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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

martedì 29 ottobre 2013

Shaolin, medicina e salute

Mi segnalano e condivido con Voi...



a Roma il 14 Dicembre 2013....(a 95 euri)...

Buongiorno,
Vi segnaliamo un’importante iniziativa, la prima in assoluto in Italia: 

 1° seminario di studio 
Shaolin, medicina e salute
Cultura del Benessere e Medicina orientale secondo la filosofia Shaolin”.

Un Workshop intensivo di oltre due ore per scoprire gli antichi segreti per la guarigione utilizzati da secoli dai monaci di Shaolin della Cina. 
Metodi e tecniche per promuovere la naturale capacità di auto-guarigione del corpo, per aumentare la forza interiore, per ridurre lo stress e il dolore. Il seminario professionale si terrà a Roma a dicembre, e sarà curato direttamente dal Ven. Maestro Shi Yan Fanmonaco della 34esima generazione di guerrieri Shaolin e abate del Tempio Shaolin di Los Angeles

Per gli accrediti potete scrivere al seguente indirizzo email press@deltastarpictures.com chiedendo l’invio della scheda d'iscrizione.


Cordiali saluti,
Nicoletta


Uff. Segreteria

Aforisma sul PANINO

Il panino è forse la cosa giusta al momento giusto, quando hai fame ti mangi il panino! Non è quella cosa da mettere sul piatto, quella cosa che deve a tutti i costi sembrare perfetta, ordinata da Cheff alla francese. La gente oggi, grazie alle riviste spazzatura, sta li a perder tempo dietro i consigli degli esperti, quando in realtà basterebbe essere meno mentali, chiudere qualche occhio in più, e magnare, semplicemente magnare. Come la pizza, il panino è un simbolo, di quest'epoca di psico-umani che corrono in ogni dove...ma meglio quella gente che non si perde dietro ai 50g di pasta...e alle diete fai da te...se fosse solo il cibo la vera causa dei nostri mali...

Ora guardatevi la zingara :-) hihihi...

lunedì 28 ottobre 2013

Finding our essence within presence, at point zero - Kishori Aird





Kishori Aird is a professional naturopath and a medical-intuitive. All medical intuitive practitioners develop a personalized approach to read symptoms and restore vital energy once "blockages" have been identified. Among other techniques, Kishori uses her own DNA reprogramming techniques.
Medical intuition is a path more frequently traveled than in the past. At 18, Kishori started her extensive spiritual and alternative journey in an ashram. Two years later, she began her studies in nursing, with the hope of becoming a midwife.
At 25, after a second two-year period in an ashram, she started her own family and moved to Ottawa where she worked at l'Arche Jean Vanier, a home for the mentally impaired. In 1986, she returned to Montreal (Canada) and sought training in new fields of healing, including hypnotherapy and crystal therapy. Since the 1987 Harmonic Convergence, she has added training in naturopathy, kinesiology and emotion-based therapies to her journey as a health professional. She has also studied tantric practices and she is a Reiki master.
n 1990, Kishori studied kinesiology on the west coast of the United States where she worked with renowned naturopaths and chiropractors.

In 1993, she opened her own clinic and started working as a professional medical intuitive.Since 1994, she has been offering training in medical intuition. In the summer of 1997, she began research on DNA and on the means to reprogram and reclaim it. She then developed reprogramming techniques, which she currently teaches. This, in turn, has led her to Essence and the process of anchoring.
She retired from private practice after publishing Essence in 2005 and is now dedicating herself exclusively to writing and teaching. She focuses on reprogramming DNA, exploring the Essence and the process of amplifying and anchoring what she calls The Individualized One.
She describes herself as a visionary and a mystic with a non-sectarian approach whose vision is convergence at zero point.http://www.kishori.org/en/biography

To support the juicy living tour and to watch more video interviews, visit http://www.JuicyLivingTour

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Stay tuned on the Juicy Living Tour and where it is right now in the world from Lilou's facebook fan page athttp://facebook.com/liloumacewebtv

Il punto zero spirituale - Kishori Aird



IL PUNTO ZERO SPIRITUALE
Nikola Tesla fu il primo scienziato ad esprimere l'idea che il vuoto dello spazio è soltanto evidente e che è riempito di un'energia "potenziale", quindi a tirar fuori il concetto d'energia libera o d'energia del punto zero. Ogni cm3 di "vuoto" siderale conterrebbe infatti una quantità d'energia superiore a quella contenuta nel nostro sole. Ma anziché aggiungersi, le energie presenti si annullano come due onde di senso contrario messe in presenza una dell'altra.
Sembra tuttavia possibile eliminare queste interferenze creando "zone di coerenza" dentro le quali l'energia è estratta con la polarizzazione locale di questo spazio energetico al livello del suo punto zero, cioè al punto di bilanciamento di tutte le polarità presenti. Alcuni pensano che la tecnologia extraterrestre sia fondata su quest'applicazione della fisica quantica: polarizzando leggermente il vuoto con un metodo ancora poco conosciuto ma basato sull'elettromagnetismo, si arriverebbe a recuperare un po' di energia che, una volta iniettata in un sistema di propulsione, gli permetterebbe di restituire continuamente più energia di quella che consuma; il sistema non avrebbe così bisogno di alcun combustibile per funzionare, non farebbe che "pompare" l'energia disponibile ovunque in modo permanente.
Naturopata professionale di formazione, Kishori Aird è ciò che si potrebbe chiamare "un'intuitiva medica". Da oltre 10 anni, fa ricerche sui DNA e sui mezzi per riprogrammarlo e riappropriarsene. Ha appena messo in luce il fatto che il punto zero si trova non soltanto ovunque nello spazio, ma anche in noi, nel nostro essere spirituale, al punto di riunione e d'equilibrio tra le forze contrarie derivate dalla dualità che si affrontano all'interno di ogni essere umano. È in questo punto zero spirituale che si può apprendere a vibrare sulla frequenza della nostra vera essenza e diventare un essere completo, un essere pronto ad affrontare la multidimensionalità. Ecco la sua prova appassionata, estratto del suo nuovo libro, "Essenza".
Come vibrare alla frequenza della nostra vera essenza
"Anche se siamo spesso disperati per la violenza ed i cataclismi ecologici che avvengono attualmente sul nostro pianeta, siamo anche stimolati dalle continue innovazioni ed i nuovi modelli biologici e fisici". È stupefacente constatare a quale punto le vecchie strutture possono diventare malleabili per i periodi di turbolenza. Il nostro pensiero collettivo diventa allora permeabile a concetti completamente innovatori. Viviamo un'epoca che fa pensare che anche "la verità" può essere ridefinita. Tutti i rami della scienza ce l'insegnano e, in sommo grado, la fisica quantica che dice che la materia che si credeva solida non lo è e che la realtà concreta è determinata dai nostri pensieri.
Dopo la messa in evidenza della teoria delle "supercorde", che ridefinisce la natura della materia in funzione del suo tasso vibratorio, il DNA ci appare ora come una rete di reazioni dinamiche sequenziali, animate ed influenzate dall'ambiente. La dinamica del vivente è interrelazionale.
Un gene X attivato abbastanza a lungo potrà iniziare un gene Y, e quest'attivazione di XY comporterà l'attivazione di Z. Il groviglio delle reazioni del sistema genetico rompe il concetto d'ordine stabilito da Watson e Crick in 1953. sul modello della fisica quantica che, grazie alla legge delle supercorde, ha dimostrato che la materia non si definisce più in funzione delle sue componenti chimiche, ma piuttosto in funzione della frequenza e dell'intensità del tasso vibratorio dei suoi elementi, l'esistenza può essere percepita in funzione del tasso vibratorio di una rete di probabilità che interagiscono e si intersecano.
Le frequenze delle une e delle altre si respingono e si attirano, e vibriamo simultaneamente in una rete che si modifica continuamente al gradimento delle frequenze emesse. Nel corso dei miei circa trenta anni di pratica spirituale, ho sentito un cambiamento di frequenza operarsi sul pianeta. Ho la convinzione che l'ora è infine arrivata a trasformare i vecchi paradigmi sui quali si fondano i nostri programmi genetici umani.
Sono persuasa che viviamo un'epoca dove dobbiamo riappropriarci dell'eredità collettiva che risiede nel cuore di ogni cellula del nostro corpo, e tutto segnala che le circostanze planetarie attuali sono propizie a ciò. Sappiamo già che i nostri atteggiamenti influenzano la nostra salute e la nostra evoluzione. Possiamo anche cambiare i programmi che li governano. Possiamo diventare partecipanti coscienti, innovatori immaginativi.
segue qui: http://xoomer.virgilio.it/alternativo/puntozero.htm

domenica 27 ottobre 2013

Prova a pensare che potrebbe accadere anche a tuo figlio/figlia...

ringrazio l'amico Wlady della segnalazione...consiglio a questo punto una massima divulgazione nel web della notizia...incluso parenti, amici, preti, santi, chi ha la coscienza sporca e vuole sentirsi meglio, e tutti quelli che credono nella vita, inclusi giocatori di serie A, e ovvio i nostri cari amici politici...

Valentina è una bella bambina di 8 anni. Come tutti i suoi coetanei, le piace giocare, saltare e correre verso il futuro con la vivacità tipica dei bambini.
Qualche giorno fa si è sentita male, accusando forti dolori di pancia. Una corsa in ospedale e una diagnosi terribile. La malattia di Wilson le ha distrutto il fegato. Ha urgente bisogno di un trapianto, che è possibile anche da donatore vivente, da parte di uno dei genitori, entrambi compatibili e disponibili, come lo sarebbe ogni genitore, a fare qualunque cosa per salvare il proprio figlio.
Valentina è nata in Albania e nel suo paese non vi sono strutture che possano effettuare questo tipo di operazioni.
Gli zii, che vivono a Varese, grazie a una nostra volontaria, si sono rivolti a noi. Il Centro Pediatrico Trapianti di Fegato di Bergamo, diretto dal prof. Lorenzo D'Antiga, da noi contattato e al quale è stata trasmessa la documentazione sanitaria di Valentina, ritiene possibile l'intervento.
C'è un problema, però. Valentina, non essendo italiana, deve pagare la prestazione sanitaria, che viene quantificata in quasi 133.000 euro, il costo della sua vita!
E' una cifra che la sua famiglia non può assolutamente permettersi.
Ci siamo rivolti alla Regione Lombardia affinchè autorizzi il suo ricovero con finalità umanitaria.
Nel frattempo lanciamo un appello per salvare Valentina e apriamo una raccolta fondi, anche perchè alla degenza in ospedale vanno aggiunte le spese di permanenza per un anno in Italia per il follow-up, controlli e terapie anti rigetto.
Valentina ha voluto mandare una foto dall'Ospedale di Tirana, dove è ricoverata. Come hanno detto i medici albanesi, Valentina è nelle nostre mani e i suoi dolcissimi occhi ci chiedono aiuto. Siamo la sua unica speranza perché Valentina può resistere solo qualche settimana prima di diventare un angelo.
E' vero che, ogni giorno, nel mondo muoiono tanti bambini, ma quando uno di loro incrocia la nostra strada, non possiamo far finta di nulla.
Chi volesse dare un futuro a Valentina può contribuire, indicando la causale "La vita di Valentina", attraverso:
Conto corrente bancario Credito Bergamasco - Varese IBAN IT91 R 03336 10800 000000021266
Conto corrente postale c/c 001007333485 - IBAN IT96  K 07601 10800 001007333485
direttamente sul sito www.ilpontedelsorriso.com con il dona ora/paypal.
Intestati a IL PONTE DEL SORRISO ONLUS, via Filippo Del Ponte 19, Varese

JEAN-MICHEL JARRE "Oxygène P2" (1977)



http://suoni-vibrazioni.blogspot.com

Franz, sul ring insegno a dar calci a malattia


di Davide Madeddu
 L'umiltà del campione. Dopo le sfide sui ring e sui tatami di mezzo mondo, quella più importante: insegnare la kickboxing ai malati di sclerosi multipla. E, fatto tutt'altro che trascurabile, inculcare il valore della solidarietà ai giovani. Negli anni '80 e '90 per i ragazzi di kickboxing era semplicemente "il campione", conosciutissimo ovunque ma soprattutto nel Sulcis dove la disciplina ha fatto il suo esordio per la prima volta in Sardegna nel 1976. Kickboxer di primo piano a livello internazionale, Franz Haller, 54 anni di Bolzano, capelli bianchi e fisico da combattente, ha calcato i più importanti ring e tatami del mondo cimentandosi con successo nella kickboxing, nella thay boxe e nel k3 in Giappone. Discipline da combattimento particolarmente impegnative in cui è previsto il ko e in cui da professionista è riuscito a eccellere diventando più volte campione mondiale. Oggi la seconda fase che viaggia su due binari, quello dell'agonismo dei suoi allievi e quello della solidarietà. "Posso dire che faccio parte di quelli che chiamano i pionieri - racconta Franz - Oggi ho i capelli bianchi ma sono sempre rimasto fedele a questo sport".
Dopo l'agonismo l'insegnamento, seguendo con convinzione il filone di chi vive quasi sottotraccia. E la nuova sfida. Far apprendere la kickboxing alle persone che devono fare i conti con la sclerosi multipla, malattia che vede proprio nel Sulcis una delle zone con la più alta incidenza in Italia. "E' prima di tutto una questione culturale - spiega - O si corre dietro al business oppure si cerca di lavorare nel sociale, pensando quindi alle persone. E io guardo a loro". Complice dell'esperimento il suo impegno nell'associazione Sclerosi multipla di Bolzano. "Come volontario venivo ad aiutare queste persone, accompagnandole alle feste, oppure a scendere le scale o salire in macchina. Poi un giorno il presidente dell'associazione mi ha detto: 'tu sai fare delle cose, perché non le fai anche per noi?'. Una sfida, appunto, insegnare le basi della disciplina sportiva che, in questo caso, punta al benessere fisico delle persone e non certo all'agonismo. Abbiamo sistemato una sala dell'associazione e l'abbiamo trasformata in palestra con tatami, guanti, sacco. Un gruppo fa ginnastica, streechting e qualche volta indossa i guanti e prova. Ognuno fa quello che può ma con soddisfazione. E buoni risultati". Una sfida nella sfida. "Purtroppo - confessa Franz - molto spesso chi lotta contro questa malattia tende a chiudersi, noi cerchiamo di aiutarli a vivere una vita il più normale possibile". Non è certo un caso che in palestra si allenino anche i campioni regionali, nazionali e internazionali che Haller segue con dedizione. "L'iscrizione si fa all'associazione Sclerosi multipla e ai ragazzi dico: voi potete allenarvi da me ma dovete essere disponibili. Ho una decina di atleti che combattono a vari livello, altri che si allenano forte. Ma tutti, quando serve, sono pronti a dare una mano all'associazione e agli ammalati. Perché nella vita - dice il campione - bisogna essere anche umili".

giovedì 24 ottobre 2013

Un mare di merda



Era il 3 aprile 2010 quando vi parlavo dell’apocalisse della plastica. Intere isole di rifiuti che emergevano dagli oceani, in special modo quello Pacifico, come una grottesca orogenesi che ridisegnava il mondo a nostra immagine e somiglianza, segnando tutta la distanza che intercorre tra ciò che ancora sopravvive nelle pellicole dei film e ciò che davvero è rimasto di quella natura che viene tanto celebrata nei documentari e, tra poco, solo nei libri di storia.
Ora non c’è nient’altro. Il Pacifico è morto. Attraversarlo è come camminare a piedi nudi su un’immensa discarica. Lo ha fatto un marinaio, Ivan Macfadyen, ripetendo le rotte sulle quali una volta proliferavano delfini, squali, pesci, tartarughe, uccelli marini… Questa volta niente: solo una sconfinata distesa di rifiuti. Un mare di merda. Rimuoverla costerebbe di più, dal punto di vista dell’ambiente, che lasciarla lì: bruceremmo troppo carburante. Siamo condannati.
Come gli albatros di una remota isola a centinaia di chilometri di distanza dalla nostra “civiltà”. Il video in cima al post mostra come muoiono, a decine di migliaia: con lo stomaco pieno di tappi di bottigliette di plastica. Senza nessuna consapevolezza da parte nostra, ormai avviati su un triste declivio la cui destinazione finale è l’estinzione: il vero spread tra la vita e la morte, l’unica cosa reale in mezzo a questo caleidoscopico mondo di frattali nel quale danziamo, acrobati del nulla, ammaliati da forme e colori virtuali che illuminano un telo elettronico, mentre la lampadina del proiettore si sta esaurendo e prima o poi resteremo, inesorabilmente, tutti quanti al buio.

mercoledì 23 ottobre 2013

il cuore magnetico



Pier Luigi Ighina fù discepolo e collaboratore di Guglielmo Marconi: è uno scienziato pressoché sconosciuto al pubblico, perché le sue scoperte ed invenzioni non hanno ottenuto alcun riconoscimento dalla scienza accademica. A differenza del poliedrico, ma ingenuo ricercatore ed inventore serbo Nikola Tesla, Ighina non si fidò mai dei potenti con cui evitò ogni collaborazione, conscio che le sue invenzioni sarebbero state usate solo a fini malefici e per lucrare.

Ighina affrontò lo studio dell'atomo da una prospettiva alquanto diversa rispetto agli altri ricercatori: infatti, invece di sottoporre l'atomo all'azione di potenti campi magnetici o di particelle ad alta energia, decise di contenere il suo movimento usando altri atomi, definiti assorbenti, che impediscono agli atomi luce ed a quelli esterni di interferire nell'osservazione.

Attraverso questo accorgimento e mediante il microscopio atomico lenticolare di sua invenzione, Ighina riuscì a classificare varie categorie di atomi in base alle loro differenti pulsazioni.

Un concetto importante da sottolineare è che "l'atomo non oscilla, ma vibra, non si può dividerlo, sarebbe però possibile dividere la sua energia, ma non l'atomo stesso". La scoperta dell'atomo magnetico avvenne casualmente come scrive lo stesso Ighina: "Ero intento a queste prove quando, spostando inavvertitamente una calamita lì vicina, vidi che tutti gli atomi in osservazione si erano messi vertiginosamente in movimento scomparendo poi in una massa luminosa". L'atomo magnetico è il più piccolo rispetto agli altri atomi, possiede una pulsazione più veloce ed inoltre ha la caratteristica di "imprimere il movimento a tutti gli altri atomi, diventando così il promotore di essi".

Una delle apparecchiature costruite da Ighina, il regolatore di vibrazioni atomiche magnetiche, si basa proprio sull'energia dell'atomo magnetico e più precisamente sulla variazione della frequenza di vibrazione della materia con la trasformazione della stessa.

Con questa energia sarebbe possibile guarire qualsiasi malattia, fondere i metalli a distanza, produrre energia elettrica, neutralizzare le radiazioni, investigare il sottosuolo alla ricerca di giacimenti petroliferi o falde acquifere, aumentare i raccolti agricoli ed altro ancora.

È indubbio che il campo magnetico sia fondamentale per la vita sulla Terra, anche se la scoperta di come sia possibile la trasformazione della materia e la produzione di monopoli magnetici risultano piuttosto difficile da concepire.

Per Ighina, tutte le forze esistenti in natura sono il riflesso diretto e indiretto di ununica forza primordiale che è lenergia che scaturisce dal Sole. Tale irradiazione solare riflettendosi si equilibra con sé stessa e condensandosi esplode e quindi sirradia di nuovo e di nuovo si riflette e così si moltiplica. Lenergia solare è una forza positiva che, riflettendosi, diventa negativa. Il Sole accoglie in sé questi suoi riflessi, li trasforma e li irradia nuovamente in maniera positiva e così via. Tale concezione ricorda quella di Reich sullenergia orgonica, distinta in orgone vitale (OR) ed orgone mortale (DOR).

Noto è il macchinario di Ighina con cui egli riusciva (così sembra) a causare le precipitazioni o a diradare le nuvole. Sarebbe interessante se qualche ricercatore indipendente, riprodotto tale congegno, lo sperimentasse per favorire la pioggia, in presenza delle scie chimiche igroscopiche.

martedì 22 ottobre 2013

La verità sui filamenti di ricaduta: sono polimeri di origine militare

Nella seconda decade di ottobre sono caduti in molte zone d’Italia “strani” filamenti: la pioggia di fibre è stata talmente copiosa che molti cittadini, accortisi dell’anomalia, hanno allertato i Vigili del fuoco. Alcune testate, per lo più locali, hanno prima riportato la notizia con toni interrogativi, poi con incredibile tempestività, hanno riferito le “spiegazioni” fornite dagli “esperti”.



L’A.R.P.A., l’Agenzia regionale per le palle sull’ambiente”, ha sentenziato: “Trattasi di tele di ragni volanti. E’ il fenomeno dello spider ballooning: sono cioè fili di Aracnidi che, migrando, secernono fili”. No! E’ tutto falso. Non sono né i ragni né Spiderman a tessere questi grovigli appiccicosi. Ci chiediamo come l’A.R.P.A., cui sarebbero stati consegnati campioni di filamenti, abbia potuto eseguire le analisi così velocemente. Sono analisi, infatti, che richiedono tempi molto lunghi. Non si comprende come gli enti ufficiali, che impiegano ere geologiche per fornire responsi, abbiano potuto subito rassicurare (e circuire) l’opinione pubblica, divulgando l’esito (falso) degli esami.





Quelle precipitate sono dunque fibre polimeriche diffuse con gli aerei impegnati nelle attività di geoingegneria illegale. Molti si chiedono per quale ragione i militari le disperdano: abbiamo in parecchi articoli analizzato la questione ed illustrato la composizione chimica dei filamenti. Essa NON coincide con la sericina, la proteina di cui sono formate le ragnatele. Mentre rinviamo alla lettura degli studi sottoelencati, rammentiamo le seguenti acquisizioni.

• I filamenti sono impiegati come vettori dei composti chimici, a loro volta usati per creare corridoi elettromagnetici.
• Le fibre, essendo costituite di materiali biocompatibili, si “legano” al D.N.A. degli esseri viventi, favorendone una ridefinizione genetica secondo nuovi parametri biologici, anzi biotecnologici.

I polimeri diffusi con gli aerei sono dannosissimi. Si consideri il caso del metanale.

Il metanale è un polimero particolarmente pericoloso che ha bisogno di un catalizzatore che, guarda caso, è costituito dai carbagammati.
carbagammati sono di origine organica, della famiglia degli uretanici.

La reazione tra un gruppo amminico e biossido di carbonio permette la biosintesi del carbammato.

I carbammati costituiscono un gruppo importante di insetticidi: ne sono esempi il feniluretano, l'Aldicarb, il Carbofuran, il Fenoxycarb, il Sevin ed il Ethienocarb. Questi insetticidi agiscono causando inibizione della colinesterasi per inattivazione reversibile dell'enzima acetilcolinesterasi. Alcuni di questi composti sono molto tossici anche per gli esseri umani.

I poliuretani sono una classe di polimeri la cui struttura è formata da gruppi carbammato multipli. Questi materiali possiedono un'ampia varietà di proprietà e sono commercialmente disponibili come schiume, elastomeri e solidi.



Alcuni carbammati, come neostigmina, rivastigmina e meprobamato, sono usati in farmacoterapia come inibitori dell'enzima colinesterasi. L'uretano etilico (C2H5-O(CO)-NH2) è dotato di proprietà anestetiche generali ed anche mutagene. E' stato usato in passato nella terapia del mieloma multiplo, perché dotato di proprietà alchilanti del D.N.A. Oggi è stato del tutto abbandonato, poiché troppo tossico e riconosciuto anche dotato di proprietà cancerogene, soprattutto per il polmone e lo stomaco.

La formazione di un carbammato costituisce un utile gruppo protettivo adoperato nella sintesi chimica delle proteine per proteggere gruppi amminici che non si vuole far reagire. È stabile nelle condizioni di reazione e può essere successivamente facilmente rimosso per idrolisi.

IN SINTESI

I carbammati sono convenientemente sintetizzati per reazione di alcoli o fenoli con un isocianato o, in alternativa, per reazione di un gruppo amminico con un estere dell'acido cloroformico. Nel caso si impieghi un alcool o un fenolo, la reazione può così schematizzarsi:

R-N=C=O + R'-OH ? R-NH(CO)O-R'

Usando, invece, un cloroformiato, ottenuto per reazione del fosgene con un alcol o fenolo, lo schema di reazione è il seguente:

R-O(CO)Cl + R'-NH2 ? R-O(CO)NH-R'

L'inibizione della colinesterasi è stata associata all'esposizione a pesticidi oranofosfati e carbamati, fin dalla loro creazione durante la Prima e Seconda guerra mondiale. Tipicamente, essi provocano gravi disturbi neurologici che conducono alla paralisi non solo negli insetti, ma anche negli esseri umani. L'esposizione avviene solitamente attraverso l'uso improprio di dispositivi per la diffusione di pesticidi oppure attraverso l'irrorazione aerea (scie chimiche). Gli effetti dell'inibizione della colinesterasi per esposizione cronica o esposizione intensa e reiterata si traducono in un'inibizione delle attività dell'enzima acetil-colinesterasi (AchE). L'integrazione di nanoparticelle in vari materiali nanocompositi, come gli idrogel aerei ed altre simili sostanze usate nelle irrorazioni aeree, nella modificazione del tempo atmosferico e nella dispersione di nanosensori (M.E.M.S. n.d.r.), comportano nell'individuo l'inibizione della colinesterasi fino al 96.2% nonché la presenza in quantità rilevabile di materiali nanocompositi. Ciò a conferma delle scoperte pubblicate dalla Ocean University (Cina) nel numero di giugno 2009, sulla rivista Chemical sensitivities (Sensibilità chimica), secondo cui le nano particelle sono 100 volte più tossiche di una singola molecola di pesticida, come il malathion, il propoxopur o il benomyl.

Un approfondito studio referato, a cura della tossicologa Dottoressa Hildegarde Staninger, si può leggere qui.

La verità è questa: quanto, invece, si legge sui siti istituzionali è unaragnatela di sciocchezze e di bugie, un intrico in cui sono rimasti impigliati i negazionisti e le istituzioni tutte.

Che cosa scrivevano costoro qualche anno addietro, quando il fenomeno della Geoingegneria clandestina non era ancora conclamato? Il C.I.C.A.P., contraddicendo sé stesso, nel 1999 stabilì quanto segue:

“I risultati riportati in tabella indicano che il campione di "capelli d'angelo" non può essere identificato con alcuno dei materiali riportati. Tale risultato permette comunque di escludere le ipotesi preliminari. Relativamente al campione esaminato, si può dunque concludere:

non si tratta di tela di ragno;
non si tratta di cellulosa o di materiali simili alla cellulosa (il che esclude la possibilità che si tratti di lana di pioppo o di rayon)”.


Analisi di fibre contenute nelle scie (articolo di FMM Research team), 2007)

Le ragne del diavolo, 2007

Ragnatele simili a quelle di ragno cadute a Venezia (Italia), 2007

Ragnatele a confronto, 2007

Ulteriori analisi sui polimeri di Mondovì, 2007

Analisi dei filamenti di ricaduta: sono polimeri artificiali!, 2009

Filamenti di polimeri già nel 2002: il caso di Alessandria, 2009

Resoconto dell'analisi microscopica di un campione di filamento polimerico di ricaduta del 15 ottobre, 2011

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lunedì 21 ottobre 2013

domenica 20 ottobre 2013

Hai mai pensato di essere magico?

Ti è mai capitato di analizzare una tua giornata? ti sei mai chiesto quante volte rimani bloccato in determinate situazioni? nel traffico, mentre sei in posta, quando fai la spesa, quando guardi la tv...la nostra vita è piena di situazioni limitanti, che appunto limitano la nostra percezione, la nostra immaginazione, la nostra sensibilità e creatività. Non dico che esiste solo il sistema, fatto di casa, lavoro, scuola, famiglia, e di nuovo casa...ma esistono cose forse più importanti che andrebbero rivedute. Per esempio molti pensano che l'uomo sia un'entità pensante ma non dotata di qualità magiche...io credo che la magia sia il vivere pienamente, in ogni attimo, in ogni istante della nostra esistenza. Facile a dirsi :-)
Ora dedico per tutti quelli che hanno compreso quanto dico una bella traccia audio degli Enigma...per continuare ad andare oltre, oltre la vita e oltre le apparenze.



sabato 19 ottobre 2013

Luiz Antonio e gli animali

Nella nostra arroganza siamo convinti di doverli "educare" ... ma forse sono loro a doverci insegnare qualche cosa ....

visto su: http://eliotroporosa.blogspot.it/


venerdì 18 ottobre 2013

PADRE NOSTRO (In Aramaico) (Pai Nosso em Aramaico)



Pace Serenità Amore Luce

Abwun d'bwashmaya
Nethqadash shmakh
Teytey malkuthakh
Nehwey tzevyanach aykanna 
d'bwashmaya aph b'arha.

Hawvlan lachma d'sunqanan yaomana
Washboqlan khaubayan (wakhtahayan)
aykana daph khnan shbwoqan l'khayyabayn

Wela tahlan l'nesyuna
Ela patzan min bisha
Metol dilakhie malkutha 
wahayla wateshbukhta
l'ahlam almin.

Ameyn.

Avoon d-vashmayo
(Nosso Pai Celestial ) 
(Padre Nostro che Sei nei Cieli)

Nethqadash shmokh 
(Santo é o Teu Nome)
(Santo è il Tuo Nome)

u-Tithe malkoothokh
(Permita que o Teu Reino venha)
(Che venga il Tuo Regno)

u-Nehwun tsevyonokh
(E Permita que tua vontade seja feita)
(E che sia fatta la Tua Volontà )

b-Ar'a aykh d-vashmayo
(Na terra, da mesma forma que no céu) 
(Sia inTerra che in Cielo)

u-Lekhmen emina 
(E o nosso pão constante)
(E il nostro Pane quotidiano)

d-Yéwma hév lén 
(Diário nos dá)
(Dai a noi)

u-Shvuq len khewbeyn 
(E perdoa-nos os nossos pecados)
(Perdona le nostre offese)

Eykena d-af enkhnen 
(Como nós também)
(Come noi le perdoniamo )

Nshveqen l-kheyaveyn
(Temos perdoado pecadores )
(a chi ci ha offesi)

U-la teythin l-nesyuna
(E não permita a tentação)
(Non indurci in tentazioni)

Ela petsan men bisha
(Apenas nos salve do mal)
(Ma salvaci dal male)

Meghul d-dhilakh hi mélkutha 
(Pois Teu é o Reino)
(Poichè a Te appartengono il Regno,)

u-Theshbukhta 
(E a glória)
(La Potenza e la Gloria)

l-'Alem 'almin. 
(Para sempre em nossa eternidade)
(Da sempre nei Secoli dei Secoli.)

Emin.
(Amem)
(Amen)

ADONAI Imloch Leolam Vaed! 
(O SENHOR reinará para sempre)
(Il Signore Regnerà per sempre)

Misteriosi e strani filamenti cadono dal cielo in tutta Italia. Decine gli interventi dei vigili!

È fitto il mistero intorno ad uno strano fenomeno registrato ieri in più parti d'Italia: dal cielo sono piovuti strani filamenti bianchi. L’evento ha incuriosito e preoccupato chi ci si è trovato di fronte: numerose le chiamate alla centrale operativa dei Vigili del Fuoco. Sulla strana “pioggia” stanno cercando di capirci di più gli stessi Vigili del Fuoco, con il Nucleo Batteriologico Chimico Radiologico di Roma insieme all’Arpa Lazio: al momento si stanno effettuando tutte le analisi chimico-fisiche del caso sui campioni raccolti nei vari interventi. Da capire se lo strano materiale filamentoso piovuto dal cielo sia di origine naturale oppure frutto di una combustione o altre attività umane; al contempo c’è da verificarne l’eventuale pericolosità per la salute. L’esito delle analisi sui campioni darà maggiori certezze domani.

fonte: http://www.radiormt.com/


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mercoledì 16 ottobre 2013

Vaccinazioni sbagliate e fatte male dietro i tumori dei soldati italiani

La commissione uranio ha trovato una nuova probabile causa dell'elevato numero di neoplasie registrate tra i nostri militari. L'audizione di un giovane caporal maggiore gravemente malato davanti ai senatori commossi. L'esperto: "Non sono sbagliati i protocolli, ma le modalità, i tempi e i controlli sulle somministrazioni". Dati impressionanti, ma l'esercito non riconosce il nesso causale

Vaccinazioni sbagliate e fatte male dietro i tumori dei soldati italianiROMA - Il caporal maggiore Erasmo Savino ha 31 anni, ha un cancro in fase avanzata, ma il 3 ottobre scorso si è alzato dal letto e non ha fatto la chemioterapia. Occhiaie profonde e fasciatura al braccio. E' seduto davanti al computer, emozionato e teso, collegato in videoconferenza col Senato della Repubblica. Col suo accento campano racconta alla Commissione parlamentare d'inchiesta per l'uranio impoverito di aver lavorato per 13 anni come maggiore dell'esercito. Spiega che adesso lotta contro un tumore maligno e afferma di averlo sviluppato a causa di un mix di vaccini fatti in poco tempo seguiti dall'esposizione all'uranio impoverito in Kosovo.

Parla lentamente per non sbagliare nessun dettaglio, accompagnato da un foglio scritto. Poi, davanti alle domande dei senatori, si lascia andare a una testimonianza più personale e drammatica: "Forse sono arrivato alla fine della mia vita... Certo sono un soldato, continuo a combattere, ma sono stato abbandonato dallo Stato". L'aula è ammutolita alcuni senatori sono visibilmente commossi. L'avvocato di Savino, Giorgio Carta, descrive le motivazioni scientifiche che portano a ritenere che ci sia collegamento tra i vaccini cui è stato sottoposto il giovane e il cancro che l'ha colpito. Non è il solo, molti sono già scomparsi, altri giacciono in un letto. Tutti giovani. Centinaia almeno, ma non è possibile avere dati certi... Anche perché, per il Ministero della Difesa questi casi non esistono, non sono collegati al lavoro.

Attorno al tavolo della commissione volti tirati e occhi lucidi. Il Senatore Giacinto Russo afferra il cellulare, scrive un sms al figlio militare che si trova in Afghanistan chiedendogli se anche lui ha fatto tutti quei vaccini in poco tempo. Arriva la risposta, il Senatore si porta le mani al viso. La risposta è un "sì". La seduta continua in apnea, si parla di un Paese in cui si è costretti a scegliere tra salute e lavoro, qualcuno dice "come a Taranto". Questi ragazzi sono precari, negare il consenso ai vaccini significa smettere di lavorare. Il senatore Gian Piero Scanu non riesce a finire il suo intervento, gli manca la voce, si piega su se stesso commosso. 

Insomma, la commissione sull'uranio, dopo anni di stasi, ora ha trovato una nuova importante traccia da battere e gli studi scientifici in merito sembrano parlare chiaro. Sarebbero i vaccini numerosi, ripetuti, spesso fatti senza rispettare i protocolli, a indebolire ragazzi sanissimi, a tal punto da aprire la porta a malattie molto gravi, specialmente nel momento in cui vengono esposti a materiali tossici o sostanze inquinanti che possono essere l'uranio impoverito ma anche la diossina, le esalazioni di una discarica o agenti chimici fuoriusciti da una fabbrica.

L'85 per cento dei militari ammalati non è mai stato all'estero. Il problema è che non serve arrivare in Kosovo: la stessa Italia con tutti i suoi veleni rappresenta un pericolo mortale per chi ha un sistema immunitario impazzito a causa dei vaccini. Come accadde a Francesco Rinaldelli, alpino di 26 anni mandato a Porto Marghera e poi morto di tumore. Qualche numero negli anni però è venuto fuori.

Nel 2007, il Ministro della Difesa Arturo Parisi, riferì alla Commissione: "I militari che hanno contratto malattie tumorali, che risultano essere stati impiegati all'estero nel periodo 1996-2006 sono 255. Quelli che si sono ammalati pur non avendo partecipato a missioni internazionali sono 1427".  Nel 2012 Il Colonnello Biselli, dell'Osservatorio epidemiologico della difesa, diede cifre raddoppiate: 698 malati che erano stati inviati all'estero e 3063 che avevano lavorato in Italia, 479 erano deceduti.

Lo Stato non riconosce quasi mai, però, a chi ha indossato la divisa, il riconoscimento né il risarcimento per le malattie contratte. Spesso viene negato che si tratti di cause di servizio. Così è in atto quasi una guerra fra vittime, tra chi vorrebbe essere risarcito per il danno da uranio impoverito e chi per quello causato da vaccini. "Al Ministero della Difesa conviene sostenere la causa dell'uranio impoverito perché questo è stato usato dall'esercito statunitense, non da quello italiano, quindi i nostri vertici non ne avrebbero colpa, mentre, ammettere che i danni derivano dalle modalità con cui vengono vaccinati i militari, significherebbe riconoscere una colpa interna, senza contare poi gli interessi milionari delle cause farmaceutiche" sostiene Santa Passaniti, madre di Francesco Finessi morto dopo essersi ammalato di linfoma di Hodgkin. Aveva ricevuto una dose tripla di Neotyf, un vaccino anti-tifo che poco dopo fu ritirato dal commercio. In molte schede dei militari ammalati si trovano vaccinazioni a brevissima distanza (anche nello stesso giorno) per la stessa malattia o somministrazione di preparati poi ritirati dal commercio. Non solo, secondo i parenti di vittime come Francesco Finessi, David Gomiero e Francesco Rinaldelli, i libretti vaccinali dei loro ragazzi, ottenuti dopo lunghe insistenze, riporterebbero anche visite mediche mai effettuate.

"Questo accade perché si cerca di far tutto velocemente  -  spiega Andrea Rinaldelli, padre di Francesco, morto nel 2008  -  ad esempio, se devono partire per una missione 600 militari, seguire i protocolli e fare lo screening di tutti sarebbe difficile. Magari in base a un'attenta analisi 100 finirebbero per non partire". Così in alcuni distretti, fortunatamente non in tutti, i militari vengono vaccinati in serie quasi senza nessun controllo,  senza andare troppo per il sottile: "Sono come prodotti di una catena di montaggio: stessa procedura per tutti e se qualcuno esce ammaccato, basta buttarlo via".

Il Ministero della Difesa sostiene da sempre di rispettare tutte le cautele necessarie, e che i ragazzi si sono ammalati per cause estranee al lavoro. Alle nostre domande, nessuno risponde, ci invitano a metterle per iscritto, ma ci fanno capire che ci vorranno mesi per avere una risposta. Un esame di coscienza però qualcuno se lo sarà fatto, se il protocollo vaccinazioni del 2003 era di appena tre pagine e quello del 2008 è arrivato a più di 200 e se alcuni documenti riservati trapelati, contengono la lista completa dei casi di militari ammalati dopo pratiche poco chiare di vaccinazioni.

"Il protocollo è scientificamente inattaccabile - sostiene il Prof di oncologia Franco Nobile considerato fra i massimi luminari della materia - il problema è che non viene rispettato. Per praticità e velocità si fanno vaccinazioni a tappeto uguali per tutti, senza controllare se qualcuno l'ha già fatta, se qualcun'altro non è in perfette condizioni di salute o ha ricevuto altre vaccinazioni pochi giorni prima. C'è superficialità, poca cura, non vengono considerate le conseguenze, spesso sono gli infermieri e non i medici a fare i vaccini".

I genitori di molte vittime, come Francesco Rinardelli,  dimostrano che i figli erano stati vaccinati senza anamnesi, come sempre accade, ovvero senza indagare correttamente sul loro stato di salute, senza sapere se erano già immuni ad alcune malattie o domandarsi se fosse realmente necessario un vaccino in più. Sui loro libretti vaccinali sarebbero segnate visite mediche mai effettuate. 

L'avvocato Giorgio Carta difende molti militari colpiti da tumore per esposizione a uranio o vaccini e sostiene: "la ricerca della verità è resa difficile da numerosi fattori e dalla scarsa trasparenza, inoltre i medici sono ufficiali, quindi superiori gerarchici, che non impartiscono cure, ma ordini militari ai sottoposti". Rifiutarsi o fare troppe domande non è consentito. Si rischiano sanzioni disciplinari e addirittura il carcere, come nel caso del Maresciallo dell'aereonautica Luigi Sanna che ha chiesto di rinviare i vaccini a quando avrebbe avuto risposte a una serie di domande sulla loro sicurezza e necessità.

A chi indossa la divisa non resta che sperare di essere fortunati, trovarsi davanti a un medico attento a rispettare i protocolli oppure che il mix di fretta, vaccini e sostanze ambientali tossiche, armi e prodotti chimici non abbia le conseguenze temute. Una roulette russa in cui si vince un lavoro o si perde la vita. 

fonte: http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/10/06/news/vaccini-44012069/
06 ottobre 2012

martedì 15 ottobre 2013

Andrea s'è perso



Andrea s'è perso, s'è perso e non sa tornare
Andrea s'è perso, s'è perso e non sa tornare
Andrea aveva un amore
riccioli neri
Andrea aveva un dolore
riccioli neri.
C'era scritto sul foglio ch'era morto
sulla bandiera
c'era scritto e la firma era d'oro
era firma di re
ucciso sui monti
di Trento
dalla mitraglia.
Ucciso sui monti
di Trento
dalla mitraglia.
Occhi di bosco
contadino del regno
profilo francese
Occhi di bosco
soldato del regno
profilo francese
e Andrea ha perso, ha perso l'amore
la perla più rara
e Andrea ha in bocca, in bocca un dolore
la perla più scura.
Andrea raccoglieva, raccoglieva violette
ai bordi del pozzo
Andrea gettava riccioli neri
nel cerchio del pozzo
il secchio gli disse, gli disse "Signore,
il pozzo è profondo
più fondo del fondo degli occhi
della notte del pianto".
Lui disse "Mi basta, mi basta che sia
più profondo di me".

http://suoni-vibrazioni.blogspot.it/

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