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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

lunedì 16 giugno 2014

Dipendenza da social network



Più di un miliardo di persone nel mondo
hanno un account Facebook e circa la metà comunicano
regolarmente con Twitter. Il commento "Mi piace" viene cliccato
500milioni di volte al giorno, mentre i cinguettii giornalieri su Twitter
sono 340 milioni.
E se tutti questi numeri per molti non sono una sorpresa, oggi c'è
anche una stima della cosidetta dipendenza da social network: una
sindrome che ha contagiato oltre 350 milioni di utenti.
Uno studio dell'Università di Chicago mostra che, nei casi
esaminati, la tentazione di connettersi ai social network è
addirittura più forte di quella di fumare, bere e avere rapporti
sessuali. La maggior parte dei volontari che hanno accettato di
sottoporsi ai test si dicono consapevoli del fatto che un'assidua
freqentazione di Facebook o Twitter rappresenta una distrazione
dagli impegni quotidiani o dall'attività professionale. Ma questo non
cambia il loro comportamento. Inoltre, gli utenti sviluppano una
dipendenza anche rispetto agli apprezzamenti che ricevono da altri.
I vari "mi piace" su Facebook stimolano neurotrasmettitori come la
dopamina, che danno una sensazione di piacere, mentre una
carenza di "mi piace" genera frustrazione e invidia. La dipendenza
si manifesta quando si trascorrono più di 5 ore al giorno sui social
network.
La Tavistock and Portman Clinic di Londra ha in cura diversi
pazienti che hanno sviluppato questa sindrome. Il dottor Richard
Graham ne visita un centinaio all'anno. Molti di loro sono caduti
nella rete attraverso i siti di scommesse online. Sono giovani e
adulti fino ai 35 anni di età. Questi i sintomi principali.
RICHARD GRAHAM: "Tralasciano o dimenticano di fare cose
necessarie, anche cose fondamentali per la vita di tutti i giorni.
Ritardano i pasti o si dimenticano di mangiare, di bere, di dormire,
saltano gli appuntamento o arrivano tardi al lavoro o a scuola".
Più inclini a sviluppare questa dipendenza sono le ragazze
adolescenti, che subiscono la pressione sociale di essere
costantemente presenti in rete e di curare la loro immagine virtuale.
Ogni trattamento inizia con la completa astinenza da social
network.
E' ciò che è accaduto a Gemini Adams, scrittrice e illustratrice. Per
affrancarsi da questa dipendenza, ha cominciato a dedicarsi allo
yoga. Dopo qualche tempo di disintossicazione digitale, riesce ora
a contenere la propria frequentazione di Facebook a non più di
mezz'ora al giorno, con una giornata di astinenza a settimana.
GEMINI ADAMS: "Come scrittrice lavoro spesso da casa e dal
momento che mi capita di fare molte ricerce, la pagina di Facebook
era sempre aperta. Scrivevo per una ventina di minuti e poi andavo
a controllarla. La cosa veramente pericolosa è che, anche se pensi
di dare soltanto un'occhiata, sovente finisci per stare seduto davanti
allo schermo per mezz'ora. E allora ti accorgi che mezz'ora del tuo
tempo si è volatilizzata".
La tentazione ha accompagnato molte delle sue giornate,
influenzando pesantemente ogni sua attività.
GEMINI ADAMS: ''Avevo spesso la voglia di vedere se qualcuno
aveva commentato ciò che avevo scritto prima. In passato sono
stata una fumatrice ed è una sensazione simile. Hai bisogno di
qualcosa, la vuoi e non pensi ad altro".
Adams ha scritto e illustrato un libro che si intitola "La dieta di
Facebook": un approccio umoristico a un problema che può anche
essere serio.

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