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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

mercoledì 30 giugno 2010

Quelli Che Benpensano | Frankie Hi NRG



Album: Frankie Hi-NRG MC "La Morte Dei Miracoli" (BMG 1997).





Quelli Che Benpensano:

Sono intorno a noi, in mezzo a noi
in molti casi siamo noi a far promesse
senza mantenerle mai se non per calcolo
il fine è solo l'utile, il mezzo ogni possibile
la posta in gioco è massima, l'imperativo è vincere
e non far partecipare nessun altro
nella logica del gioco la sola regola è esser scaltro
niente scrupoli o rispetto verso i propri simili
perchè gli ultimi saranno gli ultimi se i primi sono irraggiungibili
Sono tanti, arroganti coi più deboli, zerbini coi potenti
sono replicanti, sono tutti identici, guardali
stanno dietro a maschere e non li puoi distinguere
Come lucertole s'arrampicano, e se poi perdon la coda la ricomprano
Fanno quel che vogliono si sappia in giro fanno
spendono, spandono e sono quel che hanno

Sono intorno a me, ma non parlano con me
Sono come me, ma si sentono meglio
x2

E come le supposte abitano in blisters full-optional
con cani oltre i 120 decibels e nani manco fosse Disneyland
vivon col timore di poter sembrare poveri
quel che hanno ostentano, tutto il resto invidiano
poi lo comprano, in costante escalation col vicino costruiscono
parton dal pratino e vanno fino in cielo
han più parabole sul tetto che S.Marco nel Vangelo
Sono quelli che di sabato lavano automobili
che alla sera sfrecciano tra l'asfalto e i pargoli
medi come i ceti cui appartengono
terra-terra come i missili cui assomigliano
Tiratissimi, s'infarinano
s'alcolizzano e poi s'impastano su un albero - boom !
Nasi bianchi come Fruit of the Loom
che diventano più rossi d'un livello di Doom

Sono intorno a me, ma non parlano con me
Sono come me, ma si sentono meglio
x2

Ognun per se, Dio per se
mani che si stringono tra i banchi delle chiese alla domenica
mani ipocrite, mani che fan cose che non si raccontano
altrimenti le altre mani chissà cosa pensano, si scandalizzano
Mani che poi firman petizioni per lo sgombero
mani lisce come olio di ricino, mani che brandiscon manganelli
che farciscono gioielli, che si alzano alle spalle dei fratelli
Quelli che la notte non si può girare più
quelli che vanno a mignotte mentre i figli guardan la tv
che fanno i boss, che compran Class
che son sofisticati da chiamare i NAS, incubi di plastica
che vorrebbero dar fuoco ad ogni zingara
ma l'unica che accendono è quella che da loro l'elemosina ogni sera
quando mi nascondo sulla faccia oscura della loro luna nera

Sono intorno a me, ma non parlano con me
Sono come me, ma si sentono meglio
x4

martedì 29 giugno 2010

Luci sismiche ed archi chimici


A proposito delle manifestazioni atmosferiche foriere dei terremoti indotti, bisogna distinguerle dalle luci sismiche: si osservano, infatti, spesso nembi iridescenti e "cirri" opalescenti che si formano in seguito al passaggio di aerei chimici. Sembra che, tra i diversi possibili segni anticipatori dei movimenti tellurici, si debba concentrare l'attenzione proprio su queste striature nel cielo, indizio di una pesante manipolazione delle condizioni naturali. La disinformazione basa, tra l’altro, il suo inganno sull’equazione tra le cosiddette "luci sismiche" e le iridescenze artificiali. Le prime sono naturali, benché la loro genesi non sia molto chiara; gli arcobaleni chimici sono, invece, il risultato della dispersione di quarzo, di alluminio e di etilene dibromuro (additivo nei carburanti JP8).

"Durante gli eventi sismici, in taluni casi è possibile notare, oltre al caratteristico rumore, anche delle luci che possono manifestarsi come lampi o fiammate.

La teoria dell’effetto piezoelettrico prevede che rocce con composizione cristallina soggette alle compressioni generate dai sismi, siano in grado di produrre luce, grazie alle scariche elettriche. L’effetto di piezoelettricità è presente in un gran numero di cristalli ed avviene sottoponendo due facce del cristallo a compressione: si ottiene così sulle facce trasversalmente opposte una differenza di potenziale anche elevata. La difficoltà della produzione di luci sismiche, mediante questo fenomeno, risiede nella necessità dell’allineamento dei cristalli nelle rocce in modo tale da conseguire la variazione di potenziale necessaria a generare la scarica elettrica e quindi il lampo.

Altri effetti elettrici si possono sviluppare mediante la separazione o il contatto tra strati rocciosi, circostanza che si verifica appunto in corrispondenza di fenditure causate da sismi. Sembra che il gradiente elettrico provocato da queste fratture o dai successivi contatti, potrebbe essere in grado di sviluppare sufficiente tensione da giustificare i bagliori.

Anche la diffusione di calore nei cristalli può generare la produzione di cariche elettriche, trasformando il calore in differenza di potenziale. L’attrito delle rocce sottoposte a compressione e rilascio, evento tipico di un sisma, potrebbe essere in grado di generare sufficiente energia termica per provocare questo fenomeno.

Alcuni ricercatori affermano che, durante il terremoto, si possono formare delle forti correnti ascensionali d’aria dovute alle vibrazioni del suolo. Queste correnti possono caricarsi elettricamente e sprigionare scariche elettriche luminose.

Altri fenomeni che sviluppano luce comprendono le scariche elettrochimiche che si formano per elettrolisi dell’acqua che scorre in anfratti e spaccature della litosfera.

La stessa compressione delle rocce può causare l’emissione di elettroni che, a seguito di collisioni con le molecole dell’atmosfera, possono determinare fiochi fenomeni luminosi.

In altre occasioni, successivamente ad un sisma si è potuta constatare la presenza di tracce di combustione. In tali casi, si ipotizza che il fenomeno sia dovuto alla fuoriuscita di gas infiammabili dal terreno. Risulta comunque difficile comprendere le ragioni dell’innesco della combustione".


Da questa carrellata sulle possibili cause e sulla natura delle luci sismiche, si evince che esse, comunque rare e sovente deboli, sono fulminee. Assomigliano dunque ai lampi di un temporale e non sono manifestazioni durevoli, a differenza delle nubi colorate e dei fasci iridati che non sbaglieremo a considerare, se non i prodromi di un sisma innaturale, un'aberrazione atmosferica dovuta ad interventi militari. Queste nuvole artificiali manifestano interferenze prismatiche con lunghezze d'onda luminose che avvengono solo con "materiale solido estremamente fine"come spiega il fisico canadese Neil Finley. Queste microparticelle sospese nell'aria "generano campi di interferenza attorno ad ogni particella, cambiando il colore della luce".

Fonti:

Autore non indicato, Le luci sismiche 
W. Thomas, Le scie chimiche compromettono la vita sulla Terra, 2006

La congiura del silenzio


UFO, QUALE VERITA'? / cosa si nasconde dietro il fenomeno UFO? Esiste davvero il ''cover up''?

Sulle tracce del Mistero: UFO, cosa sono realmente? 

Con la sigla UFO si intende quei fenomeni celesti la cui origine non è conosciuta o riconosciuta.
Dietro a un UFO, infatti, fin tanto che questo rimane non identificato, potrebbe in realtà esserci un qualcosa di convenzionale che non è stato riconosciuto come un bolide celeste, una meteora, addirittura una stella o la stessa Luna, un aereo o un elicottero, un fenomeno elettrostatico (un fulmine globulare per esempio), e mille altre cose.
Se leggiamo libri del passato, anche molto antichi, ci accorgiamo che fenomeni di questo tipo sono sempre esistiti, dunque potremmo concludere che, seppure con definizioni diverse, gli UFO sono sempre esistiti.
L'ufologia, invece, ossia quella disciplina che studia e indaga il fenomeno UFO, esiste ufficialmente dalla metà dello scorso secolo, dunque è ancora piuttosto giovane.
Ma dopo circa 60 anni di ufologia che cosa abbiamo scoperto?
In realtà ben poco.
Sappiamo che il fenomeno è reale, ossia ci sono casi che, malgrado tutti gli sforzi possibili, non trovano spiegazioni plausibili.
Per spiegare quella parte di UFO inspiegabile dobbiamo attingere a ipotesi che non trovano, al momento, alcuna conferma ufficiale.
Da sempre si tende ad accostare il fenomeno UFO a qualcosa che proviene dall'esterno, a qualcosa di extraterrestre.
L'ipotesi che più affascina e convince è che gli UFO possano essere velivoli di cività extraterrestri che vengono a visitare la Terra.
Cosa c'è di vero?
Da una parte le organizzazioni governative e la scienza ufficiale si dichiarano come minimo scettiche.
Dall'altra ci sono associazioni, correnti di pensiero e un certo tipo di informazione convinte che i governi conoscano una verità che ci viene nascosta volutamente.
Da qui la nascita di quella che viene chiamata la "congiura del silenzio" o "cover up", "insabbiamento".
Questo accadrebbe ormai da molti decenni, sin dal famoso caso Roswell del 1947 in New Mexico, quando si dice sia caduta nel deserto un'astronave aliena.

Qual è la verità? Esiste una verità che ci viene tenuta segreta?

Interviste sulle scie chimiche: il fisico Corrado Penna ed il biologo Giorgio Pattera

Video intervista al fisico Corrado Penna, autore del dossier multimediale sulle scie chimiche.




Video intervista al biologo Giorgio Pattera




NB: questo è il curriculum di Giorgio Pattera:

Diploma di Laurea in Scienze Biologiche (Università degli Studi di Parma, 1990)

Diploma di Abilitazione all’Esercizio della Professione di BIOLOGO (Università degli Studi di Parma, 1992)

Iscrizione all’Ordine Nazionale dei Biologi - Elenco Speciale n.° 006792 (Roma, 1995)

ESPERIENZE PROFESSIONALI : Tecnico di Laboratorio c/o Istituto di Microbiologia Policlinico “GEMELLI” - Università Cattolica S.Cuore(Roma)

Tecnico di Laboratorio c/o Ospedale Civile di Fidenza

Tecnico di Laboratorio c/o Centro Medico Oncologico ex-OO.RR.

Tecnico di Laboratorio c/o Chimica Clinica ex-OO.RR.

Tecnico di Laboratorio c/o Divisione Malattie Infettive ex-OO.RR.

Tecnico di Laboratorio c/o Istituto di Microbiologia ex-OO.RR.





link - http://scienzamarcia.blogspot.com/2010/06/video-interviste-sulle-scie-chimiche-il.html

" Iran: Usa, Israele e il nodo scorsoio: il prezzo caro è per l'Europa "


" Iran: Usa, Israele e il nodo scorsoio: il prezzo caro è per l'Europa " Di Tito Pulsinelli
Di redazione del 29/06/2010 @ 07:00:00, in Osservatorio Internazionale
L’effetto ipnotico indotto dal Mondiale sudafricano di calcio agisce come fattore di distrazione di massa e il Pentagono sta utilizzandolo contro l’Iran; così come durante l’Olimpiade di Pechino mossero infruttuosamente i valvassini della Georgia contro la Russia.

Ora completano il dispiegamento bellico aereo-navale nel golfo Persico e nel Mar Caspio, per stringere il nodo scorsoio attorno all'Iran.
Gli Stati Uniti ed Israele non erano affatto contenti delle sanzioni approvate nel Consiglio di sicurezza dell’ONU, in versione molto attenuata per evitare che la Russia e la Cina si defilassero. Erano troppo light, inadatte per ottenere risultati immediati.

A distanza di una sola settimana, infatti, Stati Uniti ed Europa si sono affrettati a varare un pacchetto aggiuntivo di sanzioni e divieti contro Teheran che riguardano non solo le forniture militari, ma pure i prodotti farmaceutici, chimica, banche, veicoli di trasporto, beni di consumo. Prendono di mira anche i prodotti energetici come petrolio, gas liquido e derivati, colpendo gli interessi di molte piccole e medie aziende europee che forniscono strumentazione per raffinare il petrolio in Iran. Troppe cose che poco hanno a che vedere con gli armamenti ed il nucleare.

Gli Stati Uniti hanno poco da perdere, visto che da 40 anni non fanno affari con l’Iran, ma per gli europei non è così, e pagheranno un prezzo elevato. Ammonta a 30 miliardi di dollari l’interscambio con l’Iran, e la Francia, Germania e Italia sono soci commerciali di spicco. Inoltre, gli idrocarburi rapresentano il 90% delle esportazioni verso l’Europa, e sicuramente il succoso export europeo svanirà nel nulla. E’ impensabile che gli iraniani si lascino metter sotto embargo economico senza applicare contromisure della stessa indole.

I divieti alle piccole imprese fornitrici di parti tecnologiche per le raffinerie e tuberie difficilmente riusciranno a privare l’Iran della benzina, che continuerà ad affluire dall’India, con cui è in piedi il progetto di un gasdotto e contratti per forniture ventennali. Tra un mese gli europei cominceranno a chiudere anche i porti, aeroporti e banche. Molti pensano che la Cina approfitterà -senza colpo ferire- della ghiotta occasione per rimpiazzare la concorrenza “occidentale”.

La dislocazione dei mezzi aereo-navali sul teatro d’operazione iraniano si è accelerata, in quella che si preannuncia come una missione di lunga durata per isolarne ermeticamente le coste ed i porti. Con un obiettivo: mettere in ginocchio l’avversario con un mega-embargo economico. Questa versione modernizzata della coloniale “politica delle cannoniere” è abbinata anche alla necessità di mantenere aperti e transitabili lo stretto di Ormuz e l’area del golfo Persico. Garantire il vitale transito delle petroliere dirette nei porti del sud degli Stati Uniti. Più del 70% del petrolio passa da lì.

Le portaerei, i sommergibili e gli aerei devono neutralizzare la prevedibile risposta simmetrica di Teheran nell’area marittima, proteggere Israele ed Arabia saudita e rendere possibile il bombardamento delle istallazioni nucleari, molto gettonato da Tel Aviv. Questo sarebbe uno schiaffo agli ayatollah che -in combinazione con la guerra economica- ritengono che provocherà un corto circuito capace di metterli in ginocchio. E’ una costosa e micidiale azione disciplinaria per mettere in riga una scomoda potenza regionale emergente, per nulla funzionale e compatibile con gli USA. E che l’Europa si lascia imporre come nemico, pur essendo un socio commerciale di primo piano, e una fonte energetica alternativa a quella russa.

Come sempre, gli “occidentali” sembrano sottovalutare un avversario che dispone di una forza armata di un milione di uomini, oltre ai Guardiani della Rivoluzione. Collaudata in una guerra decennale vittoriosa contro un nemico armato con la migliore tecnologia bellica fornita da Washington e vari Paesi europei. Il loro pupillo si chiamava Saddam Hussein. Non viene valutato il fattore Turchia dopo il suo recente viraggio verso Teheran ed il ruolo oiù autonomo sulla scena regionale. Com'era prevedibile, con un automatismo simultaneo, è stato riattivato il separatismo kurdo con azioni inclinate verso il terrorismo. C'è da pensare che nella parte meridionale iraqena gli sciiti renderanno incandescente la situazione.

Il falò che sta per accendersi non sarà circoscritto alle frontiere iraniane, può invischiare militarmente l'intera regione, e il suo riverbero economico negativo -a parte le fabbriche d'armi- si sentirà su scala globale, soprattutto in Europa. ( Fonte: http://selvasorg.blogspot.com)
Redazioneonline- Osservatorio Internazionale



Articolo correlato in tedesco: 
"Berlusconi sorgt für Unruhe" - "Berlusconi provoca disordini"

Berlusconi: "Per il G8 probabile un'azione di Israele contro l'Iran"


26 Giugno 2010

Il premier prefigura l'allarmante scenario di un intervento preventivo di fronte al piano  nucleare. Nuovo attacco a Repubblica in conferenza stampa

HUNTSVILLE (Canada) - Di fronte al fatto che l'Iran "non garantisce una produzione pacifica del nucleare i membri del G8 sono preoccupati e ritengono assolutamente probabile una reazione anticipata israeliana". E' un allarmante scenario internazionale quello che scaturisce dalle parole del premier italiano Silvio Berlusconi pronunciate  al termine del vertice del G8 in Canada. Sulle tensioni sullo scacchiere mediorientale, secondo Berlusconi, si addensa ora anche l'ombra dell'attacco preventivo di Israele di fronte alla sordità di Teheran ad ogni appello a ridiscutere il piano di sviluppo nucleare.

Poi, in conferenza stampa, dal premier un nuovo attacco a Repubblica. All'ininizio della domanda dell'inviato del nostro quotidiano ("Vorrei porle una questione più leggera ed un a più seria") il premier lo ha interrotto con un "Le potrò quindi rispondere in maniera fantasiosa come fantasiosi sono gli articoli del suo giornale". Per la cronaca, la domanda leggera era se c'erano stati commenti sulla nazionale ("Nessuno si è permesso - è stata la risposta - visto che a soffrire con me c'era anche il presidente francese"). A quella seria - il caso Brancher - ha opposto un no-comment a "una piccola questione interna".

domenica 27 giugno 2010

Masada


"Masada" è un romanzo di Maria Grazia Siliato. Costruito come un dittico, alterna il passato, l'assedio alla roccaforte di Masada ed ancor prima l'espugnazione di Gerusalemme per opera di Tito, al presente con gli studi sui Rotoli di Qumran.

L'autrice rivela attitudine nella pittura dei caratteri, nell'evocazione di luoghi dominati da una luce accecante o immersi in tenebre stellate, soprattutto riesce a captare emozioni fuggevoli, memorie scolpite nel tempo eppure inafferrabili, sentori di caffé levantini.

Il montaggio sovrano con cui sono costruiti i capitoli taglia gli episodi, accostandoli per antitesi formali o di contenuto. Ne scaturisce una vigoria drammatica che compensa la lentezza di alcune sequenze introspettive.

"Masada" è romanzo storico e, in parte, a tesi: la scrittrice, attraverso una voce omodiegetica, quindi distaccata, mostra la grandezza degli eroi messianisti, comandati da Eleazar-Lazzaro: essi, pur di non cadere nelle mani dei Romani, si tolgono la vita ed uccidono i loro cari. Si avverte un po' di idealizzazione delle sette ebraiche, in primis gli Esseni, mentre i legionari romani, Tito e Vespasiano sono dipinti a tinte fosche. Infine Giuseppe Flavio è additato come “traditore”, benché geniale.

La ricostruzione è più che tendenziosa, spostata di baricentro. Sopra gli eventi, ora gloriosi ora sanguinari, si staglia l'ombra della storia come gigantesca schiacciasassi. E' in questa assurdità (apparente?) del percorso umano che, però, si insedia il senso, come nostalgia dell'Assoluto:"
Se nell'infinità si è programmato uno spazio anche per noi, forse esiste una causa ed anche uno scopo."
Se i combattenti messianisti costruiscono le loro certezze di riscatto sulla sabbia, è arena risucchiata in vortici di vento pure la vita umana? Bastano la dignità ed il coraggio con cui si affrontano il vuoto e la morte per essere salvati? A queste domande, la Siliato non risponde, preferendo addentrarsi nel territorio accidentato della narrazione e nelle grotte dove furono nascosti da una misteriosa confraternita le pergamene.

Il racconto si tende in spasimi di attesa, poiché l'ultima notte di Masada in un estenuante rallentatore, rievoca con lunghe analessi la conquista di Gerusalemme, come preludio di un'alba su cui splende il silenzio della fine: la rocca è desolata, disseminata di corpi esanimi. Le digressioni più interessanti, ben ritagliate nei nuclei narrativi, sono dedicate a questioni archeologico-linguistiche ed ai Padri della Chiesa, uomini sovente di notevole caratura intellettuale, ma infidi.

Il romanzo si apprezza, nonostante alcune cadute di stile (vocaboli fuori registro) e certi manierismi (il passato prossimo, in luogo del passato remoto, l'uso della forma latina per i nomi propri...) per la profondità con cui scava nelle contraddizioni umane e per la tenacia con cui svelle le radici del dolore, per portarle all'aria:"Ricordati dell'immensa quantità di inutile, anonimo dolore che si è diffusa nel mondo". Un'opera come "Masada" ci aiuta a dar ragione di una sofferenza che forse non è inutile né anonima, ma neppure comprensibile in termini solamente umani.

http://zret.blogspot.com/2010/06/masada.html

La Medicina del Futuro inizia adesso


Per chi ha seguito i tre anni di pubblicazioni di questo blog, nel settore medico/naturopatico abbiamo presentato alcuni consigli e una breve carrellata di meccanismi burocratici che non hanno esiti positivi in funzione della salute dell’individuo, dalla macchina amministrativa sanitaria, fino ai vertici mondiali di controllo.
Ebbene questo deve diventare un ricordo, pensiamo solo alle generazioni future che erediteranno i frutti della nostra attuale società, alcuni di voi avranno certamente dei figli o saranno zii, ma forse questo in ultima analisi non conta..se provate amore avrete a cuore la salute altrui, come fosse la vostra.
L’ostacolo è solo questo: se ami te stesso potrai amare tutti.
buddisti puri dicono che non è importante aiutare qualcuno se non si riesce ad aiutare se stessi, in un dato momento. 

In un’ottica estranea alle faccende umane questo è un ostacolo superabile, l’uomo piuttosto tende a credere troppo nelle sue paure, intendo quelle non istintive che invece sono utili, osservandole con troppa attenzione.
Un dotto disse un giorno qualcosa del genere: “Non ti curar di loro, guarda e passa”.
La seguente è solo una delle possibili modalità di struttura sanitaria pubblica, come alternativa al fallimento che potete osservare.
  1. Specialisti per il pronto intervento immediato (pronto soccorso-infermieri)
  2. Specialisti per le pratiche risolutive chirurgiche (chirurgo dedicato)
  3. Specialisti per cure e prevenzioni di disturbi generici (naturopata)
  4. Specialisti per cure di squilibri non generici (medico integrato)
Il tutto non sarebbe troppo diverso dall’attuale struttura sanitaria, se non fosse per la presenza del naturopata, che prende il posto del medico generico. Tuttavia il dunque non consiste delle divisioni di compiti ma sul metodo.
La medicina ha bisogno di integrare le varie tecniche (degli ultimi 6.000 anni) vecchie e nuove, ma soprattutto ha bisogno di un’ottica olistica.
Integrare quindi non solo pratiche come l’Ayurveda, l’Agopuntura, l’Omeopatia, la moderna Chirurgia, la Chimica, l’Oligoterapia, la Kinesiologia Applicata..etc..ma soprattutto osservare l’Uomo come una unità inscindibile di mente (psiche/emozioni+corpo) e anima+spirito.
Se vi chiedete cosa manca nel mondo moderno avete centrato il punto di questa riflessione che vi propongo.
Bisogna dare la giusta importanza alle emozioni, sono il ponte verso l’anima. Immaginate un computer senza utente, questa è la nostra situazione, utente=anima, emozioni=carburante per l’anima.

Se ricordiamo il nostro passato individuale, comprenderemo subito.
Potete osservare tranquillamente tutti i film o le notizie di informazione distribuite su quotidiani e TV, sottolineano quasi esclusivamente eventi impregnati di “emozioni negative”, approfitto per ricordare che l’euforia non è una vera emozione.
Chi di voi conosce la “Legge di Risonanza” potrà comprendere meglio quello che voglio comunicare.
Saluti
- – -
More Info:

  1. Cure Naturali: Prontuario Naturopatico
  2.  Medicina Olistica: chakra, ghiandole endocrine e cristalloterapia

sabato 26 giugno 2010

TV Svizzera: Déjà-vu nel golfo del messico


Oil Spill : Déjà vu nel Golfo del Messico

Nel 1979 è avvenuto nel Golfo del Messico l'incidente più grande nella storia del petrolio . I mezzi per tappare il buco non sono serviti. Erano gli stessi che vengono utilizzati di nuovo oggi: campana d'acciaio, Topkill , foro di scarico. La responsabile ditta di perforazione è diventata più tardi la "Transocean" , la società che oggi è di nuovo nel mirino. Nel servizio si mettono a confronto i due disastri e mostra quanto sia incorreggibile questo settore.


Annotazione: nel 1979 sono riusciti a chiudere il buco dopo 9 mesi 22 giorni , situato a 50m di profondità in confronto agli attuali 1500m.

10.06.2010 - 9 min.

"South of Border" - Film di Oliver Stone


Venezia 66. Fuori Concorso

"SOUTH OF THE BORDER" DI OLIVER STONE

UGO CHAVEZ O LA RIVOLUZIONE PANAMERICANA

di Letizia Geron
Pubblicato lunedì 7 settembre 2009 - NSC anno V n. 23
Prosegue con South of the Border l’interesse di Oliver Stone per le biografie. Il documentario che si concentra sulla figura di Ugo Chavez è stato presentato Fuori Concorso alla 66. Mostra del Cinema di Venezia. Per l’occasione il leader venezuelano accompagnato da una massiccia scorta di militari è approdato al Lido di Venezia e ha presenziato alla proiezione insieme al regista americano.
Oliver Stone attacca apertamente i media americani e il loro modo di fare informazione sul Sud America, in particolare su Ugo Chavez, il presidente venezuelano dalle convinte idee socialiste. Di qui il pretesto per approfondire la sua figura attraverso una serie di conversazioni realizzate agli inizi del 2009 poi ampliate con altre interviste ai leader degli stati sudamericani che stanno partecipando alla realizzazione di un progetto di sviluppo comune. Evo Morales (Bolivia), Lula da Silva (Brasile), Cristina Kirchner (Argentina) e il suo consorte ed ex Presidente Nestor Kirchner, Fernando Lugo (Paraguay), Rafael Correa (Ecuador) e Raul Castro (Cuba) vanno a completare il quadro del documentario a tesi, dove la tesi è quella di sconfessare l’immagine di Chavez come il lupo cattivo che vive vicino casa (dove la casa sono gli Stati Uniti d’America).
Un’ora e un quarto d’interviste e inserti presi dai tg americani che demonizzano il leader venezuelano e alcune immagini dei precedenti lavori di Stone su temi affini, SalvadorComandante eLooking for Fidel. Il documentario è frutto di una coproduzione USA-Spagna ed è stato realizzato con un budget molto limitato. Avrà sicuramente molte difficoltà a trovare dei distributori in terra americana vista la portata dell’accusa ai media statunitensi.
Il documentario ripercorre le tappe dell’ascesa di Chavez e del cambiamento che di recente ha trasformato il volto della politica sudamericana dopo la svolta comune da parte di molti stati limitrofi ad abbracciare una politica socialdemocratica. Ispirato dalle idee del rivoluzionario Simon Bolivar con la sua visione panamericanista Chavez è stato eletto presidente nel 1998 dopo aver tentato un colpo di stato, fallimentare, nel 1992 ai danni dello statista Carlos Andrés Pérez. Nel 2002 anche Chavez ha subito lo stesso atto di forza, e come spiega nelle interviste molto probabilmente per mano degli Stati Uniti d’America, essendo il Venezuela, insieme ai paesi mediorientali, uno dei principali fornitori di petrolio.
In alcuni punti però emerge anche in South of the Border come in altre pellicole di Stone un eccesso di sicurezza che sconfina nel retorico. Ad esempio la scenetta in cui il presidente boliviano Evo Morales mangia foglie di coca insieme a Stone, che compiaciuto, indirettamente fa lo stesso gioco dei media americani.
link -http://www.nonsolocinema.com





Oliver Stone takes us South of the Border [HD]

4:42
Critically acclaimed Hollywood Director Oliver Stone dropped by our studio for a Brave New Conversation, where Robert Greenwald spoke with him about his latest documentary South of the Border, scheduled to be released in over 30 countries this month. South of the Border begins by exploring the role that the corporate-owned mainstream media in the U.S. and Venezuela have played in shaping American’s perspectives on South America beginning with clips of the attempted coup on Venezuela’s Hugo Chavez. 

 




South of the Border Theatrical Trailer


The Gulf gusher & the NWO agenda


Traduzione dell'articolo originale di Richard K. Moore pubblicato su Yahoo Groups e riportato sul blog www.henrymakow.com.
(Link: www.henrymakow.com/the_gulf_gusher_nwo_depopulati.html)



"E' chiara la direzione verso cui stanno spingendo: evacuazione forzata di milioni di residenti del Golfo e loro trasferimento nei campi FEMA. In questo modo il NWO avrà l'opportunità di dichiarare la legge marziale su grande scala nella parte sud-est degli USA e per iniziare ad abituarci a questa ulteriore lesione dei diritti della persona, come fu per le estreme misure di sicurezza negli aeroporti e per la tortura."

Mentre il progetto globale del NWO veniva implementato, è stato molto difficile prevedere con precisione come i vari eventi si sabbero svolti.

Il 9/11, ad esempio, ci ha colti completamente alla sprovvista.
Chi avrebbe potuto prevedere quanto rapidamente l'intera Costituzione ed il diritto internazionale sarebbero stati smantellati nella totale indifferenza della maggior parte degli americani? 
Alcune cose accadono più rapidamente di quanto ci aspetteremmo.
Con l'Iran, invece, in questi anni ci è sembrato che l'attacco fosse imminente più e più volte, ma ancora non è avvenuto.
Alcune cose accadono più lentamente.

E poi ci scaricano addosso cose come l'influenza suina, immediatamente e insistentemente spacciata per pandemia quando ancora oggi stentiamo a capire di cosa si trattasse.
Certamente la campagna di vaccinazione di massa non ha avuto nulla a che vedere con la salute pubblica, ed il profitto delle case farmaceutiche da solo non appare una giustificazione sufficiente per una così vigorosa campagna globale di disinformazione.
Forse è stato fatto tutto solo per tenere la gente in stato di squilibrio e confusa, mentre cercava di trovare un qualche schema razionale dietro l'evidentemente contradditoria propaganda.
O forse è stato fatto per testare le nostre varie difese sociali contro la guerra farmacologica.

Esiste un sacco di documentazione sul Nuovo Ordine Mondiale, scritta dalla sua stessa élite, e varie altre categorie di prove.
Ci sono alcuni eventi ed obiettivi che sono sicuramente inclusi nei loro piani, anche se non sappiamo le tempistiche con cui verranno attuati.
Questi comprendono il governo unico mondiale (nell'essenza, se non nel nome), ilcontrollo centralizzato della moneta, la drastica riduzione della popolazione e una guerra nucleare su larga scala.

Dobbiamo renderci conto che tutto ciò non è qualcosa che appartiene al futuro, o addirittura qualcosa che potrebbe anche non accadere.
Proprio in questo momento ci troviamo nel mezzo del processo di passaggio.
La catena di eventi economico-finanaziari mutui tossici-bolla-crollo-salvataggio è stato un chiaro segno che il processo è iniziato.
Con questa prima mossa, le sovranità nazionali sono state trasferite dai governi nazionali alla élite finanziaria.
La Grecia rappresenta il poster promotore di questo passaggio, il quale interesserà tutto l'Occidente.
La crisi greca è stata un'operazione psicologica (psy-op) volta a dare agli altri governi una scusa per implementare misure di austerità.
E' stato come fustigare uno schiavo di fronte a tutti gli altri, per fare in modo che quelli si comportino di conseguenza.

Una volta che ci rendiamo conto che il processo di passaggio è iniziato, non abbiamo ragione di aspettarci una sua evoluzione graduale, o ad un ritmo lento, come si dispiegherebbe la trama di una serie TV.
Piuttosto stiamo assistendo ad assalti coordinati che provengono da direzioni diverse.
E come in ogni assalto, ha senso chiudere la partita il più rapidamente possibile, come abbiamo visto con l'attacco alla Costituzione americana dopo il 9/11.

Daniel Estulin ed i suoi colleghi ci fanno sapere che i partecipanti del più recente incontro del gruppo Bilderberger sono confusi e preoccupati che la gente si scrolli di dosso la paura e inizi a resistere.
Dobbiamo ricordare, tuttavia, che quello del Bilderberger non è un gruppo decisionale.
È un luogo dove i piani precedentemente filtrati della élite sono discussi con personaggi di secondo piano nella catena del potere quali politici, personaggi di spicco dei media e similari.

Conformarsi alle direttive del gruppo Bilderberg  è semplicemente uno dei canali del processo di passaggio, non ancora completato.
Nel frattempo, altri vettori del processo di migrazione possono venire dispiegati in parallelo.
L'articolo di Soros (George Soros, A New Wold architecture - NDT) ci fornisce, più o meno, un rapporto sullo stato di avanzamento dei lavori della élite per l'istituzione del governo mondiale e il controllo della moneta unica.
L'attacco contro l'Iran sarà il trampolino di lancio verso una guerra nucleare su larga scala.
Nel frattempo, a parte il continuo genocidio di massa in Africa, quali progressi stanno facendo sul versante del depopolamento?
È in questo contesto che dobbiamo considerare gli eventi del Golfo del Messico.




Quando si verificò lo sversamento di greggio dalla petroliera Valdez nei mari dell'Alaska, non ci fu nessun motivo di sospettare che fosse un atto intenzionale, progettato per distruggerne l'ambiente.
Fu chiaramente un incidente dovuto alle misure di sicurezza insufficienti, e tutte le persone coinvolte avrebbero preferito non fosse mai accaduto.
Non c'era alcun movente per il dolo, nonostante ci fossero i mezzi e le opportunità.

Ma ora nel Golfo, nel bel mezzo di un processo di passaggio che ha tra gli obiettivi dichiarati un drastico depopolamento, il movente si palesa nel quadro generale.
Quale modo migliore per portare avanti il progetto?
Quale che sia il minestrone tossico-chimico che stanno cucinando nel Golfo, questo verrà diffuso dalla corrente del Golfo su tutto l'Oceano Atlantico, sulle zone costiere e in tutto sistema globale di correnti oceaniche.
E quando arriverà la stagione degli uragani, che è già alle porte, la mistura tossica verrà dispersa su tutta la  regione del Golfo, rendendo grandi aree degli Stati costieri e probabilmente l'intera Florida, inabitabili e tossiche per le colture e le creature, siano esse uomini o animali.

Ed è senza dubbio un minestrone tossico.
Hanno ragginto un grande canale di migrazione di petrolio abiotico(approfondimento al link:www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Tecnologia%20e%20Business/2007/09/petrolio-non-e-bio.shtml - NDT) ad una profondità tale da raggiungere gli strati dove hanno origine i vulcani, ed ora ne sta risalendo un mix di gas tossici e petrolio da diversi punti sul fondale marino e ad una pressione tale che non può essere contenuta.
E nel caso in cui ciò non fosse già abbastanza velenoso, stanno irrorando il Golfo con il Corexit, una neurotossina vietata in Europa a causa di amare esperienze precedenti concernenti la sua tossicità. 


Nulla di tutto ciò può essere ridotto a semplice incidente. 
Le proprietà geologiche della zona e la natura del sistema petrolifero presente in profondità sono da sempre ben note agli esperti.
Il Golfo è uno delle più antiche e studiate zone di perforazione al mondo.
Qualsiasi legittimo tentativo di raggiungere quei sistemi in profondità avrebbe richiesto misure di sicurezza straordinarie e non misure di sicurezza sistematicamente scadenti.
Quello alla Deep Water Horizon è stato un incidente pianificato, ed i suoi testimoni sono stati spaventati e ricondotti al silenzio.


A questo punto abbiamo il movente, i mezzi, le opportunità e un'abbondanza di prove indiziarie  che puntano ad un vero e proprio progetto di depopolamento.
Consideriamo ora il modus operandi del NWO ed i paralleli tra questa e alcune delle loro precedenti operazioni.

Prima di tutto c'è la tattica "shock and awe" (traumatizza e spaventa): un primo attacco decisivo ed inaspettato che apre uno scenario apocalittico: prima il 9/11, poi la crisi finanziaria e ora il Golfo del Messico.
Ognuno di questi eventi, a suo modo, ha l'immediata conseguenza di cambiare per sempre la visione del mondo e altrettanto rapidamente diventa oggetto di una sistematica campagna di disinformazione da parte dei mass media globali e di una campagna di confusione nei media alternativi e negli ambienti dove vengono denunciate e portate alla luce le cospirazioni governative.

In secondo luogo, c'è la "shock doctrine" (terapia d'urto): intraprendere azioni sul maggior numero possibile di versanti e/o aree di interesse per ogni attacco messo a segno.
A seguito del 9/11, ad esempio, l'elite è riuscita a rimodellare la Costituzione americana ed ha ottenuto la giustificazione per due guerre (Afghanistan e Iraq - NDT).
Con il crollo finanziario ed il conseguente salvataggio truffa, hanno messo le mani sulle tesorerie nazionali dell'Occidente.
Nel caso del Golfo del Messico,l'elite non è ancora passata a questa seconda fase.
Ma appare chiara la direzione verso cui stanno spingendo: evacuazione forzata di milioni di residenti del Golfo e loro trasferimento nei campi FEMA.

In questo modo il NWO avrà l'opportunità di dichiarare la legge marziale su grande scala nella parte sud-est degli USA e per iniziare ad abituarci a questa ulteriore lesione dei diritti della persona, come fu per le estreme misure di sicurezza negli aeroporti e per la tortura.



Non è che all'élite piaccia particolarmente lo strumento della legge marziale, è solo che il processo di passaggio non può avere successo senza che questo possa essereprontamente dispiegabile ovunque si renda necessario.

Le persone che verranno evacuate dalla regione del Golfo potranno aspettarsi lo stesso tipo di "soccorso" di cui sono stati oggetto gli abitanti di New Orleans (uragano Katrina nel 2005 - NDT) e di Haiti (terremoto di intensità 7,3 scala Richter nel 2010 - NDT), i quali eventi furono esercitazioni pratiche per il test e la messa a punto del protocollo di "soccorso" del NWO.
Questo protocollo è una diretta espressione della terapia d'urto e prevede che levittime del disastro siano trattate né più né meno come insurrezionisti e che i malavitosi banchieri (banksters) che fanno capo alle società di investimento subentrino per rivendicare qualsiasi attività liberatasi in seguito altrasferimento forzato, come avvoltoi che si avventato su carcasse marcescenti.

Ogni catastrofe è una nuova opportunità di riqualificazione, e coloro che muoiono contribuiscono al successo del programma di depopolamento.

E' questo il motivo per cui i beni di primo soccorso destinati ad Haiti sono stati bloccati dai militari USA durante i primi giorni critici che hanno seguito il terremoto:per assicurarsi che le persone intrappolate sotto le macerie non sopravvivessero.



Per portare il mondo al crollo finanziario, hanno iniettato derivati tossici nei flussi di investimento globali.
Per realizzare un crollo dell'ecosistema su vasta scala, hanno iniettato una mistura di elementi tossici nelle correnti oceaniche globali.

Le loro impronte digitali sono ovunque.



Tradotto da Originn



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MAREA NERA: LOUISIANA VIDEO PIOGGIA PETROLIO


Piove petrolio in Louisiana? E’ quello che sembra dal questo video apparso sul popolare sito di video sharing Youtube. Si vedono pozzanghere piene di macchie oleose e tombini in cui scorre acqua nera e densa come appunto il petrolio. E’ difficile da queste immagini dire se sia realmente così, o si tratti di un video messo in Rete dagli abitanti della Louisiana per drammatizzare la situazione che stanno vivendo da alcune settimane in seguito alla devastante fuoriuscita di greggio dalla piattaforma della compagnia petrolifera BP in mezzo al Golfo del Messico.

Se questo video si rivelasse veritiero, una delle ipotesi è che la pioggia nera sia stata provocata di una sostanza immessa nel mare, il solvente corexit, al fine di diluire il petrolio disperso, ma che avrebbe viceversa permesso al greggio di entrare in circolazione nel ciclo dell’acqua. Accusa, questa, che non trova conferme ufficiali ma che molti blog riportano come una delle ipotesi plausibili.


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