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mercoledì 4 settembre 2013

Scie Chimiche in Ogliastra - Approfondimento

scie-chimiche
Scie chimiche. Due parole che sovente strappano sorrisi, probabilmente a causa della grande disinformazione e speculazione che viene fatta alle spalle di un fenomeno ormai più mediatico che climatico.

Ma se al posto di "Scie Chimiche" viene utilizzato il termine "Cloud Seeding" (dall'inglese, "inseminazione delle nuvole"), non solo finiscono le risate, ma si trova abbondante materiale per approfondire questa discussa tecnica di manipolazione climatica. Il Cloud Seeding, scoperto nel 1946 da Vincent Schaefer, consiste nell'irrorazione delle nuvole con ioduro d'argento, biossido di carbonio congelato (ghiaccio secco), sali e propano liquido al fine di accelerarne la condensazione e quindi la tendenza a causare precipitazioni. Al fine di iniettare queste sostanze, si utilizzano aerei attrezzati o dispotivi a terra [Fonte]. 

Nonostante sia tutt'ora difficile misurare l'incremento della pioggia conseguente all'utilizzo del Cloud Seeding, è ad oggi una pratica largamente diffusa, tanto da avere una sua sezione dedicata all'interno del prestigioso Guardian UK e da ricevere numerosi finanziamenti per lo sviluppo della tecnica, uno dei più cospicui proprio nel 2006 da parte del Governo Australiano, per un ammontare di 7,6 milioni di dollari.

Leciti i dubbi sulla salubrità di queste irrorazioni, nonostante gli studi etichettino come "trascurabile" il danno biologico ed ambientale, sono sempre più numerose le persone che associano l'impennata di gravi patologie - specialmente quelle tumorali - all'esposizione costante a sostanze chimiche, non più solo attraverso pesticidi, anticrittogamici, e così via, ma anche per via aerea mentre si trascorre una giornata all'aria aperta.

Tornando in Ogliastra, Tortohelie Press ha accolto l'accorato appello di un gruppo di cittadini che hanno cominciato ad osservare e fotografare il cielo a distanza di alcune ore dalla comparsa delle scie di condensazione lasciate dagli aerei nei cieli sardi. L'osservazione che vuole essere portata all'attenzione delle istituzioni, è la differenza di rifrazione luminosa tra un cielo odierno rispetto ad uno di una decina di anni fa.
Se infatti - spiega la portavoce - i giovani ne ridono, i maggiori riscontri li abbiamo avuti dagli anziani, da sempre attenti osservatori dell'amata natura, che esprimono dissenso, ed incapaci di dare un nome al fenomeno si limitano a commentare con un rassegnato "Abbiamo da tempo capito che c'è qualcosa che non va".

Da una parte c'è il nobile pretesto di risolvere una volta per tutte la piaga della siccità, ma a quale prezzo per la salute dei cittadini? Le interrogazioni parlamentari sollecitate da questo silenzioso ma attivo comitato ogliastrino hanno suscitato reazioni perplesse e forse divertite, tanto che il portavoce locale - indicato dal sindaco di Ulassai alla rappresentante del movimento - si è più volte domandato se al Governo sapessero perlomeno di cosa si stava parlando.

Alcuni link di approfondimento:



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