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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

mercoledì 30 marzo 2011

Nube radioattiva: dobbiamo usare lo iodio?

tratto da: www.laleva.org




di Roberto Gava



Come ho scritto in un mio recente articolo (Ripercussioni sanitarie in caso di disastro nucleare), anche se dicono che la nube radioattiva giapponese è giunta oggi (23 marzo 2011) sopra il nostro Paese, non credo che ci siano dei reali pericoli per noi e, in modo particolare, per i nostri figli.
Nel suddetto articolo, infatti, avevo spiegato che i bambini, specie quelli molto piccoli, sono particolarmente a rischio di danni tiroidei quando nell’ambiente (aria, acqua e/o cibo) sono presenti in concentrazione eccessiva dei composti radioattivi di un isotopo dello iodio (mi riferisco specificatamente allo iodio-131).
Riflettendo comunque su questa nostra società sempre più inquinata e squilibrata sotto tutti i punti di vista (non mi riferisco solo all’ambiente in cui viviamo e cioè agli squilibri esterni a noi, ma mi riferisco pure agli squilibri interni a noi che coinvolgono tutto il nostro sistema psiconeuroendocrinoimmunologico [PNEI] e, purtroppo, paiono interessare anche i nostri figli più piccoli), ho pensato che non si può escludere che anche basse concentrazioni di sostanze radioattive alterino degli equilibri endocrini già instabili o debolmente stabili dando il via a reazioni patologiche in alcuni particolari soggetti (anche se considero questa evenienza molto rara).
Ho pensato allora di scrivere questo secondo articolo per fornire dei consigli pratici aggiuntivi e più specifici di quelli inseriti nell’articolo precedente.
Per iniziare, dividerei le persone teoricamente fruitrici di questi consigli in 3 gruppi:
1) Persone a basso rischio di essere danneggiate dalle sostanze radioattive.
2) Persone a medio rischio di essere danneggiate dallo iodio radioattivo.
3) Persone ad alto rischio di essere danneggiate dallo iodio e da altre sostanze radioattive.

Come si può vedere da questo tipo di raggruppamento, ho differenziato il rischio di danno da iodio radioattivo da quello fornito dall’associazione tra iodio e anche altri isotopi radioattivi (mi riferisco in particolare al cesio e altri composti meno frequenti ma a molto più lunga emivita).
È palese che tutti questi consigli sono generici e che vanno sempre sottoposti al vaglio del medico che segue la persona. In particolare, chi può essere seguito da un medico omeopata, deve chiedere il suo permesso prima di assumere i sottostanti rimedi omeopatici, affinché questi ultimi non contrastino con un’eventuale terapia omeopatica in atto. Ricordo infine che, per quanto riguarda l’omeopatia, la terapia più importante non è quella sottostante (che non può essere ovviamente personalizzata), ma è rappresentata dall’assunzione del “simillimum”.
A parte questo distunguo, per tutti gli altri casi possono essere utili i sottostanti consigli.

GRUPPO 1 - Persone a basso rischio di essere danneggiate dalle sostanze radioattive
Questo gruppo, che a mio avviso ingloba la quasi totalità delle persone del nostro Paese, è formato essenzialmente dai seguenti soggetti:
- persone verosimilmente sane;
- persone che in passato non hanno mai avuto disturbi alla tiroide;
- persone che seguono un’alimentazione sana e una sana igiene di vita (cfr tre miei libri: Verso una nuova Medicina e; L’Uomo, la Malattia e il suo Trattamento - Vol. III e L’Uomo, la Malattia e il suo Trattamento - Vol. IV);
- persone che non si recheranno a breve termine in Giappone o nei Paesi limitrofi.
A questi soggetti non consiglio alcun trattamento specifico di prevenzione dei danni da sostanze radioattive relative al disastro nucleare giapponese, perché quest’ultimo è considerato alcune migliaia di volte meno pericoloso per la nostra salute del disastro di Chernobyl (molto più potente e territorialmente vicino a noi).
Se proprio qualcuno desidera a tutti i costi assumere qualcosa, consiglierei un trattamento omeopatico di questo tipo:
- se il soggetto è una persona calorosa, vigorosa e piena di energia: Sulphur jodatum 9ch – 5 gocce a giorni alterni, a stomaco vuoto, dopo aver agitato bene il flacone, per circa 15 giorni;
- se il soggetto è invece più debole, stanco e specialmente se ha talvolta qualche dolore osteoarticolare e beneficia del calore esterno: Radium bromatum 9ch – 5 gocce a giorni alterni, a stomaco vuoto, dopo aver agitato bene il flacone, per circa 15-20 giorni.

GRUPPO 2 - Persone a medio rischio di essere danneggiate dallo iodio radioattivo
A questo gruppo appartengono essenzialmente:
- persone affette da patologie croniche, specialmente a carico della tiroide, dell’ipofisi o comunque patologie di tipo endocrinologico;
- bambini piccoli, specialmente sotto i 6 anni di età e in modo particolare se sono deboli e presentano frequenti patologie infettive o che coinvolgono anche gli altri rami del sistema immunitario (patologie allergiche e/o autoimunitarie);
- bambini ritenuti sani ma che hanno una costituzione fisica debole, mangiano poco e presentano linfonodi del collo, adenoidi e/o tonsille ingrossate;
- persone che hanno un’alimentazione poco sana e una non buona igiene di vita.

A tali soggetti consiglio:
Bambini di 0-3 anni: Ioduro di Potassio in soluzione acquosa 50% - 1 goccia/die per soli 4 giorni e Radium bromatum 9ch – 3 gocce lunedì e giovedì, a stomaco vuoto (dopo aver agitato bene il flacone), per 4 settimane.
Bambini di 4-7 anni: Ioduro di Potassio in soluzione acquosa 50% - 2 gocce/die per soli 4 giorni e Radium bromatum 9ch – 3 gocce lunedì e giovedì, a stomaco vuoto (dopo aver agitato bene il flacone), per 4 settimane.
Bambini di 8-12 anni: Ioduro di Potassio in soluzione acquosa 50% - 2 gocce mattina e sera per soli 4 giorni e Radium bromatum 9ch – 4 gocce lunedì e giovedì, a stomaco vuoto (dopo aver agitato bene il flacone), per 4 settimane.
Ragazzi di 13-18 anni: Ioduro di Potassio in soluzione acquosa 50% - 3 gocce mattina e sera per soli 4 giorni e Radium bromatum 9ch – 4 gocce lunedì, mercoledì e venerdì, a stomaco vuoto (dopo aver agitato bene il flacone), per 4 settimane.
Adulti: Soluzione di Lugol Forte (al 5%) - 5 gocce 3 volte al giorno per soli 4 giorni e Radium bromatum 9ch – 5 gocce lunedì, mercoledì e venerdì, a stomaco vuoto (dopo aver agitato bene il flacone), per 4 settimane.
Gruppo2

GRUPPO 3 - Persone ad alto rischio di essere danneggiate dallo iodio e da altre sostanze radioattive
A questo gruppo appartengono tutte le persone (ma specialmente quelle del Gruppo 2) ma che hanno l’aggravante di doversi recare in Giappone o nei Paesi limitrofi per un breve periodo o di trovarsi in quelle zone oppure di trovarsi in condizioni di essere contaminate dallo iodio-131 (in tutti questi casi, comunque, raccomando che il trattamento sottostante venga associato ad una adeguata visita medica, meglio se di tipo omeopatico).

A tali soggetti consiglio:
Bambini di 0-3 anni: Ioduro di Potassio in soluzione acquosa 50% - 1 goccia/die per 4 giorni (da ripetere dopo una pausa di 15 giorni), con Radium bromatum 9ch – 3 gocce lunedì e giovedì, a stomaco vuoto (dopo aver agitato bene il flacone), per 4 settimane e con X-ray 30ch – 3 gocce il sabato, a stomaco vuoto (dopo aver agitato bene il flacone), per circa 8 settimane.
- Bambini di 4-7 anni: Ioduro di Potassio in soluzione acquosa 50% - 2 gocce/die per 4 giorni (da ripetere dopo una pausa di 15 giorni), con Radium bromatum 9ch – 3 gocce lunedì e giovedì, a stomaco vuoto (dopo aver agitato bene il flacone), per 4 settimane e con X-ray 30ch – 3 gocce il sabato, a stomaco vuoto (dopo aver agitato bene il flacone), per circa 8 settimane.
Bambini di 8-12 anni: Ioduro di Potassio in soluzione acquosa 50% - 2 gocce mattina e sera per 4 giorni (da ripetere dopo una pausa di 10 giorni), con Radium bromatum 9ch – 4 gocce lunedì e giovedì, a stomaco vuoto (dopo aver agitato bene il flacone), per 4 settimane e con X-ray 30ch – 4 gocce il sabato, a stomaco vuoto (dopo aver agitato bene il flacone), per circa 8 settimane.
Ragazzi di 13-18 anni: Ioduro di Potassio in soluzione acquosa 50% - 3 gocce mattina e sera per 4 giorni (da ripetere dopo una pausa di 10 giorni), con Radium bromatum 9ch – 4 gocce lunedì, mercoledì e venerdì, a stomaco vuoto (dopo aver agitato bene il flacone), per 4 settimane e con X-ray 30ch – 4 gocce il sabato, a stomaco vuoto (dopo aver agitato bene il flacone), per circa 8 settimane.
Adulti: Soluzione di Lugol Forte (al 5%) - 5 gocce 3 volte al giorno per 4 giorni (da ripetere dopo una pausa di 10 giorni), con Radium bromatum 9ch – 5 gocce lunedì, mercoledì e venerdì, a stomaco vuoto (dopo aver agitato bene il flacone), per 4 settimane e con X-ray 30ch – 5 gocce il sabato, a stomaco vuoto (dopo aver agitato bene il flacone), per circa 8 settimane.

Gruppo 3
Ai bambini ho preferito sostituire la Soluzione di Lugol Forte al 5% con la soluzione acquosa al 50% di Ioduro di Potassio, perché quest’ultima è più diluita e quindi più facilmente dosabile.

Fonte: Informasalus
Bibliografia:
- Gava R. Verso una nuova Medicina. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 3a ed., 2009.
- Vermeulen F. Materia Medica Sinottica - 1° vol. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2007
- Vermeulen F. Materia Medica Sinottica - 2° vol. Edizioni Salus Infirmorum, Padova, 2007Gruppu 3

1 commento:

Angheran70 ha detto...

Per carità non date nulla. Chi ha parlato di nube radioattiva dal Giappone sull'Europa dovrebbe andare a zappare la terra ammesso che sia all'altezza. Non ci sono altri modi per definire chi ha sparso allarmismo
senza il minimo riscontro oggettivo.

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