Cerca nel blog

Caricamento in corso...
"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

martedì 4 febbraio 2014

Vivere vegan, perché? Una scelta non solo alimentare

Vivere vegan non vuol dire privarsi di qualcosa ma piuttosto restituire agli altri, in questo caso gli animali, una vita libera dalla schiavitù. Ogni scelta filosofica è completa se messa in pratica, perché la vita è insieme pensiero e azione – Dora Grieco, Guida al vivere vegan, Terra Nuova Edizioni
Essere vegan significa rispettare la vita a 360 gradi e non essere complici dei danni arrecati al nostro pianeta – Laura Mencherini, Guida al vivere vegan, Terra Nuova Edizioni

Una “bussola verde” per iniziare a capire (e praticare) cosa significa essere vegan. Anzi “vivere vegan”. Si intitola infatti “Guida al vivere vegan” il libro edito da Terra Nuova, e scritto a quattro mani da Dora Grieco e Laura Mencherini. Un vero e proprio vademecum per inoltrarsi nei mille risvolti, pratici e filosofici, di una vita “cruelty free”. Con riflessioni, informazioni, indirizzi, link e anche interventi e approfondimenti di specialisti, dal veterinario allo psicologo..   “La prima cosa che ci teniamo a dire – spiega Dora Grieco – è che essere vegan non significa banalmente seguire una determinata dieta alimentare o scegliere un particolare stile di vita. Ognuno è vegan “a modo suo”. Coloro che fanno questa scelta sono accomunati dalla volontà di non sfruttare i più deboli, e gli animali sono gli abitanti più deboli del pianeta. Essere vegan vuol dire rifiutarsi di dominare qualcuno, senza distinzione di specie. Nella pratica quotidiana si traduce nell’ evitare ad esempio prodotti e azioni che potrebbero coinvolgere in maniera negativa gli animali, sfruttandoli e uccidendoli. Nel libro cerchiamo di affrontare questo tema sia da un punto di vista pratico che teorico”.
Una scelta non violenta certamente “radicale”. Qualcuno potrebbe chiedersi: “ma non basta essere vegetariani”?
Per la verità a noi non piace molto il confronto vegani-vegetariani. Essere vegetariani è una scelta alimentare: non si mangiano più carne e pesce perché comportano l’uccisione diretta degli animali, ma si continuano a consumare latticini e derivati -che però, come spieghiamo nel libro, ugualmente portano alla loro morte-. Essere vegani invece è una presa di posizione a 360° contro lo sfruttamento animale. È un’azione anche politica che va oltre la scelta personale.
Come descriveresti una giornata tipo di un vegano?
Non esiste, perché ognuno è diverso, per fortuna. C’è chi vive in campagna curando un proprio orto e portando avanti una scelta di vita di totale distacco dalla società del consumo e chi invece vive in una grande città e ama andare al ristorante o in un fast food vegano e fa attivismo per la liberazione degli animali.
In pratica ci sono però delle cose che accomunano tutti i vegani, come spiegate anche nel vostro libro. Delle scelte alimentari, di abbigliamento, di divertimento…
Possiamo vederla in due modi: sottolineando quello che un vegano non consuma oppure quello che sceglie. Quindi, se affrontiamo l’argomento dalla prima prospettiva, molto sinteticamente possiamo dire: niente lana, pelle, pellicce. Niente carne, pesce, latticini, uova, miele. E ancora no a feste di paese che prevedano gare, corse, giochi con animali. E infine: niente zoo, parchi acquatici, cosmetici e detersivi sperimentati su animali… Ma se parliamo in positivo della scelta vegan – prospettiva che preferisco – allora per esempio nell’abbigliamento diciamo si a tutto quello che viene dal mondo vegetale. Ad esempio scegliamo capi in fibre naturali come cotone, canapa, velluto… o più particolari come il bamboo e l’ortica.  O ancora fibre sintetiche come ad esempio il pile che si può trovare anche proposto da aziende attente all’impatto ambientale.
E per quanto riguarda l’alimentazione?
Io invece della parola vegan userei un altro termine, non nuovo ma che non ha avuto molta fortuna fino ad ora, e cioè vegetaliano. Perché vegano, come abbiamo detto, è un termine che comprende non solo le scelte alimentari. Chi è vegan in ogni caso si nutre totalmente con vegetali. E quindi in primis cereali, legumi, verdura, frutta fresca e secca, e tutti i semi… La base è la cucina mediterranea povera. Ma dato che essere vegano non vuol dire di per se essere salutista, ognuno lo sarà in base alla propria consapevolezza alimentare, se vogliamo possiamo realizzare e gustare anche degli ottimi dolci 100% vegetali: con creme pasticcere, pan di Spagna e altre golosità come un buon cioccolato fondente (del commercio equo). Nel libro abbiamo anche un capitolo dedicato alle ricette e in particolar modo al “fai da te” con le preparazioni  del seitan e tofu, ma anche la pasta fresca e la maionese. Il sintesi il nostro libro vuole essere un aiuto pratico a chi sta pensando di fare questa scelta ma pensa che sia difficile. Io e Laura siamo vegane da tanti anni ormai e lo riteniamo facile. Così abbiamo deciso di raccontare come fare per mettere in pratica questa filosofia di vita nelle piccole-grandi cose che affrontiamo ogni giorno.
Infine una nota in più: acquistando il libro “Guida al vivere vegan” aiuterai il“Progetto le bambine” di Vitadacani: 12 macachi fasciculares, tutte femmine, salvate da un destino crudele che le avrebbe portate sui tavoli dei laboratori o in gabbie di collezionisti privati.

Nessun commento:

Translate