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martedì 11 gennaio 2011

LE MANIPOLAZIONI CLIMATICHE SONO REALTA' (LO DICE REPUBBLICA...)

tratto da MUSICAL 
scritto da Pepe "Tesla" Ramone


Una equipe di scienziati, coordinati dal Max Planck Institute for Meteorology di Amburgo, ha generato in agosto 52 violente tempeste artificiali negli Emirati Arabi Uniti utilizzando giganteschi ionizzatori per generare campi di particelle cariche negativamente sopra l'area di Al Ain. La fonte? Non i soliti "visionari paranoici complottisti" ma l'ufficialissimo "La Repubblica"...
Non che il quotidiano rinunci al consueto stile mistificatorio, abbondando di condizionali e del consueto razzismo occidente-centrico e di una divisione buoni/cattivi da (neo-)guerra fredda, ma, intanto, accontentiamoci dell'articolo e teniamolo da parte.....





CLIMA
La pioggia nel deserto, "miracolo" ad Abu Dhabi
Un team coordinato dal Max Planck Institute avrebbe generato 52 acquazzoni nel piccolo emirato. Ma gli esperti della Società Meteorologica Italiana sono scettici: "Aspettiamo il vaglio della comunità scientifica"

di SARA FICOCELLI

CREARE 52 acquazzoni artificiali nel deserto di Abu Dhabi non è uno scherzo, ma i "maghi della pioggia" della società svizzera Meteo Systems a quanto pare ci sono riusciti: secondo il britannico Sunday Times gli scienziati, coordinati dal Max Planck Institute for Meteorology di Amburgo, avrebbero generato una serie di violente tempeste artificiali negli Emirati Arabi Uniti, utilizzando tecnologie studiate per dare all'uomo un controllo sul clima. Il "miracolo" si è compiuto nella regione orientale di Al Ain e per lo più gli acquazzoni si sono verificati nel momento clou dell'estate, tra luglio e agosto, in un periodo in cui in quella zona non piove affatto. In alcuni casi la pioggia si è trasformata in grandine, in altri è scesa accompagnata da tuoni, fulmini e vento. La particolarità del progetto, fortemente voluto dallo sceicco Khalifa bin Zayed al Nayhan, è di essere il primo in grado di produrre pioggia a ciel sereno.

A rendere possibile tutto ciò sarebbe stato l'uso di giganteschi ionizzatori per generare campi di particelle cariche negativamente sopra l'area di Al Ain. Questi campi avrebbero favorito la formazione di nuvole con la speranza che queste, a loro volta, producessero pioggia. Secondo i ricercatori è la prima volta che l'uomo è in grado di creare artificialmente la pioggia, senza aver bisogno di alcun aiuto da parte della natura. Ma i tecnici della Società Meteorologica Italiana la pensano diversamente: "Per il momento ci sembra prematuro
avallare tale "scoperta" come effettivamente efficace e rivoluzionaria - spiegano a Repubblica.it - e bisognerà quindi attendere che i dati reali e la metodologia dettagliata venga pubblicata su riviste scientifiche internazionali prima di dare credito a queste notizie prive di ogni dettaglio tecnico".

Gli esperti ricordano che è da oltre 50 anni che questi annunci sulla modifica artificiale del tempo si susseguono, e che spesso si sono rivelati delle bufale. "I Paesi occidentali hanno abbandonato queste sperimentazioni alla fine degli anni Settanta - continuano - giudicando i risultati molto incerti e non in grado di sostenere applicazioni pratiche. Sarà pure dietrologia, ma la cosa strana è che, nell'ultimo decennio, questi sedicenti 'successi' provengono sempre da Paesi come Cina, Thailandia, Russia e ora Abu Dhabi. Mai dall'America, dove c'è la miglior ricerca scientifica sull'atmosfera e dove pure ci sarebbe da risolvere la piaga della siccità... Chissà come mai in questi Paesi i dati non sono mai trasparenti e verificabili, ma c'è sempre solo il roboante comunicato 'noi ce l'abbiamo fatta', cui, in genere, fa seguito un lungo silenzio".

I meteorologi italiani concludono citando un caso per tutti: qualche anno fa la Russia e l'anno scorso la Cina annunciarono di aver trovato un metodo per evitare le nevicate sugli aeroporti, o comunque allontanarle in zone dove non provocassero danni. "Eppure - aggiungono - solo dieci giorni fa, mezzo emisfero nord, da New York a Londra, aveva gli aerei a terra per la neve. Se il metodo rivoluzionario fosse stato disponibile forse lo avremmo visto evitare miliardi di dollari di danni, applicato al La Guardia o a Heatrow. Invece anche lo scalo di Mosca Domodedovo era chiuso".

(06 gennaio 2011) 

Fonte:www.repubblica.it/ambiente/2011/01/06/news/la_pioggia_nel_deserto_miracolo_ad_abu_dhabi-10874523/
Vedi anche:
ARMI CLIMATICHE? PER IL GOVERNO RUSSO SONO PIU' CHE "TEORIE"

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