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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

domenica 30 novembre 2014

Oro colloidale, incenso e birra


Mentre in queste ore cresce la polemica in Italia sui vaccini antiinfluenzali che da elisir di lunga vita si stanno rivelando sempre più inaffidabili con seri rischi per la salute dell'uomo per chi li assume (leggi qui: http://lanuovaferrara.gelocal.it/ferrara/cronaca/2014/11/29/news/il-ministero-non-chiarisce-io-non-inietto-piu-il-vaccino-1.10402467) vi propongo questo mio post sui rimedi della nonna, quelli che adopero io (tramandati dalla mia nonnina), per stare bene e in forma. :-)

Contro il raffreddore vi consiglio una spruzzatina di limone a digiuno ogni giorno, da diluire in acqua, prima di iniziare la giornata.
leggi qui: http://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/2033-limone-tutti-i-benefici-e-i-5-modi-per-utilizzarlo-come-rimedio-naturale

Come antibiotico naturale, per chi va a lavoro, o chi scalda semplicemente la poltrona, portare con se sempre una boccetta di argento colloidale, ancora meglio l'oro colloidale, "una goccia al giorno leva il medico di torno"...

Argento: http://www.disinformazione.it/argento.htm

Oro: http://www.naturopataonline.org/rimedi-naturali/oligoelementi/206-oro-colloidale-metallo-prezioso-per-la-nostra-salute.html

Quando invece siamo a casa, praticare sempre un pò di meditazione per rimuovere stress, ansie e paure usufruendo dell'incenso, il fumo profumato ha una funzione calmante su tutto il nostro sistema MENTE/CORPO.
http://millepetali.blogspot.it/2013/10/il-potere-degli-incensi.html

E per chi dice che bere fa male...beh un sano bicchiere di birra al giorno, non fa poi così male...e poi tiene allegri...http://www.assobirra.it/tutto_sulla_birra/birra_nutrizione/04-birra_nutrizione.htm

An vedi i rimedi della nonna????

sabato 29 novembre 2014

Haidakhandi Babaji Aarti



Babaji (o Mahavatar Babaji) è, secondo Paramhansa Yogananda, uno yogi immortale che vive sull'Himalaya. Secondo la tradizione, Babaji è il maestro illuminato che nel 1861 iniziò Lahiri Mahasaya al kriya yoga. Alcuni pensano che si incarni di tanto in tanto, mentre altri credono che sia stabilmente incarnato e ringiovanisca il suo corpo grazie ad una pratica yogica conosciuta a pochissimi come "Kaya Kalpa".
La sua esistenza è stata resa nota al mondo da Paramhansa Yogananda nel suo libro Autobiografia di uno yogi. A pag. 273, Yogananda scrive: "Le vette dell'Himalaya settentrionale, nei pressi di Badrinarayan, sono ancora oggi benedette dalla presenza di Babaji, il guru di Lahiri Mahasaya. Questo solitario maestro conserva la sua forma fisica da secoli, forse da millenni" e a pag. 279 è riportata la solenne promessa di Babaji: "Non abbandonerò mai il mio corpo fisico, che rimarrà sempre visibile almeno a un piccolo gruppo di persone su questa terra".
Secondo alcuni, Babaji è apparso nel 1970 in una grotta nel Paese di Hairakhan, in India, senza vestiti e cosparso di cenere in Asana meditativa. In anni recenti, molte persone hanno asserito di averlo visto o di essere state in contatto con lui; il tutto testimoniato da fotografie del guru accanto ai devoti nell'Ashram di Hairakhan. I devoti di questo guru affermano che sia lo stesso Babaji descritto nel libro di Yogananda.
Queste asserzioni sono viste con una certa diffidenza dalla quasi totalità dei kriyaban appartenenti alle organizzazioni del kriya yoga del lignaggio di Paramhansa Yogananda. "Baba" significa semplicemente "Padre". Il suffisso "ji" si utilizza per indicare rispetto. Il coinvolgimento dei devoti occidentali ha contribuito molto alla diffusione di numerosi ashram in suo onore. Il Mantra che Babaji di Hairakhan -unanimemente da tutti i discepoli diretti di Yogananda non considerato lo stesso della notissima 'Autobiografia' - consigliava di ripetere in ogni momento del giorno è "Om namah shivaya", che letteralmente significa " Om è il [Supremo] Nome di Shiva" ("mi inchino al signore Shiva"). Il messaggio che questo guru trasmetteva ad ogni devoto era questo: "Verità, Semplicità, Amore".
Ha una sorella di nome Mataji (letteralmente Madre onorata) la quale vive in eterna estasi spirituale in completa solitudine. Diverse fonti riportano ad una sua probabile locazione in una segreta grotta sotterranea presso il ghat di Dasaswamedh.

venerdì 28 novembre 2014

Ex Magistrato Paolo Ferraro Decide Di Parlare!


guarda il video: http://youtu.be/QGHNSkmbH0E


Paolo Ferraro: 
Blog Ufficiale: http://paoloferrarocdd.blogspot.it/
Canale YT:http://www.youtube.com/channel/UCwj9m...

Iscriviti al mio secondo canale per continuare a seguirmi in caso di ban: https://www.youtube.com/channel/UC1U3...

10 anni il film documentario "Il fenomeno Bruno Gröning" ..una storia di successo straordinaria



http://www.bruno-groening.org/italiano/

Una storia di successo straordinaria

Il film documentario "Il fenomeno Bruno Gröning" festeggia il suo decennale.

Tutto ebbe inizio il 3 ottobre del 2003: il film documentario "Il fenomeno Bruno Gröning" ebbe la prima proiezione nel cinema "Toni" a Berlino-Weissensee, nello stesso tempo il film venne proiettato a Monaco nel cinema "Maxim". Nel frattempo il film viene proiettato in tutto il mondo con successo e questo da ormai 10 anni. Fino ad oggi all'incirca 250.000 spettatori in 49 paesi hanno visto questo film straordinario sugli avvenimenti intorno a Bruno Gröning. 

Assalto di massa al Traberhof di Rosenheim

Bruno Gröning (1906-1959) negli anni cinquanta, attraverso delle guarigioni straordinarie, suscitò grande scalpore a livello mondiale. Già nella primavera del 1949 nella cittadina della Westfalia, Herford, affluivano migliaia di persone. Nell'autunno dello stesso anno fino a 30.000 persone giornalmente si sentivano attirate dal Traberhof di Rosenheim: un esercito di ammalati e sofferenti. Tutti avevano un solo obiettivo: Bruno Gröning. Per molti rappresentava l'ultima speranza. Colpiti dalla guerra, abbandonati dai medici, queste persone conoscevano un solo desiderio: guarire, essere liberati dalle pene e dai dolori. Si aspettavano aiuto da Bruno Gröning e lui lo dava: "Non esiste l'incurabile. Dio è il medico più grande", erano le sue parole. L'incomprensibile avveniva: innumerevoli malati guarivano, i paralitici camminavano, i ciechi vedevano nuovamente. 

Presto si mossero le forze contrastanti. Molti medici osservavano gli avvenimenti con sguardo critico. Vennero divulgate delle diffamazioni. La stampa riferiva in modo sensazionale. Intervenne l'autorità. La giustizia lo accusò del tutto ingiustamente di aver infranto la legge dei medici empirici. Il 26 gennaio 1959 Bruno Gröning morì. Frattanto ci furono oltre nove anni di durissima lotta e di innumerevoli guarigioni meravigliose.

Molti spettatori si mostrano profondamente impressionati

Il film documentario "Il fenomeno Bruno Gröning" riporta gli avvenimenti drammatici di quel tempo e si mette sulle orme di quest'uomo insolito. Il film mostra in maniera aperta, obiettiva e sensibile, le singole tappe della vita e dell'operato di Bruno Gröning. Sono state assemblate oltre 70 ore di riprese cinematografiche, sono stati intervistati più di 80 testimoni oculari, inclusi dei servizi dei cinegiornali, documenti originali ed estratti di trasmissioni televisive. Inoltre sono state girate scene cinematografiche di grande dispendio, con più di 2000 comparse. Il risultato è un documentario preziosissimo di cinque ore, suddiviso in tre parti.

Molti spettatori restano profondamente colpiti dal film. Scrive ad esempio Birgit K. di Lübbecke: "Ero molto impressionata dal film: ricerche storiche eccellenti, racconti di testimoni oculari impressionanti. Un film documentario di inestimabile valore...".

Oggi attuale come allora

Il tema "Guarigione per via spirituale attraverso l'Insegnamento di Bruno Gröning, dimostrabile dalla medicina" è attuale come non mai ed è anche tema di numerose conferenze nelle università o in luoghi pubblici a livello mondiale. Il film informa, offre conoscenza e dà uno sguardo profondo sull'Insegnamento e sulla missione di Bruno Gröning. 

HYPERLINK "http://www.bruno-groening-film.org/&q...


giovedì 27 novembre 2014

Importante messaggio dallo Shamano



Sciamanesimo, in antropologia culturale, è un termine che indica l'insieme delle credenze ed il modo di vivere e di vedere il mondo, di società animiste non alfabetizzate, imperniato intorno ad una particolare figura di guaritore-saggio ed alla sua attività magico-religiosa: lo sciamano.
Lo sciamanesimo si riferisce a una vasta gamma di credenze e pratiche tradizionali che comprende la capacità di diagnosticare e curare malattie, nonché tutti i possibili problemi della comunità e del singolo, dal come procurarsi il cibo al come sbarazzarsi dei nemici. Ciò attraverso l'asserita capacità dello sciamano di "viaggiare" in stato ditrance nel mondo degli spiriti e di utilizzare i loro poteri. È questa la principale caratteristica dello sciamano che lo contraddistingue da altre forme di guaritore.
Lo sciamanesimo è un'antichissima pratica transculturale che presenta caratteri distintivi ben precisi e comuni, all'interno di una struttura flessibile, capace cioè di adattarsi a diverse culture e religioni.

Il latte - quello che non vi hanno mai detto



http://www.facebook.com/lebestiesiamo...
Dodici esatti motivi per evitare, come la peste, il latte e tutti i latticini. Perché?

Il latte è carne liquida. E' giusto pensarlo come sangue della mucca che viene auto trasformato e filtrato nelle ghiandole mammarie dell'animale per alimentare i primi momenti del suo piccolo.
Il latte è cibo per lattanti. Ma per lattanti della propria specie. Solo per quelli. Alimento vietato e velenoso dunque per altri tipi di animali e per bambini già svezzati (per non dire dei ragazzi, degli adulti e degli anziani).
Il latte bovino è troppo ricco in grasso e colesterolo. Il latte scremato è troppo ricco in proteine.
Gli eccessi, sia di grasso che di proteine, sono micidiali per il corpo umano, sono la fonte delle peggiori malattie.
Il latte bovino è il più allergenico cibo conosciuto. Contiene oltre 100 diverse sostanze che causano allergia. La scrematura addirittura aumenta e concentra ulteriormente tale pessima caratteristica.
Le allergie da latte vanno dalle irritazioni intestinali, all'asma e alla sinusite.
Il latte è difficile da digerire. Gli adulti non hanno l'enzima lactasi per demolire il lattosio (lo zucchero del latte). Il latte causa gas intestinali, dilatazione, crampi, costipazioni.
La caseina, principale proteina del latte, è indigesta ed è aterogenica (aterosclerosi). La lattoglobulina, proteina più allergenica, non viene demolita facilmente dal caldo e nemmeno dagli enzimi del corpo (e causa pertanto putrefazione intestinale).
Il lattosio del latte si trasforma in galattosio e diventa così causa nota di cataratta.
Il latte contiene l'ormone pro-lattina, noto come stimolatore di crescite tumorali (al seno e agli organi genitali)
Il latte è un catturatore di inquinanti di ogni specie, ed in particolare di Iodina 121 e di Stronzio 90 (entrambe sostanze radioattive)
Le statistiche mondiali della salute evidenziano con inequivocabile chiarezza che le nazioni consumatrici di più latticini possiedono la più alta incidenza di malattie degenerative, inclusa sclerosi multipla, artrite, cardiopatie, cancro e diabete.
Il latte è un cibo anemizzante, essendo fortemente deficiente in ferro. Il formaggio contiene 10 volte più grasso del latte intero, ed è un grasso per ossidato, ultracarico di radicali liberi per i processi di invecchiamento cui è sottoposto.
Più vecchio il formaggio (vedi grana) più insidiosi e numerosi i suoi radicali liberi.
Dr. Valdo Vaccaro
(tratto da:" I bari e l'osteoporosi da latte " http://www.medicinanaturale.biz/?p=412 )

PER SAPERNE DI PIU': http://www.infolatte.it/salute/danni_...


*nel video è presente una piccola parte di una conferenza di Valdo Vaccaro (la parte integrale la trovate qui: https://www.youtube.com/watch?v=gYafi...

mercoledì 26 novembre 2014

Il moderno Don Chisciotte (Tinus Smits)



Il Dottor Tinus Smits 3 settimane prima della sua morte  ha pubblicato le basi del suo lavoro riguardo il suo metodo CEASE per L'Autismo. Il suo lavoro è diventato un libro.
http://italia.cease-therapy.com/

Sentenza shock, “autismo causato da vaccino esavalente”: riconosciuto vitalizio al bambino.

“Autismo causato da vaccino esavalente”. È questa la sentenza shock emessa dal Tribunale del Lavoro di Milano, che ha riconosciuto un vitalizio ad un bambino divenuto autistico in seguito, secondo il giudice, all'assunzione del vaccino. 

La sentenza emessa il 23 settembre dal Tribunale del Lavoro di Milano creerà un precedente fondamentale nella lotta agli effetti collaterali dei vaccini. Anche perchè, e questo è un altro aspetto da non sottovalutare, il Ministero della Salute non ha presentato ricorso entro i termini, scaduti in questi giorni, rendendo la decisione del Tribunale esecutiva de facto.
Il Ministero della Salute dovrà quindi versare un vitalizio a un bambino vaccinato nel 2006 con l’esavalente prodotto dalla GlaxoSmithKline e divenuto autistico: questa è la conseguenza economica della sentenza del Tribunale, che ha riconosciuto pienamente la causalità tra la vaccinazione e la conseguente malattia.
Secondo quanto riporta Repubblica, “il giudice Nicola Di Leo ha acclarato la sussistenza del nesso causale tra tale vaccinazione e la malattia. Per la famiglia, l'augurio è che in futuro si possano introdurre più cautele nelle vaccinazioni. Il bambino riceverà un assegno bimestrale il cui importo sarà calcolato a partire da una base di 1.683 euro, più un indennizzo una tantum.”
LA POSIZIONE DEL MINISTRO LORENZIN – Nella Conferenza internazionale "The State of Health of Vaccination", organizzata da Aifa e Ministero della Salute, il Ministro Beatrice Lorenzin ha fatto il punto della situazione: “La Commissione europea promuove lo scambio di buone pratiche e c'è un interesse generale sul tema ma c'è anche molta sottovalutazione e scarso impegno politico da parte di alcuni Stati membri, va detto, e da parte di alcuni medici. Proprio in Europa, infatti, dove sono state eradicate importanti patologie che hanno causato migliaia di morti, si assiste ora a un pericoloso abbassamento del livello di attenzione."

martedì 25 novembre 2014

Lux libera nos

Quanto può brillare una stella?

Non è mai abbastanza il tempo che dedichiamo per osservare il cielo notturno e per poterne rimanere veramente affascinati. Ogni volta è qualcosa di diverso, e ogni volta che mi metto in sintonia con l'universo, mentre guardo le pleiadi, sirio, il carro e tante altre luminose emanazioni, vorrei sempre ricevere delle intuizioni che aimè non arrivano.
Sarebbe bello poter criptare tutte le informazioni provenienti dallo spazio, saperne catturare ogni sfaccettatura. Ricevo delle sensazioni, ma spesso sono sentimenti di profonda nostalgia, sento qualcosa di molto familiare, ma che mi angoscia ma che mi sfugge.
Le stelle brillano nello spazio, avvolte da quell'oscurità, forse apparente, perché forse il buio non esiste. Ma la mia mente le vede e le percepisce, pur essendo un pessimo osservatore dello spazio!

Credo sia la mia impostazione occidentale, quella particolare condizione d'indifferenza dell'italiota da cui ne derivano tutti gli atteggiamenti superficiali nella vera osservazione. Lo spazio richiede sicuramente maggiore attenzione da parte mia, ma il tempo lo ritaglio sovente in cose "più importanti". Così mi ricordo di guardare all'insù, col rischio di farmi venire un bel torcicollo, appunto quando cammino la tarda sera, dopo una birra, o dopo una sera in compagnia di amici e conoscenti.

Credo che dentro di me/noi ci sia qualcosa di luminoso, ma se Dio esiste, mi/ci ha dato un corpo fisico per punirmi/ci.

Forse la terra è una grande prigione, per stelle cadute...

http://youtu.be/ZnkmCgFEmMM




Beautiful MADAGASCAR Chillout and Lounge Mix 2014 Del Mar



http://suoni-vibrazioni.blogspot.com

Here's another installment of my "Chillout Holidays" series: Madagascar! The island is home to thousands of species that exist nowhere else in the world. You might just spot some of these in the video, so enjoy!

Want more? http://bit.ly/1jlCAl6

lunedì 24 novembre 2014

Il pianeta sul quale vivi - Ingiustizia planetaria



Un video che descrive i gravi squilibri nella distribuzione delle ricchezze sul pianeta terra e il saccheggio delle risorse minerarie dei paesi in via di sviluppo da parte dei paesi occidentali.

Uscire da matrix, i misteri iniziatici!



http://matrixunaparabolamoderna.blogspot.it/

Uscire da "the matrix?" - i LIbri e il Calendario degli incontri.- http://thematrixrw.webs.com/ExitMatri...

http://www.associazionezion.org - Il centro del lavoro dell'"associazione Culturale Zion" è la "Ricerca" e lo studio volta allo sviluppo di un particolare tipo di educazione, che è il centro e il "cuore" di questo progetto. Un progetto per combattere quella che considero la malattia del secolo: il vuoto interiore e dei valori e il "condizionamento" come radice di questo vuoto.

http://buonacausa.org/cause/progetto-... - La "raccolta fondi" attraverso la solidarietà e le donazioni ha lo scopo e il senso di dotarci di strumenti di "crescita" drenando "risorse" dal sistema attuale in essere che le utilizza per alimentare sempre le stesse "logiche" (mercato, profitto, lavoro, occupazione, consumo) col fine ultimo di dirigerle in un "idea" di società diversa dove lo sviluppo interno dell'individuo, attraverso la possibilità di realizzare un luogo di formazione stabile e permanente, possa trovare il suo spazio.

Così come un individuo è stimolato a donare ad una fondazione od organizzazione umanitaria che studia una cura ai gravi problemi di questa "società", così quell'individuo è chiamato a donare all'"Associazione Culturale Zion" che combatte la desolazione "interiore", e la rinascita di qualcosa di nuovo che è sempre stato lì, ma che le persone, troppo distratte, non vedono più.

Il progetto "Zion" è l'attuazione di tutto questo e molto altro!

domenica 23 novembre 2014

Spin Doctor e Manipolazione Delle Masse



Lo Spin Doctor è un persuasore occulto che possiede la capacità di elaborare sofisticati ed ingegnosi trucchi psicologici per influenzare e manipolare le masse.
In questo video analizzo come sia possibile influenzare le decisioni di una persona o di un gruppo di persone, e come lo Spin Doctor si serva di questi metodi per inculcare nelle masse argomenti graditi all'establishment.

EDIS, la mappa in tempo reale delle emergenze e dei disastri nel mondo.

Realizzata dall’associazione naziale ungherese Radio Distress-Signalling and Infocommunications (RSOE), laEDIS – ovvero Emergency and Disaster Information Service – è una vera e propria mappa online delle emergenze e dei disastri che accadono nel mondo in tempo reale. Incidenti di ogni tipo, attacchi terroristici, terremoti, maremoti, alluvioni, eruzioni e ogni altro genere di calamità che ogni giorno capita sul nostro tormentato pianeta: insomma, nulla sfugge a EDIS.
E se al di sopra della mappa scorrono gli ultimi aggiornamenti del caso a mo’ di news flash, al di sotto di essa è possibile consultare un archivio delle calamità in atto nel momento presente, così come quelle accadute di recente e quelle dagli effetti più dannosi, come il terremoto di Haiti e le alluvioni in Australia. Inoltre, in fondo alla pagina di EDIS, è addirittura possibile consultare un elenco tra meteoriti, asteroidi e altri oggetti provenienti dallo spazio e in avvicinamento verso la Terra.
Supportata da , questa mappa in tempo reale delle emergenze e dei disastri nel mondo raccoglie sia le informazioni provenienti dalle fonti ufficiali internazionali (Ministeri, Unità di Crisi, organizzazioni sul territorio, eccetera) e sia quelle provenienti dai maggiori canali di informazione presenti sul web. 

Terremoto in Giappone: case e strade distrutte


Una scossa di terremoto di magnitudo 6.8 è stata avvertita ieri sera nella prefettura di Nagano, in Giappone. Non è scattata l’allerta tsunami. Diverse abitazioni sono crollate, sono circa quaranta le persone rimaste ferite.
http://www.lastampa.it/2014/11/23/multimedia/esteri/terremoto-in-giappone-case-e-strade-distrutte-Ws7SsEO2gTwBKe2XKS9ybP/pagina.html

UFO a Marcianise: avvistata una squadriglia davanti a 30 testimoni

ROMA - Ancora una segnalazione di oggetti volanti non identificati in Italia. Il 15 novembre 2014, un avvistamento ufo che sembra importante, è stato effettuato a Marcianise, vicinissimo a Caserta, da un giovane fotografo mentre era intento a fare fotografie in un centro commerciale. D’improvviso si avvedeva della presenza di tante luci bianche e molto luminose nonostante il cielo coperto che avevano un volo irregolare e che, anticipate da un solo oggetto, in un secondo momento sono diventate una decina. Dopo circa un paio di minuti in cui il giovane Francesco ed altri testimoni si sono emozionati avvertendo anche un po’ di timore, gli oggetti sono volati obliquamente in alto verso sinistra e verso destra a velocità "supersonica" secondo il racconto di Francesco che ha scattato anche una foto. Il dato di fatto che incuriosisce è che gli ovni (oggetti volanti non identificati) sembrano in formazione. Del caso ha parlata la nota trasmissione "I fatti vostri" su rai due il 15 novembre 2014 con ospiti il presidente C.UFO.M. Angelo Carannante e per l’appunto l’autore degli scatti.

Sul sito www.centroufologicomediterraneo.it è stato postato un approfondito servizio condito da immagini e particolari del caso. Invece su youtube canale CUFOMTV è possibile godersi un videotrailer. Altri dati su facebook e twitter.

Carannante, come di prassi e sua natura, predica prudenza. Infatti anche se tantissime ipotesi convenzionali sono da escludere, altre potrebbero trovare accoglienza. Qualcuno ad esempio ha affermato che trattasi di un riflesso delle luci sottostanti, andando in questo caso contro la parola del testimone che invece dice di aver visto gli oggetti e che ha sottoscritto di proprio pugno la verità dei fatti da lui raccontati. Si andrebbe in pratica anche contro le segnalazioni di altre persone in quella sera. Insomma un caso UFO su cui non è detta l’ultima parola.




http://www.diregiovani.it/rubriche/fotogallery/35437-ufo-marcianise-avvistata-squadriglia-caserta.dg

Dopo cerchi nel grano, ecco cerchi neve! mistero?

Dopo cerchi nel grano, ecco cerchi neve! mistero?
Si parla molto di cerchi nel grano, ma forse non sapete che esistono i cerchi nella neve e sono, a tutti gli effetti, un'opera umana.

E se li troviamo sulla neve? Li potremmo definire "cerchi nella neve" e, anche in questo caso, non c'è nessun visitatore alieno. Anzi. L'autore è noto, si chiama Simon Back e  si fa riconoscere. Non sono un messaggio di lontani visitatori, ma rimangono sicuramente uno spettacolo mozzafiato.

La Spettacolarizzazione del Male

dott. M. Buttarini

Nel mio libro I Serial Killer: Un Approccio Psicologico Giuridico ho parlato dell’interesse morboso verso la figura dell’omicida seriale e i suoi crimini da parte dei mass media e dell’opinione pubblica. (Buttarini, 2007)

La stessa morbosità è riscontrabile a mio parere per la cronaca nera in generale. C’è chi parla, come Enrico Gregori, di esorcismo. Il cronista, autore di un noir dal titolo Un Tè Prima di Morire frutto della sua esperienza di cronista di nera, in un'intervista di Fausta Maria Rigo, afferma che "(...) Vedere, scandagliare, capire la morte altrui è una specie di barriera che tiene la morte lontana da noi. (...)"

Personalmente come psicologo condivido certamente questo punto di vista, ma non credo che sia sufficiente per spiegare le punte di morbosità che ha raggiunto l’interesse per la cronaca nera. Credo ci sia dell’altro dietro la spettacolarizzazione del male che su questa morbosità vive e si alimenta: nel lato più oscuro della psiche umana non alberga soltanto la paura della morte che attraverso i fatti di cronaca nera verrebbe così esorcizzata, ma anche desideri necrofili inconfessabili e istinti di morte che attraverso la cronaca nera vengono vissuti. Voglio dire che non tutti si identificano con le vittime ma una parte del pubblico di spettatori si identifica con il male che gli autori dei crimini incarnano.

Soprattutto in fasce d'età come quella adolescenziale il rischio di identificarsi con modelli negativi sui quali proiettare la propria rabbia e smania di ribellione è molto alto, a maggior ragione quando ad usufruire di certi contenuti mass mediatici sono ragazzi dalla personalità già di per se problematica.

Faccio riferimento qui alla rischiosa possibilità dell’innescarsi di meccanismi diimitazione ed emulazione (v. correlati) già visti nel passato, uno per tutti l’esempio del lancio dei sassi dal cavalcavia, ma anche in tempi più recenti l’omicidio commesso da una ragazza in Francia che disse di essersi ispirata all'omicidio di Meredith commesso a Perugia.

E’ anche per questo motivo, ma non solo, che i giornalisti, i cronisti e i mass media nel loro complesso hanno una grande responsabilità, e il mondo dell’informazione deve essere consapevole del potere che detiene e di quanto questo potere possa influenzare le menti delle fasce di popolazione più deboli: mi sto riferendo ai minori ma anche a personalità disturbate che di fronte a una certa spettacolarizzazione, sottoposta al bombardamento massmediatico potrebbe venire influenzata negativamente tanto da poter essere irretita, e addirittura istigata.

Infatti la nostra civiltà è caratterizzata da un desiderio e un bisogno di protagonismo mai visto prima, e questo è particolarmente evidente tra i giovani: essere protagonisti significa essere visti apparire sotto i riflettori, arrivare al successo, essere riconosciuti,esistere finalmente dopo un’esistenza caratterizzata dal vuoto esistenziale, dalla noia, dal niente. Perché se non vai in televisione non sei nessuno. I modelli di riferimento di molti teenager della civiltà odierna infatti sono personaggi, non persone; personaggi che esistono solo attraverso la spettacolarizzazione e la mitizzazione di un modello di vita che non è più sorretto dal concetto del sacrificio, del desiderio ma al contrario deltutto e subito. Certe trasmissioni televisive è questo il messaggio che lanciano: la facilità del diventare famosi. Se riesci a entrare in quel circo delle meraviglie allora da nessuno riuscirai ad essere qualcuno, tutti ti riconosceranno e acquisterai lo status simbol del successo. Qualcuno purtroppo farebbe di tutto per arrivarci anche a costo di gesti estremi, perché l’incertezza e la vacuità di identità fragili e inconsistenti può portare ad una distorsione della realtà tale da portare alla perdita di un equilibrato esame di realtà come espressione di un disagio profondo a cui chi aveva il dovere di dare risposte ha fallito nel suo compito, lasciano molto spesso i giovani in balia delle loro pulsioni e della loro solitudine di fronte ad uno schermo vuoto che sembra poter dare tutte le risposte.

Ecco che cosa scrive Maurizio Parodi rispetto al tema dei minori e televisione:
"A proposito di 'ordinarie follie': è per noi del tutto normale che i bambini vedano i programmi seguiti dai genitori: il telegiornale, per esempio, che si è trasformato in un bollettino di guerre, cui fanno da irrinunciabile corollario le notizie di cronaca nera, le uniche (si direbbe) ad avere rilevanza mediatica; sconcertanti giacché si indulge con accanimento morboso, voyeuristico, alla spettacolarizzazione degli eventi più efferati e macabri (...) "
Ma lo stesso vale per taluni programmi cosiddetti di servizio e molti altri di intrattenimento (medesimo scopo, però più onestamente dichiarato), nei quali si inscenano farse e tragedie domestiche, drammi spesso fasulli, inventati e recitati – il contrabbando dei sentimenti finti – che comunque strumentalizzano le persone senza remore e decenza, istigando gli ospiti e il pubblico a dare il peggio di se; si espongono lubricamente frustrazioni e turbamenti, con l’irruzione del privato, dei fatti personali(vostri, perciò nostri, dunque di tutti) dell’intimo sul palco mediatico, instillando una visione condominiale del mondo.
E i bambini…

Siamo riusciti a inventare la 'TV del dolore', dal cui gorgo sono proliferate le ignobili e compiaciute brutture delle trasmissioni verità, spesso reality show sotto mentite spoglie giornalistiche, deontologicamente giustificate per il loro carattere, appunto, di servizio. Forse a molti è sfuggito l’impegno delle trasmissioni dedicate alla strage dell’11 settembre 2001 che hanno aggiunto orrore all’orrore, riproponendo all’infinito le immagini della carneficina: i grattacieli in fiamme, l’aereo che esplode nell’impatto, le persone che precipitano, il fumo e le fiamme, indugiando con macabro compiacimento sui dettagli, dilatando i tempi della tragedia con il ricorso al ralenti, come nei peggiori film hollywoodiani. Non solo, alcuni canali hanno mostrato in parallelo scene di film catastrofici per enfatizzare la spettacolarizzazione dell’evento.
E i bambini…

Molto spesso a sdoganare l’orrore sono proprio i giornalisti (televisivi), che si potrebbero ingenuamente ritenere più accorti, sensibili, colti e corretti dei colleghi intrattenitori, dai quali sono, invece, indistinguibili. Sono loro i padroni del reality show che costa poco e fa molta audience. Una strategia sottile e non priva di conseguenze, soprattutto per gli spettatori meno avveduti, dunque, in primo luogo bambine/i: si utilizzano i giornalisti come garanti della bufala, per accreditarla. Ma non meno inquietanti appaiono i tratti 'telegnomici' (da Grande Fratello) della TV totale, che esibisce materiale corporeo osservato dal buco della serratura catodica, e modelli esistenziali inconsistenti, divinizzati dall’apparizione sullo schermo.
E i bambini…

Una televisione senza qualità, la quale rincorre gli istinti più beceri, li solletica, enfatizza o addirittura li induce, senza curarsi di conseguenze ed implicazioni, dei modelli sociali che diffonde, della cultura che alimenta (o forse proprio tesa alla decerebralizzazionedegli utenti), declinando ogni responsabilità, in omaggio all’unico valore riconosciuto: l’audience; perseguita ad ogni costo, spesso ottusamente, nel disprezzo aprioristico del pubblico (...)

Il Comitato per l’applicazione del Codice TV e Minori mette sotto accusa i telegiornaliperché mostrano troppi fatti di cronaca nera corredati da eccessive immagini raccapriccianti e troppo particolareggiate. Si evince inoltre che nell’anno 2007 sono stati sanzionati tutti i telegiornali delle principali televisioni pubbliche e private. (...) (Link)

Ma andiamo ora ad analizzare altri aspetti della complessità che caratterizza il fenomeno della spettacolarizzazione del male: nello specifico ora ci occuperemo di come i mass media e i giornalisti si occupano dei fatti di cronaca nera e di come un cattivo uso del diritto di cronaca potrebbe portare ad un abuso con ripercussioni negative sia sulla psiche degli utenti sia sul lavoro degli investigatori.

Luigi Bernardi (2003) si pone degli interrogativi sul delicato tema della trattazione degli omicidi da parte degli organi di informazione centrando l’attenzione sul come si raccontano e quali sono i rischi che portano alla distorsione della realtà fenomenica:
"[…] Il primo pericolo è quello di ridurli a 'gialli', è un pericolo di doppia natura, di approccio e di comprensione. Raccontando certi omicidi come fossero dei 'gialli' è inevitabile trasformare tutti i personaggi in figure di carta, senza spessore né odore, spogliarli di vita e dramma, renderli funzionali a quella che non è più una 'storia' ma un intreccio, equiparare momenti di sofferenza assoluta al gioco del 'se fosse'. In altre parole, dimenticare che da quella vicenda qualcuno non si è rialzato. Il secondo pericolo è che il meccanismo del giallo toglie al crimine il tempo suo. Da Rina Fort a Erika De Nardo sono passate generazioni, modi di vivere e di pensare. Il plastico del luogo del delitto, le figurine distese per terra, non aiutano a capire tale cambiamento, lo negano anzi con pervicacia, strappano la storia al suo contesto, la riproducono come un simulacro,l’effetto è quello di una bambola gonfiabile rapportata a un corpo umano: miserabile e beffardo." (...) 
I problemi derivati da questo tipo di approccio sono due. Il primo è che la parola 'mistero' ha suggestioni fuorvianti, subito fa pensare a un qualcosa che intriga, a un gioco che appassiona, a una sfida intellettuale. La parola 'mistero' è dotata di una sorta di aura che nasconde, quanto meno confonde, le origini del fatto, del gesto, cui viene applicata, sovrapposta. (...) Provate a fare questo facile esperimento: pensate all’immagine che scaturisce dalla definizione “misteri italiani”, e poi a quella di “crimini italiani”: dalla prima sarete in qualche modo sedotti, dalla seconda tenderete a sfuggire, significa che la prima è una trappola, […] la seconda la verità con la quale stiamo disimparando a fare i conti. (...)
Pare esistano siti pornografici […] che offrono la possibilità di guardare l’interno della vagina ripreso da una microtelecamera posizionata sulla punta di un vibratore. L’idea, presumo, sia quella di mostrare il piacere da dentro. Altrettanto presumo che quello che si vede non abbia niente a che spartire con il piacere, ma si riveli soltanto una parete di carne di un colore fra il rosa e il rosso, umida, vagamente pulsante. Così è con i cosiddetti 'misteri', la lente di ingrandimento permetterà forse di scoprire un’impronta digitale, ma niente dirà dei pensieri, delle emozioni e delle intenzioni di chi l’ha lasciata. Di più, toglierà la prospettiva, ovvero la possibilità di esercitare lo spirito critico, sempre che ne sia rimasto. L’omicidio visto come 'giallo' appassiona lettori e telespettatori nel modo in cui qualcuno si eccita guardando una vagina dall'interno. Sono due facce della stessa medaglia, si chiama voyeurismo, è una perversione, qualcosa di fine a se stesso.
Ma  soprattutto è un atteggiamento che ci fa perdere di vista il fatto, il gesto, il senso storico della loro realtà.
La televisione e i giornali quasi sempre ci offrono una visione del crimine deformata, plasmata sulla necessità di acchiappare audience, un esempio fra tanti è l’enfasi data a personaggi come i serial killer. In tutta evidenza, qui la responsabilità è da ripartire con gli esperti, i criminologi prima di tutti. Negli anni novanta era tutto un fiorire di interviste nelle quali lo specialista di turno ci raccontava che i serial  killer era una figura criminale prodotta dalla civiltà industriale, tipica delle grandi metropoli, una figura in costante, irrefrenabile, crescita. […] Oggi si scopre che […] i serial killer si contano sulle dita di una mano, agiscono più che altro in provincia e, lungi dall’essere quei geni criminali che ci volevano far credere, sono poveri mentecatti che invece di pagare le prostitute le ammazzano […]. Tutt’oggi, il serial killer gode di un suo status privilegiato, i giornali appena possono – soprattutto quando non dovrebbero – infilano nei titoli frasi tipo “torna l’incubo serial killer”, si fanno trasmissioni televisive, si scrivono libri, si organizzano siti internet. […]
In un mondo dove tutto è sempre più finzione, l’omicidio è un dato reale, si conclude con qualcuno che muore, non ci sarà più. Invece se ne parla come finzione, si producono discussioni infinite, si fanno dibattiti televisividove l’unico assente è il gesto che uccide. E proprio perché si evita di guardare in faccia a quel gesto, e poi di collocarlo nel suo spazio e nel suo tempo, che si è costretti ad alzare le braccia, a non capire, a ricorrere a espressioni come dramma della folliadramma della solitudine, adatte per ogni occasione, scatole vuote riciclabili all'infinito, che servono solo a far guadagnare stipendi e gettoni di presenza a chi le utilizza. […] E’ questo che fanno i media coadiuvati dagli specialisti a gettone: danno risposte sbagliate a domande prive di fondamento […] di certo potrebbe aiutare non nascondersi dietro le parole, non girare gli occhi dall’altra parte, chiamare le cose con il proprio nome, riacquistare il principio di realtà […]
Il male va affrontato nella sua lurida essenza, senza trasfigurarlo in qualcosa che non è. Scrivere di una bambina appena uccisa dalla mamma come di una angelo salito in cielo, oltre che un’atroce fesseria, è chiudere gli occhi, allentare persino la condanna morale del gesto che ha portato quella bambina ad avere ormai il corpo divorato dai vermi. E’ non vederli, quei vermi, fare finta che non esistano, convenire sulla loro irrealtà. Si dovrebbero invece guardare in faccia, tutti questi vermi della nostra contemporaneità, descriverli in ogni loro movimento, irriderli se occorre, schiacciarli se necessario. Forse non basterà, ma è il primo, necessario passo."
Luigi Bernardi, pagg. 143-154, 2003
Parole vuote quelle dei giornalisti e degli esperti che compaiono in televisione per parlarci di omicidi, senza sostanza e sentimento: ora vi chiedo io di fare un piccolo esperimento. Quando vi capiterà di nuovo di sentire un esperto pronunciarsi in televisione, e potete giurarci che purtroppo capiterà ancora e ancora, provate a concentrarvi non tanto su ciò che dice ma sulla tonalità affettiva che colora ciò che dice.A me sembra, la maggior parte delle volte, di cogliere una freddezza e un distacco emotivo che non tengono in considerazione il dolore, il sangue la morte, e anche una sorta di compiacimento intellettuale nello sfoggiare narcisisticamente la loro presuntaexpertise, che fanno letteralmente rivoltare le viscere vista la mancanza di rispetto per le vittime che ciò implica, senza considerare che la maggior parte di questi esperti, fautori tra i primi accanto a discutibili giornalisti, spesso non sono intervenuti sulle scene dei crimini che pretendono arrogantemente di conoscere e di poter risolvere.

Per amore di verità, invece, e questo è un altro aspetto fondamentale della questione presa in esame, non fanno altro, assieme alle trasmissioni a cui sono stati invitati a partecipare, che produrre confusione se non allarmismo tra le persone che li stanno ad ascoltare, e, ancora peggio, a volte rischiano anche di intralciare il prezioso lavoro degli inquirenti che dovrebbero poter condurre le loro indagini, già di per se emotivamente debilitanti, senza ulteriori pressioni, senza la luce assordante e mistificante dei riflettori che accecano e fanno perdere di vista il senso della realtà e dei confini.

(...)

Sintesi di un articolo pubblicato sul sito Psicologi Italia
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Pazienti usati come cavie in ospedale

Il gip: ora si indaghi anche sui medici

Il pm: «Farmaci prescritti ai pazienti a prescindere dall’efficacia». Per ottenere il predominio nella distribuzione è stato alterato il rapporto tra medico e casa farmaceutica

NAPOLI - La premessa, mai come in questo caso, è obbligatoria. Quella che state per leggere è una versione di parte, cioè quella sostenuta dalla Procura di Napoli e per ora (in gran parte) condivisa dal giudice per le indagini preliminari in un provvedimento giudiziario emesso due giorni fa. Manca, dunque, la ricostruzione della difesa, che sarà verosimilmente di segno diametralmente opposto. Se l’interpretazione di pm e gip dovesse però reggere al vaglio dei successivi gradi di giudizio, quella che segue sarebbe una storia agghiacciante. Il racconto della guerra combattuta per acquisire il predominio nel settore della distribuzione dei medicinali, la testimonianza di come sia stata «alterata» la «gestione dei rapporti tra medico e casa farmaceutica», la descrizione di uno «scenario torbido» nel quale si muovono interessi diversi ma finalizzati a un unico obiettivo: «Agevolare la diffusione di medicine da somministrare ai pazienti degli ospedali» per «incrementare gli utili delle società che li distribuiscono». Il tutto, a volte, sulla pelle dei pazienti.
228 PAGINE - È un «sistema», scrive il gip Antonio Cairo nelle 228 pagine dell’ordinanza con la quale due giorni fa ha mandato agli arresti domiciliari il manager del Policlinico della Sun Pasquale Corcione, l’imprenditore farmaceutico Massimo Petrone e altri cinque indagati nell’ambito dell’inchiesta coordinata dal procuratore aggiunto Alfonso D’Avino e delegata al pm Francesco De Falco. Come si debba condurre quella battaglia per acquisire il predominio nel settore, lo spiega il responsabile marketing della società Biotest Italia srl, Enrico D’Aiuto. Sono le 17.27 del 7 aprile 2010, e il manager illustra al telefono «la strategia da seguire per assicurare la penetrazione commerciale dell’azienda farmaceutica». Una strategia che il giudice, a pagina 102 del suo provvedimento, riassume così: «Estendere a pazienti ospedalieri, almeno in numero di quindici, trattamenti terapeutici a base di farmaci commercializzati dalla società. Viene considerato funzionale agli interessi dell’azienda che questa diffusione commerciale sia attuata attraverso le prescrizioni di più medici in servizio presso diverse strutture sanitarie, allo scopo di inserire il loro nome nella sperimentazione clinica, parrebbe a prescindere dalla validità terapeutica». Insomma, se questa storia fosse vera, chi commercializzava quei medicinali ne ignorava l’efficacia: «Il loro nome sta sullo studio, che ce ne importa».
GLI ACCORDI E I REGALI - È a questo punto che — a prendere per buona la ricostruzione della Procura di Napoli — «si registra un’attività dei responsabili della Biotest finalizzata ad avvicinare medici ospedalieri e a stringere accordi per indurli ad agevolare la diffusione di specialità medicinali della società». E quegli accordi sarebbero stati conclusi in cambio di «regali o altre utilità» ai camici bianchi. Come il viaggio in Grecia. I cesti di creme solari. O quei nuovi iPad che il 10 maggio 2010 Enrico D’Aiuto ordina di acquistare «in quanto destinati ai medici». La dipendente, al telefono, gli consiglia la versione di punta: «Io avevo considerato quello da ottocento euro. È il più figo di tutti». Ventuno giorni dopo (il 31 maggio) la strategia di D’Aiuto si fa più esplicita: «Il modo migliore è quello di fare vedere indice e pollice» ai medici, cioè «elargire somme di denaro per ottenere in cambio la prescrizione di farmaci». Fosse vero, ci sarebbero «medici ospedalieri» che ricevono corrispettivi non dovuti per privilegiare certi farmaci. E, per farlo, arrivano anche a «non modificare o cambiare — a seconda dei casi — il trattamento terapeutico in funzione degli interessi economici della società».
IL GIP: SI SENTANO I MEDICI - Quei medici sono estranei all’inchiesta in corso, è bene specificarlo. Eppure — rileva il giudice — «sarebbe stata doverosa una riflessione investigativa più attenta sul ruolo di una serie di soggetti appartenenti all’area medica coinvolti nelle anomalie segnalate. Si tratta di medici compiutamente individuati, pubblici ufficiali che accettano senza alcuna remora diverse utilità per la prescrizione dei farmaci commercializzati dalla ditta». La società, però, non si rivolge solo a loro. Si muove su binari paralleli, prova ad agganciare gli amministratori pubblici, cerca coperture istituzionali. E Giuliano Tagliabue, amministratore unico della Biotest, il 24 giugno 2010 illustra al telefono (intercettato) le strategie che deve attuare la società cooperativa Bioricerche: «Si tenta di proporre come responsabile scientifico del consorzio Annamaria Colao. (...) Granata a questo punto non potrebbe porre più nessun ostacolo». Annamaria Colao è una delle più brillanti scienziate italiane, ma guarda caso poco meno di tre mesi prima il marito — Stefano Caldoro — è stato eletto presidente della Regione. La prof, però, è persona attenta, e nella vicenda non vuole farsi coinvolgere a titolo personale. Così — come spiega lo stesso Tagliabue il 28 giugno 2010 nel corso di una telefonata con Massimo Petrone — «l’Annamaria ha detto che è d’accordo se entra anche il reparto dove lavora o l’Università». E, a leggere il board della società, ad oggi la Colao non c’è. La ricerca di sponde, però, continua.
«QUI COMANDIAMO NOI » - Gli indagati si vantano di aver avuto «il patrocinio della fondazione del Cardinale» per un convegno, pianificano di coinvolgere politici («Gli assessorati ve li dovete lavorare voi»), provano a invitare a un dibattito Raffaele Calabrò («Se viene è una cosa buona, quello è in odore...»), cercano l’aiuto dell’allora dg della Soresa Francesco Tancredi «in cambio di un aiuto politico». Provano a tirare dentro anche luminari della chirurgia, come accade ad esempio il 4 maggio 2010, quando Enrico D’Aiuto e Renato Carelli «pianificano le modalità per convincere il responsabile del centro trapianti di Pisa a intervenire a un convegno organizzato a Napoli». L’obiettivo? «Ottenere la sua benedizione sull’efficacia terapeutica del nuovo farmaco Zutectra», così che le imprese concorrenti comprendano la forza commerciale della Biotest: «Qui comandiamo noi, non ci dovete rompere il c...». Gli imprenditori farmaceutici vogliono il Cardarelli e il Policlinico, ma non si accontentano. Puntano a Roma, al Fatebenefratelli, a Tor Vergata, al Bambin Gesù. E si preoccupano di come i dirigenti della società in Germania possano valutare le loro iniziative: «È difficile spiegare come funzionano le cose in Campania a chi non le conosce». Ma come funzionano le cose — chiosa il gip — «purtroppo lo attestano le conversazioni». La speranza della sanità campana, adesso, è che per quelle conversazioni i diretti interessati abbiano una spiegazione più che valida.

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