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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

lunedì 31 maggio 2010

Nikola Tesla: l’automobile spinta dall’etere


L’automobile spinta dall’etere di Nikola Tesla. La città di Buffalo, nel nord dello stato di New York, fu silenziosa testimone di un fatto straordinario nel corso di una settimana durante l'estate del 1931. Nonostante la depressione economica avesse compromesso la produzione e i commerci, la città nondimeno rimaneva una fucina di attività. Un giorno, tra le migliaia di veicoli che ne percorrevano le vie, una lussuosa automobile si fermò accanto, al marciapiede presso il semaforo di un incrocio.

Un passante notò come si trattasse di una berlina Pierce-Arrow ultimo modello, coi fari che s'integravano con grazia nei parafanghi nel tipico stile di questa marca. Quello che caratterizzava l'auto in quella fredda giornata estiva era l'assoluta assenza di emissione di vapore o fumi dal tubo di scarico. Il passante si avvicinò al guidatore e attraverso il finestrino aperto commentò l'assenza di fumi dallo scarico. Il guidatore ringraziò il passante per i complimenti sottolineando che era così perché l'automobile "non aveva motore".

Questa dichiarazione non è stravagante o maliziosa come potrebbe sembrare. C'era una certa verità in essa. Infatti, la Pierce-Arrow non aveva un motore a combustione interna; aveva invece un motore elettrico. Se l'autista si fosse preoccupato di completare la sua spiegazione al passante, avrebbe potuto dirgli che il motore elettrico non era alimentato da batterie - da nessun tipo di "carburante".
L'autista era Petar Savo, e nonostante stesse guidando quell'auto non era il responsabile delle sue incredibili caratteristiche. Queste erano il lavoro dell'unico passeggero, un uomo che Petar Savo conosceva come uno "zio": non altri che il genio dell'elettricità Nikola Tesla (18 56-1943).

Negli anni '90 del 19' secolo Nikola Tesla aveva rivoluzionato il mondo con le sue invenzioni per sfruttare l'elettricità, dandoci il motore elettrico a induzione, la corrente alternata (AC), la radiotelegrafia, il radiocomando a distanza, le lampade a fluorescenza ed altre meraviglie scientifiche. In realtà fu la corrente alternata polifase di Tesla e non la corrente continua di Thomas Edison ad inaugurare la moderna epoca tecnologica.

Tesla non rimase a dormire sugli allori ma continuò a fare scoperte fondamentali nei campi dell'energia e della materia. Scoprì i raggi cosmici decenni prima di Millikan e fu il primo a sviluppare i raggi-X, il tubo a raggi catodici e altri tipi di valvole.

Comunque, la scoperta potenzialmente più significativa di Nikola Tesla fu che l'energia elettrica può essere propagata attraverso la Terra ed anche attorno ad essa in una zona atmosferica chiamata cavità di Schumann. Essa si estende dalla superficie del pianeta fino alla ionosfera, all'altezza di circa 80 chilometri . Le onde elettromagnetiche di frequenza estremamente bassa, attorno agli 8 hertz (la risonanza di Schumann, ovvero la pulsazione del campo magnetico terrestre) viaggiano, praticamente senza perdite, verso ogni punto del pianeta. Il sistema di distribuzione dell'energia di Tesla e la sua dedizione alla free energy significavano che con l'appropriato dispositivo elettrico sintonizzato correttamente sulla trasmissione dell'energia, chiunque nel mondo avrebbe potuto attingere dal suo sistema.
Lo sviluppo di una simile tecnologia rappresentava una minaccia troppo grande per gli enormi interessi di chi produce, distribuisce e vende l'energia elettrica.

La scoperta di Tesla finì con la sospensione dell'appoggio finanziario alle sue ricerche, l'ostracismo da parte della scienza ufficiale e la graduale rimozione del suo nome dai libri di storia. Dalla posizione di superstar della scienza nel 1895, Tesla nel 1917 era virtualmente un "signor nessuno",, costretto a piccoli esperimenti scientifici in solitudine. Nei suoi incontri annuali con la stampa in occasione del suo compleanno, una figura sottile nel cappotto aperto di stile anteguerra avrebbe annunciato ai giornalisti le scoperte e gli sviluppi delle sue idee. Era un triste miscuglio di ego e genio frustrato.

Nel 1931, Nikola Tesla compì 75 anni. In una rara dimostrazione di omaggio da parte dei media, la rivista Time gli dedicò la copertina e un profilo biografico. L'anziano ingegnere e scienziato appariva emaciato anche se non sofferente, i suoi capelli ancora di un nero lucido e lo stesso sguardo lontano nei suoi occhi di sognatore.

Declino Auto ElettricheAll'inizio del ventesimo secolo, per le automobili elettriche le prospettive erano luminose. Futuristi come Jules Verne avevano anticipato veicoli elettrici alimentati da batterie che erano meccanicamente più semplici, silenziosi, inodori, facili da adoperare e con meno problemi di qualunque automobile con motore a benzina.
Nell'automobile con motore a benzina occorreva regolare la valvola a farfalla, l'anticipo dell'accensione, pompare sull'acceleratore e far girare il motore con una manovella. In un'auto elettrica bastava soltanto girare una chiave e premere l'acceleratore. Rilasciando l'acceleratore l'auto rallentava immediatamente.

Se necessario, in un'epoca in cui vi erano poche officine per auto, un normale elettricista poteva eseguire la manutenzione del semplice motore a corrente continua. Non vi era olio da cambiare, né radiatore da riempire, né pompe della benzina o dell'acqua da sistemare, nessun problema di carburazione, nessuna marmitta che si arrugginiva, nessun differenziale o trasmissione da controllare, e nessun inquinamento! Il grasso e l'olio erano limitati a un paio di cuscinetti a sfere del motore elettrico e ad alcuni raccordi del telaio.

Per le loro consegne i grandi magazzini impiegavano camion elettrici. I medici iniziarono a recarsi alle visite al domicilio dei pazienti con “l’elettrica”, sostituendo il proprio cavallo e calesse con qualcosa di altrettanto semplice da mantenere. Le donne preferivano le auto elettriche per la facilità di guida. Poiché le vetture elettriche erano limitate in velocità e autonomia dalle loro batterie, diventarono popolari come trasporti cittadini.

Al di fuori delle città, le strade dell'America di allora erano così primitive che diventarono riservate ai veicoli con motore a combustione interna, più veloci, con autonomia maggiore e in rapido progresso. Così, negli USA vi fu una specie di età dell'oro per i veicoli elettrici dopo che il resto del mondo iniziò ad abbandonarli. Detroit Electric, Columbia, Baker, Rauch & Lang e Woods furono le principali aziende tra quelle che producevano questo tipo di veicoli elettrici; si svilupparono nella loro nicchia di mercato con una serie di carrozzerie formali, spesso eleganti.

Il tallone d'Achille delle vetture elettriche, comunque, fu sempre la densità energetica delle sue batterie, ovvero la sua scarsità. Le batterie erano dei tipo al piombo, pesanti e ingombranti, e sottraevano molto spazio prezioso. Il peso eccessivo riduceva la maneggevolezza e limitava le prestazioni, anche per gli standard di quegli anni. I veicoli elettrici non potevano superare i 70- 80 Km/h , poiché a queste velocità la batteria si poteva distruggere in un attimo. Spunti attorno ai 60 Km/h si potevano sostenere per tempi brevissimi, e la tipica gamma di velocità dei percorsi era di 25- 35 Km/h . Le batterie richiedevano ricariche ogni notte e l'autonomia massima superava difficilmente i 160 chilometri . Nessun costruttore di veicoli aveva mai installato un generatore elettrico di corrente continua, che avrebbe potuto restituire piccole quantità di energia alle batterie mentre il veicolo era in movimento, aumentandone così l'autonomia. Vi furono promesse su future potenti batterie innovative sin dai tempi di Edison, ma alla fine non se ne vide traccia.

Non appena la velocità e l'affidabilità delle automobili a benzina migliorarono, le auto elettriche furono abbandonate e rimasero le preferite dai pensionati e dalle signore anziane. L'introduzione della messa in moto elettrica nelle auto a benzina mise il chiodo finale alla bara delle auto elettriche.

Comparsa di Nikola TeslaNegli anni '60 un ingegnere aeronautico di nome Derek Alilers incontrò Petar Savo e sviluppò una lunga amicizia con lui. Durante il loro sodalizio durato dieci anni, Savo gli parlò del suo illustre "zio" Nikola Tesla e delle sue realizzazioni negli anni '30. (Savo era un giovane parente di Tesla anche se non un nipote, ma si riferiva a lui come "zio".)

Nel 1930 Nikola Tesla chiese a suo “nipote" Petar Savo di venire a New York. Savo (nato in Jugoslavia nel 1899, quindi 43 anni più giovane di Tesla) era stato nell'esercito austriaco ed era un esperto pilota, così colse fervidamente l'opportunità di lasciare la Jugoslavia (paese natale di Nikola Tesla). Si trasferì negli USA stabilendosi a New York. Nel 1967, in una serie di interviste, Savo descrisse la sua parte nell'episodio dell'auto elettrica di Tesla.

Durante l'estate del 1931, Tesla invitò Savo a Buffalo, nello stato di New York, per mostrargli e collaudare un nuovo tipo di automobile che aveva sviluppato di tasca sua. Casualmente, Buffalo è vicina alle cascate del Niagara - dove era entrata in funzione nel 1895 la stazione idroelettrica a corrente alternata di Tesla che lo aveva innalzato al culmine della stima da parte della scienza ortodossa. La Westinghouse Electric e la Pierce-Arrow avevano preparato questa automobile elettrica sperimentale seguendo le indicazioni di Tesla. (George Westinghouse aveva acquistato da Tesla i brevetti sulla corrente alternata per 15 milioni di dollari all'inizio del 20' secolo.)

La Pierce-Arrow adesso era posseduta e finanziata dalla Studebacker Corporation, e utilizzò questo solido appoggio finanziario per lanciare una serie di innovazioni. Tra il 1928 e il 1933 l 'azienda automobilistica presentò nuovi modelli con motori ad 8 cilindri in linea e 12 cilindri a V, i futuristici prototipi Silver Arrows, nuovi stili e miglioramenti di tecnica ingegneristica. La clientela reagì positivamente e le vendite della Pierce-Arrow aumentarono la quota aziendale nel mercato delle auto di lusso, nonostante nel 1930 quest'ultimo fosse in diminuzione. In una situazione così positiva, progetti "puramente teorici" come l'auto elettrica di Tesla erano all'interno di questa sfera concettuale. Nella tradizionale mistura di arroganza e ingenuità dell'azienda, niente sembrava impossibile.

Così, per le sperimentazioni era stata selezionata una Pierce-Arrow Eight del 1931, proveniente dall'area di collaudo dell'azienda a Buffalo, nello stato di New York. Il suo motore a combustione interna era stato rimosso, lasciando intatti la frizione, il cambio e la trasmissione verso l'asse posteriore. La normale batteria da 12 volt rimase al suo posto, ma alla trasmissione era stato accoppiato un motore elettrico da 80 cavalli.

Tradizionalmente, le auto elettriche montavano motori a corrente continua alimentati da batterie, dato che quella continua è il solo tipo di corrente che le batterie possono fornire. Si sarebbe potuto utilizzare un convertitore corrente continua/corrente alternata, ma a quei tempi tali dispositivi erano troppo ingombranti per essere montati su un'automobile.

Il crepuscolo delle auto elettriche era già passato da tempo, ma questa Pierce-Arrow non venne dotata di un semplice motore a corrente continua. Si trattava di un motore elettrico a corrente alternata progettato per raggiungere 1.800 giri al minuto. Il motore era lungo 102 centimetri con un diametro di 76, senza spazzole e raffreddato ad aria per mezzo di una ventola frontale, e presentava due terminali di alimentazione indirizzati sotto il cruscotto ma lasciati senza collegamento. Tesla non disse chi costruì il motore elettrico, ma si ritiene che fu una divisione della Westinghouse. Sul retro dell'automobile era stata fissata un'antenna di 1,83 metri .

Affare Etere-ArrowPetar Savo raggiunse il suo famoso parente, come quest'ultimo gli aveva chiesto, e a New York salirono assieme su un treno diretto verso il nord dello stato omonimo. Durante il viaggio l'inventore non commentò la natura dell'esperimento.
Arrivati a Buffalo, si recarono presso un piccolo garage dove trovarono la nuova Pierce-Arrow. Il Dr. Tesla sollevò il cofano e fece qualche regolazione sul motore elettrico a corrente alternata sistemato al suo interno. In seguito si recarono a predisporre gli strumenti di Tesla. Nella camera di un hotel delle vicinanze il genio dell'elettricità si mise a montare il suo dispositivo. In una valigia a forma di cassetta si era portato dietro 12 valvole termoioniche. Savo descrisse le valvole “di costruzione curiosa", sebbene in seguito almeno tre di esse siano state identificate come valvole rettificatrici 70L7-GT. Furono inserite in un dispositivo contenuto in una scatola lunga 61 centimetri , larga 30,5 e alta 15. Non era più grande di un ricevitore radio ad onde corte. Al suo interno era predisposto tutto il circuito elettronico comprese le 12 valvole, i cablaggi e le resistenze. Due terminali da 6 millimetri di diametro e della lunghezza di 7,6 centimetri sembravano essere le connessioni per quelli del motore. Ritornati all'auto dell'esperimento, misero il contenitore in una posizione predisposta sotto il cruscotto dalla parte del passeggero. Tesla inserì i due collegamenti controllando un voltmetro.

"Ora abbiamo l'energia", dichiarò, porgendo la chiave d'accensione a suo nipote. Sul cruscotto vi erano ulteriori strumenti che visualizzavano valori che Tesla non spiegò. Dietro richiesta dello zio, Savo mise in moto. “Il motore è partito", disse Tesla. Savo non sentiva alcun rumore. Nonostante ciò, coi pioniere dell'elettricità sul sedile del passeggero, Savo selezionò una marcia, premette sull'acceleratore e portò fuori l'automobile.

Quel giorno Petar Savo guidò questo veicolo senza combustibile per lungo tempo, per circa 80 chilometri attorno a Buffalo, avanti e indietro nella campagna. Con un tachimetro calibrato a 190 chilometri orari a fondo scala, la Pierce-Arrow venne spinta fino a 145 km/h , e sempre con lo stesso livello di silenziosità del motore. Mentre percorrevano la campagna Tesla diventava sempre più disteso e fiducioso sulla sua invenzione; cominciò così a confidare a suo nipote alcuni suoi segreti. Quel dispositivo poteva alimentare le richieste di energia del veicolo per sempre, ma poteva addirittura soddisfare il fabbisogno energetico di un'abitazione - e con energia in avanzo.
Pur se riluttante, inizialmente, a spiegarne i principi di funzionamento, Tesla dichiarò che il suo dispositivo era semplicemente un ricevitore per una "misteriosa radiazione, che proviene dall'etere" la quale "era disponibile in quantità illimitata".

Riflettendo, mormorò che "il genere umano dovrebbe essere molto grato per la sua presenza". Nel corso dei successivi otto giorni Tesla e Savo provarono la Pierce-Arrow in percorsi urbani ed extraurbani, dalle velocità estremamente lente ai 150 chilometri all'ora. Le prestazioni erano analoghe a quelle di qualunque potente automobile pluricilindrica dell'epoca, compresa la stessa Pierce Eight col motore da 6.000 cc di cilindrata e 125 cavalli di potenza.

Tesla raccontò a Savo che presto il ricevitore di energia sarebbe stato utilizzato per la propulsione di treni, natanti, velivoli e automobili. Alla fine della sperimentazione, l'inventore e il suo autista consegnarono l'automobile in un luogo segreto, concordato in precedenza - il vecchio granaio di una fattoria a circa 30 chilometri da Buffalo. Lasciarono l'auto sul posto, ma Tesla si portò dietro il suo dispositivo ricevitore e la chiave d'accensione.

Questo romanzesco aspetto dell'affare continuò. Petar Savo raccolse delle indiscrezioni secondo le quali una segretaria aveva parlato delle prove segrete ed era stata licenziata. Ciò spiegherebbe un impreciso resoconto sulle sperimentazioni che apparve su diversi quotidiani.

Quando chiesero a Tesla da dove arrivasse l'energia, data l'evidente assenza di batterie, egli rispose riluttante: "Dall'etere tutto attorno a noi".
Alcuni suggerirono che Tesla fosse pazzo e in qualche modo collegato a forze sinistre e occulte. Tesla fu incensato. Rientrò assieme alla sua scatola misteriosa al suo laboratorio di New York. Terminò così la breve esperienza di Tesla nel mondo dell'automobile.

Questo incidente dell'infrazione nella sicurezza può essere apocrifo, dato che Tesla non disdegnava di utilizzare la pubblicità per promuovere le sue idee ed invenzioni, sebbene quando questi dispositivi mettevano in pericolo lo status quo dell'industria egli aveva ogni buona ragione per essere circospetto nei suoi rapporti. L’azienda Pierce-Arrow aveva già toccato il culmine del suo successo nel 1930. Nel 1931 era in calo. Nel 1932 l 'azienda perse 3 milioni di dollari. Nel 1933 vi furono problemi amministrativi anche nell'azienda madre Studebacker che vacillò sull'orlo della liquidazione. L’interesse passò dall'innovazione alla pura sopravvivenza, e qui la Pierce-Arrow abbandona il nostro racconto.

Mistero dentro il misteroCirca un mese dopo la pubblicazione dell'episodio, Petar Savo ricevette una telefonata da Lee DeForest, un amico di Tesla e pioniere nello sviluppo delle valvole termoioniche. Egli chiese a Savo se i test lo avessero soddisfatto. Savo rispose con entusiasmo e DeForest lodò Tesla come il più grande scienziato vivente al mondo. In seguito, Savo chiese a suo "zio" sugli sviluppi del ricevitore energetico in altre applicazioni. Tesla rispose che era in contatto con uno dei principali cantieri nautici per realizzare una nave con un dispositivo simile a quello dell'automobile elettrica sperimentale. Tuttavia, non gli si potevano chiedere maggiori dettagli dato che era ipersensibile riguardo alla sicurezza del suo dispositivo - e non si può dargli torto. In passato, potenti interessi avevano cercato di ostracizzare Tesla, ostacolando ogni suo sforzo per promuovere ed applicare le proprie tecnologie.

Chi scrive non è a conoscenza di alcun documento pubblico che descriva un esperimento nautico, o se quest'ultimo accadde. Non venne divulgata alcuna informazione. Il New York Daily News del 2 aprile 1934 riportava un articolo intitolato "Il sogno di Tesla di un'energia senza fili vicino alla realtà", che descriveva un "esperimento programmato per spingere un'automobile utilizzando la trasmissione senza fili di energia elettrica". Questo successe dopo l'episodio e non vi era menzione di "free energy".

Nel periodo in cui l'automobile dovrebbe essere stata svelata, la Westinghouse Corporation , sotto la presidenza di F. A. Merrick, pagò per la sistemazione di Tesla al New Yorker, il più nuovo e lussuoso hotel di New York. In esso l'anziano scienziato visse gratuitamente per tutto il resto della sua vita. Tesla venne anche reclutato dalla Westinghouse per ricerche non ben specificate sulle trasmissioni senza fili ed egli interruppe le sue dichiarazioni pubbliche sui raggi cosmici. Forse che la Westinghouse comprò il riluttante silenzio di Tesla sulle sue scoperte free energy? Oppure venne finanziato per proseguire dei progetti segreti talmente speculativi da non costituire una minaccia per il complesso industriale nell'immediato futuro? Cala il sipario su un mistero all'interno di un enigma.



Riferimenti:

- Abram, Arthur, "The Forgotten Art of Electric-Powered Automobiles", The Cormorant, bollettino del Packard Club (data sconosciuta)
- Intervista di Derek Ahiers a Petar Savo, 16 settembre 1967 (dagli archivi di Ralph Bergstrasser)
- Childress, David H., The Fantastic Inventions of Nikola Tesla, Adventures Unlimited Press, Illinois , 1993, ISBN l932813-19-4
- Childress, David H. (ed.), The Tesla Papers, Adventures Unlimited Press, Illinois , 2000, ISBN 0-932813-86-0
- Decker, Jerry, "Tesla's Electric Car - The Moray Version", KeelyNet BBS, postato il 31 gennaio 1993
- Extraordinary Technology, vol. 1, nr. 2, aprile/maggio/giugno 2003
- Greene, A.C., "The Electric Auto That Almost Triumphed", Dallas Morning News, 24 gennaio 1993
- Nieper, Hans A., Revolution in Technology, Medicine and Society, MIT Verlag, Oldenburg, 1985, ISBN 3-925188-07-X (inizialmente pubblicato in Germania come Revolution in Technik, Medizin, Gesellschaft, 1981)
- Siefer, Marc I., Wizard. The Life and Times of Nikola Tesla, Birch Lane Press/Carol Publishing Group, NJ, 1996, ISBN 1-55972-329-7
- Seife, C., "Running on Empty", New Scientist, 25 aprile 1998
- Southward Car Museum Trust Inc., The illustrated Motor Vehicle Collection, Paraparaumu, Nuova Zelanda, ISBN 0-47305583-X
- TFC Books FAQ, http://www.tfcbooks.com/tesiafaq e Vassilatos, Gerry, "Tesla's Electric Car, KeelyNet BBS


Fonte: 
http://www.oopart.it/ - A cura di Igor Spajic - tratto da Nexus Gold maggio-giugno 2005 - nexusitalia.com

Campi di Concentramento Americani


Negli USA, sono stati costruiti centinaia di Campi di Concentramento in zone poco abitate di ciascuno stato. Questi campi sono composti da recinti metallici elettrificati, torrette di controllo, linea ferroviaria interna, varchi controllati, ampi capannoni, grande parcheggio antistante. Cosa assai inquietante, ogni campo ha in dotazione migliaia di bare di plastica impilate, capaci di contenere da uno a tre corpi ciascuna. Esistono in proposito centinaia di testimonianze, fotografie, video ed interpellanze di coraggiosi rappresentanti della popolazione che guardano sbigottiti ed increduli il recinto della legge marziale che gli si stringe intorno. Esistono dei siti in cui, alcuni cittadini statunitensi, raccontano la loro esperienza di come hanno lasciato il paese per altre mete nel mondo, considerate più sicure degli USA. Secondo la giornalista austriaca Jane Burgermeister, l’inquinamento prodotto dalla falla “casuale” della piattaforma della BP nel golfo del Messico potrebbe innescare una crisi che, assieme ad altri fattori quali ad. es. una recrudescenza della influenza suina ed un crack finanziario, potrebbero portare all’instaurazione della legge marziale. Le leggi consentono già ad Obama ed ai governatori degli stati di imporla senza particolari vincoli giuridici. La strategia dei disastri combinati, continua. 


fonte: http://freeskies.over-blog.com/article-campi-di-concentramento-americani-51274923.html

Cavie umane nel Nuovo Millennio



Cavie umaneTratto dal libro: "Cavie umane nel Nuovo Millennio", ed. Medea

Più della metà dei farmaci approvati presentano gravi reazioni avverse non scoperte nelle fasi di sviluppo e ricerca precedenti alla commercializzazione (1). 
I soli Stati Uniti registrano più di due milioni di casi di gravi reazioni avverse ogni anno con più di centomila casi di morte (2). 
Questi dati non vengono quasi mai diffusi dai media che, di solito, si concentrano esclusivamente sugli scandali del singolo farmaco, che viene ritirato dal mercato, oppure sulla spregiudicatezza delle sperimentazioni nel terzo mondo. 
Si tratta di dati che si prestano ad una doppia lettura: da una parte vi è chi sostiene l’abolizione di pratiche altamente insicure e con potenziali devastanti, dall'altra vi sono i sostenitori della ricerca farmacologica, per i quali i danni collaterali sono inevitabili sacrifici sull'altare della scienza.

Quel che conta, però, è che in entrambi i casi stiamo parlando, di farmaci che avevano passato tutti i test di sicurezza previsti dalle legislazioni nazionali e internazionali. 
Più di centomila casi di morte nei soli Stati Uniti a causa di quei farmaci considerati abbastanza sicuri da essere commercializzati.
Ebbene: si consideri che nel mio lavoro vengo a contatto molto spesso con farmaci così devastanti da non ricevere neanche l’autorizzazione al commercio. 
E scordatevi la sperimentazione animale come metodica di valutazione della sicurezza di un nuovo farmaco: non funziona e, in seguito, capirete il perché. 
Le vere cavie sono uomini e donne talmente disperati da prestarsi alle sperimentazioni. 
Questi uomini e donne si affidano a me, o a persone come me, per essere sottoposti a esperimento. 
In alcuni casi si tratta di persone sane che, in cambio di soldi, assumono, le nuove molecole sviluppate in laboratorio affinché ne sia valutata l’efficacia o la pericolosità; in altri casi si tratta di persone già malate che si offrono gratuitamente per alimentare una speranza.
Dopo una prima fase di prove su animali, che non fornisce dati utili ma che è necessaria esclusivamente ad ottenere le autorizzazioni per procedere alle sperimentazioni successive, iniziano, per un obbligo di legge, le sperimentazioni umane.
Il vero scandalo non sono i morti da farmaci in commercio che, rispetto a qualche decennio fa, sono molto minori. Non sono i farmaci che vengono ritirati dal mercato perché più dannosi che benefici. Non sono i singoli casi di reazioni allergiche. 
Il vero scandalo sono le sperimentazioni prima della messa in commercio. 
Il vero scandalo sono le prove su uomini e donne di molecole nuove di cui non si sa praticamente nulla; sono le false speranze che si danno ai malati che si offrono come cavia; sono gli uomini tranquillizzati da inutili dati su animali.
E sono le leggi che permettono tutto questo. Le legislazioni che regolamentano la sperimentazione sull'uomo sono sostanzialmente simili per l’Unione Europea, da cui derivano poi le singole leggi nazionali, e per gli Stati Uniti. In Svizzera, patria di molte multinazionali del farmaco, la legge attuale sostanzialmente trascura la tutela delle cavie umane, tanto che è al vaglio un nuovo progetto di legge sulla ricerca sull’essere umano. 
(…)

Le Investigator's Brochure Al cambio attuale si parla di circa 700 euro = 1043 dollari = 1200 franchi svizzeri. 
Tanto vale la vita di una cavia umana. 
Un cane beagle (razza canina utilizzata nei laboratori) costa circa 300 euro.
Ormai ogni volta che mi arriva in mano una nuova Investigator's Brochure mi vengono i sudori freddi. 
Le Investigator's Brochure sono tra le cose più segrete che possano esistere. 
Sono dei dossier delle industrie del farmaco che raccolgono TUTTE le informazioni su una nuova molecola non ancora in commercio, le proprietà chimico-fisiche e farmaceutiche, gli studi eseguiti con i primi metodi di screening in vitro, i risultati delle sperimentazioni sugli animali, i risultati delle sperimentazioni sull'uomo, gli effetti collaterali, la validità presunta o verificata del trattamento terapeutico, ecc.
Allegato alla Investigator's Brochure c'è un contratto della stessa società che garantisce la copertura economica della sperimentazione sull'uomo.
In altre parole, la società che paga il tutto, nella Investigator's Brochure, è definita "Sponsor". 
Ad esempio, un contratto tipico di una importante società che chiede di trovare e sperimentare su almeno 400-450 cavie già malate che si offrono gratis, offre in cambio circa 300 mila euro divisi tra versamenti subito, dopo l’arruolamento di un determinato numero di cavie e alla fine dello studio. 
Quindi, in totale, più di 650 euro a cavia.
Le Investigator's Brochure variano nel tempo all’aumentare delle informazioni. 
Ad esempio una Brochure Versione 1 di una nuova molecola in prova è una documentazione di vari risultati, ottenuti principalmente su animali, e con nessuna informazione per l’uorno. Quindi è la più pericolosa perché qui le cavie umane dovranno testare una molecola di cui praticamente non si sa nulla rispetto alle reazione dell'organismo umano. E’ il massimo rischio possibile. 
(…)

La prima Brochure di cui vi svelo il contenuto è una Versione 1, cioè una di quelle che ci arrivano per testate per la prima volta su un uomo una molecola nuova. 
Sono poche pagine in quanto non esistono risultati validi da considerate. 
Le prove su animali indicano che esistono reazioni avverse leggere e/o moderatamente gravi sia nei ratti che nelle scimmie soprattutto nei polmoni e nel fegato. 
Già a pagina 2 dell'introduzione viene però specificato il nostro compito: cercare la Maximum Tolerate Dose (MTD), la dose massima tollerata (3). 
In parole comprensibili anche ai non addetti ai lavori, quello che dovremo fare è:
1) trovare e convincere cavie umane a testare su di sé sostanze di cui non si sa praticamente nulla;
2) iniziare a sperimentare su di loro, aumentando la dose finché non si trova quella che uccide o fa rischiare la vita.
Prima ancora di addentrarci in studi specifici, dobbiamo capire fino a quanto possiamo "spingere" con le dosi, fino a quanto possiamo infierire. E per farlo non c 'è altro, modo se non quello di aumentare le dosi fino ad arrivare al punto in cui si manifestano significativi o devastanti effetti collaterali utili per le nostre annotazioni statistiche.
Informazioni: nessuna. 
Rischio: massimo.
Attenzione, il rischio non è massimo solo perché non esistono informazioni utili; il rischio è massimo perché, andando quasi alla cieca, dobbiamo continuamente aumentare le dosi dell’esperimento fino a trovare la massima dose tollerata. 
Se un primo esperimento non dà grossi effetti né positivi né negativi, dobbiamo rifarlo aumentando le dosi e cercare di "trovare" il limite.

Note
1)      Moore T.J., Psaty B.M. & Furberg C.D. Time to act on drug safety. JAMA, 279: 1571-1573, 1998. 2)      Lazarou J, Pomeranz B.H., Corey PN. Incidence of adverse drug reactions in hospitalized patients. A meta-analysis ofprospective studies. JAMA, 279:1200-1205, 1998.
3)      The anticipated first-in-patient study will be a ... parallel-arm escalation study designed to access safety and tolerability, and to determine wheter the maximum tolerated dose (MTD) of... is reached ...

Rischi e risorse dell’ermeneutica


Suscita fervidi dibattiti l'interpretazione dei testi considerati pietre miliari nella storia culturale. Non è agevole l'esegesi di tali Libri, ancor meno riflettere sui metodi ermeneutici corretti. Tuttavia con Gadamer si può ritenere che l'interpretazione sia un colloquio fecondo con la tradizione. Non solo il testo o l’evento sono comprensibili, almeno in una certa misura, tramite il linguaggio, ma anche la natura, per quanto cerchiamo di oggettivarla, è tradotta con strumenti linguistici e culturali.

E' necessario perseguire un'aurea mediocritas che eviti di sdrucciolare in estremi opposti, entrambi sterili, ossia il letteralismo ed il simbolismo aprioristico. In verità, per non incorrere in tali rischi, è opportuno collocare il testo nel suo contesto. Alcuni esempi chiariranno l'interpretazione.

A proposito dell’Epistola a Cangrande della Scala, che ascriverei ad uno dei figli di Dante, Pietro o Jacopo, Umberto Eco osserva che, anche qualora non fosse stata composta dal sommo poeta, “rifletterebbe comunque un atteggiamento interpretativo assai comune a tutta (sic) la cultura medievale e spiegherebbe il modo in cui è stato letto nei secoli Dante”. Orbene, ciò è superficialmente vero, ma dubito che nelle intenzioni di Dante il "poema sacro" dovesse essere letto secondo la rigida quadripartizione illustrata nella lettera. La distinzione tra senso letterale, allegorico, morale ed anagogico ha tutta l'aria di essere uno strumento esegetico a posteriori, trasposto dal campo biblico (dove tra l'altro in alcuni casi è arbitrario) a quello della "Commedia". Questo non significa che il capolavoro dantesco non includa un substrato semantico: lo stesso autore ci esorta a sollevare il “velame delli versi strani”, ma tale humus ora è più sottile ora più spesso ora sostituito dal senso proprio, secondo gli obiettivi estetici ed ideologici dello scrittore.

Se veramente dovessimo o potessimo adottare il criterio quadripartito dell'"Epistola a Cangrande della Scala", ci troveremmo dinanzi ad una specie di gioco meccanico. Molti testi sommi, per la loro mole e per le vicissitudini della stesura, sono costruzioni in fieri (si pensi ai poemi omerici, alla Bibbia, al Corano etc.) e sarebbe assurdo pensare di costringerli in un'unica metodologia interpretativa, dimentica delle stratificazioni, delle confluenze, dei rimaneggiamenti manifestatisi lungo il tempo. I testi sono letteralmente intrecci: vi si annodano fili di significati talvolta eterogenei.

E' sempre d'uopo distinguere ed inquadrare l’opera nella temperie culturale da cui germoglia. Un altro esempio. Prendiamo il celebreincipit del Quarto Vangelo

"Nel principio era il Logos, il Logos era con Dio ed il Logos era Dio.[...] In esso era la vita e la vita era la luce degli uomini. La luce splende nelle tenebre e le tenebre non l'hanno sopraffatta. Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. Egli venne come testimone per render testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per mezzo di lui. Egli stesso non era la luce, ma venne per render testimonianza alla luce."

E' evidente che questi versetti non possono essere interpretati in modo letterale: la Luce assume una valenza metaforica e spirituale, non essendo certo la radiazione elettromagnetica. Anche le tenebre alludono all'ignoranza ed al male. Questa lettura si giustifica, ricordando in quale milieu fu elaborato il Vangelo detto di Giovanni e con quale linguaggio. E' un ambito in cui sono usate categorie teologiche e filosofiche nonché modelli culturali ellenistici. E' più che legittimo quindi ricercare nel libretto giovanneo valori mistici, dacché esso fu concepito e vergato come vangelo prevalentemente esoterico. Anche i vangeli canonici sono intessuti di ricami metaforici, ma le parti storiche, biografiche (benché di una storia approssimativa) e parenetiche paiono più numerose.

E' lecito, però, applicare categorie emblematiche ai libri, ai passi ed a singole parole della Torah? Ciò avviene da molti secoli e così pure oggi certi biblisti si cimentano in interpretazioni spesso ingegnose, ma poco o punto fondate, in elucubrazioni lambiccate, frutto di una fantasia ammirevole, ma che alla fine tradisce il testo. Quando leggo che nel Pentateuco, l’Egitto adombra la condizione dell'anima imprigionata dagliArconti, resto perplesso. Davvero l'autore, allorquando usò il termine "Egitto", intendeva accennare una valenza simbolica e non solo la terra in cui gli Ebrei, secondo la tradizione, erano stati in condizione di schiavitù? Il riferimento agli Arconti non è un anacronismo? Forse no, ma sarebbe necessario dimostrarlo, altrimenti resta una petizione di principio.

Essendo la Bibbia una miscellanea di testi, è naturale che in alcuni predomini un retroterra storico, in altri una dimensione allegorica. E' anche vero che il dialogo ermeneutico può portare, se non a cogliere il vero messaggio, ad un inveramento dei contenuti. Mi spiego: l'interpretazione figurale diffusa nel Medioevo e che induceva a vedere in episodi biblici ed anche del mondo pagano, l'anticipazione degli avvenimenti evangelici, è erronea. Tuttavia nel Medioevo tale interpretazione fu ritenuta corretta a tal punto che era naturale per i dotti considerare la IV Egloga di Virgilio un presagio della nascita di Cristo. Non era così, ma molti ci credettero e sovente è vero (il Pragmatismo docet) ciò in cui si crede. Queste convinzioni plasmarono la cultura e la mentalità dei letterati medievali. Ogni epoca crea e nutre convincimenti, ideali e credenze che contribuiscono a modellare le espressioni culturali.

Mi domando se popoli antichi di pastori nomadi avessero interesse a codificare messaggi nei testi o non a rispecchiare le esigenze concrete legate alla vita di tutti i giorni, in cui anche la religione e la morale erano basate su questioni pratiche. E' vero: alcune tradizioni sumeriche ed egizie si infiltrarono nella Bibbia e persino l'alfabeto ebraico custodisce segreti iniziatici. Spetta all'interprete attento ed accorto, discernere per individuare sensi letterali là dove essi si palesano e linee mistiche in quei passi in cui affiorano o si intrecciano a tratti tangibili. E' un errore sia il riduzionismo letterale sia il fantasticare esoterico. E' compito arduo quindi il discernimento, ma ineludibile. Tale impresa può essere in parte facilitata dallo studio del contesto: situando, ad esempio, il Vangelo detto di Filippo nel quadro delle complesse speculazioni gnostiche, porteremo alla luce profonde radici di tipo iniziatico. Scopriremo pure che i messaggi siffatti sono i più importanti, benché circoscritti ad alcuni patrimoni culturali.

Infine ostinarsi ad estrarre valori esoterici là dove originariamente non esistevano, prescindendo da rigorose (e a volte prosaiche) ricostruzioni storiche, paleontologiche, archeologiche, genetiche, è come voler comprendere il soggetto di un quadro, fissandone ad un centimetro di distanza un particolare. Di converso, chi si ferma sempre e solo alla lettera, rischia di percepire una realtà bidimensionale.

sabato 29 maggio 2010

Parassitismo e Carattere Predatorio

Chi sono i vampiri? In senso metaforico comune, sono persone parassitarie e predatrici, usurai o avidi gabellieri. Per la zoologia sono pipistrelli che si cibano del sangue dei mammiferi (chirotteri ematofagi). Più propriamente sono creature dalle sembianze umane, notturni bevitori di sangue, nemici della luce solare (fotofobici) ed eterni, sospesi cioè in una morte dalle sembianze di vita eterna. La loro etica non è condivisibile in quanto le loro finalità sono ignote od incomprensibili. Di loro si sa solo che hanno bisogno di cibarsi di sangue fresco umano per la cui conquista sono costretti ad interagire con l’umanità con le armi della seduzione e della forza bruta. Linguaggio, simbologia, codici comportamentali e relazionali ci sono sconosciuti, di loro conosciamo solo l’aspetto, la loro apparenza celata, a dire il vero, da impedimenti vari tra i quali, soprattutto, l’oscurità. Il vampiro non ha una vita propria, non ha empatie e forse neanche emozioni se non quelle legate agli istinti primordiali della paura e della fame. Si nutre, oltre che di plasma umano, delle emozioni umane, della paura soprattutto ed anche del connaturato e fortissimo narcisismo che, il vampiro, utilizza spesso a suo vantaggio. La sua capacità seduttiva suscita perplessità: come si giustifica infatti l’ascendente di una creatura così ripugnante sull’uomo? I vampiri sono ricchi di beni accumulati nei secoli e frutto di ruberie, inganni e raggiri. Il vampiro è un essere liminale ossia “vivente” in una zona di confine tra la corporeità e l’effimero, tra la vita e la morte, tra l’assenza e la presenza, tra il mito, la metafora e la realtà. E’ oggetto anche di feroci aggressioni collettive giustificate dalla sua attitudine nefasta al parassitismo ed al depauperamento della vita umana. Non si può uccidere un vampiro anche se come si possa riprodurre è un mistero. Occorrerà liberasene del tutto prima o poi. Unica nota positiva: è depositario di un sapere enorme data la sua consuetudine millenaria, ma non ha né piacere né interesse a divulgarlo se non per fini seduttivi. Vi rammenta qualcuno? Forse si, nei nostri pensieri e nella realtà, esiste sempre un vampiro o gruppi di vampiri che attentano alla nostra integrità.

Parole e potere: la manipolazione della realtà

di Paolo Cortesi

Articolo tratto da Nexus n. 78



"La stampa quotidiana ed il telegrafo, che in un batter d'occhio diffondono le loro trovate su tutto il globo terrestre, fabbricano più miti in un giorno di quanti se ne potevano fabbricare una volta in un secolo."


Quando scriveva queste parole, nel 1872, Karl Marx non poteva nemmeno immaginare che ben altri mezzi, oltre al giornale e al telegrafo, avrebbero creato "miti" ancora più numerosi e ancora più suggestivi. 


Marx aveva compreso che l'efficacia del medium era direttamente proporzionale alla vastità e alla rapidità della diffusione del messaggio (del "mito", scrisse lui); ma egli non poteva sapere che la comunicazione (o propaganda, in questo caso) avrebbe non solo creato la notizia, ma avrebbe pure determinato la capacità interpretativa del destinatario; insomma: la manipolazione della comunicazione agisce anche nella struttura ricettiva e quindi interpretativa del destinatario della comunicazione stessa.


Ciò che non poteva prevedere Marx era quanto accade oggi: la versione che viene diffusa dai mass media si è sostituita alla realtà. Oggi quasi nessuno dubita del fatto che non esiste una informazione neutra e oggettiva. Ma molti, anzi forse troppi, persistono a credere che la manipolazione dei fatti non abbia conseguenze profonde. Questi "scettici" pensano che sì, esiste una forma di inquinamento dell'informazione, ma essi ritengono che tale fenomeno sia, tutto sommato, marginale e comunque essi se ne credono immuni, tali cioè da non farsi ingannare, da essere sempre in grado di capire dove finisce la "verità" e dove inizia la menzogna.


Il fenomeno che questi ingenui sottovalutano così goffamente è, invece, complesso e vasto. E sottovalutare la vastità e la portata della manipolazione è il suo primo e maggiore successo; come dicono i cattolici: "La maggiore astuzia di Satana è indurre a far credere che non esiste".


Per valutare appieno la situazione attuale può essere molto utile esaminare le origini della manipolazione psicologica tramite una propaganda che ha nella psicologia la sua origine e la sua guida, come affermava all'inizio del secolo scorso Hugo Munsterberg, uno dei padri fondatori della psicologia applicata: "Una visione completa della psicologia umana è la posizione di partenza di qualsiasi scientifico avvio alla propaganda".


Subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, le grandi potenze Usa e Urss compresero che le masse umane non potevano essere dominate con i mezzi impiegati nei secoli precedenti. Non era più possibile far credere alla folla che l'obbedienza fosse una virtù superiore, apprezzata anzi voluta da Dio. La folla non credeva più alla natura divina del potere, né alla provvidenziale funzione delle classi sociali. In una parola: nessun governo poteva più sentirsi a sufficienza sorretto e tutelato dalla "metafisica del potere", da quell'insieme di dogmi, teorie e tradizioni - talune millenarie - che giustificavano l'autorità e conservavano la sottomissione. 


I governanti compresero che era necessario raggiungere gli stessi fini con altri strumenti. Non si potevano più sfruttare la credenza o la religione (fattori non più universali, dalla fine del XVIII secolo in poi); occorreva agire sugli individui a loro insaputa, occorreva scavalcare le opinioni e le certezze delle persone per raggiungere il nucleo profondo della loro mente, per intaccare la loro volontà conscia, per scavalcare resistenze e facoltà critiche e insinuarsi nella sorgente stessa delle idee.


Da Socrate in poi, la ricerca della verità era lo scopo più nobile del pensiero; non a caso, Socrate polemizzò con forza contro i sofisti, veri professionisti della retorica che si vantavano di poter dimostrare, a richiesta, ogni caso ed il suo contrario. Non è senza significato che la prima grande espressione del pensiero filosofico occidentale sia la confutazione della manipolazione della coscienza.


Non occorre più disporre della forza, quando si sanno le forme del controllo mentale. Il 4 aprile 1951, il presidente statunitense Truman istituì lo Psychological Strategy Board (PSB), il primo organismo statale destinato a pianificare, coordinare e condurre operazioni di controllo psicologico di massa. 


Uno dei componenti del PSB affermò: "La minoranza ha scoperto da un pezzo il modo per influenzare la maggioranza. I moderni strumenti della tecnica propagandistica sono talmente efficaci che gli uomini sui quali viene condotto l'attacco propagandistico sono simili ad un aviatore notturno che entri nel raggio di potenti riflettori. Come è noto, va sempre a finire che l'aviatore viene accecato e vinto".

I primi manipolatori psicologici compresero che quando si vuole agire su una quantità enorme di soggetti, bisogna "trasformare la realtà". E il modo più efficace e rapido per cambiare la realtà a nostro piacimento è cambiare le parole con cui descriviamo la realtà. Oggi è un metodo normale e così diffuso che quasi non stupisce più. Tutto iniziò oltre mezzo secolo fa, quando - agli inizi del 1951 - la rivista americana "This week magazine" pubblicò un articolo del suo direttore, William Nichols, che aveva un titolo molto significativo: "Richiesta: un nuovo nome per il capitalismo".


"La sostituzione di una sola parola" scriveva Nichols "può aiutare a mutare il corso della storia. (...) Questa parola è capitalismo che ha una sfumatura negativa perché ricorda gli antichi errori e gli antichi abusi. Indiscutibilmente, la storia del capitalismo comprende dei capitoli molto scuri di sfruttamento dei lavoratori all'interno del paese e di espansione coloniale all'esterno. La parola capitalismo ricorda appunto tutto ciò".

Nichols proponeva espressioni molto più accattivanti: nuovo capitalismo, capitalismo democratico, democrazia economica, democrazia industriale, distributismo, mutualismo, produttivismo. Nella loro apparente neutra sobrietà, tutti questi neologismi rivelano la sfumatura gradevole, anzi elogiativa, che si voleva dare alla parola che evocava lutti, miserie e ingiustizie. Fin dagli Anni Venti Thomas Lamont, direttore dell'ufficio pubblicitario del banchiere J.P. Morgan, aveva proposto di cambiare l'odiato nome "capitalismo" in "libera impresa".


Ma poteva accadere che si volesse indirizzare la massa umana ad accettare ben di peggio che il concetto del capitalismo. Ai governanti, in piena Guerra Fredda, serviva che la popolazione fosse pronta ad affrontare la guerra, una guerra che poteva essere la più atroce di ogni altra guerra nella storia del mondo. 

"Come si può persuadere il popolo a prepararsi alla guerra, se non viene costantemente attizzato l'isterismo bellico?", si chiedeva con brutale franchezza Walter Lippman sul "New York Herald Tribune" del settembre 1951. E il dottor Jennis, sul "Bulletin of the Atomic Scientists" suggeriva di educare la folla all'orrore, con una tecnica che oggi rivela tutta la sua potenza: "Forse bisognerebbe sperimentare un nuovo mezzo per abituare la gente a spettacoli impressionanti per evitarne la demoralizzazione. In particolare bisognerebbe utilizzare la proiezione di films - preferibilmente a colori - che rappresentino avvenimenti catastrofici".


L'idea di Jennis è ora pienamente realizzata, con l'esposizione quotidiana e massiccia delle persone, fin dalla più tenera età, a immagini televisive che non risparmiano brutalità e nefandezze. Non ci sconvolgono più scene di sterminio, corpi - anche di bambini - straziati, lacrime: migliaia di tali immagini ci bersagliano da ogni strumento di comunicazione di massa, primo dei quali la televisione che già dimostra quali cambiamenti fondamentali ha causato nella nostra struttura percettiva e intellettiva.


Nei decenni precedenti - diciamo fino al termine degli Anni Settanta del secolo scorso - il potere nascondeva le realtà scomode; il massimo esempio della politica occulta ci è dato dall'accoppiata Nixon-Kissinger per il mondo occidentale: essi sono stati gli ultimi grandi esponenti di quel tipo di potere che agisce segretamente, che diffonde comunicati falsi, che tesse trame, stabilisce contatti inconfessabili e ordisce congiure.


Ora, la politica agisce relativamente allo scoperto perché conta sull'"effetto nebbia": una cortina fumogena di parole nasconde la realtà e la massa non ha alcuna intenzione di verificare, dato che è stata abituata pavlovianamente ad un automatismo: lo ha detto la tv, dunque è vero.


E quando il meccanismo sembra non abbastanza sicuro, esiste la via italiana alla manipolazione della realtà: cambiare le leggi. cancellare ad libitum i reati, adeguare i vincoli legali alle esigenze personali, presentare un interesse assolutamente circoscritto come fosse urgenza dell'interesse nazionale. 


E tutto questo accade nel silenzio e nel torpore generale, perché la devastazione dei codici culturali ha azzerato ogni tensione morale. Forse, per la prima volta in tremila anni di storia umana, la nostra civiltà non troverà risposta alla sua crisi. 




Paolo Cortesi

articolo tratto da Nexus n. 78


venerdì 28 maggio 2010

Scie chimiche e il nuovo gene resistente all'alluminio della Monsanto - Una coincidenza?


:: Articolo di Barbara H. Peterson ::

Pubblichiamo un articolo di Barbara H. Peterson, tradotto con la consueta accuratezza dall’amica Giulia che ringraziamo. Il testo verte su un nesso, che la giornalista correttamente intravede, tra modificazioni genetiche di piante e la dispersione nella biosfera di alluminio per mezzo degli aerei chimici. L’intervento della demoniaca Monsanto, che sta introducendo un gene resistente all’alluminio, lungi dall’essere un’azione volta a risolvere i problemi agricoli, si comprende nel quadro di una subdola politica basata sulla degradazione delle risorse alimentari. Non dimentichiamo, infatti, che, nel periodo dell’aratura, vengono dispersi filamenti di polimeri biocompatibili che, inglobati nel terreno e quindi nelle radici degli ortaggi e dei cereali, ne trasformano il genoma. In questo modo, anche le piante naturali rischiano di diventare transgeniche: a questa trasformazione può concorrere, come ricorda l’ex militare francese Marc Filterman, l’irradiazione di campi elettromagnetici emessi da aerei come gli A.W.A.C.S. E’ stato infine testimoniato che velivoli militari hanno rilasciato fibre polimeriche (vettori per il particolato di metalli come alluminio e bario), in concomitanza con la messa a dimora di piantine di riso.

Come mai la Monsanto ha sviluppato un gene resistente all'alluminio? La Monsanto sta attualmente introducendo sul mercato un gene resistente all'alluminio. Ecco la storia: "I piccoli agricoltori poveri di risorse dei paesi in via di sviluppo devono fronteggiare difficoltà quotidiane che includono terreni poco fertili, siccità e scarsità di contributi. Le attuali tendenze globali relative ai "cambiamenti climatici" ed alla crescita della popolazione sono destinate ad esacerbare tali ristrettezze. Una ricerca di nuova generazione su coltivazioni geneticamente manipolate (GE) si pone l'obiettivo di alleviare queste pressioni attraverso il miglioramento di varietà colturali di sussistenza - come la manioca, il sorgo e il miglio - che incorporino caratteristiche come la tolleranza alla siccità, all'acqua ed all'alluminio nei terreni, oltre alla creazione di piante con una più efficiente sintesi dell'azoto e del fosforo." (fonte: http://www.ifpri.org/)

Ora diamo un'occhiata all'inchiesta del giornalista Michael Murphy su scie chimiche, geo-ingegneria ed al fatto che nelle aree fortemente irrorate si rilevano livelli estremamente alti di alluminio e bario nell'acqua, nella neve e nel terreno (video in tre parti:
farmwars.info).

Sarà una coincidenza che la Monsanto ci venga "in soccorso" con geni resistenti all'alluminio dato che le piante normali muoiono in presenza di eccessivo alluminio? Oppure si tratta di capitalismo opportunistico e di un pianificato monopolio corporativo delle fonti di cibo da parte della Monsanto, secondo un meccanismo di dialettica hegeliana basato su informazioni riservate circa un proposto programma di "geoingegneria" che in realtà è già in atto e sta saturando la nostra atmosfera con scie chimiche contenenti alluminio e bario?

Questo non è un gioco, signori. Ci stanno attaccando da ogni lato nell'ambito di un deliberato piano omicida e genocida per arricchire ulteriormente pochissime famiglie e ridurre la popolazione mondiale a 500 milioni, come inciso nelle Georgia Guidestones. Questa è niente meno che guerra biologica.

©2010 Barbara H. Peterson

MISTERO - David Icke svela il mistero degli Illuminati (2 di 2)

MISTERO - David Icke svela il mistero degli Illuminati (1 di 2)

Raz Degan si reca sull'isola di Wight per parlare con David Icke che ci svela chi controlla la CIA e la NASA, il rapporto fra Massoneria e Illuminati, la manipolazione della percezione, l'origine delle guerre, l'11 settembre, le varie crisi economiche, la bufala del cambiamento climatico, la dittatura nascosta del fascismo-comunismo, l'origine aliena delle 13 famiglie che governano il mondo...


Geoingegneria verso Bioingegneria

La Geoingegneria si rivela sempre più come una disciplina progettuale indefinita. Indefinito è il suo campo d’azione che comprende sicuramente il pianeta terra ma insiste, de facto, su tutte le istanze in esso contenute e quindi su tutti gli aspetti della nostra vita terrena, nessuno escluso. Come si può solo pensare di farne uso? In un recente convegno negli Usa, un sedicente geo-ingegnere sottolineava sorridente l’impatto zero che avrebbero gli schermi solari metallici (da irrorarsi per mezzo di aerei nella ionosfera) sulla salute umana e sull’ambiente in generale. La sicumera del sedicente geo-ingegnere è un paravento di comodo che nasconde, per lo meno,un vuoto clamoroso nelle indagini volte ad escludere effetti diretti sulla salute umana. Semmai, è vero il contrario: molti studi infatti correlano l’aumento delle malattie degenerative, respiratorie e cardio-vascolari proprio agli effetti delle pratiche di geoingegneria che, nonostante le assicurazioni del geo-ingegnere, sono in atto da svariati anni. La radiazione solare in California, ad esempio, è crollata con punte del 50% in meno, come afferma un imprenditore di energia solare che aveva investito molto in un impianto per la produzione di energia elettrica e che ha visto il rendimento annuale della sua azienda scendere ben al di sotto del previsto. A tutto il quadro losco che gira attorno alla parola geoingegneria, si aggiunga lo scandalo legato ai dati “scientifici” relativi al cosiddetto global warming. 

E’ emersa una serie di mistificazioni atte a diffondere nella popolazione mondiale l’allarme per un riscaldamento globale prossimo venturo niente affatto scontato. Molti scienziati indipendenti infatti, tendono a prevedere proprio il contrario: un global cooling (raffreddamento) dovuto ad un drastico calo dell’attività solare. Si pensi inoltre alla menzogna bella e buona della necessità di ridurre la CO2 che non è causa del global warming ma un suo effetto, come dimostrato da molti studi di geologi e paleo-climatologi. Quest’affare della geoingegneria quindi si tinge di ombre oscure e lascia in noi il legittimo sospetto di essere una copertura logora per finalità tutt’altro che pacifiche legate, con molta probabilità, ad operazioni di bioingegneria dirette contro l’uomo ed il suo ambiente più prossimo. Perché affermiamo ciò? Perché molti indizi ci portano in questa direzione: la ventilata necessità di depopolare il mondo (che perviene da gruppi eversivi tipo il Bilderberg) in primis, gli studi della Monsanto nel creare semi alluminio-resistenti (vedi: http://www.tankerenemy.com/2010/05/scie-chimiche-e-il-nuovo-gene.html ), necessità strategiche legate alle telecomunicazioni ed al controllo della popolazione e delle risorse in generale, etc. … . Non abbiamo certezze, esprimiamo solo timori che, date le ultime esternazioni sul tema, ci appaiono sempre più fondati. E’ tempo che ognuno di noi metta in pratica comportamenti esemplari per la salvaguardia di se stessi e per la diffusione della consapevolezza dell’esistenza di queste operazioni e dei gruppi di potere che le dirigono. Occorre curare la nostra alimentazione ed in generale i nostri stili di vita e comunicare le nostre scoperte (ed i nostri dubbi) con tutti i mezzi possibili. Non cercare lo scontro con le istituzioni perché il caos è proprio ciò che questi potentati occulti vogliono creare. Ordo ab Chao: ricordate! Ricordiamo e facciamo nostro (grazie al grande Vittorio) il motto latino: “Nulla Dies Sine Petra”! Che nessuno dei nostri giorni sia passato invano! Ci stanno relegando in un angolo, sotto i latrati dei cani famelici che si chiamano: crisi economica, tassazione brutale, distrazioni sataniche, legislazioni ingiuste, disuguaglianza sociale, vaccinazioni imponibili, …  ma vinceremo noi, stiamone certi. Ultima considerazione: dopo anni di studi miliardari sul DNA umano, i pochi scienziati seri esistenti hanno affermato di non conoscerne il funzionamento data la sua complessità. Su quali basi allora si fonda la consapevolezza della Monsanto & co? E su quali presupposti si afferma che le irrorazioni aeree (per il momento ancora clandestine) non hanno effetti sulla salute umana? Grazie geo-bio-ingegneri, di cuore.

Gli illustri Illusionisti


Nel precedente articolo “Soma e Haoma” abbiamo parlato delle scie chimiche e degli influssi negativi generate da queste, ad ogni modo chiunque può ricercare sul web la parola chemtrails o scie chimiche negli appositi motori di ricerca e potrà farsi le proprie riflessioni in materia.


Quello che stiamo assistendo da molto tempo ormai è il sorvolo di aerei con scia persistente, queste nella maggior parte dei casi vengono fraintese e quindi attribuite ad un fenomeno di condensazione. Queste scie non svaniscono, rimangono invece per ore nei nostri cieli formando man mano insolite velature.

Lo spettacolo è multiforme: velature, nebbie, scacchiere, ondeggiature, ma non solo: notiamo sempre più che le temperature calano e si rialzano vertiginosamente con un on-off troppo frequente  come se qualcuno accendesse un programma prestabilito. Inoltre in rete circolano voci che affermano che le scie nei cieli sono diminuite, altre invece che gli aerei non rilasciano scie persistenti, e che è sempre e sola questione di condensazione.

Chi ha seguito il nostro sito è consapevole che questo mondo è un illusione (Maya) e ovviamente in questo mondo fatto d’illusionisti bisogna essere in grado di avvertire e percepire ciò che si nasconde dietro la realtà. Apparentemente il cielo, le nubi, i venti sono normali forze della natura e controllate dalla natura, ma se fosse invece tutta una grande finzione, saremmo in grado di attribuire tutto questo all’uomo?

Mentre voi ora state lì tranquilli, tranquilli, con la sicura certezza di respirare “aria pulita” (vedi articolo Sensi o sensori?) distesi nel verde invasi da un probabile elettrosmog e accompagnati da una probabile tecnica di “Rebirthing”, ricordatevi che non sarà necessario notare aerei che rilasciano scia poiché essendo tutta un’illusione come accennato prima, l’irrorazione chimica potrà avvenire non solo sulla terra ferma, ma anche a mare aperto per poi così veicolare con chissà quale tecnologia (forse aliena*) le nubi prodotte artificialmente verso gli spazi abitati.

E questo avviene ogni giorno, giorno e notte, principalmente di notte quando TU DORMI…

Per concludere vorrei ricordare agli illuminati di turno fai da te, di smetterla una volte per tutte di affermare che “non si vuole nutrire con la propria energia cose negative”… il male esiste, ignorare il male significa fare il gioco del male…

Ma come si dice dalle mie parti: “Se tutti sono Demoni, allora nessuno è Satanista.”



*) Sulla tematica vedi l’articolo di Zret – Le dichiarazioni di Bennewitz sull’agenda umano-“aliena” - http://zret.blogspot.com/2009/03/le-dichiarazioni-di-bennewitz.html

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