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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

lunedì 12 maggio 2014

Alcuni aspetti della preghiera del Padre Nostro che non mi convincono

Se andate sul sito del Vaticano trovate questa preghiera http://www.vaticanoweb.com/preghiere/Padre_nostro.asp (come Loro vistavano il mio sito io visito il Loro ovviamente senza farmi tanti problemi )... e ritengo sia importante chiedersi specialmente quando si tratta di Fede, aFfidarsi cioè fidarsi in Dio, se effettivamente abbiano senso determinate parole. Non vado nello specifico della preghiera, ovvero non mi metto a dare una totale interpretazione del Padre Nostro, ma mi fermo su tutti quegli aspetti che la mia mente, scettica, dubbiosa, ma perchè dotata di intelligenza propria si pone difronte a determinate affermazioni. 

Questa è la preghiera: 

Padre Nostro che sei nei Cieli, sia santificato il tuo nome, venga il tuo regno e sia fatta la tua volontà come in Cielo così in terra. Dacci oggi il nostro pane quotidiano e rimetti a noi i nostri debiti come noi li rimettiamo ai nostri debitori e non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male. 
Amen. 



Prima cosa...

Padre Nostro che sei nei cieli...ma scusate il Padre è solo nei cieli?? perché non è qui sulla terra, ogni cosa che vive non ha quella scintilla divina del Padre Creatore qui sulla Terra??? e anche qui i CIELI non mi convincono.

Secondo...

Sia santificato il suo nome...ditemi qual'è il suo nome, voi avete fatto la religione, ma io voglio sapere il suo nome? Chi è? sto signore come si chiama? Giacomo, Geova, Giuseppe, allora??? e poi santificare qualcosa di estremamente divino? Ovvero il Signore eterno dovrebbe essere santificato? ma che cazzata è questa??? A casa mia questo significa sminuire un'entità estremamente immensa e cercare di darle una "santificazione"...la santità di certo non è la più alta forma o chiamiamolo livello evolutivo che si possa raggiungere. 

Terzo...

Sia fatta la tua volontà....Lo spirito a casa mia, si manifesta nell'essere, e la conseguenza logica e giusta è il compiersi di una volontà divina. Pertanto non è mai un fare (ma questo è comodo per le pecore della domenica quando devono fare l'opera caritatevole dell'elemosina e delle offerte). Sarebbe quindi più giusto eliminare direttamente quella parolina...e rimarrebbe "che sia la tua volontà" è un sia, è un essere, mai un fare. La volontà fluisce, non ha bisogno come noi umani di fare. Ha bisogno di fare chi non ha volontà. Dio la volontà la compie sempre....

Quarto...

Come in Cielo così in Terra...anche qui c'è un errore...secondo me. Potrebbe trattarsi di una formula magica interrotta, perché la croce ha 4 punti...sopra, sotto, destra e sinistra, ma potrebbe essere anche una base per una DOPPIA PIRAMIDE con molti aspetti mistici...dove c'è un futuro ed un passato, un maschile ed un femminile...una destra e ed una sinistra, un avanti ed un indietro.

Sul pane quotidiano...tutto ok, chiedere a Dio di darci nelle nostre tavole il pane...non c'è niente di male.

Quinto...

Rimetti a noi i nostri debiti...qui la faccenda riguarda al Karma al 100%...noi siamo coglioni e quindi creiamo inconsapevolmente problemi al prossimo quindi anche a noi stessi.  Il problema è un debito Karmico che noi dobbiamo risolvere. Però come è stato scritto, chi non conosce la legge di causa ed effetto, ripetendo il padre nostro non va a risolvere proprio nulla!! NOOO! ma "Sistema i nostri debiti".  Come noi li rimettiamo ai nostri debitori...qui secondo me invece c'è quella giusta manipolazione per il popolo capra per indottrinarli per bene nel pagare le tasse, imposte....ecc.

Sesto...

E non ci indurre in tentazione...ok   ma liberaci dal male....ok...può passare, ma siamo sempre noi i veri responsabili delle cose che si fanno...nel bene e nel male.

Amen...non centra niente...anzi centra col discorso della formulina magica che non è presente riferita alle piramidi, con tutti i punti della piramide di Amenhotep, Thutankamon e qui derivazione ad Amin...cioè amen.


Commentate grazzzzieeeee.....




4 commenti:

Mattia ha detto...

Ciao Andrea e complimenti per il sito. Provo a dare una chiave di lettura diversa al Padre Nostro, più interiore ed "eterea", e vediamo cosa viene fuori.

1) "Padre Nostro che sei nei Cieli". Tutta la questione di Dio puoi vederla in due modi. In termini assoluti è vero: Dio (tanto per usare la terminologia canonica, ma non riferisco all'omino barbuto sulle nuvole) è letteralmente ovunque e in ogni momento, per cui non è solo nei Cieli. In termini relativi (dualistici: positivo-negativo, maschile-femminile ecc.), ovvero quelli più propri del nostro universo sensibile, si può pensare anche a una dicotomia Dio-non Dio. In questo caso "i Cieli" simboleggiano lo stato più alto di consapevolezza possibile in ognuno di noi, lo stato cristico, nel quale puoi "sentire Dio". La realizzazione, l'illuminazione, chiamalo come vuoi. Quella roba lì, insomma...

2) "Sia santificato il tuo nome". Non si riferisce al nome proprio, ovviamente. Che tu lo chiami Dio, Manolo o Ermenegildo non fa la minima differenza. Chiamalo come più ti senti. Il "nome" da santificare è la mente, l'emanazione. Significa liberare la mente dalla sporcizia, dal rumore, dalla confusione, in modo tale che le "parole" siano direttamente "le sue". E' sempre un riferimento alla realizzazione, all'illuminazione.

3) "Sia fatta la tua volontà". Idem come sopra. In termini assoluti è vero: tutto è già la sua parola e tutto è già la sua volontà. Ma noi, al nostro livello, non lo sentiamo: siamo immersi nel dualismo. Lo scopo è capire il dualismo per "tornare" all'assoluto. In termini relativi, quindi Dio-non Dio, ci sono momenti nei quali "fai la tua volontà" e altri (di solito rari) nei quali hai la sensazione di non essere "in opposizione" alla realtà, al punto da sentire la fusione fra "te e Dio". In quel momento capisci effettivamente che c'è una sola volontà in azione attraverso te.

4) "Come in Cielo così in Terra". Dualismo puro. Unire il Cielo e la Terra significa conciliare gli opposti e far sì che Dio (ovvero la massima consapevolezza) si esprima nella sua totalità. Il "pane quotidiano" sono le esperienze che viviamo ogni giorno e che ci forniscono l'occasione di comprendere noi stessi e la realtà.

5) "Rimetti a noi i nostri debiti". Sì, in sostanza è il karma. Si riferisce al peccare. Occhio però, perchè il peccare non è necessariamente un'azione che si compie una volta ogni tanto facendo i bastardi con qualcuno. Stiamo peccando in questo preciso momento. "Peccare" significa "mancare il bersaglio" e il bersaglio è la massima consapevolezza. Lo scotto del peccato lo scontiamo subito: infatti, non essendo nello stato di "santificazione divina", soffriamo, ci meniamo l'anima e ci facciamo millemila problemi, oltre che vagare nella confusione.

6) "E non ci indurre in tentazione ma liberaci dal male". Beh, credo che ormai sia chiaro a cosa ci si riferisca...

Tutta la preghiera è un'invocazione alla realizzazione di Dio nel corpo e nella mente. Poi la Chiesa, nei secoli, ha stuprato il messaggio di Gesù e il significato è stato mooolto distorto. Prima aberrazione: il concetto di Dio è stato stravolto e antropomorfizzato, oltre che reso ridicolo. Seconda aberrazione: hanno posto questo Dio deformato lontano da noi. Terza aberrazione: ci hanno convinti che l'unico modo per "raggiungerlo" sia attraverso i loro intermediari, papa in primis.

E' venuto un po' lungo, come commento, ma spero si capisca. Complimenti ancora per il blog!

Andrea ha detto...

Grazie Mattia, sinceramente penso che quando qualcuno come me mette delle cose su internet è importante un riscontro tipo col tuo commento...perchè sono tasselli di un puzzle talmente ampio che se si riescono ad incastrare per bene danno una visione più ampia di quanto si possa immaginare. Grazie di tutto anche per la tua interpretazione, che a mio avviso, va bene! Ma io penso di essere leggermente avanti rispetto te ;-)

Enkidu ha detto...

Leggendo Mauro Biglino si spiegano tante cose.

Enkidu ha detto...

Mauro Biglino fornisce qualche possibile risposta a tali dubbi

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