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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

sabato 18 ottobre 2014

Lettera di Kovacs Andras, cittadino ungherese, al popolo italiano sulla situazione in Ungheria

Gli ungheresi danno un esempio a ogni cittadino indifeso dell’Unione Europea.

„…Nonostante sopra la galea,

E sotto la corrente dell’acqua,

Comunque è l’acqua che domina!”

Le righe di valore eterno di Petőfi Sándor, poeta nazionale iconico, guida
spirituale nella lotta per la libertà ungherese e nella rivoluzione, sono un’
ottima metafora per illustrare che Orbán Viktor ed il suo governo, nonostante i
combattimenti difficili è destinato alla vittoria, perché “l’acqua” cioè il
popolo che domina.

Gli ungheresi negli ultimi quattro anni e mezzo con l’aiuto del primo ministro
Orbán Viktor ed il suo governo hanno dimostrato che è possibile governare
tutelando i valori nazionali e supportando i cittadini indifesi. E poi tutto
ciò è stato eseguito da parte del governo con un controvento economico,
politico e di media. Questo controvento non tirava solo dai postcomunisti e
dall’opposizione ungherese “volgarliberale” a favore del capitale monetario ma
anche dai leader dell’Unione Europea. Comunque la nuova vittoria a due terzi di
Orbán Viktor e del Fidesz-KDNP partito conservatorio-cristiano nel 2014 non
solo conferma la correttezza della sua politica e il fatto che esso è
supportato dal popolo ma nello stesso momento dà anche speranza ad
altricittadini che si trovano in balia dell’Unione Europea.

La vittoria di Orbán Viktor e del suo partito aveva tanti fattori importanti.
Tuttavia la riduzione delle spese ed il salvataggio dei mutuatari in valuta
estera sono i principali tra i fattori del successo. Entrambi erano criticati
con enorme veemenza non solo da parte dell’opposizione di sinistra ungherese ma
anche dalle banche multinazionali e dall’Unione Europea sotto l’influenza
tedesco-francese. Questo ultimo fatto ci sorprende solo fino a quando non
scopriamo che le aziende dei servizi pubblici ungheresi sono in possesso di
aziende di servizi pubblici tedesco-francesi i cui proprietari sono lo Stato
tedesco e lo Stato francese. Ricapitolando: l’azienda dei servizi pubblici
tedesca in Germania poteva vendere il suo servizio ad un prezzo più basso
grazie al profitto extra prodotto in Ungheria. Questo è stato compromesso dalla
politica di Orbán Viktor, per questo hanno attaccato la sua persona e il suo
governo le organizzazioni dell’Unione Europea sotto l’influenza tedesco-
francese. La battaglia sta per finire, le utilità straniere sono costrette a
lasciare l’Ungheria. Nell’ultimo decennio e mezzo hanno esportato miliardi di
euro di profitto dal paese.

Anche la battaglia per le famiglie ungheresi che si trovano in balia delle
banche multinazionali è a un buon punto dal punto di vista degli ungheresi,
anche se non è ancora finita. La storia ha inizi nel 2002 e dobbiamo illustrare
gli stadi principali per capire perché il governo ungherese ha ragione e per
vedere chiaramente che il funzionamento disumano delle banche multinazionali
significava il ritorno dei ladri e del capitalismo selvaggio del 1800.



Premesse

La storia comincia agli inizi del 2000, nel periodo del primo governo Orbán.
Dopo la perdita inaspettata del blocco comunista-liberale nel 1998, l’Ungheria
doveva essere rialzata dalle rovina da parte dell’allora più giovane primo
ministro dell’Europa, Orbán Viktor. Esso era deciso a migliorare sensibilmente
la situazione delle famiglie ungheresi con figli. A questo proposito ha deciso
di introdurre il prestito in Fiorini ugheresi scontato e sovvenzionato dallo
stato per l’acquisizione di immobili inoltre ha incentivato le famiglie ad
avere figli con altri tipi di sovvenzioni social - politiche. Dopo le elezioni
del 2002 perse per manipolazioni politiche e truffa il nuovo governo comunista-
liberale, -dopo che quasi ogni suo membro ha usufruito ancora del credito
sovvenzionato dallo stato per acquistare immobili- in un batter d’occhio ed
inaspettatamente ha cancellato ogni sovvenzione ed aiuto per l’acquisizione di
una casa. Oggi si sa che tutto quanto è stato fatto per la pressione delle
banche multinazionali che finanziavano la campagna dei partiti liberali e
comunisti e anche il primo ministro dell’epoca, Medgyessy Péter era uno che si
è semplicemente spostato dalla sedia del mondo bancario internazionale nella
sedia del capo del governo.

Per le famiglie medie ungheresi con questa mossa è diventato irraggiungibile
un mutuo ragionevole per una casa perché le banche davano il credito in Fiorini
con un interesse insostenibile. In quel periodo hanno iniziato le banche ad
incentivare le famiglie indifese ad utilizzare dei prestiti in valuta estera
che già esistevano ed erano autorizzati, ma nessuno ne usufruiva. Nel paese
dotato di bassa cultura economica a nessuno è venuto in mente il rischio del
tasso del cambio della valuta. Anche perché le banche, nonostante fossero
obbligate non l’hanno comunicato ai mutuatari. Anzi, mettevano in risalto che
era meglio diventare mutuatari con le valute estere sicurissime anziché in
fiorini di valore variabile. Il governo nel frattempo ha fatto dismettere con
metodi mafiosi il capo indipendente dell’autorità di vigilanza finanziaria, il
Sig. Szász Károly. Per sostenere l’argomentazione delle banche il ministro
delle finanze ha anche confermato che nel 2005 l’Ungheria sarebbe entrata nella
zona dell’euro. Le banche che fornivano il prestito ne hanno approfittato
convincendo le persone ingenue di utilizzare i prestiti in valuta estera,
soprattutto in euro. Il progetto è stato perfetto e già alla stipula del
contratto hanno truffato i clienti in vari modi. L’affare fioriva nonostante l’
entrata nella zona dell’euro non solo non è avvenuta nel 2005, ma neanche oggi.
Il fallimento è arrivato con la crisi mondiale del 2008. Il tasso di cambio del
fiorino ungherese è fortemente e continuamente indebolito nei confronti di
quelle valute estere in cui hanno richiesto il prestito. Il governo comunista
liberale in crisi di legittimazione totale anziché supportare le famiglie si è
dichiarato dalla parte delle banche e con i suoi atti economico-politici errati
ha fatto approfondire la crisi ulteriormente. Per culminare la situazione, il
governo comunista liberale prima del suo fallimento nel 2010 ha ancora
richiesto un enorme prestito al FMI e l’ha sparpagliato. Con i soldi in
prestito ha aiutato solo le banche che lavoravano già con un enorme profitto e
non ha sgravato per niente la popolazione.

Era in rischio la casa, l’abitazione e insomma la vita, di centinaia di
migliaia di famiglie ungheresi. Erano di tutti i giorni i suicidi per l’
incapacità di pagare il mutuo della casa, migliaia di famiglie si sono
disgregate perché uno dei membri cercava lavoro all’estero per pagare il mutuo
in Ungheria. Le rate del mutuo in valuta estera erano altissime, in pratica
sono diventate dei prestiti di usurai. Nonostante il mutuatario continuasse a
rimborsare per anni le rate, a causa del tasso di cambio indebolito nel 2010 il
capitale del debito ha superato il prestito stesso, anzi in tanti casi anche il
valore dell’immobile.



LA LOTTA DEL FIDESZ PER LE PERSONE

In questa situazione impossibile il partito Fidesz-KDNP con la guida di Orbán
Viktor ha promesso alle persone che se sarebbe entrato in governo avrebbe
salvato i mutuatari in valuta estera. Nel maggio del 2010 è crollato il partito
postcomunista ed i liberali si sono sciolti. Ha ripreso il potere il governo
Orbán che prima ha stabilizzato la situazione nel paese finanziariamente
dissanguato dopodiché ha iniziato ad aiutare le famiglie ungheresi in
difficoltà. Gli esperti del governo hanno indicato quei punti del prestito in
valuta estera che non combaciavano con l’onesta, la buona fede e con lo stato
di diritto. Come primo passo il governo ha considerato le banche come partner e
ha proposto un accordo in cui avrebbero suddiviso equamente gli oneri tra le
banche, il governo ed i mutuatari. Invece le banche multinazionali, che
vogliono la caduta del governo Orbán, non erano disposte a rinunciare ai
profitti extra e anziché ottenere un accordo tiravano per le lunghe e in
braccetto con l’opposizione ungherese da Bruxelles hanno fatto un attacco
contro il governo legale ungherese. Orbán però anziché ritirarsi ha reagito e
come primo passo ha emanato il pagamento anticipato a un tasso di cambio medio
fisso e contemporaneamente ha vietato l’utilizzo dello spread di tasso sleale.
Le banche anziché arrendersi in tutti i modi possibili cercavano di ostacolare
il pagamento anticipato che infatti alla fine proprio per questo motivo è stato
utilizzato da pochi.

Successivamente nel 2012 il governo Orbán ha invitato di nuovo le banche a
fare le trattative offrendogli un nuovo accordo. Le banche anche questa volta
anziché trovare un accordo hanno tirato per le lunghe e hanno scelto l’attacco
totale. A questo punto il governo ungherese ha deciso di risolvere il problema
dei mutuatari in valuta estera anche contro le banche con dei metodi più duri
ma utilizzando strumenti giuridici legali. Osservando dettagliatamente tutti i
punti vulnerabili dei contratti originali dei prestiti in valuta estera sono
state trovate delle lacune giuridiche nelle banche. A lungo esisteva il dubbio
se si poteva veramente parlare di prestito in valuta estera perché le banche
facevano i conti in valuta estera ma in realtà non hanno mai acquistato valuta
estera e anche il prestito è stato rilasciato in ogni caso in Fiorini
ungheresi. In più già all’epoca hanno truffato i clienti con la differenza di
prezzo tra l’acquisto e la vendita della valuta estera che successivamente è
stata aggiunta ad ogni rata mensile. Tra le varie cose il governo ha trovato
illegale questo fatto.

Infine il legislatore, creando le leggi in più punti “ha pasticciato” nei
contratti di mutuo già di per sé unilaterali e sproporzionatamente negativi per
i mutuatari. Retroattivamente è stato cancellato l’uso dello spread di tasso
inoltre sempre retroattivamente è stato proibito l’aumento degli interessi
ingiustificato che in prativa era uguale alla modifica unilaterale dei
contratti. Naturalmente le banche come anche precedentemente non volevano
accettare tutto ciò. Il legislatore ha dato la possibilità alle banche di
fornire la prova in giudizio che nel caso dei contratti non hanno aumentato gli
interessi ingiustificatamente ed unilateralmente. Praticamente ogni istituzione
finanziaria ha colto l’occasione di usufruire di questa possibilità ma a primo
grado i giudici ungheresi quasi in ogni caso hanno dato ragione al governo,
quindi ai mutuatari. Entro oggi ci sono stati anche alcuni processi di secondo
grado quindi dei giudizi finali, perciò le banche possono prepararsi che nei
mesi successivi dovranno retroattivamente accreditare sui conti dei mutuatari
gli importi fatti pagare indebitamente.



COSA CI PORTA IL FUTURO ?

La lotta non è ancora finita perché le banche multinazionali non sono disposte
a rinunciare al profitto extra e non si accontentano del profit bancario leale.
Esse hanno iniziato le querele sopra indicate consapevoli del fatto che non
potevano vincerle. In base alle normative questo era evidente. Tutto quanto
serviva solo per usufruire di tutti i rimedi giuridici nazionali in accordo con
le normative dell’Unione Europea per poter attaccare le leggi del governo
ungherese al tribunale dell’Unione Europea. Perché si stanno preparando a
questo. Quella lotta sarà l’ultima.

La posizione ferma e decisa del governo ungherese per la difesa dei propri
cittadini può dare un esempio a tutti i governi che a causa di un timore di
attacchi politici finora non ha avuto il coraggio di affrontare le aziende
multinazionali che paralizzano le persone. Naturalmente sappiamo anche in
Ungheria che non tutte le aziende multinazionali svolgono attività economica
sleale, ma l’esempio serve per far capire che è possibile difendere gli
interessi dei comuni cittadini anche contro le grandi aziende a livello
mondiale. Questo può dare speranza e forza a tutti i cittadini dell’Unione che
si sentono indifesi. Adesso serve solo che sempre più partiti e governi seguano
l’esempio di successo del governo ungherese guidato da Orbán Viktor. Perché non
dobbiamo dimenticare: alla fine il popolo è che domina!


TERZA VOTAZIONE NEL GIRO DI POCHI MESI PER LE PERSONE UNGHERESI CHE DOMENICA
12 OTTOBRE QUESTA VOLTA HANNO VOTATO PER LE ELEZIONI SINDACALI

Nell'aprile di questo anno gli ungheresi si sono trovati per votare le
elezioni nazionali e la popolazione tutta assieme ha votato per i 2/3 il
partito fides,in maggio si sono svolte le elezioni politiche europee dove il
partito fides ha vinto con la maggioranza di voti e adesso per la terza volta
nel giro di pochi mesi la popolazione é stata chiamata per le  elezioni
sindacali dove per la grande maggioranza quasi in tutte le regioni ha vinto il
partito fides.Questa é la dimostrazione chiara e lampante che la popolazione é
vicina,appoggia e sostiene il proprio governo e il proprio capo del governo
Orbán Viktor.

Contatti: bundi01@vipmail.hu

Kempf Károly Ignác
Kovács András

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