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giovedì 30 giugno 2011

Sciame sismico in Sicilia: 6 scosse di terremoto tra Messina, Patti e Milazzo

MESSINA / Scosse di terremoto nei distretti sismici della Sicilia settentrionale, il Golfo di Patti e Milazzo e i Monti Nebrodi: la provincia di Messina e la provincia di Ennacontinuano ad essere interessate da uno sciame sismicoche oggi ha registrato 6 scosse di terremoto di magnitudo compresa tra 2.7 e 2.
La prima si è registrata alle 10.34 sui Monti Nebrodi, nella zona Nicosia e Sperlinga; di magnitudo 2.5, ha avuto epicentro a 49.9 chilometri di profondità. Tra le più forti della giornata, magnitudo 2.7, quella delle 11.49 registrata a Frazzanò a 5.9 chilometri di profondità. Nel pomeriggio si sono susseguite in poco meno di 45 minuti, tra le 16.16 e le 17.29 4 scosse, 2 delle quali in mare. La maggior parte delle scosse di oggi è stata distintamente avvertita dalla popolazione, sempre più attenta ai fenomeni sismici nel territorio.




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Le deformazioni osservate nell'Etna

Una parte del suolo sale, un'altra parte scende

L'Etna è un vulcano a 'due facce' in continuo movimento. Mentre in alcune aree il suolo tende a sollevarsi, in altre scivola verso il basso. A svelare questi spostamenti, importanti anche per la pianificazione urbanistica del territorio, è uno studio dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), pubblicato dalla rivista scientifica internazionale G-cubed.
)Grazie ad una serie di immagini satellitari scattate tra il 1995 e il 2000, gli studiosi guidati da Alessandro Bonforte hanno ricostruito con precisione millimetrica gli spostamenti del suolo nelle diverse aree della montagna. In particolare, hanno riconosciuto due movimenti principali. Il primo, legato alle dinamiche di risalita del magma, ha interessato i settori occidentale e settentrionale dell'Etna: qui si sono verificati sollevamenti e spostamenti radiali verso i quadranti ovest, nord-ovest e nord, con la velocità di un centimetro all'anno. Il secondo movimento si è invece localizzato nei fianchi orientale e meridionale, causando scivolamenti del suolo verso i quadranti est-sud-est e sud, con una velocità che è arrivata anche ai 3 centimetri l'anno.
"In termini urbanistici - spiega Bonforte - conoscere la posizione e la cinematica di queste strutture può aiutare la pianificazione dell'uso del territorio in modo da evitare la costruzione lungo queste linee di scorrimento o prevedere gli accorgimenti necessari per quelle opere che le debbano necessariamente attraversare". Forse così si potranno evitare situazioni simili a quelle della "strada che collega Fornazzo a Linguaglossa, che - ricorda l'esperto - attraversa la traccia della faglia più attiva, quella della Pernicana. Lì uno scorrimento inesorabile di almeno 2 centimetri l'anno spezza la strada, spostando il tratto meridionale verso est con un effetto evidente che richiede, nel migliore dei casi, di ridisegnare periodicamente la segnaletica orizzontale". ANSA.it


Terremoti profondi eruzioni vulcaniche tsunami in Italia e nel Mondo

... Secondo alcuni studi dell’Ingv prima o poi “il fianco orientale dell’Etna potrebbe scivolare rovinosamente verso il mare”. È la nuova ipotesi avanzata da alcuni ricercatori che svelano la possibile origine sottomarina del fenomeno. Grazie a una serie di prospezioni geofisiche sottomarine e a un’analisi geomorfologica dettagliata del fondale marino di fronte all’Etna, il grande vulcano basaltico conosciuto in tutto il mondo per le sue frequenti eruzioni, è stato possibile reinterpretare l’assetto tettonico della fascia costiera etnea, evidenziando come sia controllata più dalle strutture sottomarine che da quelle emerse. Gli scienziati sanno che il fianco orientale etneo si muove verso il mare con la rapidità di alcuni centimetri l’anno, però il motivo di questo scivolamento non era ancora del tutto conosciuto agli studiosi. Con i recentissimi dati, risultato dell’indagine di un’equipe di scienziati italiani, è stato possibile avanzare una nuova ipostesi che spiega questo fenomeno. Lo studio, pubblicato sull’autorevole rivista scientifica internazionale Earth and Planetary Science Letters, con il titolo:“Continental margin large scale instability controlling the flank sliding of Etna volcano” ... per leggere l'articolo intero tratto da "L'IMPRONTA" clicca qui 


Dr. Wouter Schellart, Monash University,
 has developed a new theory of Earth dynamics.
Credit: Monash University

Mount Etna's mystery explained?


Internationally renowned geophysicist Dr Wouter Schellart has developed the first dynamic model to explain the mystery of the largest and most fascinating volcano in Europe, Mount Etna.
leggi l'articolo qui





The volcanoes of the Mediterranean, such as the explosive Mount Etna, technically shouldn't exist, at least according to the old model of how volcanoes grow. A new study reveals how they got there.
Enormous sections of the Earth's crust — the rocky plates floating on the scorching, molten rock inside the Earth, known as the mantle — can collide and trigger volcanic eruptions, earthquakes and generate mountain ranges. These collisions are the culprits that created many of the world's volcanoes, including those along much of the Pacific "Ring of Fire."
However, some volcanic eruptions happen far from these crash sites. The new study, detailed in the June 3 issue of the journal Nature, suggests that the mantle pushes up on the Earth's crust in some areas, creating extreme pressure that can cause volcanoes — and mountains — to grow, said the researchers who studied these areas. It is this shoving of the mantle that created the volcanoes of the Mediterranean, they said.


GSA  Bulletin  highlights:  New  research 

June 29th, 2011
Locations of study highlighted in this new research include the central and Patagonian Andes, the Tibetan Plateau, Croatia, the Quebec Appalachians, the Blue Mountain Province of Oregon, the Rio Grande, Papua New Guinea, and Australia. Highlights are provided below

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