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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

giovedì 28 aprile 2011

Babylon A.D.


“Babylon A.D.” è un film del 2008 per la regia di Mathieu Kassovitz. Il mercenario veterano di guerra Toorop (l'erculeo Vin Diesel) accetta l'incarico di scortare una misteriosa giovane donna (Mélanie Thierry) dalla Russia negli Stati Uniti d'America (nel romanzo da cui è tratta la pellicola si dirige, invece, in Canada), ignaro del fatto che la sua compagna di viaggio ha subìto una terribile manipolazione del D.N.A. così da divenire il vettore di un ospite che si nutre di lei, un organismo geneticamente modificato. L'organismo è stato creato in laboratorio, usando l'R.N.A. di un virus. Gli artefici dell'intervento genetico sono gli psicolabili adepti di una setta che vuole generare una sorta di Messia, una creatura ibrida che potrebbe sterminare l'intera umanità.

Annota Mariana Cappi: "Dalle seicento pagine del thriller futuristico 'Babylon babies' di Maurice Dantec, Mathieu Kassovitz estrae i novanta minuti di ‘Babylon A.D’., pellicola a base di ipercinetismo delle immagini e sintesi narrativa degli ultimi punti fermi del genere, dalla pioggia acida di “Blade runner” allo spunto che già mosse ‘I figli degli uomini’ di Cuaròn. La compressione, però, è massima e la qualità ne risente.

Ottenuto con 'Gothika' ed il suo parterre di stelle (e strisce) il permesso di soggiorno presso i grandi studios ed il nulla osta per capitanare un film high budget come "Babylon A.D.", il regista francese si è parallelamente aggiudicato una discreta dose di diffidenza da parte dello spettatore esigente, che lo ha visto dimenticare in fretta gli esordi promettenti a favore di pellicole di sicuro richiamo, ma di esito incerto.

Qui Kassovitz conferma l'attitudine spiccata per l'azione ed il possesso di un cronometro personalizzato, che non solo rispetta, ma crea tempi e scarti esatti. Dice la sua anche in termini di cast: Michelle Yeoh, Charlotte Rampling, Gérard Depardieu e Lambert Wilson sono le salde colonne al centro delle quali può azzardare l'inserimento di Vin Diesel, decisamente più efficace in lingua originale.

Attori speciali, effetti speciali, una storia che ruota attorno ad un essere speciale, geneticamente modificato per salvare o annientare quel che resta della nostra specie: grandi pretese e non poca confusione, per un'opera che non riscrive la storia e non entra in quella del cinema. Dopo un inizio folgorante, che ci ricorda l'abilità dell'autore nel descrivere con occhio antropologico i mondi ai margini, il film inciampa in ogni trappola della retorica e ben presto vende il cuore per un surplus di stucchi e pittura.

'Babylon A.D.' è il 'Quinto elemento' di un cineasta che si è avviato sulla terza via inaugurata da Luc Besson, possibile ma più che mai rischiosa. Con una differenza: là Milla Jovovich piangeva sincera sul mondo; qui sgorgano lacrime artificiali".

Non potevano mancare in una produzione gallo-europea, ma contaminata dai deliri tecno-apocallitici hollywodiani, sequenze che inquadrano un aereo tossico con il suo imbarazzante codazzo di scie posticce.[1]

Questo infido inserimento, che è ormai la turpe norma nelle immagini ammannite dai ferali media, si incista nell'intreccio pullulante di situazioni quanto mai realistiche, nonostante (o mercé?) la loro inverosimiglianza. Ibridazioni, clonazioni, spaventevoli cross-over alla Mary Shelley sono mostri partoriti da menti di pazzoidi. La generazione di un Messia bionico, di un Uomo-transumano non appartiene alla fantasia perversa di qualche sceneggiatore o romanziere, ma è la farneticante idea (vicina ad essere concretizzata?) di larve, animate appena da una vita spettrale. Il cinema e la letteratura operano come possono: un po' preparano il terreno, spianano la strada, creando loZeitgeist, un po' arrancano, raccattando le briciole di criminali progetti molto più orridi delle scene ripugnanti che tracimano nelle sale. Il pubblico relega tutto nella fiction, vedendo nelle verità di celluloide soltanto bislacche invenzioni narrative.

Il pianto di "Babylon A.D." è sintetico, ma le lacrime dell'età finale sono mescolate al sangue. Quello vero.

[1] Senza dubbio le sequenze digitalizzate sono state prodotte con l'aggiunta intenzionale delle scie. Prova ne è il fatto che le supposte "contrails" sono direttamente attaccate ai motori e ciò, nella realtà fisica, non è possibile, in quanto si dovrebbero formare alcuni metri dietro. Errore banale, ma fatale: sono posticce.

Articolo correlato: Scie chimiche nel film "Babylon A.D." , 2011

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