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giovedì 18 agosto 2011

Napoli:un camion sprofonda in un sinkhole

tratto da: terra real time


NAPOLI - Un morto e due feriti: è il bilancio dell'incidente verificatosi la scorsa notte a Casalnuovo, in provincia di Napoli, dove un camion per la raccolta dei rifiuti solidi urbani è finito in una voragine apertasi lungo la sede stradale. Il fatto è accaduto intorno all'una in via Strettola.

Secondo quanto ricostruito finora dai carabinieri, la strada ha avuto un improvviso cedimento al passaggio del camion. Il veicolo è finito nella voragine: per la violenza dell'urto il conducente, un 42enne di Mariglianella (Napoli) è morto sul colpo. Gli altri due addetti che si trovavano a bordo sono rimasti feriti: uno è stato ricoverato nell'ospedale San Giovanni Bosco di Napoli con prognosi riservata, l'altro è stato medicato per lesioni guaribili in 7 giorni.

Il camion è di proprietà di una ditta di Airola (Benevento) che effettua la raccolta dei rifiuti urbani in zona. Sul fatto indagano i carabinieri della locale tenenza e del Nucleo Operativo di Castello di Cisterna.

SGOMBERO PER 25 FAMIGLIE - La voragine apertasi sulla sede stradale a Casalnuovo potrebbe aver messo in pericolo la sicurezza di un edificio in zona, e per questo motivo il pm della procura di Nola - che ha aperto un fascicolo sulle cause dell'incidente - ha disposto in via precauzionale lo sgombero di 25 famiglie residenti in via Strettola, che è una traversa di corso Umberto. Molta paura anche tra gli altri abitanti della zona, che ora chiedono interventi rapidi per accertare le cause del dissesto e per ripristinare la sicurezza. Secondo una prima stima la voragine apertasi al passaggio del camion era profonda una decina di metri e larga circa 25, ma poi nel corso della notte il cedimento si sarebbe ulteriormente ampliato. Sul posto sono intervenuti, con i carabinieri, anche la polizia e due autogru dei vigili del fuoco, per estrarre l'automezzo e i feriti.

INFILTRAZIONI ACQUA NEL SOTTOSUOLO - Nella zona dove si è aperta la voragine che ha inghiottito un camion dei rifiuti, a Casalnuovo (Napoli), sono state riscontrate vistose infiltrazioni d'acqua. E' il primo elemento che emerge dai rilievi che i carabinieri con i vigili del fuoco stanno compiendo nella zona dell' incidente. Sono in corso verifiche per accertare se l'acqua sia di provenienza fognaria o sia fuoriuscita dalla rete dell' acquedotto. Il camion appartiene alla ditta Falzarano di Airola (Benevento), che si occupa della raccolta dei rifiuti solidi urbani a Casalnuovo. Alla guida dell'automezzo c'era Raffaele Di Monda, 42 anni, di Mariglianella (Napoli): è morto sul colpo quando il camion è precipitato in verticale nella voragine. Meno gravi le conseguenze per i due addetti alla raccolta che si trovavano all'esterno dell'automezzo, aggrappati alle apposite sbarre nella parte posteriore. Antonio Siviero, 57 anni, di Casalnuovo, ha riportato ferite e contusioni guaribili in una settimana. Più serie le condizioni dell'altro ferito, Augusto Pellegrino, anche lui 57enne di Casalnuovo: ha riportato varie fratture e ferite, in particolare alla testa, ed è ricoverato al San Giovanni Bosco di Napoli con prognosi riservata, ma secondo i medici non sarebbe in pericolo di vita.(ANSA)

1 commento:

paso ha detto...

Essendo la realtà napoletana sempre "a parte" rispetto al resto del mondo - e non solo nel folklore - c'è da dire che il fenomeno delle voragini che si aprono improvvisamente nelle strade (e mai, che io sappia, sotto alle case di vecchia costruzione) è secolare.
La causa più ricorrente è dovuta al metodo arcaico di edificazione: in antico, quando non era né pratico né conveniente trasportare materiali da costruzione su grosse distanze, gli edifici venivano costruiti utilizzando i materiali che Madre Natura metteva a disposizione SUL POSTO.

Ora, le adiacenze napoletane ovvero vesuviane, costituiscono un'immensa cava di tufo, risultato dell'eterna attività vulcanica dela zona, e questo è stato infatti il materiale più utilizzato nei secoli fino a che i laterizi industriali ed il cemento armato non sono diventati più convenienti.
Non a caso, dalle mie parti nel Cilento, i mattoni di tufo vengono denominati "prete napulitane" ovvero pietre napoletane.

E siamo al punto: le cave da cui si estraeva il materiale primario erano ricavate il più vicino possibile alla costruzione da erigere ed alla fine dello sfruttamento risultavano avere una conformazione a bottiglia, con un collo il più stretto possibile che rappresentava il pozzo iniziale e il corpo che andava via via allargandosi fino al resto dello scavo che poi procedeva in verticale secondo necessità.
Dopo aver sfruttato la cava, molto raramente essa veniva utilizzata come cantina o altro e molto frequentemente invece veniva richiusa con robuste assi di legno (spesso castagno) a loro volta ricoperte di terra sulla quale poi si continuava a coltivare o a costruire strade; per cui dopo una sola generazione si perdeva memoria storica dell'esistenza della voragine.

Il tufo è un materiale molto omogeneo e di piccolissima granulometria, questo significa che alla lunga puo' anche essere rammollito dall'acqua ma molto difficilmente essa può scavare al suo interno senza che le volte che si creano non cedano immediatamente: le caverne naturali dovute ad erosione idrica si formano nel calcare, non nel tufo!
Città come Napoli e Siena edificate sul tufo sono percorse da decine e decine di chilometri di gallerie scavate dall'Uomo in epoche remote ed il bello è che le volte di tali gallerie NON CROLLANO MAI, almeno ciò non è mai successo negli ultimi mille anni...
questo significa che nel caso delle voragini che si aprono improvvisamente, quello che ha ceduto è il tappo della bottiglia ovvero le assi di castagno che possono sfidare qualche secolo ma non l'eternità!

E visto che oggi abbiamo... ovvero "si ha" la capacità d'indagare, volendo, nelle viscere della Terra direttamente dai satelliti, sarebbe bene che invece di cercare ancora il fantasma di Bin Laden nelle grotte di Tora-Bora, qualcuno convertisse ad uso civile queste tecnologie per fare una mappatura del sottosuolo subvesuviano per prevenire l'inevitabile apertura di nuove voragini....

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