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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

sabato 17 marzo 2012

IL MIO PADRONE SI CHIAMA TERRA

"Mi dispiace! Lo stile di vita che avete ordinato è attualmente esaurito" Banksy
di Gianni Tirelli
Milioni di lavoratori dipendenti e di famiglie, per decenni sono sopravvissute acquistando e consumando tutti quei beni (o meglio, i mali) che gli stessi lavoratori hanno prodotto. Un perverso meccanismo, un circolo vizioso e diabolico in virtù del quale, se intendi sopravvivere, devi acquistare ciò che hai prodotto – risultato ultimo di una condizione delirante di moderna schiavitù a piede libero, che ha defraudato l’individuo del suo sacrosanto tempo libero e di una vita degna, omologandolo all’idea dominante di sfruttamento sistematico, imposta dal Sistema Potere Relativista. Partendo dal televisore, play station e cellulare, passando per tutto quel luna park di tecnologia ludica e infantile, fino all’ultimo più schifosissimo yogurt snellente e cremina rassodante, rappresentano tutti quanti insieme, il frutto di un lavoro derivante da un’occupazione che ha privato l’uomo di ogni barlume di dignità e di prospettiva culturale – una macchina che respira, senza un’anima e una logica!
Nel frattempo gli imprenditori delocalizzano le loro fabbrichette di merda nei paesi poveri, per incrementare i loro profitti speculando sui bisogni primari e ineludibili della gente. Il tasso di occupazione nazionale sale di ora in ora e molto presto, quando la cassa di integrazione, la mobilità, i sussidi assistenziali e ammortizzatori sociali, avranno prosciugato le ultime speranze di sopravvivenza dei lavoratori, il Sistema Bestia dichiarerà candidamente che il lavoro è un ritorno al passato, e la morte per inedia, il futuro.
Nel preciso momento in cui, l’individuo libero del passato, ha perduto la sua autonomia, autosufficienza e indipendenza economica, consegnandosi spontaneamente nelle mani del Sistema Bestia, ha tradotto e trasformato la sua esistenza nella peggiore delle schiavitù: “LA DIPENDENZA DAL BISOGNO”.

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