Cerca nel blog

"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

sabato 24 settembre 2011

Numerosi palestinesi hanno seguito il discorso di 'Abbas. I militari israeliani reprimono le marce

tratto da: www.infopal.it

Cisgiordania - Agenzie, InfoPal. 

Mentre ieri il presidente dell'Autorità palestinese (Anp),Mahmoud 'Abbas saliva all'Onu per chiedere al mondo di riconoscere lo Stato palestinese, una grande folla di connazionali si radunava nei principali centri cittadini della Cisgiordania.
Tutti hanno salutato l'iniziativa palestinese tanto contrastata da Israele e Stati Uniti.
"Decine di migliaia", secondo quanto riporta l'agenzia palestinese "Ma'an" si sono ritrovati inpiazza 'Arafat a Ramallah, e il portavoce dei servzi di sicurezza 'Adnan ad-Damiri conferma il dato.
Questi gli slogan della gente in piazza: "'Abbas ci hai reso orgogliosi di essere il tuo popolo e ci hai ridato la forza di risollervare il capo".
"Coraggio", "gioia", "fortuna", "dignità" e "razionalità" per il discorso di 'Abbas sono i toni di molti palestinesi tra la folla a Ramallah, dove tanti bambini festeggiavano dall'alto delle spalle degli adulti.
Ovunque immagini del defunto presidente palestinese Yasser 'Arafat. "Ci manca molto, in un momento storico come questo", ha confidato qualcuno.
"Con tutta l'anima, con il nostro sangue, ti difenderemo Palestina!", hanno urlato i palestinesi, ripetendolo con estrema euforia nel momento in cui 'Abbas ha fatto il gesto di sollevare la copia della richiesta di membership dello Stato palestinese consegnata di persona al segretario generale Onu Ban Ki-moon.
"C'è molto orgoglio tra noi. Siamo con 'Abbas", ha detto Tawfiq Nimr, 63enne intento a seguire l'evento. "Obama parla di libertà nel mondo arabo, mentre tralascia e dimentica il popolo palestinese sotto occupazione".
Un altro sostenitore di 'Abbas, Badr 'Abdel 'Aziz, di 35 anni e padre di tre figli, era in piazza, ieri, quando ai giornalisti ha detto: "Il presidente palestinese è il primo leader arabo a sfidare apertamente Obama. E per questo si tratta di un momento storico".
Nonostante le opposizioni, le minacce di veto dell'America e quelle di innescare altra violenza sul campo mosse da Israele, i palestinesi intendono con quest'iniziativa porre fine al ventennio infruttuoso di colloqui di pace.
"Con la sua politica coloniale, Israele sta distruggendo qualunque opportunità di giungere a una soluzione", ha detto ieri 'Abbas.
Il presidente palestinese non ha escluso nel suo discorso la possibilità di tornare al tavolo dei negoziati previa la sospensione delle costruzione di insediamenti illegali israeliani su terra di Palestina e il riconoscimento da parte israeliana delle frontiere occupate nel 1967 come punto di partenza.
Ma la folla nelle piazze non c'è stata solo a Ramallah, sede dell'autorità promotrice dell'iniziativa all'Onu, ma anche in Libano l'evento è stato seguito su grandi schermi in un parco di Beirut dove è stato organizzato un festival con esibizioni e interventi di incoraggamento alla leadership palestinese.
Nablus si è esibito il gruppo folk "al-Ashaqeen", ad al-Khalil (Hebron) è stato lanciato in aria un grande pallone aerostatico sul quale era stato raffigurato il volto di 'Abbas. Ancora ad Ariha (Gerico), Qalqiliya e Jenin.
Un alto seguito ha avuto il discorso di 'Abbas all'Onu tra i palestinesi all'estero, in Occidente.
Dai territori palestinesi occupati nel '48 (Israele, ndr) i palestinesi di Umm al-Fahmnon hanno esitato a seguire in pubblico il discorso di 'Abbas. Essi hanno ammesso di sperare una prossima rottura dei legami con Israele, consci dell'alto rischio che corrono in quanto cittadini israeliani.
22mila soldati sono stati disposti a Gerusalemme dalle autorità d'occupazione israeliane. 
La cifra equivale ai 2/3 dell'intera forza di polizia di Israele che, nei giorni passati, aveva deciso di portare il grado di allarme a tre. Il 4° livello è quello di guerra.
Tutta la Cisgiordania è stata chiusa, Gerusalemme blindata e sorvegliata dall'alto dagli elicotteri.
"Militari, polizia, agenti e guardie di frontiera agiranno in coordinamento" aveva detto il portavoce della polizia israeliana Mickey Rosenfeld.
"Sparare alle gambe e, in caso di diretto pericolo di vita, non oseremo andare oltre, sparando direttamente alle persone. Gran parte dei residenti sono armati", aveva detto Yehonatan Yosef, portavoce di un insediamento israeliano illegale a Gerusalemme. 
Marce e scontri in Cisgiordania. Il checkpoint di Qalandiya (tra Ramallah e Gerusalemme Est) è stato teatro di duri scontri tra i palestinesi in marcia e i militari israeliani.
Numerosi manifestanti sono rimasti feriti, anche due giornalisti, tra i quali Ghassan Bannoura, reporter di Imemc, raggiunto alla gamba da un proiettile.
Nel villaggio di an-Nabi Saleh - dove la marcia settimanale contro Muro d'Apartheid e colonie israeliane ieri portava anche il significato di solidarietà all'iniziativa palestinese all'Onu - due residenti sono stati feriti. 
Non è in pericolo di vita Nariman Tamimi, moglie di Bassam, leader del comitato popolare attualmente in prigione, ferita al petto. Qui, anche un fotografo francese è stato ferito dagli israeliani.
Oltre alle solite armi - gas lacrimogeni, manganelli, proiettili di gomma rivestiti d'acciaio -, Israele ha dotato i propri uomini di armi sonore dette "urlo".
Queste emettono un alto e fastidiosi suono che dà luogo a disorientamento. I medici parlano di rischio di sordità se ad esse si viene esposti a lungo.
Stessa dinamica nelle manifestazioni e nella repressione a N'ilin e a Bi'lin (Ramallah) dove i manifestanti hanno celebrato l'appuntamento all'Onu sfilando con una bandiera con il n° 194, quello dello Stato palestinese qualora la richiesta di 'Abbas dovesse essere accolta.
Altri hanno portato una bandiera americana con la scritta "veto" in nero.
Numerosi sono stati i feriti negli scontri in questi due villaggi, e il soccorso è avvenuto sul posto da parte dei medici della Mezzaluna Rossa palestinese. 
Gli scontri a Gerusalemme. Decisamente più alto il bollettino che riguarda gli episodi a Gerusalemme.
Ieri pomeriggio violenti scontri a Abu Nab (Silwan), a sud della moschea di al-Aqsa. Gas lacrimogeni e lancio di pietre diffusi per le strade. Numerosi palestinesi sono rimasti intossicati.
Più a nord, a Beit Hanina, ci sono stati scontri della stessa portata con tre palestinesi arrestati per aver dato fuoco a dei copertoni e per aver lanciato pietre contro i soldati israeliani. Un altro palestinese è stato arrestato nei pressi della moschea.
Meno violento il confronto a Ras al-'Amoud, sfociato in seguito all'arresto del giovane palestinese Hamza Jaber.
Scontri intermittenti nel quartiere di Siwwana, ad est della moschea, e nel campo profughi di Shu'fat.
Il centro per l'informazione di Wadi al-Helwa ha parlato di concentrazione degli scontri a Ras al-Amoud, Bustab, Bir Ayoub e Batin al-Hawa (quartieri di Silwan) e a Sawwana nella città vecchia. 
Eventi all'estero. L'ambasciata palestinese in 'Oman ha accolto delegazioni di locali venuti a congratularsi con la missione diplomatica per quanto stava accadendo a New York.
Anche numerosi bambini omaniti hanno fatto visita all'ambasciatore Loai 'Eissa che ha parlato di "momento storico della causa palestinese e del diritto naturale di un popolo a disporre di uno Stato nel senso giuridico del termine".
Evento simile si è svolto nel Bahrein, dove l'ambasciatore palestinese Khaled 'Aref ha aperto le porte della sede diplomatica ai visitatori ufficiali e al gruppo di palestinesi a Manama, per seguire insieme l'evento sugli schermi.
Ancora a Sarajevo e in Bosnia-Erzegovina, dove la comunità palestinese locale, con 'Abdo Habib, presidente dell'associazione d'amicizia Bosnia-Palestina, ha promosso una petizione pubblica a sostegno del voto all'Onu.
Fonti:
PressTv
Al-Arabiya
Al-Jazeera
Pal-Info
http://www.palestine-info.co.uk/en/default.aspx?xyz=U6Qq7k%2bcOd87MDI46m9rUxJEpMO%2bi1s77YESXbLmziApIvWvztGI%2bqYesQdzQhOWPbqlsDJsOp4cO6k0eGiF0hkiEHrCgkQIJAcXsNxQ3YBNd5VUvcmBkxRwNROCki958SpXScpYBCo%3d

http://www.palestine-info.co.uk/en/default.aspx?xyz=U6Qq7k%2bcOd87MDI46m9rUxJEpMO%2bi1s715qiSwf6eaauvCJ22YzF8S2JjjrUkv9zRmnVLOnE2GCnwdL3K6WX7k7LXkRMz69oJmLdupm74VXkmDrDGnCfyap61SF%2fTWfU%2f4sKWE0CXAc%3d
Ma'an
Wafa'
Imemc
http://www.imemc.org/article/62099

http://www.imemc.org/article/62098

http://www.imemc.org/article/62094

http://www.imemc.org/article/62095
(Foto: Al-Arabiya)

Nessun commento:

Translate