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mercoledì 10 agosto 2011

Plancton intelligente in grado di 'vedere' sott'acqua (articolo di David Robson)

L’articolo che riportiamo dà conto di uno studio non recentissimo compiuto da alcuni ricercatori dell’Università di Genova: è una dimostrazione che gli "scienziati" lavorano alacremente per trasformare tutto il pianeta in una rete tecnologica, cioè in un inferno sulla Terra. L'università italiana sta creando (o ha già creato?) del plancton artificiale: il suo obiettivo è "sviluppare una rete di auto-organizzazione composta da un numero relativamente elevato di nodi, dotati di sensori per il monitoraggio, la sorveglianza, il controllo subacqueo e molti altre potenziali applicazioni". Gli scopi militari sono evidenti, sotto il pretesto del monitoraggio ambientale, come i notevoli introiti: nel documento elaborato dagli accademici sono, infatti, citati la N.A.T.O. e la D.A.R.P.A.

Ringraziamo la gentilissima Dottoressa Hildegarde Staninger per la segnalazione.

Alcuni ricercatori italiani stanno lavorando sul plancton "intelligente", munito di sensori ed in grado di comunicare usando luci lampeggianti. L’idea è la stessa della "polvere intelligente" (smart dust), già adoperata per monitorare le condizioni ambientali di un territorio. L’invenzione punta pure a trasformare l'esplorazione dei pianeti. 

Il modello prevede l’impiego della polvere "intelligente" dotata di piccoli sensori a basso costo che comunicano in modalità wireless per rilevare le condizioni ambientali su vaste aree. 

Davide Brizzolara afferma che un approccio simile offrirà una maggiore copertura rispetto ai sensori statici subacquei e che sarà più economico rispetto all'uso di veicoli autonomi sottomarini. Egli sta sviluppando lo smart plankton con i colleghi dello SmartLab presso l'Università di Genova. Il team spera che sciami di plancton intelligente, formato da migliaia di unità, aiuterà il monitoraggio ambientale, le ricerche archeologiche e l'individuazione delle mine. 

Ogni sensore raccoglie dati come la temperatura o la salinità dell'acqua. Le informazioni saranno trasmesse dal plancton ad un sistema fisso su una boa galleggiante che raccoglierà i dati. La polvere intelligente sulla terra comunica tramite le onde radio, ma sott'acqua un segnale non può penetrare per più di un metro o giù di lì. Invece, ispirato al plancton foto-luminescente, lo smart plankton di Brizzolara impiega dei LED lampeggianti per inviare messaggi. 

I ricercatori hanno scoperto che le lunghezze d'onda della luce visibile sono meno disperse dalle particelle subacquee, rispetto alle onde radio. “La miglior lunghezza d'onda da usare varia a seconda delle dimensioni delle particelle, quindi il nostro plancton sarà adattabile”, spiega Brizzolara. 

Se il livello di comunicazione scende al di sotto di una certa frequenza si può passare ad un altro colore, per vedere se la comunicazione migliora. Questo dovrebbe consentire a nodi fino a 10 metri di distanza di comunicare, inviando dati pari ad un gigabit al secondo, con un'efficienza simile ad una connessione domestica a banda larga. 

La misurazione del ritardo consentirà anche una stima della distanza tra i nodi e la boa fissa. L’équipe sta attualmente lavorando su un prototipo di circa 20 centimetri di diametro, ma si prevede di creare unità di 2 centimetri. 

Il plancton ricaverà energia da piccole bandiere piezoelettriche che galleggeranno nelle acque circostanti in grado di generare una tensione con il movimento. […] 

Fonte: newscientist


Link alla fonte: www.tankerenemy.com

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