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mercoledì 2 ottobre 2013

Scienziati pensano agli smartphone come sensori per i terremoti

Heartquake

Che gli smartphone siano estremamente funzionali lo si sapeva già, ma le future applicazioni di questi dispositivi potrebbero essere ben più utili di quanto previsto fino ad ora secondo quanto pubblicato sul Bulletin of the Seismological Society of America. Alcuni scienziati hanno valutato la possibilità di sfruttare i dispositivi mobili per misurare le vibrazioni del terreno e fungere da sensori per la raccolta di informazioni scientifiche, il tutto grazie agli accelerometri MEMS che si trovano già adesso all’interno degli smartphone di svariati brand.
La sensibilità dei modelli esistenti basta per valutare le vibrazioni di un terremoto del 5 grado in su, qualora ci si trovi (sfortunatamente) abbastanza vicini all’epicentro, non certo un gran risultato. In futuro, tuttavia, la sensibilità di questi accelerometri potrebbe drasticamente migliorare, creando una vera e propria rete urbana di controllo sismico: pensiamo quindi ad un sistema di allerta che si attiva non appena un gran numero di dati convergenti cominciano a segnalare un evento tellurico in corso, d’altronde la distribuzione degli smartphone sul territorio è più che capillare.
L’idea ricalca quella del Quake-Catcher Network di Standford, una rete che vede collegati sismografi professionali a quelli amatoriali, con il contributo di tutti si può infatti avere accesso ad una mole di informazioni maggiore. Smartphone per il monitoraggio di terremoti, facili da trasportare e da reperire, una funzionalità in più che potrebbe essere particolarmente utile in alcune zone della Terra.
 

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