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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

lunedì 1 aprile 2013

geoingegneria, da Niscemi a Bruxelles, con Salvo Mandarà

Giulietto Chiesa (http://www.giuliettochiesa.it) e Salvo Mandarà discutono la geoingegneria e la crescente presa di coscienza su quessti temi coperti da attivita' militari segrete.

Riporto testuale notizia inviatami dall'amico Lorenzo Acerra
mercuriocarretta
"Notizia e video NoMuos, anche di geoingegneria s'inizia a parlare di piu'. ciao, lorenzo"


    https://www.youtube.com/watch?v=Yj5zeRAUtP8

L’Assessorato regionale al territorio e ambiente della Sicilia ha revocato l’autorizzazione per la realizzazione del sistema satallitare della marina miliatare statunitense a Niscemi.
Lo scalpore della protesta niscemese, alla quale si è aggiunta quella di centinaia di comitati in tutta la Sicilia, ha allertato il Dipartimento di Stato Usa. Nel febbraio del 2011, sull’onda delle rivelazioni di Wikileaks, il sito americano rese noti alcuni cablogrammi della diplomazia statunitense aventi per oggetto il Muos. Il 15 giugno 2009, J. Patick Thruhn, Console generale a Napoli, scriveva a Washington dicendo che al Muos: «Si oppone un gruppo di sindaci locali, che hanno usato con successo i media locali per veicolare le polemiche alimentate da un attivissimo movimento NoMuos.

Nell'ottobre 2012 veniva fuori una trama tipo spy-story per assecondare il percorso progettuale e la realizzazione del mega impianto radar a Niscemi, oggetto di un accordo strategico internazionale avallato dal nostro Ministero della Difesa perché di interesse sovranazionale.

A inizio marzo 2013 c'era stata una raffica di perquisizioni da parte delle Forze dell’Ordine che ha colpito le case di 16 ragazzi a Niscemi e dintorni. Si trattava del nucleo storico degli attivisti, quei ragazzi e quelle ragazze, che  tengono in vita il presidio permanente davanti alla base americana, in contrada Ulmo. Si sono viste scene tristissime, di genitori, anche anziani, terrorizzati dalla vista di quegli uomini in divisa nelle loro case.  In paese, questi giovani sono conosciuti come ‘bravi ragazzi’. Impegnati nella difesa del loro territorio, sempre pacificamente. L’unica cosa che gli agenti avevano trovato è stato un fucile da caccia di un papà di una di loro. Fucile regolarmente denunciato.

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