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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

lunedì 18 aprile 2011

Vik: un amico, un fratello, un umanista

traduciamo l'articolo intitolato: 
Vik: a friend, a brother, a humanist di Eva Bartlett



A Gaza, 15 apr 2011


Prima che arrivassi a Gaza avevo già sentito parlare di Vik. Vik era appena stato ferito dai cannoni d’acqua della IOF (Israel Occupation Force) che avevano frantumato le finestre della barca da pesca da lui accompagnata. Vik aveva avuto alcune ferite dovute alle schegge di vetro.
Quando ho incontrato Vik non era nient’altro che una persona umile col senso dell’umorismo. Un uomo compassionevole, che vive per fare del bene e che si impegna per fare qualsiasi cosa per la giustizia palestinese. Altri lo conoscevano meglio e da più tempo, e mi hanno raccontato dell’arresto di Vik dalla IOF, la deportazione e altre storie interessanti. Ma soprattutto, quello che risaltava, a parte il suo intelligibile inglese e le sue casuali parolacce in italiano, era il suo umanismo.      
E 'stato portato via da Gaza, velocemente da parte della marina IOF, quando la IOF ha rapito 15 pescatori palestinesi e 3 attivisti di accompagnamento, incluso Vik, nel novembre 2008, dalle acque palestinesi. Al momento del suo rapimento, è stato colpito da una scarica elettrica (Taser n.d.r.) mentre cercava di evitare pacificamente il rapimento tuffandosi nelle acque fredde di Gaza.
E ritornato a Gaza, tramite la Free Gaza again, prima che Israele iniziasse la sua guerra a Gaza. Ha continuato a scrivere e raccontare dalla striscia recintata e bombardata.
Stay Human, ha detto sempre. E così è stato il titolo del suo libro sul massacro israeliano di Gaza nel 2008-2009. Restiamo umani

Il blog di Vik, Guerilla Radio, ha dato spazio ai palestinesi che hanno una voce forte, ma vengono privati del microfono.
Durante la guerra israeliana a Gaza, abbiamo lavorato tutti insieme, andando in ambulanze, documentando sui martoriati e feriti, di cui la stragrande maggioranza (oltre l’ 83%) erano civili. Vik è stato sempre al telefono, i media italiani hanno preso le sue parole e le hanno stampate per farle conoscere al pubblico. 



A parte la perdita di un uomo compassionevole e altruista, attivista e amico, mi rattrista il gruppo che ha fatto questo. Sicuramente sapevano che Vik era con loro, per loro. Ma in ogni società, inclusa la mia, ci sono estremisti, persone che agiscono con delle regole fuorvianti.
Vik era lì, tra le vittime di guerra, fra il procedere dei martiri taciuti dai media delle corporazioni, celebrando la bellezza palestinese e la cultura, ballando Dabke alla mia festa di nozze.
Lui era lì a scherzare con noi, a consultarci, a fumare shisha vicino al mare ... Lui ha scritto la verità, diceva la verità, è rimasto umano.
Vik, mio ​​fratello, allah yerhamek, ti benedica per la tua umanità e il tuo grande contributo alla giustizia Palestinese. Mi mancherai, il tuo sorriso, la tua umile e divertente personalità.

Yatikalafia ya Vitorrio.



Per approfondimenti


Dal blog di Vik: 
Silvio Berlusconi: fermeremo la freedom flotilla


Da Info Pal:

Vittorio Arrigoni è stato rapito

La mamma di Vittorio Arrigoni: mi unirò alla Freedom Flotilla2 


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