Cerca nel blog

"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

giovedì 2 giugno 2011

La piattaforma Paguro

tratto da: renovatio-zak

Le storie di ordinaria follia si ripetono??
Dal sito della Prof. Maria Rita D’Orsogna.
 
In Italia non c’e’ molta memoria storica. Le cose accadono, a noi e agli altri, e non siamo mai capaci di usarle per prevenzione futura, per imparare, per fare meglio, per crescere. Dopo un po’, ce ne dimentichiamo e torniamo alla dolce vita.Nel 1965 l’Agip costrui’ una piattaforma detta Paguro nei mari antistanti Ravenna – in zona Porto Corsini – a circa 15 chilometri da riva. Le trivelle giunsero a quasi 3 chilometri sotto la crosta terrestre dove trovarono metano. Qualcosa pero’ ando’ storto. C’era un altro giacimento ad altissima pressione di cui i geologi non si erano accorti, e voila’, la piattaforma scoppio’ e si incendio’. Nella tragedia morirono tre persone, Pietro Peri, Arturo Biagini e Bernardo Gervasoni che lavoravano per l’AGIP.
La piattaforma si inabisso’ nel mare e si genero’ un gettito di idrocarburi, gas misto ad acqua che giunse fino a 50 metri di altezza.
Le emissioni durarono per tre mesi ininterrotti.
Insomma, una tragedia-sorella minore dello scoppio del Golfo del Messico, dove per fortuna c’era gas anziche’ petrolio.
Sono passati piu’ di 40 anni, nessuno parla piu’ di questa piattaforma se non i subacquei. Siccome la pesca e’ difficile a causa della presenza del relitto, si e’ creato un habitat particolare nei fondali attorno alla piattaforma sommersa e la zona e’ divenatata prima un punto di attrazione per i subacquei e ora anche una riserva marina protetta.
In qualche modo e’ finita “bene” a Ravenna per questa piattaforma. Ma ci sono voluti 40 anni.
E se succedesse di nuovo? E se invece di gas ci fosse stato petrolio? E che immagine daremmo al mondo se succedesse una cosa simile oggi quando i mezzi di comunicazione sono molto piu’ potenti di 40 anni fa?
Vedremo su CNN live le immagini di un pozzo che sputa robaccia per tre mesi dalla riviera romagnola, abruzzese, o da Pantelleria?
Ma la domanda vera e’ abbiamo imparato qualcosa da questa piattaforma esplosa? Abbiamo imparato qualcosa da quei tre morti? E’ cambiato qualcosa nella nostra societa’?
Non mi pare se dopo piu’ di 40 anni ancora andiamo trivellando la nostra pozzanghera adriatica e i nostri mari a piu’ non posso, come ebeti. Non mi pare se ci sono voluti 40 anni e lo scoppio nel Golfo del Messico per convincere Miss Prestigiacomo a introdurre una timida moratoria lungo le coste italiane.
E’ tutto dimostrato dalle parole del saggio Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico con delega all’energia, che in data 1 Luglio 2010 dichiara, riferendosi al nuovo limite delle 5 miglia della Prestigiacomo:
Penso che l’industria petrolifera italiana rappresenti un’ecellenza a livello mondiale.
Ci sono aziende, anche medio-piccole che svolgono attentamente e in massima sicurezza il proprio lavoro e se nel golfo del Messico ci fossero state aziende italiane quello che e’ successo non sarebbe accaduto.
E’ giusto andare con grande cautela per la salvaguardia ambientale ma le norme attuali sono gia’ sufficientemente garantiste.
Penso che si commenti tutto da se, incluso il ‘siamo meglio di tutti’, incluso il non sapere di Paguro o della piattaforma ENI Temsah incendiata e esplosa in Egitto nel 2004 o di Trecate.
Di contro, nel 1969 esplose un altra piattaforma qui in California, a Santa Barbara. Anche se non mori’ nessuno, ci furono lo stesso proteste, boicottaggi e impegno civile che dura a tuttoggi. Quel singolo episodio piu’ di ogni altro, contribui’ alla nascita dell’Earth Day, nel 1970 che si celebra ancora ogni anno.
Soprattutto, dallo scoppio di Santa Barbara non sono state piu’ costruite piattaforme in mare lungo tutta la riviera californiana. Tutto quello che c’e’ e’ stato messo in mare prima del 1969.
Due piattforme in due parti diverse del mondo, due scoppi in periodi ravvicinati, due esiti diversi.
E si, noi siamo sempre Superman. In Italia i polmoni della gente sono piu’ resistenti di quelli degli altri, i territori meno sismici, i fiumi meno impetuosi, i cambiamenti climatici meno importanti, le ossa degli operai piu’ resistenti, il petrolio piu’ amico.
A noi la prevenzione non serve perche’ siamo piu’ bravi.



Piattaforma Paguro 28-29 Settembre 1965
 
Fonti: BigGame, Asca, Wikipedia, Associazione Paguro, Associazione Paguro 2, Piunotizie

 Lino Bottaro

link

Nessun commento:

Translate