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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

venerdì 30 marzo 2012

Nuova sconvolgente moria di delfini in Peru'


Rischio biologico in Perù Venerdì, 30 Marzo 2012 

Hardy Jones, co-fondatore di BlueVoice.org riporta che oltre 600 delfini si sono misteriosamente spiaggiati sulla costa nord del Perù. I dettagli stanno ancora emergendo nel corso di un evento definito "sconvolgente ed inspiegabile", che è costato la vita di centinaia di delfini lungo la costa peruviana. Jones, che è attualmente a Chiclayo sta indagando sulle morti,  è arrivato nel paese Martedì in risposta ad un avviso inviato via e-mail da Dr. Carlos Yaipen Llanos, direttore dell'organizzazione di salvataggio dei mammiferi marini, ORCA Perù. Nell'Email Jones veniva informato che ben 1.000 erano forse i delfini che si erano arenati lungo la costa peruviana.Jones era già in stato di massima allerta dopo che un evento simile  si era verificato nella stessa zona il mese scorso, dove 264 cetacei erano morti su un tratto di 66 miglia di costa a 500 chilometri a nord di Lima. 

Jones, Yaipen ed i suoi assistenti, continuano a contare i delfini senza vita Jones ha riferito il devastante conteggio finale tramite Facebook: "Ad oggi abbiamo trovato 615 delfini morti su 135 chilometri di spiaggia a Nord di San Jose,in Peru Questa tragedia è orribile BlueVoice sta lavorando con il Dott. Carlos Yaipen Llanos di ORCA Perù campioni di tessuto... sono stati prelevati e verranno analizzati.

giovedì 29 marzo 2012

un buon non compleanno a te (Alice nel paese delle meraviglie)

Noi tutti abbiam un compleanno ogni anno
Ed uno solo all'anno, ahimè, ce n'è
Ah, ma ci son trecensessantaquattro non compleanni
E quindi preferiamo festeggiar
Ma allora oggi è anche il mio non compleanno!
Davvero? Com'è piccolo il mondo!
In tal caso... Un buon non compleanno. A me? A te!
Un buon non compleanno A me? A te!
Or spegni le candele e rallegrati perché
un buon non compleanno a te.


L'occhio dei fratelli

visto su: nonsoloufo.eu

Ho in mente di scrivere un articolo sulla Massoneria, un argomento che anche grazie alla rete è divenuto sempre più popolare.
Il chè, per una società riservata, è assai paradossale.
A questa insolita popolarità non si è tuttavia accompagnata una maggiore chiarezza, per quanto riguarda i presunti ‘misteri’ e l’alone di imprescrutabilità che da sempre avvolge tale organizzazione.
Nel frattempo, scaldiamo un po’ l’atmosfera.

lunedì 26 marzo 2012

La strada per l'Inferno


Latet anguis in herba. (Virgilio)

Recentemente sono filtrate alcune indiscrezioni circa la possibile decapitazione delle attuali classi dirigenti. Si vocifera a proposito di arresti di abominevoli personaggi come Bush senior e Bill Gates. Dovrebbero essere defenestrati anche potenti banchieri ed influenti giornalisti.

La notizia, dovesse essere confermata, sarà motivo di grande compiacimento, ma l’insidia e l’inganno sono sempre dietro l’angolo. Se è auspicabile che l’odierno sistema di potere sia disintegrato, è difficile pensare che sarà rimpiazzato da governi solleciti del bene pubblico. Radicali cambiamenti preludono, dopo una breve fase di euforia, a svolte autoritarie. Dopo che in Francia fu abbattuto l’ancien regime, fu instaurata la dittatura dei Giacobini. Anche nell’Inghilterra del XVII secolo, alla monarchia di Carlo II era subentrato, dopo alterne vicende, il dominio del fanatico Oliver Cromwell. I sogni di libertà e di giustizia si infrangono contro il muro della storia.

Dunque occorre essere guardinghi. Si ha l’impressione, considerando la situazione italiana, che l’esecutivo di Matto Morti, intenda gettare le fondamenta di uno “stato etico”: la demonizzazione degli evasori fiscali non obbedisce solo alla necessità contingente di racimolare denaro con ogni mezzo, ma assume i toni di una spaventosa crociata. Lo stato sempre più assomiglia ad un dio inaccessibile, la cui giustizia è ferrea, disumana nella sua rigidità. Sono gli stessi cittadini ad invocare tribunali implacabili per estirpare la corruzione, ma, dopo che saranno stati ghigiottinati amministratori infedeli ed avidi, chi li sostituirà?

I magistrati appaiono come i moralizzatori, eppure essi stessi sono stati partoriti dal sistema che quasi sempre fingono di voler combattere. Non è il caso di lasciarsi prendere da facili entusiasmi. E’ probabile che non sia prossima la fine delle élites, ma che esse ricorrano, ancora una volta, a scaltri espedienti per perpetuare e rinvigorire la loro immonda supremazia.

Un black out (artificiale?) potrebbe costituire il pretesto per creare una situazione di caos, risolta da interessati “salvatori”. È’ significativo che i possibili arresti riguardano per lo più loschi figuri già ampiamente screditati, appartenenti ad una generazione ormai declinante. Non saranno sfiorati dalle iniziative giudiziarie né ignobili teste coronate né i militari che sono nella cabina di regia. Nessuna delle voci in oggetto si riferisce all’impeachment degli ideatori del più colossale, diabolico crimine che abbia mai stuprato il pianeta e dilaniato l’umanità, la Biogeoingegneria clandestina ed illegale. Mentre si mettono alla gogna – a ragione – speculatori e parlamentari malandrini, neppure una denuncia attacca gli avvelenatori.

Saranno incriminati usurai internazionali ed inquisiti politici disonesti: probabilmente molti saranno condannati anche con pene esemplari, ma i congiurati resteranno liberi come il vento. Potranno così continuare a complottare contro le nazioni, simulando di voler “bonificare” la società. Come sempre, dietro la cortina fumogena degli eventi spesso costruiti ad arte e dati in pasto ad un’opinione pubblica tanto avida quanto credula, i cospiratori tessono le loro trame per scatenare un nuovo conflitto mondiale e per gettare nella miseria e nel terrore i popoli.

La quotidiana flagellazione del cielo è lì a ricordarci che la strada per l’inferno è lastricata di scintillanti bugie. 

Moby - Extreme Ways

domenica 25 marzo 2012

2012 - I GIORNI DI BUIO PROVOCATI MA NON DAL SOLE .... DICHIARAZIONE DAVVERO IMPORTANTE

si ringrazia Sandra della segnalazione



Dichiarazioni sconcertanti che ci devono far riflettere. Paolo Franceschetti con le sue dichiarazioni non cerca notorietà, ma vuole solo metterci in guardia, e prepararci ad un evento che molto probabilmente potrebbe arrivare a metà 2012, anche perchè sull'onda delle dichiarazioni della fantomatica fine del mondo annunciata da i Maya, l'NWO non può lasciarsi scappare una un'occasione così ghiotta senza specularci sopra, e attuare i loro progetti, dando la colpa alla tempesta solare che si abbatterà sulla terra nel 2012 - Spezzoni di Conferenza tenutasi il 14 gennaio 2012 a Trento. Per guardare la conferenza completa: http://youtu.be/eSqCvHTOiyg

La gemma è nel loto

Il monaco ed il loto. Sono due cose distinte, una rappresentata da un uomo che dedica la vita alla preghiera, mentre l'altra un fiore dai mille petali. Sono le religioni Buddhiste e Tibetane ad essere diverse dalla religione Cristiana. Buddha, Tibet e Cristo. Il Buddha lo vediamo seduto in meditazione a gambe incrociate alla ricerca del Nirvana, il Tibet dalle vette altissime, il Cristo lo conosciamo per la croce. Si dice che la Gemma sia nel Loto, e che la ripetizione di mantra sia una strada che conduca all'illuminazione. I templi del Tibet, i gong sonici, le vibrazioni dal tempio...
Anche Osho scrisse, il libro arancione, forse si ispirò alla tunica arancione dei monaci per descrivere e/o "scopiazzare" le meditazioni. Come nella TV, oggi, ognuno di noi può scegliere quale programma seguire, in fin dei conti siamo qui per trascendere il corpo fisico, e per ritrovare la strada che ci condurrà finalmente verso casa.


E per concludere, come diceva un mio vecchio amico...
"la preghiera dello stupido è stupida, del saggio è saggia."

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sabato 24 marzo 2012

1 aprile 2012 - Asteroide EG5 2012 sfiorerà la terra.

 Il suo nome è EG5 2012 e non dice granché ma nella cronaca dei diari astronomici è probabile resti annotato perché si tratta di un asteroide che sta per sfiorare la terra. Secondo le ultime notizie il rischio di un impatto con il nostro globo sarebbe escluso perché EG5 passerà infatti a qualcosa come 268.000 km dal pianeta che in misure astronomiche vuol dire abbastanza vicino (basti pensare che la distanza terra-luna è maggiore). La sua larghezza e di circa 70 metri, ovvero una grandezza sufficiente in caso di collisione da distruggere un’intera città di milioni di abitanti. Ma EG5 si avvicinerà alla terra, la sfiorerà intorno all’ 1 aprile 2012 ma non la colpirà. Capita però che la direzione degli asteroidi venga scoperta qualche giorno prima del loro incontro ravvicinato con la terra. Perciò è proprio il caso di dire a chi scruta il cielo e l’universo, di stare sempre in guardia. Per gli appassionati di astronomia il passaggio dell’asteroide sarà visibile con piccoli-medi telescopi da cieli poco illuminati.

Fonte

Emergency - cosa puoi fare tu

Dal 1994 a oggi l'attività di Emergency è costantemente aumentata in Italia e nei paesi afflitti dalla guerra e dalla povertà. 
Questo è stato possibile anche grazie all'aiuto di tutti coloro che hanno messo a disposizione il loro tempo come volontari e dei singoli cittadini, delle aziende e degli enti che hanno contribuito ai nostri progetti. 



FONTE: www.emergency.it

venerdì 23 marzo 2012

Ciak, si Bombarda!

Dal cilindro della propaganda escono a getto continuo trovate a dir poco spettacolari, che solo una fervida immaginazione unita ad una brama sconfinata di manipolare la realtà può produrre.

“l’arresto” di un celebre divo di Hollywood intento a manifestare sotto l’ambasciata del Sudan negli Stati Uniti contro il “regime” di quel grande Paese africano posto al crocevia del “Continente nero” e per questo ambito sin dall’Ottocento da tutte le “potenze” occidentali, anche a costo di scannarsi tra di loroSecondo copione, il divo in questione è stato prontamente rilasciato, tuttavia l’‘imbarazzante contrattempo’ occorsogli, subito reclamizzato urbi et orbiattraverso la tentacolare piovra mediatica, ha fatto subito il giro del mondo.

- continuando la campagna propagandistica contro il governo siriano, la Tv satellitare araba “Al-Jazira” ha pubblicato sulla propria pagina di facebook, 16 ore prima dell’attentato, la notizia dell’esplosione che ha colpito la città di Aleppo, uccidendo tre civili. Questo episodio indica che la Tv con sede in Qatar è totalmente consapevole del “passo successivo” nei piani e azioni dei gruppi terroristici che cercano di rovesciare il governo di Assad.

Infatti l’esplosione ad Aleppo c’è stata davvero, come al-Jazira aveva dichiarato, ma la differenza è nel tempo. L’attentato terroristico ha avuto luogo all’1 di notte (orario locale), mentre al-Jazira aveva già pubblicato la notizia 16 ore prima che avesse luogo l’esplosione.

Ora e sempre disinformazione criminale di regime...

Gotye - Somebody That I Used To Know (feat. Kimbra)

Il Terremoto messicano ha risvegliato il Vulcano San Salvador

Il terremoto dimagnitudo 7,4 vicino a Acapulco di Martedì potrebbe aver influenzato il vulcano, attualmente inattivo, San Salvador che dista circa 1000 km dall'epicentro del sisma messicano. 
Il San Salvador è uno stratovulcano situato a nord-ovest della capitale San Salvador City e l'ultima eruzione risale al 1917.

Il Servizio Nazionale di Studi Territoriali (SNET) ha riferito che a partire da ieri 21 marzo alle 5:30 locali, e' stato registrato uno sciame sismicodi 25 terremoti, di cui 8 terremoti tra magnitudo 2.2 e 3.3. Le scosse avvenute a basse profondità tra 0,5 e 5,8 km sotto il vulcano.
La Croce Rossa ha riferito per aver inviato alcuni membri della zona vulcano come misura precauzionale, anche se non ci sono notizie di vittime o danni.

E 'possibile che il forte terremoto messicano sia stato il fattore scatenante di questo sciame come risultato di disturbo tettonico della camera magmatica sotto il vulcano. Il rapporto tra i grandi terremoti ed eruzioni vulcaniche sono oggetto di studio ma difficilmente da provare.

giovedì 22 marzo 2012

il canto delle frequenze


Giuliana Conforto, Astrofisica prima, docente di meccanica classica e quantistica poi, oggi dedita all'evoluzione e alla liberazione del genere umano, Giuliana Conforto snida gli inganni che stregano la mente umana e la rendono succube di un sistema politico iniquo, una videocrazia che è diventata una debitocrazia. Con emozione, impegno rigoroso e mente scerna, penetra le pieghe nascoste che animano il mondo e il suo scrigno segreto: la materia nucleare. Spaziando su varie discipline contribuisce alla nuova cultura, centrata sull'essere umano maturo per il grande risveglio. Continua a leggere QUI

In questo video, un seminario in sei parti che cambierà il modo di comprendere quello che ci circonda



visto su: http://ningizhzidda.blogspot.it/

Spritz (spread)


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martedì 20 marzo 2012

Kony 2012

visto suthe777theory


Vi consigliamo questo video che documenta la triste situazione presente in alcuni paesi africani, quella che vedrete non è una teoria ma è la realtà con cui si devono scontrare quotidianamente i bambini africani. Con questo video si cerca di far conoscere alle persone Kony, una persona di cui pochi conoscono l'esistenza ma che da molti anni sta distruggendo brutalmente le vite di migliaia di africani e documenta la storia di molti giovani che hanno deciso di AGIRE contro l'ingiustizia per migliorare il nostro mondo. 


lunedì 19 marzo 2012

La nutrizione vegetariana

TIPI DI VEGETARISMO (o VEGETARIANESIMO)

tratto da: www.scienzavegetariana.it

latto-ovo-vegetarismo

ESCLUDE: carne e suoi derivati, pesce, molluschi e crostacei.
PERMETTE: latte e suoi derivati, uova e loro derivati, oltre a qualunque tipo di alimento vegetale, anche marino.
VANTAGGI: L'introduzione di alimenti di origine animale (latte ed uova) permette di evitare carenze nutrizionali di qualunque genere.
SVANTAGGI: Se condotta in modo scorretto, con eccessiva introduzione di alimenti di origine animale, vengono annullati i vantaggi di questo regime dietetico, a causa di un'eccessiva introduzione di grassi animali e di altre sostanze (soprattutto presenti in latte e derivati) che predisporrebbero a certi tipi di tumore ed a malattie croniche (ipertensione ed altre malattie cardiovascolari, obesità, diabete, etc).

latto-vegetarismo

ESCLUDE: carne e suoi derivati, pesce, molluschi e crostacei, uova e loro derivati.
PERMETTE: latte e suoi derivati, oltre a qualunque tipo di alimento vegetale, anche marino.
VANTAGGI: L'introduzione di alimenti di origine animale (latte e suoi derivati) permette di evitare carenze nutrizionali di qualunque genere. L'eliminazione di uova e loro derivati, dal punto di vista nutrizionale, contribuisce a ridurre l'assunzione di grassi di origine animale, soprattutto colesterolo.
SVANTAGGI: Se condotta in modo scorretto, l'eccesso di latte e suoi derivati, provoca un'elevata introduzione di grassi animali e di altre sostanze (soprattutto presenti in latte e derivati) che predisporrebbero a certi tipi di tumore ed a malattie croniche (ipertensione ed altre malattie cardiovascolari, obesità, diabete, etc).

veganismo

ESCLUDE: TUTTI i prodotti di origine animale (carne e suoi derivati, pesce, molluschi e crostacei, uova e loro derivati, latte e suoi derivati).
PERMETTE: qualunque tipo di alimento vegetale, anche marino.
VANTAGGI: è ridotto il rischio di sviluppare tutte le patologie correlate all'assunzione di prodotti di origine animale (alcuni tipi di tumore, ipertensione ed altre malattie cardiovascolari, obesità, diabete, etc).
SVANTAGGI: l'eliminazione di prodotti di origine animale è causa di mancata assunzione di vitamina B12 (presente solamente nel regno animale), che quindi deve essere introdotta con appositi supplementi.

sabato 17 marzo 2012

IL MIO PADRONE SI CHIAMA TERRA

"Mi dispiace! Lo stile di vita che avete ordinato è attualmente esaurito" Banksy
di Gianni Tirelli
Milioni di lavoratori dipendenti e di famiglie, per decenni sono sopravvissute acquistando e consumando tutti quei beni (o meglio, i mali) che gli stessi lavoratori hanno prodotto. Un perverso meccanismo, un circolo vizioso e diabolico in virtù del quale, se intendi sopravvivere, devi acquistare ciò che hai prodotto – risultato ultimo di una condizione delirante di moderna schiavitù a piede libero, che ha defraudato l’individuo del suo sacrosanto tempo libero e di una vita degna, omologandolo all’idea dominante di sfruttamento sistematico, imposta dal Sistema Potere Relativista. Partendo dal televisore, play station e cellulare, passando per tutto quel luna park di tecnologia ludica e infantile, fino all’ultimo più schifosissimo yogurt snellente e cremina rassodante, rappresentano tutti quanti insieme, il frutto di un lavoro derivante da un’occupazione che ha privato l’uomo di ogni barlume di dignità e di prospettiva culturale – una macchina che respira, senza un’anima e una logica!
Nel frattempo gli imprenditori delocalizzano le loro fabbrichette di merda nei paesi poveri, per incrementare i loro profitti speculando sui bisogni primari e ineludibili della gente. Il tasso di occupazione nazionale sale di ora in ora e molto presto, quando la cassa di integrazione, la mobilità, i sussidi assistenziali e ammortizzatori sociali, avranno prosciugato le ultime speranze di sopravvivenza dei lavoratori, il Sistema Bestia dichiarerà candidamente che il lavoro è un ritorno al passato, e la morte per inedia, il futuro.
Nel preciso momento in cui, l’individuo libero del passato, ha perduto la sua autonomia, autosufficienza e indipendenza economica, consegnandosi spontaneamente nelle mani del Sistema Bestia, ha tradotto e trasformato la sua esistenza nella peggiore delle schiavitù: “LA DIPENDENZA DAL BISOGNO”.

giovedì 15 marzo 2012

CURIOSA ANOMALIA SUL SOLE

visto su: www.segnidalcielo.it


Curiosa anomalia nella corona solare, registrata oggi dagli osservatori della Nasa e dall'agenzia meteo statunitense. Un buco quasi perfettamente triangolare, probabilmente originato dai venti solari, che appare più scuro vista dalle distanze terrestri. L'anomalia si distingue per la precisione con cui disegna un triangolo.


L'ipotesi è quella di un classico "Coronal hole" ma non c'è ancora una spiegazione scientifica che delinei il motivo della comparsa di questo fenomeno sul Sole e l'accuratezza geometrica. Si è in attesa di una spiegazione ufficiale.

Mountain bike da camera

Si rizzeranno i capelli agli sportivi della serie "all'aria aperta, costi quel che costi". Di contro, chi per svolgere attività fisica non disdegna un ambiente al chiuso e confortevole, come casa propria o una palestra climatizzata, guarderà a questa soluzione di buon occhio. Sia come sia, il vendor online americano Hammacher Schlemmer ha messo in bella mostra fra i nuovi arrivi una mountain bike virtuale dotata di simulatore.

Virtual Mountain Bike Racing Simulator

Il sistema Virtual Mountain Bike Racing Simulator non è altro che una cyclette tecnologicamente avanzata. Di fronte al manubrio, su un supporto a parte, è montato un monitor LCD da 17 pollici dove lo sportivo può vedere un avatar di se stesso mentre si allena in bici su uno degli 80 percorsi outdoor virtuali preimpostati nel simulatore. 

martedì 13 marzo 2012

lunedì 12 marzo 2012

Chemtrails en el aire - Iris Aneas



El último videoclip de Iris Aneas. Informate.

Music & lyrics: Iris Aneas.
Director & editor: Luca Maximilian Caputo.

info: www.tankerenemy.com

Il ritorno del Serpente Piumato

di Simone Barcelli - Edizioni Cerchio della Luna

Lascio da parte i commenti positivi perché finirei per ripetermi, avendo già recensito la sua opera precedente “Enigma delle Origini”.
Mi limito a ringraziare Barcelli per aver avuto la bontà di menzionarmi a vario titolo. 
Preferisco, invece, discutere del contenuto, quanto mai interessante.
Chi è Quetzalcoatl, noto (colpevolmente) solo agli appassionati di archeologia?
La storia “ufficiale” ce lo descrive come la principale divinità adorata dagli Aztechi, e dalle fattezze classicamente europee (barba folta e carnagione chiara). 
Da questa prima, ed in parte conosciuta, stranezza, l’Autore va alla ricerca di tutta una serie di prove ed indizi tesi a suggerire che, oltre il velo del conosciuto consolidato, esista una vicenda tutta da raccontare e che superi il vissuto del personaggio.
Perché leggere la storia di Quetzalcoatl significa scendere in un intricato labirinto, costituito da vicende sorprendenti perché inaspettate e da dubbi angoscianti che possono turbare più di una coscienza, il tutto evidenziato con i dovuti chiaroscuri.
Si scopre, allora, che la storia di Gesù, ma anche di tante altre divinità sparse per il mondo, non sembra costituire un unicum, ma è ripetuta in contesti religiosi lontani nel tempo e nello spazio (la nascita da una Vergine, l’incarnarsi per la remissione dei peccati, il simbolo della croce etc).
Così come si viene a conoscenza che molte tradizioni sono comuni ad un numero sterminato di popoli, ignari della reciproca esistenza (mi viene in mente la storia dell’allungamento dei crani o la sacralità della figura del serpente).
Ciò potrebbe significare la presenza, in un lontano passato, di una civiltà madre o più realisticamente che migliaia di anni fa si viaggiava per mare e per terra molto di più di quanto si pensi. E da questo punto di vista nel libro si possono trovare molto esempi significativi.
Ma credo che l’aspetto che turbi maggiormente il lettore sia la sensazione che Quetzalcoatl sia stato, in fondo, un essere in carne ed ossa, cioè un “uomo”, pur con conoscenze al di là del ragionevole. Venne, infatti, investito dalla sua gente di valenze plurime, da dio della natura, a sovrano della guerra, a civilizzatore.
E chi poteva essere tutto ciò migliaia di anni fa?
Ed a caduta penso che sorga pure il dubbio che tutte le figure divine, di ogni tempo e luogo, possano venire spogliate di quell’aura soprannaturale che sembra invece consolidata. 
Così come il dualismo Bene/Male, così presente nella figura di Quetzacoatl, potrebbe non essere solo simbolico, ma legato ad una contrapposizione fra figure reali, terrene o meno.
Insomma, l’Autore dispone con cura tutti gli “ingredienti”, sta alla sensibilità del lettore riordinarli nella “ricetta” che preferisce.  

domenica 11 marzo 2012

Attività di massa di UFO a Melbourne, Australia - Marzo 2012

Oggetti volanti molto veloci multipli non identificati sono stati registrati nel cielo notturno di Melbourne in Australia durante il mese di Marzo 2012. Maggiori informazioni nel video:



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Il poeta della Scienza. Vita del Professore Luigi Di Bella


Il nuovo libro di Adolfo Di Bella, edizioni Mattioli – ISBN: 978-88-6261-278-4


Prefazione del libro

Gli ultimi tristi mesi della vita di mio padre videro succedersi speranze e scoraggiamenti, raramente foschi presagi, perché chi gli viveva accanto amandolo non riteneva possibile che potesse soggiacere alla legge di natura e cessare di respirare come aveva iniziato a fare novant’anni prima. Chiunque lo abbia conosciuto e compreso non si meraviglierà di questa convinzione: irrazionale, ma ispirata dalla potenza di vita che zampillava da ogni sua parola e dall’illusione che l’immortalità di un grande spirito possa comunicarsi al corpo che lo ospita. Cominciai senza fretta ad annotare le rievocazioni della sua vita, sempre più frequenti man mano che le condizioni di salute degradavano, convinto che avrei potuto leggergli questo libro: fui colto quindi impreparato da un evento tanto più esorcizzato quanto più annunciato per segni concordi. Ho fatto in tempo a sentirgli raccontare tanti episodi dell’infanzia e della giovinezza, attingendo alla memoria mia e di mio fratello per eventi successivi, questi a volte rievocati da lui stesso o già appresi da mia madre, altre volte risalenti alla vita comune.
Lettere e documenti, disponibili in abbondanza, mi sono stati d’aiuto, allo stesso modo di coloro che, avendolo conosciuto intimamente, hanno contribuito a colmare lacune altrimenti inevitabili. L’idea di scrivere la sua biografia mi ha inizialmente intimorito, sia per la difficoltà di rappresentare una personalità tanto complessa, che per lo scrupolo di sovrapporre una visione personale delle cose alla realtà; e non è mancato il timore che qualcuno potesse leggervi la ricerca di un immeritato rilievo personale. Ma dopo mesi di riflessione e di inquietudini ho superato queste perplessità, nella convinzione che il giudizio altrui deve interessare, ma non paralizzare se la coscienza è linda e la meta prefissata non al di là delle nostre possibilità. L’esistenza di chi è figlio di un uomo che ha fatto la storia e passerà alla storia non è facile: con noi la società non è giudice, ma pubblico ministero; non vige il metro comune, ma quello del confronto. Metro che sarebbe giusto, qualora avessimo la stolta e folle mira di impagliare il nostro smunto profilo con la pienezza del nome: l’umiltà è solo coronamento della grandezza, ma un obbligo per la normalità.
A risolvere ogni indugio è stata la considerazione che oltre cinquant’anni di vita in comune, l’intimità e la confidenza che unicamente un rapporto come quello tra padre e figlio consente e certe clonazioni caratteriali e ideali non potevano essere buttate via, lasciando magari spazio ad analoghi tentativi di estranei che l’uomo lo hanno forse ammirato, non sempre compreso, in qualche caso tradito. Un celebre scrittore ha detto:“Ogni grand’uomo ha i suoi discepoli, ed è sempre Giuda che gli fa la biografia” (Oscar Wilde – The critic of Artist). Ed è stata anche la volontà di evitare che questa odiosa legge storica si ripetesse a rafforzare la mia decisione. Luigi Di Bella è stato un grande incompreso, come scienziato e come uomo ed uno dei miei propositi è, almeno, quello di rendere giustizia alla sua figura.
Esaltato e non umiliato dalla sua statura, onorato dal cognome che porto, gratificato dall’immenso amore che ci ha dimostrato per tutta la vita, ho deciso di assecondare il destino e di svolgere sino in fondo, durante e dopo la sua vita, il ruolo che questo mi ha assegnato: quello di figlio. Nel dolore seguito alla perdita, mi è di conforto evocarne il probabile commento alle mie azioni, farlo respirare, muovere, vedere e sentire tramite mio, riconoscerne qualche tratto nello specchiarmi, sorridere se mi torna in mente qualcuna delle battute scherzose escogitate dal suo pudore per arginare e dissimulare le emozioni più vive. Così, magari mentre rinnovo i fiori davanti ai suoi ritratti ed alle sue cose, ho l’impressione di vedermelo accanto - le mani nelle tasche del camice ed un sorriso di tenera ironia – e di sentirlo mormorare:“ma come sono diventato importante!”. Questa sua immanenza non mi sembra originata da un triste artificio consolatorio, ma dalla misteriosa giustizia dell’universo, che ci dice come l’amore, apogeo dell’energia vitale, continui dopo ed oltre di noi. Tutta la sua vita è stata un immenso atto di amore, tanto forte e tanto evidente che è sfuggito ai più. Amore per l’uomo, per il genio incommensurabile del suo Autore, per la bellezza che muove ogni cosa.
Questa immanenza mi è sempre stata di guida nello scrivere, descrivere, interpretare, evocando sempre il suo giudizio, sempre anteponendo ad ogni considerazione il rigore, l’amore per la verità: verità che egli considerava coefora della dignità personale e unico strumento per la liberazione dell’uomo dall’abbrutimento. Questa non é un’agiografia, ma una biografia che si propone di narrare e commentare la vita di un uomo straordinario, ristabilire la verità di fatti troppo spesso alterati, delinearne l’indole, decifrare i motivi e le origini delle sue azioni, rievocare la sofferenza ed i rapimenti del suo spirito, l’amore e la pietà, l’incredibile potenza di volizione e la tenacia che, queste sole, fanno di un uomo un grande uomo. Anche da fatti apparentemente semplici della vita familiare, oltre che dalla grandiosità della sua opera, possono infatti emergere l’uomo ed il messaggio lasciato agli uomini di oggi e di domani; meglio ancora se saranno i fatti, non le parole, gli eventi, non i pareri a tracciarne la figura. Mancano censure e silenzi, perché non c’è nulla da nascondere o tacere: lo consente l’aria fresca e pura che ha alitato in ogni minuto della sua vita. Ho controllato con la massima diligenza ogni fonte di notizie, perché gli mancherei di rispetto se cadessi nella retorica o tradissi la verità.
Di quando in quando, soprattutto occupandomi dell’ultima parte della sua esistenza, ho preferito non soffermarmi su persone che ci è toccato conoscere: le ragioni di tale scelta sono state il ribrezzo di rievocare autori di malvagità e bassezze, la volontà di evitare che ricadano sui figli le malefatte dei genitori, l’avvilente squallore di comportamenti accordati troppo in basso rispetto all’alta frequenza dell’uomo. D’altronde cattiveria e meschinità sono pene a se stesse e la mediocrità è già una prigione troppo angusta per aggravarla con esecrazioni.
In conclusione non mi pento di avere scritto questo libro, del quale ho fatto in tempo a leggergli le prime pagine ed anticipargli le linee guida, cogliendone l’approvazione nelle sue parole e nella commossa tenerezza dei suoi sguardi. Ciò che più mi gratificherebbe sarebbe un suo palese apprezzamento dell’opera compiuta: non potendolo udire, mi sentirò appagato se sarò riuscito ad approssimare la rappresentazione del suo pensiero e del suo sentire. Mi illudo comunque di non avere fallito, fiducioso che mi sia stato sempre vicino in questi anni di lavoro, consigliandomi e guidandomi e che lo sarà fino a quando, scontata a mia volta la vita, potremo riabbracciarci.
Adolfo Di Bella

 

 Il ricordo di Don Alessandro Pronzato.
Credo noi dobbiamo ringraziare il Signore per averci fatto dono di una creatura come questa e quindi, pur avvertendo la perdita, il vuoto che ha lasciato, desidero che prevalga il ringraziamento, lo stupore, perché ci sono ancora questi uomini in mezzo a noi, che ci hanno lasciato qualcosa che non scompare, una traccia che diventa incancellabile.
Non è che io abbia avuto contatti frequenti col Professor Di Bella. Mi è bastato però un incontro nel suo laboratorio. Ed è stato un incontro che mi ha segnato profondamente, mi ha colpito in profondità. Nella vita uno incontra tante persone, ma sono poche quelle che ti segnano dentro. Il Prof. Di Bella è una di quelle persone che, una volta incontrate, non riesci più a dimenticare.
D'altra parte io ho avuto la fortuna di essere amico di un suo discepolo, di un suo collaboratore fidato, il Dottor Minuscoli, il quale mi riferiva abitualmente e mi teneva informato su di lui e sulle sue vicende. Però credo sia giusto che io, nell’occasione della pubblicazione della sua biografia, dica quello che sento, quello che ho provato, quello che in lui mi ha sempre colpito. Ho incontrato un uomo, un uomo vero, un uomo autentico. Oserei dire un uomo unico. La sua ritrosia, il suo riserbo, non riuscivano a nasconderne la straordinaria umanità e credo che la cifra fondamentale per leggere l'esistenza del Professor Di Bella sia proprio quella dell'umanità. Ricordo quando mi parlava di certi bambini colpiti dalla leucemia e andava a cercare negli scaffali della sua libreria quel determinato testo: invece del segnalibro c'era la fotografia del bambino, e lui guardava quel bambino con un intensa commozione. Non esisteva cartella clinica, non esisteva il caso: esisteva la persona. Questa era la sua umanità. Un uomo retto, con diverse caratteristiche: direi, prima di tutto, un uomo pulito. La sua chioma candida era il segno esterno di questa sua pulizia, pulizia interiore, pulizia della persona; una persona leale, onesta, sincera. Il Professor Di Bella era estraneo alla ambiguità, ai compromessi, alle furbizie, alle trame, ai giochi di potere. E poi, un uomo che, direi, non ha mai tradito il fanciullo che era in lui. Io vedevo Luigi Di Bella come un uomo anziano, maturo; ma allo stesso tempo coglievo nella sua persona anche il bambino, l'ingenuità del bambino, la spontaneità del bambino. Direi quasi quell'aria un po' birichina che lui aveva, e mi ha fatto piacere scoprire, nel ritratto biografico scritto dal figlio, che nella sua infanzia, a Pellegrino, serviva Messa e si divertiva a uscire fuori dai canoni: avendo in mano il campanello, si divertiva a suonarlo e fare sedere ed alzare la gente quando voleva lui, non quando era il momento. Quindi, il chierichetto, ma anche il chierichetto un po' monello.
E il figlio Adolfo dice una cosa bellissima: " Il genio non è altro che la convivenza di un bambino e di un adulto dalla mente poderosa". Quest'accoppiata, che sembra quasi una cosa contraddittoria: "in quel tabernacolo che è il cuore del bambino, c'è sempre un angelo". Credo che non si potesse dire meglio. Altro aspetto: un uomo che ha conosciuto la durezza della vita, scoperto la vita, sperimentato la vita sin dall'infanzia nel suo aspetto di durezza. Ha fatto anche la fame, ha subito privazioni, a livello familiare, e non sono mancate le prove fin dall'inizio della sua esistenza. Per cui direi: un genio, certo: ed uso questa parola tranquillamente. Un genio, ma che ha sempre pagato un prezzo elevatissimo allo sportello del sacrificio. Oggi tante persone si illudono di raggiungere certi traguardi scansando lo sportello del sacrificio; invece non si può evitare il sacrificio, la rinuncia, la durezza della vita. Ho detto: fame, povertà, privazioni di ogni genere; studio, studio accanito, fin dagli anni delle medie, del liceo, dell'università. Mi fa piacere leggere una sua espressione: lui diceva che "studiava, che bisogna studiare con amore, ...e con diletto", e poi aggiungeva "perfino da arrabbiato". Quindi, dono - e lui certamente ha ricevuto un dono straordinario - ma anche impegno. E vorrei ricordare un episodio, una scena che non riesco a togliermi dalla mente: quando, ai primi anni del liceo, non avendo la possibilità di pagarsi i libri, se li faceva imprestare dai compagni, e la sera usciva fuori, perché in casa non bisognava consumare troppo petrolio: si metteva sotto il lampione della pubblica strada a leggere e studiare. Allora si comprende come le sue grandi qualità siano sempre state accompagnate da un impegno, anche se questi suoi doni gli facevano bruciare le tappe. Quando doveva fare il liceo, si è determinata una difficoltà: non aveva studiato il latino. E allora lui a scuola, a ripetizione dal parroco del paese, in due mesi ha studiato il latino; in due mesi ha fatto quel curriculum per il quale, normalmente, si impiegano tre anni. E all'esame ha avuto come professore un latinista famoso, il quale, meravigliato dalla straordinaria capacità di questo allievo, alla fine si è complimentato con lui, gli ha stretto la mano, ma è rimasto esterrefatto quando Luigi, con molta semplicità, gli ha detto che il latino lo aveva studiato in due mesi. E allora questo professore si è preso la testa fra le mani, è rimasto per alcuni istanti sbalordito, quasi incredulo dalla rivelazione. Cosa ci ha messo di lavoro, per arrivare a quel sussidio di cinquemila lire? Che gli permettevano di fare gli studi universitari e che lui era andato a ritirare a Roma, direttamente dal Capo del Governo di allora; e al ritorno si teneva le mani in tasca perché non gli rubassero quell'assegno di cinquemila lire. Era il frutto di uno studio accanito, anche di diciotto ore al giorno.
E allora non ci stupiamo che a diciannove anni lui pubblichi il suo primo lavoro scientifico, la sua firma accanto alla firma di quello che allora era il più prestigioso professore di fisiologia, Pietro Tullio. Ma tutto questo non gli ha impedito che durante la vita abbia sempre coltivato lo studio, l'aggiornamento, l'approfondimento.
Quando sono stato nel suo laboratorio ed ho visto il leggio che campeggiava in centro e gli ho chiesto "Professore, a che cosa serve quel leggio?", lui ha risposto semplicemente "...eh, durante le ore della notte leggo e studio, e questi libri li leggo veramente: non sono qui per arredamento......stando in piedi non mi addormento". Questo all'età di ottant'anni. E allora mi viene in mente l'espressione di un grande romanziere del nostro tempo, Garcia Marquez, il quale diceva: "il genio è fatto per il tre per cento di ispirazione e per il novantasette per cento di traspirazione". Nel Prof. Di Bella c'era indubbiamente tutto questo. C'era l'ispirazione, ma c'era la fatica, il lavoro, la traspirazione, il sudore. Un uomo che era anche poeta, oltre che scienziato. Mi piace che il figlio Adolfo intitoli la biografia "Il Poeta della Scienza". Lui ha realizzato una sintesi stupefacente tra bene, bello e buono. Noi siamo portati a separarle queste tre dimensioni, la verità, la bellezza, la bontà; il Prof. Di Bella ne ha creato la sintesi. Per cui ci ha invitati a scoprire la bellezza della bontà - cito ancora il figlio - e la bontà della bellezza. Aggiungo: un uomo pensoso, capace di folgorazioni, di intuizioni fulminee, facendolo arrivare là dove una persona normale arriva magari dopo mesi; ma capace soprattutto di concentrazione. E se c'è un'immagine - tra le tante - per me incancellabile, è proprio questa: il suo studio, l'amico Dottor Minuscoli che gli sottoponeva il foglio illustrativo di un farmaco, sul quale gli chiedeva il suo parere, ed io vedevo lo scienziato estraniarsi completamente, diventare come assente, concentrarsi su quei dati che nella sua mente elaborava in una formula chimica, prima di dare una sentenza. Ma quello che mi impressionava era questa capacità di concentrazione profonda; aggiungerei anche, un uomo solitario. Questo aspetto di solitudine lui lo ha realizzato sino dall'infanzia, dall'adolescenza, nella giovinezza; ed è una dimensione che ha realizzato anche in seguito. Un po' si sentiva isolato dagli altri, ma tante volte era lui stesso che amava e cercava la solitudine. Vorrei fare un accostamento: come i profeti, come Geremia, che diceva "afferrato dalla Sua mano, sedevo solitario". Per realizzare grandi cose, nella vita, bisogna amare la solitudine. Non bisogna - diceva Geremia - sedersi nelle brigate dei buontemponi. Solitario: e quindi capace di battere, anzi, di inventare, nuove strade, in anticipo sugli altri. E chissà quando gli altri ci arriveranno! E soprattutto: un uomo contro tendenza, sfasato (in un certo senso) rispetto al proprio tempo, rispetto alla mentalità comune.
Il Prof. Di Bella è stato un resistente contro l'imbarbarimento progressivo. Ci sono due studiosi francesi che hanno scritto un libro veramente inquietante: "Piccoli passi verso la barbarie", dove documentano che noi, al di là della parola "progresso", della quale ci riempiamo la bocca, in realtà ci stiamo avvicinando a piccoli passi, senza accorgercene, verso la barbarie. Luigi Di Bella è stato un resistente, contro l'appiattimento generale, contro il denaro corruttore. Resistente perché libero. Resistente perché non legato ad alcun carro, a nessuna consorteria. E direi che è stato pure un trasgressivo, nel senso che si è costantemente ribellato alla legge ferrea del "fanno tutti così". E lui, anche senza bisogno di dichiararlo (ma lo faceva capire)..." e io non ci sto"! Per lui trasgressività significava agire sfasato rispetto alla rotta seguita dai più, opporsi con la propria testimonianza, pagata a caro prezzo, al malcostume dilagante, non lasciarsi arruolare sotto la bandiera della vigliaccheria mascherata da astuzia. E mi piace anche ricordare questo aspetto della sua personalità: un uomo che dava peso alle parole. Io, che di mestiere faccio il giornalista, lo scrittore, e quindi maneggio le parole con una certa disinvoltura, di fronte a lui mi sentivo intimidito, perché mi accorgevo che avevo davanti un uomo che le parole le pesava, non parlava a vanvera. Tutto quello che diceva era qualcosa di pensato, qualcosa di pesato. E allora non mi stupisco che sia uscito in questa frase che è tutta un programma: "bisogna dare alle parole il significato che hanno". Io credo che oggi uno dei peccati - oserei dire - imperdonabili della nostra società, sia proprio quello dello scarso rispetto delle parole. Le parole che vengono prostituite, alle quali si fa dire ciò che si vuole, le parole che non vogliono dire più niente, che perdono il loro significato. Questo, consentitemi, è anche un aspetto profondamente biblico. Ma non posso trascurare di mettere in evidenza anche una malattia che aveva il Prof. Di Bella, una malattia incurabile: era allergico al denaro, al profumo, per molti irresistibile, del denaro. Luigi Di Bella non era eretico per le sue teorie, per il suo famoso protocollo; era eretico perché ha osato dire ‘a me il denaro non interessa', ‘io dai miei malati non ho preso mai una lira'. Questa la sua eresia. Lo diceva, l'ho sentito dire tante volte anche dal Dott. Minuscoli. Normalmente quando uno dice che il denaro non gli interessa, in realtà ne è interessato molto. Al Prof. Di Bella no. Al Prof. Di Bella interessava il bene degli altri, interessava curare, interessava dare speranza, rimettere in piedi delle persone. Ne sono profondamente convinto: un uomo che era sulla via giusta perché ha percorso una vera Via Crucis fatta di colpi bassi, di umiliazioni, di incomprensioni, di cattiverie assortite; perché è stato bersagliato da invidie feroci, da attacchi meschini e volgari, e proprio per questo, quando questo vedevo e sentivo, certo mi dispiacevo molto, ma mi sentivo consolato pensando: "E' sulla strada giusta". Certo qualcuno gli avrà chiesto - e gliel'ho chiesto anch'io - "ma chi glielo fa fare?". Non mi ha mai risposto. Ho un amico psichiatra, che ha dato una risposta che credo il Prof. Di Bella avrebbe condiviso pienamente: "si dà il caso che quel tale che me lo fa fare sia io stesso". Uno comincia ad essere coerente ed autentico quando il "chi me lo fa fare" è lui stesso, è la propria coscienza, il proprio senso di responsabilità.
Ci sarebbero tante altre cose da dire, ma parlare del Professore significa sfiorare una miniera dalla quale si potrebbero trarre infiniti tesori. Come sacerdote, desidero esprimere la mia consapevolezza, quella consapevolezza ricavata dall'incontro con lui ed anche dal racconto che di lui mi faceva l'amico. Era un uomo che ti faceva sentire il passaggio di Dio, e non soltanto quando parlava del cervello, dei meccanismi misteriosi del cervello: anche la sua persona ti dava questo senso di Dio. Una scrittrice del nostro tempo ha detto che quando noi incontriamo uomini come lui, non ci accorgiamo che ci è passato accanto Iddio, perché ci è passato accanto l'uomo: ma Dio e quell'uomo sono una cosa sola. Ecco perché sento il bisogno di ringraziare il Signore per avercelo dato e per ringraziare lui per essere stato quello che è stato ed avere fatto quello che ha fatto.
Don Alessandro Pronzato

 Per prenotazione biografica
Dott. Massimiliano Franzoni:
Tel.  0524/530.383
Mail  massimilianofranzoni@mattioli1885.com

venerdì 9 marzo 2012

I rischi nel mangiare carne

visto su: www.climatrix.org

Fonte: Free Monkeys *
La carne è stata a lungo sospettata di essere un cibo povero. L'avvertimento di solito era: mangia meno carne. Ora è: non mangiare carne!

Gli uomini un tempo credevano che la carne fosse necessaria per produrre sangue. Ora è noto che solo la frutta fresca, le bacche e le verdure forniscono al corpo energia vitale.

Il brodo di manzo è stato a lungo considerato un valido tonico e stimolante, quasi indispensabile per i malati deboli. Ora, invece, sappiamo quanto sia vero il contrario.


Secondo un eminente medico francese, il brodo di manzo è una «vera soluzione di veleni». Il dottor Austin Flint, del Bellevue Hospital College, uno dei più importanti medici d'America, fece un'analisi chimica dei brodo di manzo e scoprì che il risultato era praticamente lo stesso di un'analisi dell'urina.

E' inevitabile che sia così, perchè il brodo di manzo, il brodo di carne, il brodo di pollo, il bollito e gli estratti di carne di tutti i tipi sono dei veri e propri tessuti disintegrati, preparati artificialmente, proprio come l'urina, che è composta da tessuti disintegrati, prodotti dal metabolismo dei corpo.

Il brodo di carne, pertanto, è un veleno che intossica. Non ha proprietà nutritive, il suo uso non è mai indicato, e non ha alcuna capacità di aiutare i malati deboli o i convalescenti
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Maryse Bouchard, ricercatrice del "Department of Environmental and Occupational Health" (University of Montreal) scoprì che aggiungendo la carne nel regime dietetico, la tossicità dell'urina aumentava del 50%, e se la dieta consisteva interamente di carne, la tossicità aumentava dei 400%.

Di fatto, mangiando carne, il contenuto di acido urico dell’urina aumenta da tre a dieci volte. Alla luce di questo, è da ricordare che l'acido urico, in combinazione con altre tossine, è considerato da molti ricercatori la più attiva fra tutte le sostanze che producono malattie.

Un tempo si supponeva, finanche, che la carne fosse particolarmente salutare nella cura della tisi, tanto è vero che alcuni anni fa un tedesco entusiasta fondò un'istituzione col proposito di nutrire i tisici esclusivamente con carne (usando principalmente carne cruda). L'iniziativa fallì in sei mesi.

La carne si decompone nel tratto digestivo, il veleno risultante viene assorbito e il sangue contaminato, con risultati disastrosi. Questa è la principale causa che predispone al cancro, alla tisi e ad altri tipi di malattie.

Gli esami post mortem, fatti in centinaia di casi al Phipps Institute di Philadelphia, hanno dimostrato che l'86% di tutti i malati di tisi avevano anche i reni malati, e in uno stadio abbastanza avanzato.

L'indebolimento dei reni è, infatti, fra la cause più comuni di morte nella tubercolosi polmonare. Ed è sempre la carne ad essere in genere responsabile dei morbo di Bright e di altre disfunzioni renali.


In una dieta composta di frutta, noci e verdure, i malati di cancro hanno nelle loro mani i mezzi per liberarsi largamente, se non interamente, dalla paura che accompagna questa terribile malattia. lo l'ho verificato molte volte attraverso la mia esperienza, e, nella cura di questa malattia, mi si è aperta una porta ancora più ampia da quando ho conosciuto il valore di una dieta simile". (George Biack, M.D.).

"Il cibo animale, l'abuso del quale si fa ogni giorno più grande, non è un cibo in nessun senso, ma un veleno continuo". (Prof. Dr. Huchard).

"E' stata notata l'enorme quantità di morti in America dovuta al morbo di Bright. Non ho più dubbi che sia la dieta ricca di carne a rovinare i reni, se, in special modo, consideriamo gli esperimenti del dr. Newburgh, i quali provano con certezza matematica che possiamo produrre il morbo di Bright anche nei topi, mettendoli a dieta con molta carne" - (M. Hindhede, M.D., Commissario della Sanità in Danimarca)

"Il 75% delle malattie più terribili di cui soffriamo, sono in pratica avvelenamenti causati da cibi non naturali. La natura dice, in un modo che non può essere frainteso, che l'uomo è un animale frugivoro e non carnivoro". - (Alexander Haig M.A.,F.R.C.P.).


Inoltre, per più di un centinaio di anni, i medici hanno sostenuto con insistenza l'assurda teoria secondo cui una dieta composta principalmente di carne era essenziale per la cura vittoriosa dei diabete. Nulla di piu' falso! Questa è, semmai, la ragione per la quale questi malati non guariscono mai! I dottori "senza farmaci" hanno dimostrato, infatti, che una dieta di carne peggiora la malattia, aumentando, addirittura, la presenza di zucchero nell'urina.

Una dieta di carne magra è stata, invece, a lungo considerata benefica nel casi diobesità. Ora è noto che in simili casi di squilibrio se c'è una tendenza a sviluppare il diabete questo aumenta mangiando la carne.

Commentando i pericoli nel mangiare carne magra, Mikkel Hindhede disse: “Abbiamo provato anche a vivere di sola carne. Ma dopo esserci nutriti di carne magra, cotta o arrostita, tre volte al giorno, in soli tre giorni stavamo così male che nessuno di noi volle continuare. Quale fu la causa? Quando gli intestini sono pieni di carne magra, il risultato è la putrefazione, che si manifesta in diarrea e feci maleodoranti. Attraverso questo processo sono probabilmente prodotte delle tossine, che una volta assorbite, causano un avvelenamento. Una dieta di sola carne magra è velenosa per l'uomo e non ci sono dubbi su questo".

Allo stesso modo Hindhede ha condannato anche le uova e il latte usando queste parole: "Cio' che è stato detto sulla carne è valido per le uova e in parte per il latte".

Il beri-beri, lo scorbuto, il rachitismo e la pellagra sono malattie da deficienza, e spesso risultano dal mangiare troppa carne. Tutti i tipi di carne mancano di molti elementi che il corpo deve avere per costruire dei tessuti sani: questa, effettivamente, è del tutto carente sia di vitamine che di sali di calcio. Soltanto la frutta fresca, le bacche e le verdure sono ricche sia di vitamine che di sali minerali, e mangiandole si assumono tutte le sostanze di cui il corpo ha bisogno.

Non fu certo un caso se, qualche anno fa, un gastroenterologo fece trasalire il mondo della medicina affermando che "l'ulcera dello stomaco è una malattia riservata a chi mangia carne".

Purtroppo tutti quei mangiatori di carne, che sono o troppo deboli per abbandonarne l'abitudine o i cui dividendi dipendono dall'industria che inscatola la carne, sono sempre pronti a fare una grande pubblicità ad ogni informazione che sembra aiutare la loro causa.

Molte persone sono così portate a credere che per avere forza e vigore è necessario mangiare carne rossa, dimenticando che i buoi e gli elefanti prendono la loro grande forza e il sangue dall'erba e dalle foglie, ricche di vitamine, di calcio, di ferro e di altri sali minerali.

I deboli, i magri e gli anemici, invece di nutrirsi di fegato di vitello e di olio di fegato di merluzzo, dovrebbero nutrirsi di cibi vitali del regno vegetale, per la mancanza dei quali il loro sangue sta morendo di fame e il loro corpo si sta ammalando
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Le informazioni relative al rischi nel mangiare la carne, dovrebbero essere sufficienti a ridurre di molto il consumo della carne. Ma se i rischi si limitassero solo a quanto scritto sopra, l'argomento sarebbe di così poca importanza da ricevere poca attenzione da parte nostra.

E' stato dimostrato nei laboratori di Fisiologia di Harvardche una dieta di carne causa un'accelerazione dei battito cardiaco sorprendente per velocità e durata.Dopo un pasto di carne, l'aumento dei battiti cardiaci va regolarmente dal 25 al 50% sopra il livello rispetto al digiuno, e persiste, in soggetti sperimentali, da 15 a 20 ore, raggiungendo un totale di molte migliaia di battiti in più.

Questo si verifica poichè un pasto zeppo di proteine animali causa un sovraccarico di lavoro per il cuore, che è paragonabile, in estensione, all'attività totale del cuore di due o tre ore.

La carne, poi, scendendo nello stomaco e nelle budella dell'uomo, è come se giacesse sotto il sole estivo al margine della strada, e ciò, di certo, causa danni maggiori di quanto sia mai stato detto o scoperto.

Uno dei prodotti della carne decomposta è l'urina, e non ha importanza se la carne si è decomposta nello stomaco, nella pentola o dal macellaio. I prodotti secondari della carne decomposta passano nel sangue dei consumatori di carne, e devono essere filtrati ed eliminati dai reni come uno scarto velenoso, che serve solo ad indebolire il corpo e a logorare i reni, portando al morbo di Bright e ad altre malattie renali.

La carne, scendendo nel tratto digestivo, che è di una bellezza teatrale, dipinto con tutti i colori di una bambola di cera, forma uno dei veleni più mortali che i chimici abbiano mai conosciuto, dando al respiro un odore nauseante che si tenta di correggere masticando caramelle e gomme profumate. Quasi tutti i dentisti, purtroppo, affermano che il cattivo odore proviene esclusivamente dai denti malati, mostrando, in questo modo, quanto abbiano ancora da imparare e capire.

Quando il sangue diventa, così contaminato da questi veleni, la pelle viene in suo soccorso e, in un processo di emergenza, crea un'eruzione: i dottori possono definirla morbillo, varicella, eczema, e così via, e cercano di "curare la malattia"con altri veleni sottotorma di farmaci e sieri.

Non c'è da stupirsi se il grande Metchnikoff, dopo una vita di studi sull'argomento, abbia dichiarato che è la putrefazione alimentare la responsabile delle morti premature, che è causa di tutte le malattie, perchè questi veleni, altamente pericolosi, passano dal canale alimentare nella linfa e nel sangue, e da questi sono condotti in tutte le parti dei corpo: il fegato, i polmoni, i reni, il cuore e il cervello.

Qual è il rimedio sicuro? La rimozione della causa, non l'uso di farmaci, sieri e bisturi.

Ricordiamo, infine, che proprio le esigenze dell'ultima guerra mondiale sono servite a dimostrare il valore di una dieta poco proteica. Maiali e bestiame furono uccisi in Europa con lo scopo di conservare le provviste di cibo, e le popolazioni si nutrirono per un certo periodo soprattutto di frutta e verduraIl risultato fu una riduzione di un terzo della mortalità, oltre a una grande riduzione delle malattie.

Alcune malattie come il diabete, l'obesità, la gotta, i disturbi digestivi, i problemi dei fegato e dei reni e altre malattie dell'alimentazione sparirono quasi completamente.

La gente rovina la propria salute mangiando carne e paga i medici per farsi curare i sintomi che provengono da questo abuso, quando gli stessi medici ne ignorano la causa, soffrendo e morendo prematuramente e allo stesso modo per la stessa "malattia" causata dallo stesso problema.

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