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mercoledì 18 maggio 2011

I rischi alla salute della tecnologia full HD e dei film in 3D


Nausea e mal di testa in agguato con la 3D mania
Il monito dei medici sui possibili rischi connessi alla diffusione di massa di questa nuova tecnologia di visione cinematografica e televisiva parla chiaro: cinefili e appassionati di sport che cercheranno nuove emozioni nella visione 3D potrebbero fare invece l’amara scoperta di un doloroso mal di testa. Pubblicato da Emanuela Zerbinatti nel sito Scienza & Salute di Blogosfere.


La nuova era del 3D è cominciata. Al cinema come a casa dove la visione tridimensionale sarà presto a portata di telecomando grazie alle nuove Tv e ai dispositivi casalinghi in grado di supportarne la tecnologia già presentati all’ultima edizione Fiera dell’hi-tech di Las Vegas, è tutto un fiorire di film e produzioni capaci di dare al pubblico sensazioni mai provate prima.

A fare la differenza rispetto al passato, in cui tra alti e bassi il 3D non era mai riuscito a prendere definitivamente piede, potrebbero essere infatti proprio le nuove possibilità offerte dall’home entertainment. Ma se aziende ed emittenti televisive si fregano già le mani pensando a come sfruttare la nuova fetta di mercato, i consumatori lo fanno un po’ meno e non solo perché dovranno confrontarsi con la nuova offerta prima ancora di essere riusciti a capirci qualcosa tra lcd e plasma, hd-ready e full-hd e con i prezzi decisamente proibitivi dei nuovi apparecchi (due o tremila euro).

Il monito che viene dai medici sui possibili rischi connessi alla diffusione di massa di questa nuova tecnologia di visione cinematografica e televisiva parlano chiaro: cinefili e appassionati di sport che cercheranno nuove emozioni nella visione 3D potrebbero fare invece l’amara scoperta di un doloroso mal di testa, se non faranno prima un bel check up della vista.

Qualcuno potrebbe averlo già scoperto suo malgrado andando al cinema a vedere "A Christmas carol" o "Avatar", due film di grande successo che sfruttano appunto la multidimensionalità. Ma quando il 3D diventerà davvero alla portata di tutti sbarcando nelle nostre case il problema emergerà con maggior forza. Ne sono convinti gli oculisti inglesi e americani che si troveranno forse prima dei nostri nell’occhio del ciclone a causa del tempo necessario a tutte le novità per raggiungerci.
"L’introduzione del digitale non ha cambiato poi molto il principio che sta dietro a questo tipo di tecnologia", dice ad esempio l’inglese James Sutton, direttore della società oftalmologica Butterflies Healthcare, ricordando che la visione stereoscopica dei film in 3D si ottiene sempre indossando degli occhiali con lenti polarizzate che sovrappongono le immagini trasmesse dallo schermo permettendo una visione tridimensionale.
"Quelli attuali sono a cristalli liquidi e molto più avveniristici del passato, - sottolinea Sutton - ma occhiali o no, non tutti potranno godere di questo effetto visivo a tre dimensioni, come gli individui affetti da strabismo o da ambliopia, una patologia caratterizzata da un deficit dell’acutezza visiva che colpisce molti bambini".

"Allo stesso tempo, i film in 3D possono scatenare facilmente nausea e mal di testa, in conseguenza della situazione innaturale che l’occhio si trova a dover fronteggiare. Infatti, quando normalmente un oggetto si avvicina a noi, spiega ancora Sutton, i nostri occhi di muovono indipendentemente l’uno dall’altro, i muscoli ciliari aumentano la loro tensione e avviene la contrazione del cristallino, secondo il comune processo di "accomodamento"." La vista tende dunque a focalizzarsi su un punto esterno allo schermo cinematografico e ciò causa una sorta di confusione al cervello, che invece ha come punto di riferimento principale lo schermo. "Io stesso non sono in grado di sostenere una visione in 3D e devo a rinunciare a capolavori come Avatar o come la prossima serie di Star Wars di George Lucas, interamente in 3D" ammette l’esperto.

Ma come lui ce ne saranno molti altri.
"Intorno a noi ci sono un sacco di persone in giro con problemi agli occhi minori, per esempio un lieve squilibrio nei muscoli oculari, che in circostanze normali, il cervello è in grado di gestire tranquillamente tanto da passare inosservati", aggiunge Michael Rosenberg, professore di oftalmologia presso la Northwestern University Feinberg School of Medicine di Chicago. "Con i film in 3D, queste persone si troveranno, invece, ad affrontare un’esperienza sensoriale completamente nuova che comporterà un maggiore sforzo mentale, da cui il rischio di incorrere in fastidiosissimo mal di testa."

A rischiare di più, secondo quanto riferito da Rosenberg all’agenzia Reuters, sarebbero coloro che si installano in casa un home theater in 3D, che, quindi, sono costantemente esposti a questo tipo di visione.

Ma forse non è il caso di preoccuparsi troppo, perché qualche differenza tra il vecchio e nuovo 3D c’è. Rick Heineman, esperto di tecnologia 3D e portavoce della RealD che fornisce la strumentazione necessaria alla maggior parte dei cinema americani sostiene, infatti, che "il 3D di nuova generazione, basato su un unico proiettore digitale, è a prova di mal di testa perché risolve i problemi di non allineamento del cinema in 3D ’classico’ , che funziona fondamentalmente con due proiettori distinti." "Nel vecchio sistema, sono questi a inviare distintamente le immagini a ciascun occhio, che poi le riceve in tre dimensioni grazie agli occhialini le cui lenti di colore diverso l’una dall’altra, filtrano diverse lunghezze d’onda ed è possibile, come spiegano gli oftalmologi, che, se i due proiettori non sono ben allineati, gli occhi di chi ha piccolissimi problemi di vista non corretti, subiscano un disturbo che si riverbera sul cervello innescando il mal di testa e anche la nausea."
Non esistono studi scientifici al riguardo, ma per Heineman, "la nausea e il mal di testa negli spettatori sono stati i motivi che finora hanno impedito al 3D di prendere piede."

Per capire se le nuove tecnologie risolveranno davvero il problema per tutti dovremo dunque aspettare che il 3D arrivi nelle case degli italiani. Nel frattempo gli oculisti consigliano di "fare un bel controllo alla vista anche a chi ci vede benissimo" per rilevare eventuali problemi silenti.

Fonte: The Daily Telegraph

link alla fonte: www.aiart.org

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