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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

sabato 16 aprile 2011

Bambini-Soldato nel mondo

"Quando i ribelli arrivarono, io uscii dalla nostra casa tremando e con il cuore in gola. E' stata dura. I bambini che erano troppo deboli per camminare erano semplicemente tagliati a pezzetti con delle asce e lasciati a morire sulla strada.
Questo mi spaventò tantissimo. Nella foresta io fui assegnata a un uomo come sua seconda moglie. Se ci si rifiutava di rendere rispetto, … si era picchiati per bene."


Estella, 15 anni
Kitgum, Nord Uganda

L'utilizzo dei bambini-soldato nei conflitti armati è sempre più diffuso, soprattutto in Africa e Asia.
Si stima che nel mondo circa 300.000 ragazzi, al di sotto dei 18 anni, siano stati costretti a diventare bambini-soldato. La maggioranza ha 10-18 anni.

Spesso i bambini-soldato sono usati come schiavi sessuali, operai, portatori o spie dei gruppi armati. Molte volte vengono usati sui campi di battaglia per feroci attacchi corpo a corpo.
Alcuni sono regolarmente reclutati nelle forze armate del loro Stato, altri fanno parte di armate di opposizione ai governi; in ambedue i casi sono esposti ai pericoli della battaglia e delle armi, trattati brutalmente e puniti in modo estremamente severo. Una tentata diserzione può portare agli arresti e, in molti casi, a una esecuzione sommaria per mano di uno stesso bambino.

Le reclute sono sottoposte a violenze in un contesto di anarchia che consente di rendere sistematici gli abusi. Le giovani vittime riportano traumi psicologici seri, gravidanze indesiderate, aborti forzati e soprattutto rischiano di contrarre il virus dell'Hiv.

Molti gruppi guerriglieri sottopongono i bambini all'uso di droghe per eliminare in loro dolore e paura. Il ricorso a sostanze eccitanti ha provocato in alcuni bambini stati di assuefazione, che ha ostacolato il percorso di reinserimento.

Gli adulti hanno la responsabilità, con i loro modelli di vita, di trasmettere ai bambini dei contenuti che ne permettano la crescita e lo sviluppo psicologico e sociale, in un contesto di pace e affetto. Per questo, lavorare con i bambini che hanno vissuto situazioni traumatiche come la guerra rappresenta per gli adulti una sfida e un compito.


fonte: www.mostrabambinisoldato.org

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