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giovedì 21 aprile 2011

La salma di Vik e la vergognosa indifferenza delle istituzioni


di Italo Romano
Oltre la Coltre
Il volo con la salma di Vittorio Arrigoni è giunto all’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma verso le 20.30, proveniente dal Cairo. Ad attendere il feretro, avvolto da bandiere palestinesi, c’erano oltre 300 persone. Presenti anche una delegazione del presidente palestinese Abu Mazen, l’ambasciatore della Palestina a Roma, Sabri Ateyeh, e il portavoce della Comunità palestinese in Italia, Diabhaital.
La salma del pacifista italiano è stata poi trasferita all’istituto di medicina legale di Roma, dove oltre un centinaio di manifestanti hanno partecipato a una fiaccolata a ricordo di Vik, un piccolo grande eroe italiano, rapito e ucciso a Gaza. All’ingresso dell’obitorio campeggiava una grande foto di Arrigoni vicino a una bandiera della Palestina. Ovunque la scritta: “Vittorio non ti dimenticheremo”.
Durante la fiaccolata, un rappresentante dell’associazione Palestinesi in Italia, ha chiesto scusa “a tutti gli italiani e a tutti gli amici di Vittorio , avremmo dovuto difenderlo da un gruppo di assassini. Vittorio è sempre stato palestinese, ha lottato per il nostro popolo e noi continueremo a portare il suo messaggio“. A quanto pare non sapeva che Vik aveva più amici ed estimatori nella terra che gli ha dato la morte che nella terra che gli ha dato la vita. Poi ha aggiunto: “Andremo a Gaza per continuare il lavoro di Vittorio, per portare la solidarietà alla Palestina contro l’occupazione israeliana. Stanotte resteremo qui per non lasciarlo solo“. Dimostrando un rispetto, una stima, una dignità e una riconoscenza che in Italia è così raro trovare.
A quanto pare nessun rappresentante delle istituzioni si è fatto vivo. Neanche il tanto lodato Presidente della repubblica. Vittorio non era un mercenario, non era un soldato, non era un esaltato violento, ergo, nessun tributo, nessun onore solenne, niente bandiera a mezz’asta. Non so se indignarmi per l’incredibile mancanza governativa e per il servilismo filosionista dimostrato, o se ridermela, in fondo Vik non apparteneva a questo nostro stato schiavo, e lor signori per lo meno non hanno avuto la tostissima faccia di presentarsi dinanzi la bara di un vero Uomo.
Da qualunque prospettiva la si voglia vedere, è stata l’ennesima dimostrazione di una politica serva e dipendente e di un popolino che non merita altro che questo. Bestie ignoranti drogati di grande fratello e spazzatura mediatica, che vivono in un mondo finto, ma prima o poi ne pagheranno le conseguenze. Sarà dura.
Riposa in pace caro Vittorio, qui facciamo il possibile per “restare umani”, ma ti assicuro che è un’ardua impresa.
IL VIDEOTESTAMENTO: “Voglio essere ricordato per i miei sogni”

Non voglio essere seppellito sotto nessuna bandiera, semmai voglio essere ricordato per i miei sogni” dice Vittorio Arrigoni in questo video che oggi appare come un testamento, postato su You Tube in queste ore, girato dall’attivista nel cimitero militare di Gaza, dove sono sepolti i soldati morti durante la seconda guerra mondiale. “Dovessi morire, tra cento anni, vorrei che sulla mia lapide -- dice ancora Vittorio -- fosse scritto ciò che diceva Nelson Mandela: un vincitore è un sognatore che non ha mai smesso di sognare. Vittorio Arrigoni -- conclude Vik Utopia guardando in macchina -- un vincitore“.


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