che poi portò, nel giugno scorso, alla dichiarazione di pandemia in tutto il mondo.

"Per promuovere i loro farmaci brevettati e i vaccini contro l'influenza, le case farmaceutiche hanno influenzato scienziati e organismi ufficiali, competenti in materia sanitaria, e così allarmato i governi di tutto il mondo: li hanno spinti a sperperare le ristrette risorse finanziari per strategie di vaccinazione inefficaci e hanno esposto inutilmente milioni di persone al rischio di effetti collaterali sconosciuti per vaccini non sufficientemente testati".

E' tutto il sistema che è marcio, tutto deve essere rivisto, Big Pharma controlla tutti, dalle riviste scientifiche, ai finanziamenti alle ricerche, ha rapporti con gran parte di chi ricopre funzioni di controllo ed indirizzo, le stessa sperimentazioni dei farmaci è alquanto preoccupante, sono svolte dalle stesse case farmaceutiche e l'efficacia non può essere mai certa. In Italia, ovviamente, non c'è alcuna polemica... E come dimenticare quando si insinuava che il Ministro Ewa Kopacz dicesse stupidaggini?

La Polonia rifiuta i vaccini per influenza A H1N1 perchè sono una truffa!

Vedi anche:

Le Metamorfosi del Cielo

Presentiamo il progetto di lungometraggio "Le metamorfosi del cielo". Un film distopico da girare in 16mm: in attesa di produzione.
I materiali pubblicati costituiscono parte dello studio preliminare realizzato sino a questo momento.


VIDEO (ITA_ENG)
Questo video introduce ai temi e alle atmosfere del film, narra velocemente i passaggi e da una visione prettamente descrittiva dei rapporti tra figure, suoni, ritmi e silenzi.



SINOSSI

Due giovani uomini camminano in una landa desolata. Il piccolo Andrè ha dieci anni e ha gravi problemi agli occhi. Val, il fratello maggiore, si prende cura di lui. Indossano vecchi abiti pesanti a causa del freddo. Tutto intorno a loro è morto, ma d’una morte lenta. Camion distrutti e fabbriche abbandonate, enormi strutture fatiscenti, sono le tracce lasciate dall’uomo. In sottofondo un rumore continuo e sempre presente, che lungo il percorso si avvicina e si allontana dai ragazzi.
Incontrano, durante il cammino, delle figure curve e passive, uomini la cui attività si è ridotta alla sola respirazione e ad un nutrimento minimo. Alcuni vagano senza meta, altri stanziano in piccole e buie camere, altri ancora vivono alla mercé di passanti e sfruttatori.
Il tutto fu causato dal Full Spectrum Domains, un piano governativo che portò alla diffusione di un’epidemia di depressione mediante l’emissione di sostanze tossiche nell’aria. L’epidemia si diffuse senza controllo mutando entità e sintomi, colpendo uomini e animali, manifestandosi nei modi più disparati, colpendo le parti più debilitate di ogni organismo.
I due giovani superano paesi deserti, cercano cibo, acqua non infetta, per andare avanti. Avranno un contatto particolare con una donna, forse una visione causata dalla malattia cui pure loro sono vittime.
Il cielo prenderà anche loro, lentamente ne seguiremo la mesta fine.

GALLERIA FOTOGRAFICA 1 [André]

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NOTE di REGIA
La storia che raccontiamo è storia di territori, di tempi passati o futuri, di brevi incontri e lunghi silenzi. Storia in cui il tempo non ha solo un’importanza strutturale al movimento cinematografico ma riguarda soprattutto degli aspetti filosofici.
Una storia che prende vita, forse, da quel mondo fantastico della letteratura “dell’utopia negativa”, ma che trova in alcuni aspetti del reale i suoi fondamenti: è dal cielo infatti che arriva il male. Gli aerei, che non bombardano più, si lasciano dietro delle silenziose scie di polveri nocive destinate ai terreni coltivati, al mutamento del clima per fini bellici, o a chissà quale motivo.
Le “metamorfosi del cielo” infatti nascono e si formano da sostanze chimiche che aerei sconosciuti lasciano nell’aria. Attraverso queste sostanze il cielo diventa una vera e propria arma da usare contro l’uomo. (per approfondimenti: http://www.chemtrailcentral.com )
Alcuni studiosi in Europa e negli Usa stanno cercando di dare luce a quello che si prospetta essere il  piano più sconvolgente che l’uomo abbia mai messo in atto. Ancora non si conosce il motivo preciso ma alcuni governi, tra cui gli Usa, stanno quotidianamente spargendo nell’aria delle sostanze tossiche. Alcuni sostengono per cambiare il clima così da avere dei vantaggi militari, altri che si stia portando la terra ad un livello di sterilità tale che un giorno potremo solo coltivare i semi transgenici prodotti dalle multinazionali.
Il film è una storia fantastica che ha le sue basi su verità ancora poco note.

GALLERIA FOTOGRAFICA 2 [vari passaggi]

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GALLERIA FOTOGRAFICA 3 [la stazione]

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