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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

lunedì 26 marzo 2012

La strada per l'Inferno


Latet anguis in herba. (Virgilio)

Recentemente sono filtrate alcune indiscrezioni circa la possibile decapitazione delle attuali classi dirigenti. Si vocifera a proposito di arresti di abominevoli personaggi come Bush senior e Bill Gates. Dovrebbero essere defenestrati anche potenti banchieri ed influenti giornalisti.

La notizia, dovesse essere confermata, sarà motivo di grande compiacimento, ma l’insidia e l’inganno sono sempre dietro l’angolo. Se è auspicabile che l’odierno sistema di potere sia disintegrato, è difficile pensare che sarà rimpiazzato da governi solleciti del bene pubblico. Radicali cambiamenti preludono, dopo una breve fase di euforia, a svolte autoritarie. Dopo che in Francia fu abbattuto l’ancien regime, fu instaurata la dittatura dei Giacobini. Anche nell’Inghilterra del XVII secolo, alla monarchia di Carlo II era subentrato, dopo alterne vicende, il dominio del fanatico Oliver Cromwell. I sogni di libertà e di giustizia si infrangono contro il muro della storia.

Dunque occorre essere guardinghi. Si ha l’impressione, considerando la situazione italiana, che l’esecutivo di Matto Morti, intenda gettare le fondamenta di uno “stato etico”: la demonizzazione degli evasori fiscali non obbedisce solo alla necessità contingente di racimolare denaro con ogni mezzo, ma assume i toni di una spaventosa crociata. Lo stato sempre più assomiglia ad un dio inaccessibile, la cui giustizia è ferrea, disumana nella sua rigidità. Sono gli stessi cittadini ad invocare tribunali implacabili per estirpare la corruzione, ma, dopo che saranno stati ghigiottinati amministratori infedeli ed avidi, chi li sostituirà?

I magistrati appaiono come i moralizzatori, eppure essi stessi sono stati partoriti dal sistema che quasi sempre fingono di voler combattere. Non è il caso di lasciarsi prendere da facili entusiasmi. E’ probabile che non sia prossima la fine delle élites, ma che esse ricorrano, ancora una volta, a scaltri espedienti per perpetuare e rinvigorire la loro immonda supremazia.

Un black out (artificiale?) potrebbe costituire il pretesto per creare una situazione di caos, risolta da interessati “salvatori”. È’ significativo che i possibili arresti riguardano per lo più loschi figuri già ampiamente screditati, appartenenti ad una generazione ormai declinante. Non saranno sfiorati dalle iniziative giudiziarie né ignobili teste coronate né i militari che sono nella cabina di regia. Nessuna delle voci in oggetto si riferisce all’impeachment degli ideatori del più colossale, diabolico crimine che abbia mai stuprato il pianeta e dilaniato l’umanità, la Biogeoingegneria clandestina ed illegale. Mentre si mettono alla gogna – a ragione – speculatori e parlamentari malandrini, neppure una denuncia attacca gli avvelenatori.

Saranno incriminati usurai internazionali ed inquisiti politici disonesti: probabilmente molti saranno condannati anche con pene esemplari, ma i congiurati resteranno liberi come il vento. Potranno così continuare a complottare contro le nazioni, simulando di voler “bonificare” la società. Come sempre, dietro la cortina fumogena degli eventi spesso costruiti ad arte e dati in pasto ad un’opinione pubblica tanto avida quanto credula, i cospiratori tessono le loro trame per scatenare un nuovo conflitto mondiale e per gettare nella miseria e nel terrore i popoli.

La quotidiana flagellazione del cielo è lì a ricordarci che la strada per l’inferno è lastricata di scintillanti bugie. 

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