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giovedì 6 ottobre 2011

IL CHAKRA DELLA CORONA


Il vertice della spiritualità 
Il chakra corona è posto esattamente al di sopra della testa: a differenza degli altri chakra, non fa effettivamente parte del corpo fisico ma aleggia qualche millimetro al di sopra di questo. E infatti il chakra della spiritualità suprema e della      coscienza cosmica, quello che ci consente di non restare ancorati a un’ottica terrestre e di entrare in collegamento con l’universo intero. Nel momento in cui il settimo chakra si attiva, l’energia che si assorbe dall’universo fluisce armoniosamente e spontaneamente in tutto il corpo eliminando gli eventuali blocchi presenti negli altri chakra.  Il fiore di loto dai mille petali simbolo dell’ultimo chakra, si apre con tutti i colori dell’arcobaleno formando una corona radiosa  
Non è un caso che gli aspetti della natura corrispondenti al chakra corona siano i monti dai picchi elevati. Ritirarsi a meditare sulla cima di un monte, a contatto diretto con il cielo, infatti di grande aiuto per aprire il settimo chakra.  
Un arcobaleno di luce e spirito 
Il colore dominante del loto dai mille petali, simbolo dell’      finito, è il violetto. Ma i colori dominanti degli altri sei chakra si riflettono tutti nel settimo chakra e vi si uniscono per creare la luce bianca della divina conoscenza.  “Come sotto, così sopra”, dice      vano gli alchimisti. Allo stesso modo, i sei chakra si riflettono tutti nel settimo. 
Armonia del chakra 
Il settimo chakra non ha blocchi; come il sesto, Il risveglio della spiritualità suprema può essere più o meno sviluppato. Certo, risvegliarlo non è facile. 
Ci si può raccogliere in meditazione in cima a una montagna ma la meditazione non è certo da tutti. Il risveglio forzato tramite l’uso di stupefacenti, poi, può gravissimi disturbi. Non resta che perseguire  con pazienza l’espansione della coscienza e intraprendere la meditazione: quando si sarà pronti, l’ilIuminazione può arrivare in qualsiasi momento. Allora, non si percepiranno più censure tra il proprio Io e la realtà esterna, ma si percepirà tutto ciò come un’intereza , come un’unita indivisibile.      Si creerà dentro di sé un vuoto purissimo e una beatitudine suprema: è il distacco dalla realtà terrena e dagli assilli quotidiani. Ciò non significa che ci si trova isolati su una piattaforma sopraelevata, con la testa avvolta nelle nuvole, lontano da tutti e da tutto. Si resta ancora su questa terra ma la sofferenza è annullata, l’essere puro e radioso. Quando raggiungiamo questo stadio abbiamo possibilità anche maggiori di aiutare gli altri, alleviando le loro sofferenze. 
Se il settimo chakra è molto chiuso vivremo allora, molto forte, una separazione tanto all’interno di noi (tra le varie parti       della psiche) tanto all’esterno (con gli altri e con la natura). 
Il benessere psicofisico ci apparirà molto lontano e saremo afflitti da molte paure, che provocheranno ulteriori blocchi negli altri chakra. Proveremo così un senso di vuoto (non lo stesso vuoto di cui abbiamo parlato sopra, di quel vuoto che si apre all’essenza divina e universale) e sentiremo tanto più opprimente la paura della morte. In questa situazione si rende necessaria una profonda riflessione interiore, proprio quella cui gli individui con il settimo chakra chiuso cercano in tutti i modi - spesso inconsapevolmente - di sfuggire. Essi si dedicano allora a mille attività, e ne cercano sempre di più perchè non resti loro nemmeno un istante in cui pensare. Può capitare allora che il loro organismo si ammali, mandando loro un chiaro segnale: è ora di fermarsi, riposare, e guardare dentro di sè.
fonte: www.altrasalute.it

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