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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

domenica 31 ottobre 2010

La LAV, le associazioni cosiddette animaliste, i vaccini e i microchip



Ma  siamo sicuri che si tratti proprio di una bella cosa? E siamo sicuri che il vero obiettivo fosse la lotta ai trafficanti di cuccioli? Chi lo sa, forse potrebbe essere così, o almeno potrebbe anche essere che nelle intenzioni di molte persone impegnate a fare approvare questa legge ci fosse solo la volontà di lottare un traffico di poveri cuccioli indifesi, strappati precocemente alle loro madri, costretti a viaggiare per lungo tempo in cattive condizioni (pare che molti cuccioli muoiano durante questi viaggi).

Però a ben guardare questa legge si scopre che dietro il paravento della lotta a traffici decisamente crudeli oltre che illeciti, c'è la solita propaganda a favore delle vaccinazioni e dei microchip.

D'altronde bastava leggere l'intervento del ministro Frattini di qualche tempo addietro per vedere come ci fosse una grande preoccupazione che i cuccioli in arrivo in Italia avessero ricevuto le "adeguate" vaccinazioni nonché l'impianto del microchip. In tale nota (commentata positivamentente dal presidente della LAV G. Felicetti) il ministro afferma di volersi adoperare presso l'Unione Europea perché si proceda ad una "revisione degli standard dei microchip per rendere possibile la completa e sicura tracciabilità degli stessi".

Adesso se voi davvero pensate che il ministro Frattini è un sia un tenerone amico degli animali potete anche evitare di porvi delle domande, ma se ricordate lo scarso impegno mostrato (al di là delle dichiarazioni di prammatica) in occasione della terribile morte di Daniele Franceschi magari vi sorgerà qualche legittimo dubbio.

Se poi pensate che il microchip impiantato in un animale può causare tumori ed altre malattie mortali, che i vaccini possono uccidere gli animali non meno che gli uomini, che i microchip vengono utilizzati anche per sofisticati scopi di controllo mentale, vi può venire il sospetto che qualcuno sta di fatto lavorando con fervore affinché l'inserimento di microchip negli animali da compagnia venga implementato al meglio e con mezzi sempre più raffinati, e non certo per fini benevoli.

Fermatevi a riflettere sul fatto che nè a voi nè ai proprietari della quasi totalità dei gatti e dei cani interessa che il proprio animale sia tracciato in modo completo e sicuro tramite un microchip che segnali ogni sua mossa, e che l'identificazione degli animali da compagnia si potrebbe effettuare benissimo come un tempo con la sola medaglietta al collo. Certo qualche animale disperso si potrebbe ritrovare grazie al microchip impiantato, ma è altrettanto vero che qualche animale soffrirà di sicuro a causa degli effetti collaterali dell'impianto del microchip, ed è difficile affermare che il gioco valga la candela, anche perché un animale disperso è certo meglio di un animale morto o gramente ammalato.

Eppure che fa la LAV in occasione del terremoto a L'Aquila? Si adopera sicuramente per acquistare bene utili per gli animali colpiti dal terremoto, però non si può fare a meno di notare l'acquisto di 2 lettori di microchip.

Nè si può pensare che la tracciabilità di un animale (ovvero il fatto che se ne possano seguire gli spostamenti in tempo reale) possa evitare eventuali casi di aggressioni ai danni delgi esseri umani, data l'imprevedibilità di tali fenomeni, e nemmeno si può pensare che il microchip impiantato in un cane o in un gatto possa servire a combattere il randagismo: il microchip identifica un animale né più e né meno di una placchetta o medaglietta identificativa, e di certo gatti e cani randagi non sono in grado di scambiarsi le targhette o di falsificarle, per cui è veramente nauseante leggere su siti "animalisti" o così detti tali di progetti di lotta al randagismo effettuati anche tramite l'uso del microchip.

Guardate in particolare l'associazione "animalista" (o cosiddetta tale) denominata lega nazionale per la difesa del cane che, a proposito di interventi concreti contro il randagismo, dopo avere ricordato "la morte di un bambino e il ferimento di altre persone in provincia di Ragusa, a fronte di eloquenti immagini viste non solo in Italia ma nel mondo" richiede "controlli a tappeto da parte delle Polizie municipali dell'obbligo di iscrizione all'anagrafe canina e microchip".

Insomma la solita strategia di manipolazione e distorsione delle notizie: un randagio col microchip non avrebbe aggredito? Non diciamo stupidaggini! Anzi possiamo persino avanzare il sospetto che alcuni animali coi microchip impiantati siano più sensibili alla manipolazione mentale tramite emissioni elettromagnetiche, e che certe aggressioni improvvise di cani contro il proprio padrone possano essere indotte da tale fenomeno.

A questo punto possiamo sospettare che tutto questo impegno a favore dell'impianto dei microchip negli animali domestici, spesso profuso da gente di buon cuore ed in buona fede, sia in realtà pilotato da alcuni poteri occulti al fine di:

1) abituare la popolazione all'uso del microchip

2) testare l'uso di questa raffinata diavoleria elettronica su cavie non consenzienti (gli animali), in vista di un prossimo impiego di massa negli esseri umani.

E come ciliegina sulla torta, anche se si parla di un fenomeno differente, è da notare che il presidente della LAV, in una sua recente nota afferma che il riscaldamento globale si combatte principalmente non mangiando carne. L'affermazione potrebbe essere vera se solo il CO2 o altri gas come il metano fossero davvero i responsabili principali dei cambiamenti climatici. La dura realtà invece è un'altra.


A costo di ripetermi insisto quindi nell'affermare che dopo avere visto gli ex dirigenti della Legambiente collaborare col proprio silenzio al varo di decreti che proteggono gli inquinatori, e dopo avere visto gli attuali dirigenti collaborare col proprio silenzio al peggiore inquinamento nella storia del mondo moderno, dopo avere visto quanto il WWF sia sostanzialmente della stessa pasta, ormai dovremmo essere ben consci di come tutte queste organizzazioni siano più o meno manipolate e/o infiltrate da persone legate ad occulti poteri.

Metodi e pratiche per accelerare il processo di Autocura

Quando diciamo Autoguarigione o Autocura (omeostasi) ci riferiamo all'autoregolazione, alla tendenza naturale dell'organismo a equilibrarsi, a difendersi da meccanismi aggressori, mantenendo la propria stabilità.  L'Autoguarigione consiste nel contattare le potenzialità represse dentro di noi, e portarle alla luce perchè si esprimano per poi vivere in pienezza la propria vita, per una continua conquista della libertà dai condizionamenti. Ogni malattia è la conseguenza di una disarmonia. Nella malattia, il senso di disarmonia interiore, appartenente alla sfera spirituale, fluisce nel corpo e si manifesta come sintomo. Pertanto, nel caso dell'uomo di buona volontà, la malattia è un passo verso un Risveglio Spirituale e, come "effetto collaterale" di questo,l'Autoguarigione. L'obiettivo delle tecniche di autoguarigione è quello di insegnare al paziente a minimizzare le perdite e a potenziare le risorse del suo corpo che sono addormentate, anche nell'aria circolatoria come in quella respiratoria e muscolare. In chiave psicologica autoguarigione significa liberazione dai conflitti rimossi e cambiamento delle proprie dinamiche di comportamento; in chiave evolutiva significa sviluppo delle potenzialità e, quindi, auto–realizzazione. In chiave mistica significa raggiungere il contatto con la divinità o comunque il raggiungimento di una nuova dimensione spirituale. Tutti noi abbiamo dentro la capacità di autoguarire, per apprezzarla, forse abbiamo soltanto bisogno di una guida valida per diventare quello che veramente siamo.

pensiero del lunedì 1 novembre 2010


"Sia essa fisica, affettiva o intellettuale, ogni attività è accompagnata da una combustione. L'attività comporta quindi la formazione di rifiuti che occorre espellere, perché il loro accumulo crea ingombri nocivi al buon funzionamento dell'organismo.
Quando si deve accendere il fuoco in una stufa, per esempio, se non si tolgono prima le ceneri del giorno precedente, il fuoco non si accenderà, la stufa non funzionerà. Lo stesso avviene per l'organismo fisico, ma anche per l'organismo psichico, sede dei pensieri e dei sentimenti. Ecco perché dovete migliorare il vostro modo di vivere, vale a dire il modo di nutrirvi, di pensare, di sentire e di amare, perché a quel punto sostituite gli elementi logori e inquinati, con altri molto più sottili, leggeri, eterici. È così che alimentate il vostro fuoco interiore e vi sentite sostenuti lungo tutto il vostro cammino."


Gli U.F.O. di Paolo Diacono

Con il nome di Paolo Diacono (nome derivato dal suo grado ecclesiastico) ci si riferisce a Paolo Varnefrido (Cividale del Friuli 720 ca. – Montecassino 799), storico e grammatico longobardo. Educato alla corte di Pavia, fu per cinque anni (782-786) maestro di grammatica alla corte di Carlo Magno. Nel 787 si ritirò nell’abbazia di Montecassino. Autore di trattati sulla lingua, lettere, omelie, del poemetto didascalicoDe specibus praeteriti perfecti e dell’Exspositio super regula sancti Benedicti, è celebre soprattutto per la sua fortunatissima Historia Langobardorum, storia del popolo longobardo dalle origini fino al re Liutprando (morto nel 744).

L’opera di Paolo Diacono in sei libri, composta dopo il 774, considerata una delle più insigni fra i testi storiografici del Medioevo, contiene alcune descrizioni relative a fenomeni celesti anomali che meritano un’attenta analisi, poiché, come vedremo, non sono “semplici” avvistamenti di U.F.O. ante litteram.

Nel libro IV, cap. 15 si legge: Tunc etiam signum sanguineum in caelo apparuisse visum est et quasi hastae sanguineae et lux clarissima per totam noctem. “Allora parve che in cielo fosse apparso un segno sanguigno e come delle aste color sangue ed una luce scintillante per tutta la notte”.

Il segno fu scorto in cielo durante il regno di Agilulfo, sovrano dal 590 al 616. L’autore, nel ricordare un fenomeno tanto straordinario, mostra prudenza, espressa per mezzo della forma verbale “visum est” (parve, sembrò), ma non si perita di insistere sul fulgore irreale che rischiarò le tenebre notturne. La raffigurazione è di ardua esegesi: potrebbe riferirsi ad un aerolite, sennonché il colore rutilante e soprattutto la citazione delle “hastae” fiammeggianti (lance) inducono a vedervi i cosiddetti “sigari volanti”, peculiari dell’ufologia contemporanea.[1]

Nel libro V, cap. 31 lo scrittore annota: Insequenti post tempore mense augusto a parte orientis stella cometis apparuit nimis fulgentibus radiis, quae post semet ipsam reversa disparuit. Nec mora, gravis pestilentia ab eadem parte orientis secuta, Romanum populum devastavit. “In seguito, nel mese di agosto, apparve nella parte orientale del cielo una cometa dai raggi fulgidissimi che successivamente ruotò su sé stessa e sparì. Pochissimo tempo dopo, una grave pestilenza si diffuse da oriente e decimò il popolo romano”.

In questo passo è difficile vedere un fenomeno astronomico: infatti la “cometa” gira intorno al proprio asse, mostrando un movimento non riconducibile ad un meteorite o ad un asteroide. E’ inquietante la concomitanza tra l’avvistamento dell’ordigno nel firmamento e l’epidemia che colpì la città di Roma, allora sede dell’esarca bizantino e del pontefice. Alcuni studiosi hanno individuato un sincronismo tra contagi ed avvistamenti di misteriosi oggetti volanti: l’erudito longobardo ci offre una delle più antiche (e rare) testimonianze di tale coincidenza.

Infine in VI, 9, Paolo Diacono scrive: Hac tempestate noctu stella iuxta Vergilias caelo sereno inter Domini Natalem et Theophaniam apparuit, omnimodo obumbrata, veluti cum luna sub nube est constituta. Post haec, mense februario, die media stella ab occasu exiit, quae cum magno fulgore in partes orientis declinavit. Dehinc mense martio Bebius eructuavit per dies aliquot et omnia virentia circumquaque prae pulvere et cinere illius exterminata sunt. “In quel tempo, di notte, apparve una stella vicino alle Pleiadi, nel cielo sereno, tra il giorno di Natale e l’Epifania. L'astro era velato, come la luna adombrata da una nube. In seguito, nel mese di febbraio, durante il giorno, la stella lasciò l’occidente e con un grande bagliore sparì ad oriente. Quindi, nel mese di marzo, il Vesuvio eruttò per alcuni giorni e tutta la vegetazione sulle falde del monte, a causa della polvere e della cenere lavica, fu incenerita”.

Qui si nota un collegamento tra l’apparizione della “stella” e l’eruzione del Vesuvio: non si può certo ricavarne un nesso di causa ed effetto, ma qualche ricercatore ha comunque constatato che attività sismiche e vulcaniche sono talora precedute o accompagnate da luci nel cielo, sebbene sia arduo stabilire se queste sfere di fuoco siano foriere delle calamità o le causino. Si potrebbe trattare solo di una combinazione. Paolo Diacono evidenzia la relazione cronologica tra fuochi celesti e flagelli, benché non si avventuri in affermazioni per istituire un legame causale.

William Bramley, nel saggio “Gods of Eden”, individua un rapporto tra ordigni volanti e la Morte Nera, la micidiale pestilenza che colpì l’Europa tra il 1346 ed il 1348. Scrive Bramley: “I testimoni dell'epoca accennano a ‘comete’, ma dalle descrizioni si comprende che non erano comete. Le persone riportano di oggetti volanti luminosi ed affermano che gli ordigni rilasciavano gas, da loro definiti foschie che causavano la Morte Nera. Questo fenomeno è descritto in molte città e regioni europee.

L'epidemia cominciò in Cina e colpì duramente l'Europa. Un fenomeno che reputo interessante fu la presenza di ‘men in black’ già in quel secolo. In un certo numero di villaggi e di centri urbani, le persone riferiscono di uomini vestiti di nero che sarebbero apparsi nelle periferie delle città con un lungo strumento che agitavano avanti ed indietro. Dopo queste apparizioni, si manifestavano le piaghe della peste.

I testimoni definivano questi strumenti ’falci’: le falci messorie diventarono simbolicamente l'immagine della morte, ma le persone non asseriscono che esse fossero usate da quei sinistri personaggi per mietere il grano. Perciò penso che essi brandissero degli strumenti per diffondere una nebbia piena di germi”.

L’analisi linguistica dei brani desunti dall’Historia Langobardorum, ci induce a pensare che, almeno nel caso del corpo roteante, il dotto abbia rappresentato un fenomeno straordinario di tipo ufologico, con i termini che avevano a disposizione gli uomini dell’antichità e del Medioevo. Questi vocaboli, tratti dal lessico astronomico di base ("cometa", "stella"…) è, pur nella sua ambiguità, nel complesso adatto a delineare manifestazioni atmosferiche inconsuete. Come altri scrittori, le cui testimonianze sono studiate nell’ambito della Clipeologia (si pensi a Seneca, Lucano, Petronio, Plinio il Vecchio, Giulio Ossequente, Ammiano Marcellino….), Paolo Diacono si avvale anche del repertorio militare per dipingere forse velivoli extraterrestri: si noti il suo ricorso al termine “hastae” (aste, lance) che ben rende l’idea di un’astronave di forma allungata e tubolare. Gli scrittori classici sopra citati impiegano vocaboli come “clipei”, “scudi” o “trabes”, “travi”, sempre per tratteggiare presunti U.F.O., attingendo ad un inventario linguistico che è quanto mai efficace, nella sua valenza metaforica, per visualizzare quegli oggetti che noi contemporanei, sempre con mezzi figurati, definiamo “dischi”, “piatti”, “sigari” etc.

Ancora, sotto il profilo semantico, occorre soffermarsi sul “nec mora”, "senza indugio", ossia "subito dopo", del secondo excerptum preso in esame: lo storiografo medievale sembra qui voler evidenziare la stretta correlazione tra l’evento celeste e l’epidemia.

Nel terzo brano riportato, è notevole la rappresentazione della “stella” offuscata, come se fosse avvolta da un alone che ne smorza lo splendore. È poi icastica e dinamica l’immagine dell’oggetto radioso che, provenendo dall’occidente, sparisce ad oriente, discendendo (declinavit).

Con poche ma efficaci note, come si è visto, lo storico longobardo evoca anche la possibilità di sinistri influssi alieni.

[1] I sigari sono U.F.O. di forma oblunga simili a cilindri, fusi, siluri. In diversi casi, i sigari volanti presentano fonti di luce sui fianchi della fusoliera, sportelli ed oblò.

Fonti:

Autore non indicato, U.F.O., F.B.I. ed epidemie, 2010
W. Bramley, Gods of Eden, 1993
G. Casale, U.F.O. e terremoti, 2005
Enciclopedia del Medioevo, Milano, 2007, s.v. Paolo Diacono
A. Lissoni, Altri U.F.O., Diegaro di Cesena, 2001, passim
R. Malini, U.F.O. il dizionario enciclopedico, Milano, Firenze, 2003, s.v. sigaro volante



link alla fonte: http://zret.blogspot.com/

sabato 30 ottobre 2010

Un ex generale turco svela "incontro ravvicinato" con un UFO

Arriva una nuova testimonianza a sostegno dell'esistenza degli Ufo e della loro tecnologia non terrestre. La segnalazione proviene da Erdogan Karakus, un generale in pensione dell'aeronautica turca, a margine di un acceso dibattito televisivo sul fenomeno degli Ufo, andato in onda lo scorso 25 ottobre (Ankara).

Un incontro ravvicinato tra otto caccia dell'aeronautica turca ed alcuni oggetti volanti non identificati, avvenuto nel maggio 1983 nei cieli della Turchia, davanti agli occhi increduli dell'ex generale che all'epoca dei fatti era uno dei piloti.

L'avvistamento, ha confermato Karakus, avvenne mentre l'ex generale stava effettuando un'esercitazione, con altri sette compagni di squadra, sulla provincia occidentale di Balikesir, il cui volo era diretto nella località meridionale di Adana.

Ha rivelato Karakus: "Gli Ufo galleggiavano nell'aria grazie ad una tecnica a noi sconosciuta" quando vennero visti da uno dei piloti. Gli oggetti volanti accompagnarono la squadriglia aerea per circa 15 minuti "ed io avvisai un pilota di non avvicinarsi in quanto quegli oggetti non assomigliavano ad aeroplani".

"Intanto uno dei miei amici aveva spento le luci dell'aereo. A questo punto gli Ufo si sono avvicinati al terzo caccia (della fila). Poi si sono spostati in direzione del secondo quando anche il terzo ha spento le sue luci", ha aggiunto l'ex pilota secondo il quale, quando egli stesso guardò in direzione di un Ufo che volava alla sua sinistra, riuscì a vedere soltanto un raggio di luce gialla. "Dopo di che scomparvero all'improvviso".

Karakus ha concluso che anche le torri di controllo degli aeroporti di Istanbul, Ankara e Konya intercettarono gli Ufo sui propri radar. In seguito all'avvistamento i piloti turchi stilarono un rapporto che, secondo Karakus, "venne probabilmente inviato alla Nasa".

La testimonianza dell'ex generale turco va ad unirsi alle numerose rivelazioni che, nel corso degli ultimi anni, sono state fornite da militari oggi in pensione, testimoni di eventi bollati top secret ed ora non più vincolati dalla riservatezza, liberi di "vuotare il sacco". Viceversa non sono da sottovalutare altre "autorevoli" figure che, per qualche minuto di celebrità o soldo in più, si fingono portatori di chissà quale verità in tema di ufo, abusando della buona fede di tanti.

Pasquale Gallano





fonte: http://www.newnotizie.it/

venerdì 29 ottobre 2010

Manifestazione Nazionale contro il fenomeno "Scie chimiche"


Sabato 20 Novembre 2010, ore 14:00 - Roma - piazza santi apostoli
MANIFESTAZIONE NAZIONALE
contro il fenomeno 
SCIE CHIMICHE

tratto dal forum: http://www.nibiru2012.it/forum/

"World Anti Chemtrail Day" auf Facebook.com
link - http://www.myheimat.de/ 

giovedì 28 ottobre 2010

Pioggia di polimeri


Nella stagione autunnale le operazioni aeree che prevedono il rilascio di polimeri si intensificano, poiché è il periodo dell’aratura e della semina. I filamenti, che fungono da vettori, infatti, sparsi nella biosfera, ricadendo al suolo, vengono incorporati nel terreno e nelle radici delle piante, con le disastrose conseguenze che si possono facilmente immaginare sui prodotti agricoli e sugli esseri viventi che se ne nutrono.

Come molti altri cittadini, Maria Grazia Campus, a Macomer, comune in provincia di Nuoro, ha fotografato il 6 ottobre scorso, tele artificiali, in seguito al passaggio di velivoli chimici. Questi fili polimerici, appicicatisi ed impigliatisi in ogni dove, non sono ragnatele secrete da Aracnidi. Ciò è stato dimostrato, in Italia, dal biologo Giorgio Pattera: la composizione dei polimeri "aerei" è diversa dalle ragnatele, non essendo formati da proteine.

E’ stata inventata e diffusa una leggenda metropolitana dal corifeo del C.I.C.A.P. e negazionista incallito, Simone Angioni, secondo cui fantomatici ragni migratori sarebbero all’origine del fenomeno. Questi ipotetici ragni, che non sono mai stati né visti né catturati, semplicemente non esistono: è l’ennesima fandonia propalata dalla coorte dei disinformatori. Tra l'altro i polimeri di ricaduta si possono osservare in tutti i mesi dell'anno.

In un disperato tentativo di nascondere la verità, alcuni occultatori, pur impegnati a smentire con ogni strumento mistificatorio, le manifestazioni ufologiche, hanno affermato che le fibre coincidono con la cosiddetta bambagia silicea, caduta al suolo occasionalmente in concomitanza con avvistamenti di oggetti volanti non identificati. E’ un’altra versione di copertura.

La realtà è molto diversa: le fibre, cadute sotto forma di spaventose e copiose piogge tra agosto e novembre, sono tenacissime, resistenti al fuoco ed alla torsione e, pur essendo di origine artificiale, sono biocompatibili. Sono filamenti progettati e creati in laboratori militari, i cui usi sono legati a fini sinistri, sempre in ambito strategico.

Ribadiamo che è sconsigliato toccare queste fibre: in caso si intenda raccoglierle per inviarle a laboratori, affinché se ne esegua l’analisi, è necessario indossare dei guanti ed evitare comunque il contatto con parti scoperte del corpo.

Filamenti polimerici sono stati reperiti nei malati di Morgellons.




mercoledì 27 ottobre 2010

Come preparare in casa l'argento colloidale (VIDEO)

Come fare l'argento colloidale in casa. E' importante che le lamine d'argento siano purissime, al 99.99%. Le potete trovare da un orafo che lavora metalli preziosi, ma fatevi garantire che sia assolutamente puro. Potete usare l'argento colloidale sia per uso interno che esterno, ovviamente senza esagerare con l'uso interno. Può sostituire efficacemente gli antibiotici, avendo l'argento un notevole potere battericida ma senza per questo indebolire l'organismo. Comunque, abbiate l'accortezza di prendere unitamente all'argento colloidale, anche dei probiotici, questo per evitare possibili disbiosi intestinali.



vedi: uso terapeutico dell'argento colloidale

Morti nel Golfo del Messico, e nessuno lo dice...

La tragedia ambientale nel Golfo del Messico sta mietendo vittime senza che nessuno se ne accorga. Il controllo dei media sta rivelando tutta la sua pericolosità. La mistura mefitica di petrolio e disperdenti chimici, irrorati con aerei e navi, sta causando gravi malattie e morti nel Golfo del Messico. Un genocidio silenzioso ed ignorato si sta consumando nell’ex super potenza rimasta. Cominciò così il progetto di ‘ridurre la popolazione sotto i 500.000.000 di abitanti’ come ordinato dai comandamenti incisi sugli ignobili ed orribili pietroni conficcati nel terreno della Georgia dal gruppo di psicopatici che imperversa ormai nel Mondo?(1).

Traduciamo un articolo di Ambellas Shepard del 24 Ottobre 2010:

Riki Ott afferma: ‘La gente sta cadendo morta nel Golfo’

Per la sesta ricorrenza mensile del disastro petrolifero nel Golfo del Messico, stiamo ancora assistendo ad un blackout totale dei media. Le persone, particolarmente a Grand Isle, sono state avvelenate da tiranni genocidi che si occupano più dei loro portafogli che della salute umana o di quella della madre terra. Riki Ott, tossicologo marino e superstite del disastro della Exxon Valdez, afferma: "Le persone che hanno lasciato (il Golfo) sono contente di averlo fatto, e per ottimi motivi". Ha continuato a dichiarare che le morti a causa del disastro sono ormai una realtà. Riki ha detto durante un'intervista: "Mi occupo di circa 3 o 4 autopsie adesso...so di persone che hanno l'esofago come dissolto, disintegrato...so di persone con il 4,75% della loro capacità polmonare, con il cuore allargato...tutte queste persone hanno del petrolio nei loro corpi".
E' stato ben documentato che milioni di galloni di disperdenti tossici sono stati spruzzati nel Golfo del Messico, sopra le spiagge, i centri abitati, la gente e le barche. La fuoriuscita di petrolio del Golfo è certamente un’operazione affidata al Dipartimento della Difesa come riportato dall’Army Times e dall’Intel Hub. Molti C-130 militari della Guardia Costiera, insieme a vari tipi di aeromobili dell’Evergreen Air ed altre imbarcazioni, sono stati utilizzati per effettuare questa operazione genocida e mortale di irrorazione in tutta la regione.
Le imbarcazioni dotate di dispositivi spray sono state avvistate e ben documentate da giornalisti come Dahr Jamail. Ci sono state segnalazioni di privati e di militari che effettuano le operazioni di irrorazione marina della regione. Esistono rapporti di morti, insieme con persone che hanno trovato il VOC nel loro sangue e livelli elevati di altre tossine. Le relazioni comprendono anche sintomi quali vertigini ed altri tipici da esposizione chimica. Purtroppo l'economia delle regioni è stata devastata insieme con l'industria della pesca locale. Le persone stanno perdendo la loro assicurazione medica e sono sopraffatte dal collasso finanziario e tossico. Gruppi come ‘Project Impact Golfo’ e persino alcuni studi legali stanno stendendo una mano alle persone più bisognose. Uno dei casi più sconosciuti di omicidio, corruzione ed avvelenamento è in atto ed in corso proprio qui, sul suolo americano sotto i nostri occhi proprio mentre le masse dormienti sfuggono dalla realtà a causa del controllo dei media.

martedì 26 ottobre 2010

Scie Chimiche: Verità o immaginazione?


C’è chi è pronto a giurare che le scie chimiche altrimenti dette ‘chemtrails’, non esistono, eppure ne sono pieni i nostri cieli. Di questa tematica si è discusso domenica 17 ottobre al convegno ESOS ad Ortona, in località Caldari, nella splendida ed affascinante cornice dell’Agriturismo ‘Agriverde’. La relatrice di questa tappa del convegno è stata Luigina Marchese, studiosa delle scie chimiche da diversi anni ed insegnante di professione. Luigina Marchese talvolta osserva le scie chimiche nei cieli di Popoli, vicino Pescara, cittadina in cui lei vive con la sua famiglia, insieme a i suoi alunni, i quali non le fanno mai mancare notizie su questo tipo di avvistamenti. Luigina iniziò ad osservare il fenomeno proprio a Popoli qualche anno fa e volle immediatamente informarsi su che cosa stesse accadendo sulle teste dei cittadini. In poco tempo riuscì a recuperare una vasta gamma di informazioni sull’argomento e prese a studiare approfonditamente il fenomeno delle chemtrails. Attualmente Luigina Marchese è anche redattrice della rivista sull’ufologia ed il mistero ‘Xtime’, per la quale ha fin’ora scritto numerosi articoli e riportato svariate testimonianze riguardanti il fenomeno delle scie chimiche. La prof. Marchese ha esposto durante il convegno ESOS, parte delle informazioni reperite fino ad oggi, fra queste vari filmati e fotografie. La presentazione dell’argomento esposto dalla prof. Marchese inizia con un video in cui un metereologo della tv tedesca (ZDF) fa una strana previsione del tempo, dice ad esempio che non sussistono grandi variazioni né tanto meno eventuali fronti nuvolosi in avvicinamento sulla Germania, ma ecco che l’omino in tv dice qualcosa che nessuno si sarebbe aspettato: “A meno che non si presentino delle scie chimiche che modificano il tempo”. Inizia con questo video la relazione di Luigina Marchese al Convegno ESOS di Ortona per proseguire con la strana notizia di cronaca apparsa sulle agenzie stampa e passata anche in alcune tv private italiane, sul caso di uno studioso che a Milano ha presentato regolare esposto contro gli UFO incriminando questi oggetti volanti non identificati, di essere i responsabili del rilascio delle scie chimiche nei cieli. La Procura di Milano ha poi archiviato la causa perché il fatto non sussiste. Secondo la relatrice, questa notizia potrebbe essere un abile tentativo di disinformazione sulla questione UFO e scie chimiche. Infatti Luigina Marchese coadiuvata dall’organizzatore del Convegno e suo co-relatore, fanno l’esempio di come Studio Aperto ha emanato la notizia, ossia che nel servizio del telegiornale di Italia Uno, vien data la colpa delle scie chimiche agli UFO, quindi psicologicamente vengono messi in relazione due fenomeni di cui ancor oggi si fa fatica a crederne l’esistenza, il risultato secondo Morelli e Marchese è che alla mente delle persone arriva una notizia quasi ‘allegorica’ di un qualcosa che ‘non esiste’. Morelli inoltre ha portato ad esempio come giusta informazione da passare un po’ ‘sotto banco, anche un servizio del TG3 Leonardo in cui vien fatto un esperimento in laboratorio che genera delle piccole scie chimiche artificiali che attraverso l’emissione di un laser provocherebbero della pioggia. La speaker del TG3 Leonardo riferendosi a tale esperimento, ad un certo punto sottolinea relativamente a tale esempio: “Come le scie chimiche rilasciate dagli aerei per modificare il tempo”. Morelli sottolinea come il programma di Rai 3 lasci passare l’informazione sulla reale esistenza delle chemtrails in maniera che comunque arrivi a chi l’ascolta ma che d’altro canto non venga tacciata come una informazione non scientifica. La prof. Marchese dopo questi esempi di informazione e disinformazione, racconta di un giorno in particolare in cui lei e i suoi alunni, sentirono passare sulle loro teste almeno una settantina di aerei nei cieli di Popoli e guardando fuori, si accorsero che il limpido cielo della cittadina abruzzese, dopo qualche minuto era pieno zeppo di scie chimiche, dopo poco venne a piovere. Luigina Marchese ha notato che solitamente gli aerei da lei avvistati sono completamente bianchi, quindi potrebbero apparire come normali aerei di privati cittadini senza alcun segno tangibile di riconoscimento che però guarda caso percorrono dei tracciati non contemplati dalle aereovie. Le scie chimiche conterrebbero elementi chimici fra cui: Bario, alluminio, cobalto e polimeri di metallo, ma sulla questione i governi continuano a tacere sostenendo spesso che le chemtrails non esistono. Lei stessa in agosto del 2010 scrisse al Ministro Ignazio La Russa per segnalare il fenomeno delle scie chimiche che osserva da anni sui cieli di Popoli ma il Ministro non si è mai degnato di darle una risposta, qualunque essa fosse. Secondo la prof. Marchese le scie chimiche possono essere messe tranquillamente in relazione anche con il ‘fenomeno HAARP’ infatti attraverso delle diapositive ha fatto notare ai presenti nel convegno che anche se molto più spesso le chemtrails assumono formazioni a ‘reticolo’, qualche volta si presentano anche sotto forma di strane formazioni nuvolose che immediatamente appaiono del tutto innaturali, basse, fitte, a forma come di un’ovatta allungata verso il basso, a volte come la trapuntatura di un piumino o di un materasso con le nubi che scendono verso terra e a memoria di persone che hanno superato almeno i 40 anni di età, queste nuvole non si erano mai viste prima ma sono un fenomeno osservabile solo negli ultimi 15-20 anni. Quando le nuvole assumono forme e colorazioni innaturali, Marchese fa notare che in qualche caso queste, possono essere generate dalla tempesta elettomagnetica indotta dal fenomeno HAARP. HAARP è un’arma messa a punto dai militari statunitensi, già alla metà degli anni ’70 e occorre a modificare le condizioni metereologiche laddove lo si voglia, arrivando a scatenare anche grandi disastri ‘naturali’. La prof. Marchese ha evidenziato anche come il problema delle scie chimiche sia fatto passare attraverso vari tentativi mediatici e non, come un fenomeno ‘naturale’ ossia da ‘accettare’ con tranquillità poiché non può in nessun modo essere nocivo al fine da inculcare principalmente alle nuove generazioni la condizione psicologica che le scie chimiche esistono ma che non ne vale la pena parlarne perché non compromettono affatto né la salute delle persone e né tanto meno coinvolgono i ‘comuni mortali’ che non possono avere la conoscenza degli obiettivi e dei progetti militari, governativi e dei servizi segreti. Un esempio di quanto da lei asserito, Luigina Marchese con l’aiuto dei suoi alunni, lo ha ritrovato in un libro di testo che lei utilizza per insegnare a scuola. Nel libro era riportato un disegno innocuo, che ritraeva un paesaggio bucolico con tanto di cielo azzurro attraversato dalla scie chimiche. L’immagine ritratta nel libro, secondo Marchese è un chiarissimo tentativo di insegnare indirettamente agli alunni delle scuole, che le scie chimiche sono un fenomeno naturale che esiste ma di cui non c’è niente di cui aver paura. Il fenomeno delle chemtrails è a carattere mondiale ma particolarmente diffuso nei paese della NATO e secondo alcuni testimoni italiani, il fenomeno è più facilmente osservabile all’alba o al tramonto, quando la gente comune è impegnata a fare altro piuttosto che guardare al cielo. Oltre alle consuete formazioni a reticolo, le scie chimiche in qualche caso hanno presentato caratteristiche alquanto originali come ad esempio una scia chimica che gli è stata data la forma della ‘stella di David’, la classica stella ebraica. Ma anche altri esempi di originalità sono stati notati come delle formazioni a cerchio, o a spirale, o a quadrato. Secondo Luigina Marchese queste forme così particolari occorrono ai piloti degli aerei per darsi dei segnali e delle coordinate fra di loro per stabilire strategie e spazi da sorvolare ed in cui rilasciare gli agenti chimici destinati. Ovviamente vien subito da pensare che una formazione nebulica a forma di stella di David, o di cerchio, o altre similari, non ha proprio nulla a che vedere con un consueto fenomeno naturale oltre al fatto, così come spesso ribadito dalla relatrice, le scie chimiche appaiono in spazi aerei in cui non sono previste nessun tipo di rotte. Spesso la comunità scientifica nazionale ed internazionale, chiamata in causa a rispondere alle domande dei ricercatori su tale fenomeno, ha asserito che si tratta di normali scie di condensa rilasciate dai motori degli aerei che a contatto con l’aria gelida dell’alta quota, genera questo fenomeno così particolare. Ma le osservazioni dei ricercatori in tal senso hanno sistematicamente evidenziato che le chemtrails non vengono mai rilasciate dai motori, bensì da basamenti predisposti negli aerei o sulle ali di questi o all’esterno della carlinga o a coda del mezzo volante. Altro fenomeno nel fenomeno è che piuttosto spesso in prossimità delle chemtrails sono stati fotografati anche degli oggetti volanti non identificati. Altro messaggio subliminale che confermerebbe l’esistenza delle scie chimiche, è stato rappresentato dalla interrogazione di un parlamentare statunitense, Dannis J. Kuchinich che al parlamento americano propose l’eliminazione delle cosiddette ‘armi esotiche’, fra queste proprio le chemtrails. Luigina Marchese non ricevendo alcuna risposta dal Ministro Ignazio La Russa, in merito alle scie chimiche da lei e da numerosi altri testimoni osservate nei cieli di Popoli, scrisse anche al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il quale le rispose non negando l’esistenza del fenomeno ma dicendole che la questione non è di sua competenza. La conclusione della relazione di Luigina Marchese, consiste nel fatto che le scie chimiche esistono eccome, che di sicuro sono rilasciate da aerei non identificabili i quali volano su rotte non contemplate dalle mappe aeree, ad una quota molto inferiore, che non si tratta di scie di condensa degli aerei stessi, che gli agenti chimici di cui sono composte con ogni probabilità sono altamente nocivi all’uomo e che i governi continuano a fare ostracismo in merito all’argomento e che verosimilmente sono utilizzate sia per modificare il clima a piacimento di qualcuno e sia come armi biologiche che possano determinare la vittoria nelle guerre che sia la NATO e sia gli Stati Uniti, stanno conducendo per la dominazione del petrolio e delle risorse energetiche, facendole passare come ‘missioni di pace’ e guerre contro il terrorismo.

Di seguito l’intervista alla prof. Luigina Marchese in merito all’argomento trattato al convegno ESOS di Ortona.
INTERVISTA A LUIGINA MARCHESE, RELATRICE SUL TEMA DELLE SCIE CHIMICHE
CL. – Da quanto tempo ti occupi di scie chimiche e perché hai iniziato ad occupartene?
LM. – Mi interesso al fenomeno scie chimiche da quattro anni. Avevo rilevato, nella zona in cui abito (Valle Peligna), un continuo andirivieni di velivoli di colore bianco. Rilasciavano scie molto dense che permanevano nel cielo per ore, anche per giorni interi. Dall’Enac e dall’Enav, ai quali mi ero rivolta, ho saputo non trattarsi di aerei civili. Volevo quindi scoprire chi fossero questi velivoli e cosa facessero.
CL. – Durante le tue ricerche sulle scie chimiche, hai trovato dei cover up informativi? E in che modo si sono manifestati?
LM. – No, non è mai accaduto. A volte, invece, ho ricevuto informazioni fuorvianti o inesatte.
CL. – Quando ti sei rivolta alle autorità per la questione delle scie chimiche, che risposte hai riscontrato?
LM. – Nell’ambito delle mie ricerche ho esposto i miei dubbi, supportati da ampia documentazione, al Sindaco del mio paese (Popoli), ai Carabinieri, al Sian di Pescara, all’Arta di L’Aquila. Non ho avuto riscontro alcuno. Ho rivolto domande anche al Ministro La Russa ed al Capo dello Stato. Il Ministro La Russa, in particolare, ha girato intorno alla questione senza spiegare nulla. Ho trovato, invece, collaborazione da parte dell’Agenzia Sanitaria Regionale di Pescara, della Cà Foscari di Venezia (ha analizzato una strana polvere rinvenuta dopo il passaggio degli aerei), di alcuni docenti dell’Università di L’Aquila e da un docente in farmacologia di Padova.
CL. – Quali sono gli effetti dannosi delle scie chimiche sulla salute delle persone?
LM. – Su parere degli scienziati, le conseguenze sulla salute umana possono raggiungere livelli drammatici: aumento vertiginoso di tumori e leucemie di vario tipo, incremento del numero e della gravità di affezioni all’apparato respiratorio, specialmente nei bambini, infiammazioni ai muscoli e alle giunzioni muscolari, contaminazione da funghi e batteri sconosciuti, indebolimento del sistema immunitario, tosse secca persistente, malessere respiratorio e intestinale, polmonite, affaticamento, letargia, capogiro, disorientamento, depressione, ansietà, incontinenza e tic nervosi. E altro ancora…
CL. – Per quale motivo vengono usate le scie chimiche? E chi le usa?
LM. – Vi sono molte ipotesi sul perché delle scie chimiche:
A – Progetto schermatura solare per limitare l’effetto serra
B – Proteggere i sistemi di comunicazione in caso di una grave tempesta elettromagnetica
C – Modificazione del clima. Il controllo climatico ha un ovvio utilizzo per ottimizzare le operazioni militari ed ostacolare le manovre del nemico, ma può essere utilizzato anche al di fuori di un contesto di guerra per fini poco puliti, ad esempio quello di favorire il mercato degli OGM (ipotesi Monsanto).
D – Modificazione del D.N.A. umano in modo da impedire un’evoluzione genetica (ipotizzato da numerosi ricercatori, tra cui Tom Montalk).
E – Controllo del pensiero e del comportamento, attraverso l’irradiazione di onde elettromagnetiche a bassa ed a bassissima frequenza o la diffusione di composti del litio.
Secondo il mio parere, molti dei piloti che guidano gli aerei, così come gran parte della classe politica, non conoscono la reale portata del fenomeno. Occorre considerare un governo sovranazionale, al quale tutti, o quasi, obbediscono. E’ questo il vero motivo per cui non si riesce ad interrompere le irrorazioni.
CL. – Durante la tua interessante relazione al convegno ESOS, hai detto che le scie chimiche a volte variano di colore e non sono sempre bianche, ma capita che presentino colorazioni blu, nere o grigie; da cosa è dipesa tale colorazione?
LM. – Il colore di una scia chimica è generalmente bianco; ci sono stati, però, casi di scie completamente nere o blu. Non si tratta di aberrazioni ottiche. Le scie blu molto probabilmente contengono cobalto, le scie nere piombo. In quelle grigie di preciso non so.
CL. – È mai successo che qualcuno ti abbia invitato a tacere sull’argomento o ha cercato di farti passare come una ‘visionaria’?
LM. – Bella domanda! Fino ad ora nessuno mi ha invitata a tacere. Siamo o non siamo in un Paese libero? In quanto alla visionaria, se lo sono io, lo sono migliaia e migliaia di persone al mondo, tutte quelle che osservano e studiano le scie chimiche: ricercatori indipendenti, scienziati, dottori, fisici, meteorologi, biologi, oltre alle persone -normali- che ogni giorno hanno il coraggio di alzare gli occhi al cielo e chiedersi cosa stia in effetti accadendo.
CL. – Quali sono gli agenti chimici che si espandono nell’aria attraverso le scie chimiche? E vengono rilasciati nell’ambiente anche attraverso la pioggia?
LM. – Sicuramente le sostanze diffuse in atmosfera dagli aerei vengono veicolate dalla pioggia, la quale le trascina a terra. Feci analizzare tempo fa dei campioni di acqua piovana. Furono riscontrati litio e titanio, entrambi molto pericolosi. Nei prodotti del mio orto furono invece rinvenuti alluminio e bario. Secondo gli studi e le analisi di Castle, Carnicom, Staninger, Pattera, Scott ed altri ricercatori, con le scie chimiche vengono sparsi nell’aria: alluminio (proprietà riflettenti), bario (proprietà igroscopiche), quarzo, cobalto (scie azzurre?), piombo (scie nere?), manganese, silicio, torio, arsenico, mercurio, uranio, zinco, stronzio, rame, selenio, titanio, fosforo, zolfo, calcio, dibromuro di etilene (pesticida messo al bando in quanto considerato cancerogeno), batteri streptomiceti, virus, retrovirus, micoplasmi, funghi, spore, muffe, parassiti, vermi, globuli di sangue essiccato, sostanze sedative, fibre, polimeri, nanosensori. Sono le analisi a dirci tutto questo. In alcune zone non antropizzate del Canada sono stati riscontrati livelli di torio non presenti, invece, laddove gli aerei chimici non volano.
CL. – I primi avvistamenti di scie chimiche li hai riscontrati a Popoli in provincia di Pescara, dove vivi e lavori e nella relazione dicevi che in quella zona sono in aumento esponenziale determinate patologie che si possono ricondurre alle scie chimiche. Quali sono queste patologie e come si manifestano?
LM. – Secondo il mio parere, conoscendo gli effetti dei metalli dispersi nell’aria e la loro tossicità , è logico e ragionevole pensare che molte malattie derivino dalle scie chimiche. I medici stessi hanno rilevato un aumento di patologie e di decessi. Stranamente, però, dal 2001 non vengono più resi disponibili i dati epidemiologici. Le patologie più frequenti nella nostra zona sono otiti, problemi all’apparato respiratorio, dolori articolari, tosse secca, danni al sistema immunitario, depressioni, leucemie, tumori. Tutto questo si manifesta in modo frequente. Ad esempio, i bambini, a scuola, si ammalano molto spesso, cosa che non accadeva anni fa.
CL. – Sono state fatte delle interrogazioni parlamentari sia al Parlamento italiano e sia a quello europeo. Che risultato hai ottenuto?
LM. – Sono state fatte decine di interrogazioni parlamentari; purtroppo non si è giunti a nessun risultato. Tutto resta immutato.
CL. – Nell’ambito della tua relazione al Convegno ESOS, dicevi che le scie chimiche vengono usate anche per modificare il DNA umano; in che modo avviene questo e quali sintomi presentano queste modificazioni?
LM. – Secondo alcuni scienziati, il modo più semplice di mutare il DNA umano è attraverso un virus. Modificazioni del DNA, secondo il mio parere, sono direttamente correlate alla coscienza, intesa come consapevolezza di noi stessi, dunque la cosa più importante che possediamo.
CL. – Nella relazione dicevi che le scie chimiche possono essere usate anche per impiantare ‘nano macchine’ nell’organismo umano. Quali casi hai riscontrato in tal senso? Ci sono già delle testimonianze?
LM. – Si ipotizza che il Morgellons, una grave malattia della pelle, possa essere dovuta a nanotecnologie. Vi sono molte testimonianze in merito. Gli studi continuano in tal senso, soprattutto da parte di scienziati americani. Comunque i nanosensori, una volta penetrati nell’organismo, possono restare lì fino al momento opportuno.
CL. – Come possiamo fermare tutto questo e cosa possiamo fare per proteggerci?
LM. – Per fermare tutto questo dobbiamo innanzitutto conoscere il fenomeno e non è così semplice. Molti di coloro che vedono scie biancastre nei cieli le scambiano per normali scie di condensa di aerei civili. Se cerchiamo poi delle informazioni, troviamo purtroppo molti siti che contengono dati volutamente inesatti. Ma con molta pazienza si riesce a costruire un quadro esatto della situazione, soprattutto se ci prendiamo la briga di telefonare all’Enac o all’Enav. In merito alla seconda domanda, non sono un medico e quindi la risposta è limitata alla mia personale esperienza. Possiamo proteggerci assumendo maggiori quantità di vitamina C, le alghe o bevendo le acque a luce bianca (dottoressa Enza Ciccolo). Per informazioni più specifiche ci si può rivolgere a persone competenti in materia. Il primo passo è comunque un mineralogramma, per escludere l’eventuale presenza di metalli tossici nell’organismo. Nella prevenzione occorre anche considerare che nelle scie vi sono metalli tossici, ma anche agenti biologici (batteri e funghi). In tal senso la prevenzione deve essere duplice. Ognuno di noi può trovare la propria arma contro le scie. Però l’arma più grande è la consapevolezza che esse esistono.

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