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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

martedì 28 giugno 2011

Il falso prelievo in quota


Una questione cruciale nella diatriba sulle scie chimiche, che alcuni affermano essere innocue scie di condensazione e quindi comunissimo vapor d'acqua, è rappresentata dalla pressante richiesta di eseguire un prelievo in quota, direttamente sulla traiettoria di una scia, se si vuol dimostrare qualcosa. Ovviamente questa non è una risoluzione definitiva e tanto meno appare essere l'unica risoluzione, visto che già le analisi delle acque piovane e della neve, nonché le analisi spettroscopiche (eseguite a suo tempo dal C.N.R.), hanno chiarito che di tutto si tratta, fuorché di innocenti cristalli di ghiaccio.

E' evidente che chiunque di noi vorrebbe non solo compiere un prelievo in quota, ma sarebbe anche felicissimo di riprendere da vicino un "aereo chimico", visto che quelli che vediamo noi incrociano a quote molto basse e quindi non sarebbe poi così difficile. Il problema è, però, innazitutto organizzativo, ma quand'anche si superasse questo scoglio, si dovrebbe sormontare l'ostacolo delle autorizzazioni. Già, perché nelle zone di intervento dei tankers, il traffico civile viene interdetto e questo si evince non solo dai dispacci dell'E.N.A.C., ma anche dai tracciati radar, nei quali si osservano dei veri e propri "buchi" nelle aree in cui sono in atto operazioni clandestine di aerosol. Ma niente paura! Una televisione tedesca, in collaborazione con la rivista pseudo-scientifica "Focus", edizione germanica ed il Centro Aerospaziale Tedesco, ha risolto questi problemi, ha quindi noleggiato un "Dassault Falcon (Mystere) 20E-5" e si è avventurata nella perigliosa missione di prelievo in volo, concludendo che si tratta solo di aghetti di ghiaccio. Magari un po' diversi dai soliti, ma pur sempre ghiaccio!

Risolto il mistero? Certo che no, poiché si tratta di una clamorosa mistificazione. Come? Sì, hanno finto di "annusare" una "scia di condensa", ma in realtà hanno seguito la scia di un aereo che montava a bordo due generatori di fumo del tutto simili a quelli impiegati dalla F.A.A. nel 1975, per studiare i vortici alari ed i loro effetti su eventuali velivoli in coda. Ma non solo! Dove sono le goccioline d'acqua che dovrebbero essere ben visibili sullo schermo della telecamera di bordo durante il volo nella scia? Ancora: come mai il Dassault impiegato per questa ridicola pagliacciata non emette scie di condensa? Eppure in quella zona d'atmosfera, stando a quanto dichiarato nel servizio, sarebberto state presenti le condizioni fisiche per la loro formazione. Invece niente, come si evince dalla foto. Avete delle perplessità su quanto sin qui asserito? Guardate il filmato.





fonte: www.tankerenemy.com

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