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lunedì 3 gennaio 2011

ALCATRAZ

68 giorni all’esecuzione

Sono a pezzi, piccoli albatros. La verità è che a New Alcatraz stanotte è andata via la luce. In anni e anni non era mai successo. C’era la luce eterna come in Paradiso e alle quattro e cinque la montagna s’è spenta. Dio è morto. Tutti noi nel raggio ci siamo messi a gridare e applaudire. Se vivi sempre con i neon sparati vedi solo quello che vogliono loro. Quel buio è stato come andare al cinema, la prima volta, dopo la guerra, magari danno una cagata e ti sembra C’era una volta in America di Sergio Leone. Non posso giurarci, mi è riapparso mio padre, con la faccia stanca. Andrea-Folla-casa-e-figli. Che inculate si prendono certi padri, ma questo lo capisci solo alla mia età, prima “non vedi”. Insomma, qui al raggio abbiamo visto il buio e ci ha eccitati. Le guardie entravano e uscivano dalle celle con i randelli. Sembravamo in un teatrino di Pulcinella. Il potere odia il buio, forse perché il buio favorisce la fantasia e i poteri temono le fantasie. Anche la democrazia, che è pur sempre il meno peggio dei poteri, si caga sotto per le fantasie del popolo.

Oggi è tutto illuminato, tutto visibile, reale. Anche voi avete bisogno di buio, vero fratelli? Non il buio delle dittature, il buio della libertà. Jack Folla schiena a pezzi, seduto in terra a gambe incrociate con il suo microfono senza fili, vi cede anche oggi la sua ora d’aria, purché vi prendiate la vostra ora di buio da questa televisione senza immagini, radio in bianco e nero. Chiudete gli occhi e alzate il volume. Nel buio, vedrete.

Estratto dal libro ALCATRAZ - Jack Folla, un D.J. nel braccio della morte di Diego Cugia

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