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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

domenica 22 maggio 2011

L'economia della miseria


L'obiettivo delle imprese USA è l'abbassamento permanente dei livelli di vita della classe lavoratrice.
18 maggio 2011




CHIAMATELA LA "nuova normalità".
L'amministrazione Obama sta festeggiando il rapporto governativo sui posti di lavoro in aprile, che ha mostrato il maggiore incremento mensile nell'occupazione USA in cinque anni. Questo, ci viene raccontato, prova che l'economia sta finalmente cominciando a fare dietro front per tutti.
Ma guardate sotto la superficie ed il quadro sembra sgradevole per milioni e milioni di quei "tutti".
Come i 6 milioni di persone che, secondo cifre ufficiali, sono state fuori dal lavoro per almeno sei mesi. Come tutti i disoccupati, 14 milioni di loro, che cercano lavoro in un'economia dove vi è soltanto un posto di lavoro che si rende disponibile ogni quattro di loro. Come gli studenti di scuole superiori e college che si diplomano questa primavera che affronteranno quello che l'Economic Policy Institute (EPI) ha chiamato "il peggiore mercato del lavoro noto per giovani lavoratori".
Se l'economia degli USA sta emergendo dalla Grande Recessione--e questo è ancora un "se" seguente a delle statistiche che finora quest'anno mostrano dei tassi più lenti di crescita complessiva--è in un nuovo mondo nel quale i livelli di vita di tutti eccetto una minuscola minoranza della società americana sono stati ridotti drasticamente. A differenza di passate espansioni che hanno seguito la recessione--anche quelle deboli--la gente che lavora non può aspettarsi alcun rimbalzo che ritorni il suo reddito a livelli pre-recessione, molto meno che lo migliori.
Questa è la "nuova normalità"--ed i sondaggi d'opinione mostrano che la maggior parte della gente non si beve i discorsi felici sulla ripresa, di Barack Obama o di chiunque altro. Invece, vi è della rabbia che fermenta su un sistema nel quale una minuscola elite diventa più ricca mentre la gente comune lotta per tirare a campare--ed una radicalizzazione sulla natura dello stesso sistema capitalista, espressa in molti modi differenti.
Questa rabbia si è anche espressa in azione--in modo più spettacolare, con le proteste di massa in Wisconsincontro la legge antisindacale del governatore Scott Walker, ma anche con molte lotte più piccole, spesso locali e staccate l'una dall'altra, attorno ad una ampia gamma di questioni, come sapranno i lettori regolari di SocialistWorker.org.
Data la scala dell'assalto e dell'importanza che la classe dominante pone nel portare avanti il programma di austerità, nessuno dovrebbe aspettarsi che tutte queste lotte vincano. Al contrario, la storia ci insegna che negli stadi iniziali di qualunque radicalizzazione, una maggioranza delle lotte sarà perduta, anche le più grandi tra loro--e che per ogni passo in avanti nel costruire una nuova resistenza, vi saranno delle battute d'arresto mentre l'altra parte ha un successo.
E' per questo che la pazienza e la prospettiva sono necessarie, anche quando il bisogno di cambiamento si sente così urgente--di modo che quelli disposti a costruire la resistenza non perdono di vista i successi importanti dalla nostra parte e rimangono in grado di prendere vantaggio di ogni opportunità per mettere insieme la gente ed i gruppi che condurranno le lotte del futuro.
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IL BUREAU of Labor Statistics (BLS) ha riferito che in aprile l'economia USA ha aggiunto 244.000 posti di lavoro. Un'analisi dell'EPI rileva che questa è la situazione migliore per le statistiche sull'occupazione in cinque anni--ma è degno di nota che questa sia la prima volta che i posti di lavoro sono aumentati ad un tasso mensile caratteristico di riprese del passato. Tuttavia nondimeno, con 14 milioni di disoccupati, ci vorrebbero più di cinque anni di simili aumenti dei posti di lavoro per tornare al tasso di disoccupazione pre-recessione.
Dopo vi è anche la statistica contraddittoria pubblicata questo mese. Per esempio, il BLS ha riportato che il tasso di disoccupazione per aprile, che è basato su uno studio per famiglie, è in realtà salito al 9%.
Ed all'inizio di maggio, il Dipartimento del Lavoro ha dichiarato che le nuove richieste per i sussidi di disoccupazione hanno toccato il livello più alto in otto mesi, per un incremento del 23% sulle quattro settimane precedenti. "La tendenza è chiaramente al rialzo, di modo che è sconcertante", ha affermato l'analista finanziario Kurt Karl all'Associated Press. "Quando avete tre o quattro settimane di fila di fattori speciali non vi è più nulla di così speciale".
Queste cifre arrivano subito dietro del rapporto del Dipartimento del Commercio alla fine di aprile che la crescita dell'economia complessivamente--celebrata come un segno che la ripresa si faceva strada con forza--è stata ridotta di quasi la metà nei primi tre mesi del 2011.
Anche mettendo da parte le statistiche contrastanti, la situazione forte per la creazione di posti di lavoro in aprile si attenua considerevolmente quando messe da parte le prove di una crisi che procede a livelli di recessione, se non di depressione--specialmente per le persone colpite più duramente dagli anni di crisi precedenti.
I giovani lavoratori di età dai 16 ai 24 anni nel 2010 avevano un tasso di disoccupazione ufficiale del 18,4%, il livello peggiore registrato nei 60 anni per i quali sono stati raccolti questi dati. Come sempre, il tasso dei disoccupati per gli afroamericani, attualmente al 16,1%, rimane quasi alto due volte quello dell'intera popolazione.
Il motivo principale della caduta del tasso di disoccupazione complessiva dal suo picco del 10,2% di novembre è che tante persone si sono ritirate del tutto dalla forza lavoro a causa delle deboli prospettive di trovare lavoro.
Secondo il BLS, la percentuale di persone ufficialmente in età lavorativa conteggiate come occupate o in cerca di lavoro era appena del 64,2% in Aprile, il punto più basso dall'inizio della recessione. "Se il tasso di partecipazione della forza lavoro si fosse mantenuto stabile durante lo scorso anno, vi sarebbero proprio ora all'incirca 2,3 milioni in più di lavoratori nella forza lavoro...[e] il tasso di disoccupazione sarebbe proprio ora del 10,3% invece del 9,0%", ha riferito l'EPI.
Per coloro che ancora cercano, è tanto un deserto per trovare lavoro quanto lo era lo scorso anno o l'anno prima. Le statistiche governative dimostrano che vi erano 4,4 lavoratori disoccupati per ogni posto di lavoro che si apriva--un divario molto peggiore persino del mese peggiore della recessione dei primi anni 2000.
Le imprese USA semplicemente non assumono dovunque vicino al ritmo necessario per recuperare i grandi tagli di posti di lavoro durante la recessione. Come risultato, quelli che cercano lavoro devono considerare qualunque cosa possano trovare. Quasi 25 milioni di persone sono classificate dal governo come "sottoccupati", il che comprende non soltanto i disoccupati, ma coloro che hanno abbandonato cercare un lavoro, come pure le persone che vogliono un posto di lavoro a tempo pieno ma che hanno dovuto contentarsi del part-time.
Un altro segno dei tempi: Uno su quattro dei posti di lavoro aggiunti dai datori di lavoro privati durante il 2010 era un lavoro precarioQuesta è una proporzione molto maggiore dei posti di lavoro che vengono creati oggi paragonata a periodi precedenti di ripresa economica--per esempio, la corrispondente cifra per la recessione dei primi anni 2000 era di soltanto il 7%.
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QUANTO E' grave ciò? Il giornalista Andy Kroll ha catturato la portata dell'economia della miseria con questo esempio, in unarticolo scritto per TomDispatch:
Il 19 aprile, McDonald's ha lanciato il suo primo giorno di assunzione nazionale in assoluto, facendo firmare contratti per 62.000 nuovi lavoratori ai negozi per tutto il paese. In un certo contesto, questo sono più posti di lavoro creati da una società in un singolo giorno che la creazione netta di posti di lavoro dell'intera economia USA nel 2009.
E se ciò è incredibile, considerate quanti lavoratori si sono rivolti al locale concessionario McDonald's quel giorno e lasciati a mani vuote: 938.000 di loro. Con un tasso di accettazione del 6,2% nel suo blitz di assunzioni primaverile,McDonald's è stata più selettiva degli uffici di ammissione delle università di Princeton, Stanford o Yale.
Vale la pena notare che il milione di persone che si sono messe in fila per un lavoro alla McDonald's speravano in un posto che non paga nemmeno un salario minimo. Come ha sottolineato Kroll, il salario orario medio nell'industria delfast food è di $8,89, a mala pena metà della media di $15,95 attraverso tutte le industrie.
L'articolo di Kroll illustra drammaticamente come la debole creazione di posti di lavoro dalla Grande Recessione sia stata in maniera schiacciante in settori a basso salario:
Secondo una recente analisi del National Employment Law Project, la maggiore crescita della creazione di posti di lavoro nel settore privato nell'anno passato è avvenuta in posizioni dei settori a basso salario del dettaglio, amministrativi e dei servizi alimentari dell'economia. Mentre il 23% dei posti di lavoro perduti nella Grande Recessione che ha seguito il tracollo economico del 2008 erano "a basso salario" (quelli ch pagano $9-$13 l'ora), il 49% dei nuovi posti di lavoro aggiunti nella fiacca "ripresa" sono in quelle stesse industrie a basso salario. Dall'altra parte dello spettro, il 40% dei posti di lavoro perduti pagava alti salari ($19-$31 l'ora), mentre un mero 14% dei nuovi posti di lavoro paga similmente alti salari.
Ciò dimostra in modo crudo come le imprese americane abbiano utilizzato la Grande Recessione per imporre un netto e permanente abbassamento dei livelli di vita della gente della classe lavoratrice.
Naturalmente, la classe dominante USA non ha richiesto gli stessi sacrifici dalle sue file. L'ultimo esempio di eccesso oltraggioso: gli amministratori delle più grandi società del paese nel 2010 sono stati pagati di più che nel 2007, il culmine dell'ultima espansione economica. Come ha riportato l'Associated Press, "Nella sala riunioni del consiglio d'amministrazione è come se la Grande Recessione non sia mai avvenuta...Il pacchetto paga tipico per il presidente di una società nello Standard & Poor's 500 nel 2010 era di $9 milioni...Questo è stato del 24% più alto dell'anno prima".
Quello attraverso il quale viviamo non è soltanto il ciclo in basso di un'economia altalenante che alla fine ritornerà ai "bei tempi". Il programma della classe dominante USA--se attuato nel settore privato mantenendo un "esercito di lavoratori di riserva" per comprimere i salari di tutti i lavoratori o nel settore pubblico con licenziamenti e tagli drastici della spesa nei programmi sociali--è stato di ridistribuire la ricchezza dai lavoratori ai ricchi.
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OBAMA E la sua amministrazione scommettono il loro futuro nella convinzione che l'economia USA mostrerà sufficiente miglioramento perché il presidente ottenga la rielezione nel novembre del 2012.
Come misurato dal prodotto interno lordo o dalla media del Dow Jones, possono avere un'occasione. Ma dal punto di vista dei lavoratori USA, questi sono ancora tempi duri--ed è per questo che un sondaggio Gallup alla fine di aprile ha scoperto che più di metà della gente negli USA credeva che l'economia fosse ancora in recessione o in depressione.
Cosa peggiore, l'idea che la ripresa economica sia davvero in moto è stata la giustificazione per i leader politici--democratici e repubblicani in egual misura--per respingere tutte le proposte per programmi per posti di lavoro statali ed invece puntare sulla drastica riduzione del deficit. L'implacabile spinta per l'austerità ha avuto un effetto soffocante su una già debole economia. Come riporta l'EPI, "Nel corso degli ultimi sei mesi, i governi statali e locali hanno tolto una media di 24.000 posti di lavoro al mese  e dal loro picco di occupazione nell'agosto del 2008, i governi statali e locali si sono liberati di quasi la metà di un milione di posti di lavoro".
L'ossessione del deficit di Washington sta aumentando il divario tra ciò che passa per dibattito politico mainstream e ciò che vuole realmente la gente che lavora.
La profonda insoddisfazione per lo status quo--ed ora per il volto liberale per quello status quo fornito da Barack Obama--ha assunto molte forme e non soltanto in termini di opinione pubblica o di tendenze elettorali.
Le rivoluzioni e le rivolte di quest'anno in Medio Oriente, per esempio, sono prima di tutto per la democrazia ed i diritti umani, ma un altro aspetto integrale è il rifiuto del neoliberismo ed il desiderio di giustizia economica. A questa stessa combinazione di rimostranze è stata data espressione di massa nelle proteste contro il regime del partito unico di Scott Walker nel Wisconsin, ma su scala minore anche in altri stati, siano al comando i repubblicani o i democratici.
Mentre la battaglia nel Wisconsin e gli altri scontri hanno mostrato l'alternativa dopo anni nei quali il livello della lotta è rimasto basso, vi sono state anche sconfitte e delusioni. Battaglie simili in altri stati del Midwest non hanno mai assunto le stesse dimensioni--e nello stesso Wisconsin, i sindacati e le organizzazioni liberal hanno variato l'epicentro dalla mobilitazione di massa ai negoziati ed all'attività elettorale. I tentativi per rafforzare l'organizzazione della classe lavoratrice e politica a livello di base per fornire una strategia alternativa sono ancora negli stadi iniziali.
Ma nessuno dovrebbe perdere di vista di quello che finora ci ha dato la lotta--un barlume delle possibilità quando i lavoratori rispondono alla sfida dell'offensiva della classe dominante e dicono: Basta.
Ogni periodo di radicalizzazione ha i suoi punti alti e bassi, le sue alterne vicende. Per i socialisti e gli attivisti che sono determinati a continuare la lotta nel lungo termine, questa lezione deve essere ricordata. In ogni situazione vi è l'opportunità di impegnare gruppi di gente, sia grandi che piccoli, per prepararsi per le lotte davanti.

fonte: freebooter

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