Cerca nel blog

"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

giovedì 11 agosto 2011

Le sette resine


Nota bene: si precisa che le informazioni di questo articolo non costituiscono in alcun modo e per nessun motivo indicazioni terapeutiche. Si tratta di semplici cenni, desunti principalmente da un recente saggio del Dottor Paolo Lissoni, sulle proprietà di alcune resine. 

Secondo il Dottor Paolo Lissoni, l’uso delle resine, uno fra le numerose risorse terapeutiche che il generoso mondo vegetale offre all’uomo, era peculiare degli Esseni (Pii? Guaritori?). La medicina essena, che conosceva le proprietà medicamentose di moltissimi vegetali, assegnava uno specifico valore ai benefici effetti delle resine, riferibili all’archetipo di sette differenti piante: Mirra, Incenso, Pino, Abete, Cipresso, Tuia, Cannabis Indica.

Queste piante, da cui sgorga le “rugiada di Dio”, erano considerate sacre dai popoli antichi, nella tradizione degli Esseni e nella cultura islamica. La medicina arabo-musulmana è quella che ha maggiormente ereditato la sapienza degli Esseni a tal punto da definire la fragranza della Mirra un assaggio del profumo e della vita gioiosa che attende i giusti nel Paradiso.

Vediamo le principali caratteristiche terapeutiche delle sette resine fondamentali.

Mirra. Si estrae la gommoresina dalla corteccia di alcune piante del genere Commiphora (famiglia delle Bursacee) diffuse in Egitto e nella penisola arabica. Era adoperata dagli Egizi nell’imbalsamazione. Possiede proprietà antitumorali, antiaterosclerotiche, antinfiammatorie ed immunomodulanti.

Incenso. La gommoresina si ottiene praticando profonde incisioni nel tronco di varie specie di piante del genere Boswellia. Ha l’aspetto di un latice biancastro che solidifica lentamente a contatto con l’aria. Grani di incenso erano bruciati dagli antichi in onore degli dei e dell’imperatore: l’effluvio, che se ne sprigionava in soavi volute, esprimeva la devozione. Le chiese cristiane inizialmente reputarono un retaggio del paganesimo la suddetta usanza, salvo poi recuperarla sicché l’incenso è impiegato in alcune occasioni liturgiche. E’ antitumorale ed ansiolitico. Il professor Lissoni ricorda la bassa incidenza di neoplasie tra i lavoratori dell’incenso. Alcuni ricercatori hanno ipotizzato che potrebbe sostituire il cortisone per la riduzione degli edemi cerebrali.

Tuia. E’ un bell’albero delle Conifere (famiglia delle Cupressacee) con foglie squamiformi; le pigne sono formate da squame legnose e piatte. La tuia, comune nell’America settentrionale e nell’Asia orientale, è messa a dimora nei parchi con fini ornamentali. Dalle foglie si ricava un olio essenziale che ha attività immunostimolante.

Cipresso. E’ il noto albero delle Conifere (famiglia delle Cupressacee). La resina è efficace contro la tosse; ha azione trofica e stimolante sul sistema venoso.

Pino. Appartiene alle Conifere. La sua resina è adatta nella terapia di affezioni delle vie aeree superiori ed inferiori (rinite, sinusite, faringite, laringite, tracheiti, broncopolmonite). La resina del Pino marittimo ha proprietà antinfiammatorie e contribuisce a sciogliere i calcoli.

Abete. Albero delle Conifere. La resina è efficace nel caso di reumatismi.

Cannabis Indica. Il suo più rilevante principio attivo è il tetraidrocannabinolo che esplica azione analgesica, antiemetica, antispastica, antitumorale, antisclerotica. E’ anche di giovamento nel caso delle patologie neurodegenerative.

Si possono prospettare associazioni fra due o più delle sette resine fondamentali: in special modo, la combinazione di Mirra, Incenso ed Abete potrebbe rivelarsi fruttuosa nel trattamento delle malattie auto-immuni.

Fonti:

Enciclopedia delle scienze, Milano, 2005 s.v. inerenti
P. Lissoni, La medicina essenica, 2011 


Ringrazio il gentilissimo G. per la segnalazione. 

FONTE: zret

Nessun commento:

Translate