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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

martedì 3 settembre 2013

Pacific Rip

La centrale di Fukushima continua a riversare tonnellate di acque radioattive nell’Oceano Pacifico. Le correnti le portano velocemente sulle coste americane del nord, andando a saturare le acque dell’oceano che nel giro di soli sei anni potrebbero risultare  completamente contaminate. Non si sa bene perché il paese del Sol levante (RA-DIO-ATTIVO) debba avere a che fare sempre con le radiazioni, resta il fatto che l’incidente della centrale di Fukushima, di probabile origine artificiale, preme sugli Stati Uniti da Ovest mentre l’altro misterioso incidente alle piattaforme petrolifere nel Golfo del Messico ha contribuito a contaminare quelle acque da Sud-Est. Sopra tutto le giornaliere irrorazioni chimiche aeree che negli States avvengono in modo addirittura più sfacciato che da noi, oltre alla incredibile pratica di fluorizzare le acque ‘potabili’. L’articolo che segue è tratto da  Arirang News:
 Questo grafico mostra la progressiva contaminazione dell'Oceano Pacifico a causa di perdite di acqua radioattiva dalla centrale nucleare di Fukushima in Giappone. La simulazione, gestita da un istituto della marina di ricerca tedesca, mostra le intere acque del Pacifico inquinate dall’acqua radioattiva in soli sei anni. Anche se i risultati non sono riusciti a catturare l'attenzione dei media, alla sua prima uscita pubblica l'anno scorso, gli esperti temono che l'ipotesi potrebbe divenire una spaventosa realtà, dopo che il governo giapponese ha recentemente ammesso che trecento tonnellate di acqua radioattiva sono trafilate in mare.
Mitsuhei Murata, un ex ambasciatore giapponese in Svizzera ha criticato il governo giapponese e l'operatore della centrale nucleare, la Tokyo Electric Power Corporation (TEPCO), per la gestione della situazione. "TEPCO ha recentemente ammesso le perdite di acqua radioattiva. L'apporto è molto più grande di quello che la simulazione aveva preso in considerazione." La comunità internazionale ha anche espresso preoccupazione per il problema, ma Tokyo intanto, è impegnata nel procacciarsi il necessario supporto internazionale per la sua candidatura ad ospitare le Olimpiadi del 2020. Murata ha sottolineato il fatto più scandaloso: che il Giappone non si renda conto della gravità del problema. "Se il Giappone non può garantire la sicurezza della propria nazione, ... è essere insinceri ospitare un evento internazionale come le Olimpiadi. Si deve uscire dalla gara."
Un centro di ricerca nucleare russo aveva consigliato anche alla Tepco di prendere misure drastiche due anni fa, subito dopo l'incidente, ma il Giappone rifiutato il suggerimento. Ormai, due anni e cinque mesi dopo la crisi nucleare, Tokyo ha finalmente proposto di affrontare il problema. Tuttavia, gli esperti dicono che potrebbe essere troppo tardi. L'ex ambasciatore ha anche avvertito che il Giappone potrebbe perdere i suoi diritti nella sua zona economica esclusiva, ... se non riesce a bloccare la fuoriuscita nella zona entro duecento miglia nautiche.
Kim Min-ji, Arirang News.

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