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giovedì 2 giugno 2011

MEMORIA DELL'ACQUA E UNIVERSO RISONANTE


Acqua come recettore di immagini e suoni; acqua come testimone che riflette la realtà fin nei suoi invisibili aspetti vibrazionali; infine, come dicono gli esoteristi, acqua come specchio della "luce astrale", quel veicolo di energia-pensiero che permea tutto l'universo.
Se per la scienza ufficiale tutto ciò, ed altro ancora, non è che retaggio di vecchie e risibili superstizioni, c'è un buon numero di pensatori, non solo umanistici, che la pensa diversamente partendo dalla convinzione che molto di quello che ci viene tramandato dalle antiche tradizioni e credenze possa avere una base di scientificità, se con questo attributo intendiamo esprimere qualcosa che possa essere reale pur se non tangibile.
Da un'intuizione di base relativa al potere dell'acqua come accumulatore e riflettente di energia o di vibrazioni-pensiero, sono nate in questi tempi confusi alcune pseudo-conoscenze o pseudo terapie che, in tutta sincerità, mi sembrano essersi spinte un po' troppo avanti, come ad esempio "l'acqua diamante", una sorta di distillazione-staffetta, che donerebbe all'acqua un potere di grande salubrità.
Ciò non toglie, come non mi stanco mai di dire, che le esagerazioni o gli eccessi di fantasia debbano indurre il ricercatore della verità a gettare dalla finestra non solo i panni sporchi ma anche il bambino.
In effetti, in campo scientifico, qualcuno si è seriamente occupato, in tempi recenti, dell'argomento inerente le proprietà energetiche dell'acqua e, anzi, ha creduto di poter evidenziare come questo elemento così fondamentale per la vita di ogni essere basato sul carbonio abbia una sorta di memoria emozionale e che sia una specie di serbatoio di vibrazioni.
È il principio della cosiddetta "memoria dell'acqua", studiato ed articolato attentamente dallo studioso giapponese Masaru Emoto, autore di molti libri sull'argomento.
Inoltre, pare che ogni molecola d'acqua abbia addirittura una sua connotazione geometrica che la mette in stretta relazione con i frattali e le stesse leggi basilari della matematica.
Se la cosa è vera, non è cosa da poco se si consideri innanzitutto le strette ed ininterrotte relazioni vibrazionali fra tutti gli elementi della natura, correlazioni rette da leggi assolutamente precise.
I cristalli d'acqua, in questo senso, paiono molto esplicativi e le scoperte che si possono fare sulle proprietà del liquido elemento potrebbero essere di grande aiuto in campo curativo.
In questo senso, l'acqua per lo più viene solo avvicinata ai medicinali, e soprattutto viene caricata energicamente, ma può trasferire in noi anche qualsiasi altra potenzialità terapeutica, perfino quella che ci deriva dai suoni.
Molti specialisti di guarigione olistica hanno sperimentato le enormi possibilità di questo straordinario veicolo, dotato addirittura, come i lavori di Emoto testimoniano, di una memoria propria.
Lo studioso giapponese ci ricorda che "...l'acqua, materia prima, originaria, è stata fin dall'antichità il simbolo dell'anima, e la forza terapeutica dell'acqua - sia per uso esterno sia interno - che scaturisce da certe fonti termali, è nota da tempo immemore. Inoltre, in tutta Europa esiste un gran numero di sorgenti dedicate alla vergine Maria o ad altri santi attorno alle quali sono sorti santuari e luoghi di pellegrinaggio."
Facile dedurre, a questo punto, la correlazione di questi studi con l'omeopatica, accusata da sempre dagli ortodossi di vendere "acqua fresca" e in pratica dimostrando la pregiudiziale di questi critici fino a rischiare fortemente di mordersi la coda proprio perché, magari, l'"acqua fresca" stessa è uno straordinario e sconosciuto veicolo di benessere.
Ritengo utile, a questo punto, riportare qui quanto afferma la naturopata Susanne Berging, perfettamente in linea coi principi fin qui esposti:
«L'acqua ci disseta, ci lava, ci nutre, ci guarisce, ci fa divertire, ci insegna e ci dona molto, moltissimo altro ancora. Eppure sembra così uguale, non sembra differente l'acqua del rubinetto da quella di una bottiglia acquistata nel supermercato, se non forse nel sapore. Entriamo in contatto con l'acqua da subito, sia internamente nella formazione del nostro corpo nel ventre della mamma, e sia esternamente, nel liquido amniotico nel quale nuotavamo dolcemente. Acqua, elemento straordinario, insostituibile. Acqua, così poco valorizzata, liquido prezioso sempre più carente. L'acqua, essendo materia, è caratterizzata da una specifica conformazione geometrica: si dispone infatti a tetraedro e quindi le sue molecole possono assumere varie forme che concorrono alla costruzione di strutture diverse di volta in volta. Infatti, analizzando due fiocchi di neve al microscopio, risultano diversi uno dall'altro, e c'è anche di più: sciogliendo separatamente i due fiocchi e facendolo gelare nuovamente, si ri-ottengono gli stessi identici fiocchi. Questa è memoria, memoria dell'acqua. Infatti ogni molecola dell'acqua possiede un'identità geometrica originale ed inconfondibile, che la rende unica fra miliardi di miliardi di altre simili. E proprio da questo principio prendono il via molte discipline terapeutiche quali l'omeopatia, i fiori di Bach, l'aromaterapia e la cristalloterapia. L'acqua porta quindi la memoria dell'elemento con il quale è entrata in contatto e lo fissa geometricamente nella sua memoria. Di conseguenza questo significa che tali rimedi entrano in noi attraverso pelle, sotto lingua, olfatto o apparato digerente, e ci trasmettono la memoria a loro disposizione, scatenando la nostra risposta personale. Ed è per questo che si innesca il processo di guarigione con una diluizione altissima di acqua e veleno di api, tanto per fare un esempio: ed è giustissimo dire che oramai non rimane nemmeno la traccia del veleno nel rimedio omeopatico finale. La traccia no, ma la memoria sì. Allo stesso modo l'acqua usata per lavare le cisterne delle navi che trasportano materiale radioattivo, l'acqua che viene usata per lavare il sangue dei macelli, l'acqua che lava un terreno impestato di antiparassitari, anche se evapora e si condensa trasformandosi in pioggia a migliaia di chilometri più in là, conserva ancora la sua memoria di violenza subita. Nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma... Il famoso uomo di scienza giapponese Masaru Emoto ha portato avanti nell'ultimo decennio, degli esperimenti davvero significativi nell'ambito dell'acqua. Ha rivolto all'acqua delle parole di diverso significato, e ha scattato poi una sequenza di fotografie della stessa acqua alla temperatura di 5°C sotto zero. L'acqua investita dalla frase 'mi fai star male' assumeva una struttura caotica simile ad un tumore, mentre l'acqua che aveva ricevuto la parola 'amore' presentava caratteristiche geometriche perfette, come quelle di un cristallo. Allo stesso modo la parola 'Adolf Hitler' trasformava la molecola fino a farle assumere la forma di un bubbone della peste, all'incontrario della molecola esposta al messaggio 'Maria Teresa di Calcutta', divenuta un piccolo fiore a sei punte. Questo ci dovrebbe far comprendere molto anche in merito ai nostri rapporti sociali di tutti i giorni: quante volte ci siamo ammalati di fronte alle parole di qualcuno? Oppure dopo aver sentito una notizia angosciosa o triste che ci riguardava direttamente. E magari abbiamo dato la colpa al povero virus influenzale, che se non trova un terreno adatto nemmeno di sogna di attecchire su di noi. Un altro esempio che alla luce di quanto esposto può far rabbrividire, potrebbe essere la persona che si dice 'Odio il mio corpo' oppure 'Odio la mia faccia', scatenando una reazione nella memoria dell'acqua del suo organismo, che a lungo andare certamente non migliora la situazione. Ricapitoliamo: l'acqua è alla base di ogni forma di vita (e noi la sprechiamo), l'acqua memorizza le informazioni ed è in grado di trasmetterle (e noi pensiamo che le acque imbottigliate siano tutte uguali), l'acqua regola tutte le funzioni dell'organismo da quelle metaboliche a quelle intellettive (e noi ne lesiniamo l'uso oppure preferiamo bevande industriali o addizionate di zucchero che bloccano le qualità depurative dell'acqua stessa), l'acqua è veicolo di energia cioè di informazione e di forza vitale (e noi magari prima di berla pensiamo o esprimiamo concetti negativi), ogni molecola di acqua possiede un'identità originale ed inconfondibile (e noi non ci rendiamo conto di quanto sia preziosa ed insostituibile).Per concludere, posso solo darvi un'idea, un messaggio che vi porterà certamente dei risultati a breve tempo: prima di bere dell'acqua o qualunque altro liquido, ditele che l'amate e che la ringraziate di dissetare la vostra sete. E se avete una persona ammalata in casa, chiedete all'acqua che questa berrà, di portare salute, equilibrio ed armonia nel suo organismo: vi assicuro che l'acqua farà il possibile per aiutarvi.»
Personalmente, ho poco da aggiungere salvo il consueto monito a non farsi demoralizzare dalle canzonature o dai ridimensionamenti di una troppo frettolosa ortodossia di casta.
Parlare con l'acqua e dirle che la sia ama non potrà che far ridere menti abituati a ragionare per formule e a credere l'universo stesso un insieme di formule senza vita.
Che si possano imprimere sentimenti, emozioni e pensieri nell'acqua che utilizziamo per bere o per aspergersi è qualcosa che potrebbe portare a dolorose slogature del collo molti razionalisti a forza di esprimere con il capo tutto il proprio compatimento.
Eppure, queste "slogatore", non si sono mai mostrate, in passato, in grado di fermare il progresso della verità.
Per questo, ho fiducia che se anche l'intuizione della "memoria dell'acqua" non è che il recupero di un'antica parte della conoscenza umana, essa ci verrà di nuovo consegnata.


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