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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

martedì 21 giugno 2011

Una Riflessione sui Cerchi nel Grano

tratto da: freeskies


Una riflessione condivisa sui ‘cerchi nel grano’:

Sappiamo molto ed al contempo assai poco sull’interessantissimo fenomeno dei cerchi nel grano, apparsi in gran numero da una quindicina di anni a questa parte ma presenti nelle cronache ed in alcune rappresentazioni pittoriche sin dal diciottesimo secolo. Le apparizioni sono ad oggi numerosissime e concentrate con alte percentuali in alcune zone specifiche dell’Inghilterra. Gli studiosi più accreditati del fenomeno sono concordi nel ritenere alcune decine di essi, per così dire, autentici, ossia impossibili da riprodurre con mezzi meccanici ed esenti da imperfezioni tali da tradire la loro umanissima origine. Come spesso accade, i fenomeni inconsueti che ci si palesano in questi tempi anomali, sono molto più interessanti se considerati all’interno di una visione d’insieme che coinvolge episodi accaduti in contesti molto diversi ed anche geograficamente lontani.

Consideriamo allora un’ipotesi che questi agroglifi siano di matrice aliena, ossia che siano generati con tecnologie evolute da intelligenze non umane come veicoli di informazioni archetipici a noi indirizzati. Questa ipotesi è quella avanzata da alcuni ricercatori in buona fede che non sono riusciti a spiegare altrimenti la loro comparsa. A conferma parziale di tale ipotesi ricadrebbe l’interesse continuo di parte delle istituzioni sulla lettura ed origine dei cerchi, nonché sulla loro genesi materiale. Seguendo questa ipotesi, immaginiamo quindi che questa intelligenza abbia sentito la necessità di comunicarci alcuni dati e che abbia scelto un mezzo ed un lessico specifico per il ‘trasporto’ di tali informazioni. L’intelligenza aliena ha scelto quindi questo mezzo di comunicazione, epifanico e di non facile lettura, perché impossibilitata ad utilizzarne altri più semplici e di immediata comprensione oppure era il solo mezzo che poteva concretamente utilizzare? Si tratta di un linguaggio iniziatico per la cui comprensione si ha bisogno di una base culturale elevata oppure i messaggi sono di facile comprensibilità perché recepibili ad un livello profondo e pre-coscienziale? Senza entrare nel merito delle approfondite letture dei cerchi nel grano, alcune delle quali effettuate con grande acume, vorrei ora tentare di inserire questi episodi segnici in un contesto allargato.

Una intelligenza aliena può comunicare ai terrestri qualcosa prescindendo dai feroci mali che ci affliggono? Anime sensibili del mondo urlano ormai da decenni sugli scempi ambientali che qualcuno sta perpetrando sul nostro pianeta ed a nostro ferale discapito e qualcuno invece di condividere tale ansia, ci mostra la struttura geometrica del Pi greco? Trattati astronomici complessi, ma non inconcepibili, ci vengono resi in questo modo ‘totemico’ a che pro? Cosa possiamo trarre e dedurre di veramente utile dai cerchi nel grano? Una lontana ipotesi di esistenza di una intelligenza aliena? Mi sembra davvero troppo poco. Cosa desumiamo allora da tale fenomeno? Prendiamo in considerazione quindi le decine di testimonianze di agricoltori, passanti e ricercatori che hanno segnalato la presenza, nei pressi dei cerchi, di fenomeni luminosi di tipo globulare e dell’apparizione di ‘tubi’ neri che dai campi si innalzano verso il cielo. Si accompagnano spesso alla visita rituale dentro i cerchi nel grano il volo di elicotteri neri, presumibilmente militari, come è facile verificare nei numerosi video presenti in rete. Se inseriamo allora nel clima di attesa ed ansia di quest’epoca la comparsa dei cerchi potremmo toccare la seconda ipotesi sulla genesi degli stessi: l’origine militare. I cerchi sono stati associati all’esistenza di sofisticate armi ad energia scalare in grado di provocare terremoti, tsunami, uragani e forse anche sinkhole, i terribili buchi che compaiono nel suolo di forma cilindrica o tronco conica. Potrebbero quindi i cerchi nel grano rappresentare ‘lo stato dell’arte’ di talisistemi d’arma? Una loro ulteriore applicazione? Un’operazione psicologica di distrazione, collaterale, di forte impatto emotivo e dal costo tutto sommato irrisorio? Il tema alieno, come al solito in questi tempi, giganteggia sullo sfondo delle nostre umanissime vicende in una dualità di percezione dalla quale è difficile scostarsi. Chi infatti genera i crop circle?

Un acuto ricercatore italiano suggerisce una chiave di lettura interessante tramite le domande: ‘se tu dovessi mandare un messaggio alle api, dove lo scriveresti? Dato che noi siamo fatti di carbonio e mangiamo i cereali, quale luogo migliore per incidere messaggi se non sopra un campo di grano? Io, per parlare alle api, scriverei i miei messaggi sul miele! Inoltre il carbonio è fotosensibile ed è il supporto ideale per una civiltà che dialoga per mezzo della luce’.In effetti, questo ragionamento non fa una piega, resta da capire però il senso definitivo della totalità dei messaggi che ci sono giunti ed il loro valore complessivo per il nostro sviluppo intellettivo che attualmente e sinceramente mi sfugge. Il fenomeno dei crop circle però rientra perfettamente in quella fascia nebulosa di eventi ed operazioni sistematicamente in corso da decine di anni, sulla cui matrice aleggia un mistero solo in parte giustificato. L’irruzione goffa dei disinformatori di regime è caratteristica comune in tali operazioni e la loro attività accresce la sensazione che qualcosa, alla base di tali operazioni, sfugga davvero alle autorità. Altra caratteristica comune è il silenzio delle istituzioni su fenomeni che colpiscono l’attenzione della popolazione. La cosa peggiore è che ormai il fenomeno dei crop circle è dato per scontato, esistono e basta, come se si trattasse delle stagioni o della caduta delle foglie. Non è così. Assistiamo ad operazioni di grande portata, frutto di intelligenza e di possesso di elevate tecnologie. Sono operazioni che incidono, letteralmente, la superficie del nostro pianeta in un contesto di guerre dalla risibile motivazione ma dai tragici effetti, sconcertanti iniziative disumane a danno delle nostre persone, dei nostri corpi e delle nostre anime, episodi di incomprensibile distonia accompagnati da ossessive litanie infernali. Allora se inseriamo la lettura dei cerchi nel grano in questo contesto, potremmo forse ritenerla un futile passatempo. Ma non è così. Sono solo un altro elemento del tutto che chiamiamo contemporaneità e che sembra sempre più legato ad un nostro lontano passato. Un flusso di informazioni difficile da gestire ma continuo e significante che, se non altro per la sua persistenza, merita davvero attenzione.

Suggerisco la visita a questo interessante sito:

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