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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

mercoledì 30 dicembre 2015

Il programma familiare


Ogni volta come per magia si ripresentano in determinati periodi dell'anno

le stesse dinamiche del KARMA, si ripresentano i virus del potere familiare. 
Quanto sto appena descrivendo rientra nelle dinamiche del potere (di molti), 
dal quale ognuno può decidere se farne parte, e di conseguenza 
se farsi "fregare" dalle logiche del KARMA.
Per quanto una persona possa sentirsi "libero", e quindi privo di catene e di vincoli, 
la libertà, poiché viviamo con altre persone, viene intaccata dai meccanismi del KARMA.
In realtà siamo tutti liberi, ma la mente preferisce far parte spesso del teatrino KARMICO.
L'ego nostro bussa alla porta, e se non abbiamo un "ruolo"misero o importante che sia...ci sentiamo frustrati! Eppure basterebbe così poco per non farsi fottere da questo semplice ma potentissimo meccanismo!!

Come? Io lo so come....vuoi saperlo anche tu?

Posso solo consigliarti di non essere troppo attaccato alle cose, di non credere troppo alla vita che fai e di non immedesimarti troppo, e di diventare un bravo osservatore. Inoltre quando le cose si ripresentano, osservale, specialmente quando ci sono situazioni che sviluppano tensione, ansia, disarmonia...tutte queste cose fanno parte del teatrino di cui sopra ti stavo parlando.

Io ho deciso da molto tempo di non far parte dei molteplici show del Karma, per questo dentro di me c'è silenzio ed assoluta pace. E se per puro caso, mi capitasse una situazione di forte tensione emotiva, nel quale "Matrix" mi ci ha ficcato...beh, comunque sarei un bravo spettatore, osservando la cosa in terza persona!!

Nessuno al di fuori di noi dovrebbe, alterare i nostri parametri di vita, questo è il mio punto di vista... ;-)  

A VOI ORA QUESTO VIDEO:

venerdì 25 dicembre 2015

Syriac Orthodox Prayer "Abun D'Bashmayo" (The Lord's Prayer)



The Lord's Prayer (Abun D'Bashmayo). Beautifully sung in the language Jesus Christ taught his disciples this exact prayer. Read the english text and the syriac transcription. View beautiful pictures of praying christians, for example syrian orthodox, coptic orthodox and ethiopian orthodox.

domenica 20 dicembre 2015

Ricetta Albatros all'arancia

Preparazione:

Per non impazzire nella preparazione delle ricette di Natale e Capodanno, cercate di seguire sempre dei piccoli accorgimenti che vi renderanno la vita in cucina meno complicata e soprattutto non vi costringeranno a passare tutto il tempo tra i fornelli mentre gli altri si contendono i premi della tombola.

Uno dei suggerimenti per preparare l’albatros all’arancia è quello di acquistare un’albatros già perfettamente pulito (senza pezzi di plastica nell'interiora) in modo che vi possiate dedicare da subito alla preparazione.

Lasciate il vostro albatros intero durante la cottura e durante la mise en place, questo oltre a farvi risparmiare tempo avrà un grande effetto scenografico sulla vostra tavola.

Mettete il burro in una casseruola e fatelo sciogliere, aggiungete l’albatros e fatelo rosolare molto bene da tutti i lati. A questo punto sfumate l’albatros con il vino bianco fermo e fatelo cuocere a fuoco basso per circa 50 minuti bagnandolo di tanto in tanto con il brodo. Questo servirà a mantenere la carne umida e particolarmente tenera.

Con un pela patate ricavate delle striscioline dalla buccia delle arance (solo la parte arancione, quella bianca darebbe delle note amare alla vostra ricetta) e fatele cuocere in acqua bollente per un paio di minuti, scolatele e mettetele da parte. Spremete la metà delle arance e filtrate il succo. Pelate a vivo le restanti arance ossia privatele di tutti i filamenti bianchi e tenete solo la polpa degli spicchi.
A questo punto unite all’albatros il succo d’arancia, la polpa e le striscioline di buccia bollite. Aggiungete anche il Grand Marnier, fate cuocere per altri 5 minuti e regolate di sale e di pepe.
Togliete l’albatros dal tegame e tenetelo in caldo avvolto da carta d’alluminio. Intanto unite al fondo di cottura la maizena per farlo addensare e dopo un paio di minuti togliete dal fuoco.
Servite il vostro albatros all’arancia intero irrorato con il fondo di cottura.

Ora guardate questo bel video:


venerdì 11 dicembre 2015

Eppure sentire - Elisa



http://suoni-vibrazioni.blogspot.com

A un passo dal possibile 

A un passo da te 
Paura di decidere 
Paura di me 

Di tutto quello che non so 
Di tutto quello che non ho 

Eppure sentire 
Nei fiori tra l'asfalto 
Nei cieli di cobalto - c'è 

Eppure sentire 
Nei sogni in fondo a un pianto 
Nei giorni di silenzio - c'è 

un senso di te 

mmm...mmm...mmm...mmm... 
C'è un senso di te 
mmm...mmm...mmm...mmm... 

Eppure sentire 
Nei fiori tra l'asfalto 
Nei cieli di cobalto - c'è 

Eppure sentire 
Nei sogni in fondo a un pianto 
Nei giorni di silenzio - c'è 

Un senso di te 

mmm...mmm...mmm...mmm... 
C'è un senso di te 
mmm...mmm...mmm...mmm... 

Un senso di te 
mmm...mmm...mmm...mmm... 
C'è un senso di te

mercoledì 9 dicembre 2015

Meditare passando dal Giappone

Ringrazio Carla Ricci (Antropologa e scrittrice) per avermi inviato un suo testo sul tema della "Meditazione" per i lettori e visitatori sperduti di questo blog, leggetelo con cura, questo testo è rivolto a chi cerca un pò di pace, un pò di luce e serenità nella vita frenetica di tutti i giorni...

Sulla meditazione

Non pratico la meditazione secondo i criteri che il termine solitamente intende. Volendo dare ad essa una mia interpretazione, definisco la meditazione come uno stato della mente capace di catturare contenuti non generati dalla vigile coscienza ma raccolti dalla propria essenza, cioè dalla parte più profonda dell’inconscio. Giungendo in tale luogo metaforico è possibile, anche per un solo momento, scoprire e creare significati simbolici e sconosciuti che potrebbero rendere il viaggio chiamato esistenza rivoluzionario poiché libero dalle visioni limitate a cui l’essere umano è sottoposto. Per avvicinarsi a tale meditativa condizione ognuno può adottare gli strumenti e i contesti che troverà più a lui affini che io ritengo tuttavia daranno frutti solo se ci si disporrà affinché quello stato non si esaurisca con se stesso ma si estenda nell’azione; un’azione consistente nel cominciare ad osservare l’esistenza abbracciando ciò che in tale momento è stato percepito e procedere conseguentemente. Io ritengo pertanto che la meditazione possa essere un pensiero, un atto, un osservare, un sentire esito di un momento ma pronto anche a dare di sé continuità in un dinamismo che trascina in nuovi pensieri, nuovi atti, nuove osservazioni e altrettanto nuovi sentire. Di essi ciascuno uomo con il vigore, la volontà e l’intuizione che gli sono propri, potrà avvalersi facendoli compagni di una vita che chiede di essere esplorata e, almeno un poco, compresa.

Per tradurre in esempio ciò che intendo, vorrei citare due personaggi di cui ho scritto e degli strumenti “meditativi” da loro scelti per tentare di vivere secondo ciò che intimamente sentivano con l’aspirazione di poter esistere nella vera pienezza di se stessi, tanto diversa che quella che appare.

Basho (1644-1694), poeta e viaggiatore giapponese, creatore della forma poetica Haiku.
Trascendendo dal materialismo e ponendosi in uno stato di totale essenzialità, egli sapeva di poter ambire ad una intima libertà, affrancata almeno in parte dalle sofisticate spirali della quotidianità della vita. Era in una simile condizione che desiderava vivere, sapendo che solo in quel modo avrebbe potuto essere in autentico contatto con se stesso e sperimentare così la saggezza del silenzio, la forza della pietra, il canto della cicala. Per lui la natura si trasformava in un ponte che attraversando i limiti creati dagli uomini lo conduceva là dove l’arroganza dell’ego si quietava e dove lui e l’intero cosmo divenivano un unico palpito.

Santoka (1882-1940) monaco buddista giapponese, viandante e poeta.
Esattamente come ogni uomo, Santoka compiva il suo viaggio ma il cammino non era solo metaforico poiché camminava e camminava, sentendo quello il suo destino. Avanzando scopriva come fosse la perenne fugacità a far esistere il mondo; la cosa non lo angosciava ma al contrario lo colmava elargendogli gusti   sempre inediti che più assaggiava più ve ne riconosceva sapori di se stesso. Viaggiava in solitudine ma non era solo; con lui era la montagna che più egli penetrava, più essa gli svelava i segreti di se stesso, con lui era il vento che più lo attraversava più intuiva ciò che di sé stava cercando, con lui era l’acqua, somma delizia, espressione della purezza alla quale egli ambì fino alla morte.



Carla Ricci
Tokyo, 9 dicembre 2015

carlariccitokyo@yahoo.com


sabato 5 dicembre 2015

Il miracolo dell'Armonia Universale



I NUMERI DI FIBONACCI E LA SEZIONE AUREA

Leonardo da Pisa detto Fibonacci (filius Bonacci) era figlio dell'addetto alla dogana di Bogia, in Algeria, ove i Pisani intrattenevano fiorenti traffici commerciali. Egli visse tra il 1170 ed il 1250. 
In quella città ebbe frequenti contatti con i matematici mussulmani e lì completò le sue conoscenze matematiche.
Molti furono i suoi contributi al progresso di questa scienza, ma il suo nome è essenzialmente legato alla famosa successione di numeri che porta il suo nome. La sua opera principale fu il Liber Abaci.
Egli ebbe anche frequenti contatti epistolari con l'imperatore Federico II.
Questa è la famosa successione ed i suoi termini vengono chiamati appunto "Numeri di Fibonacci":

1 1 2 3 5 8 13 21 34 55 89 144 233 377 610 987 1597 2584 4181 6765 .......

I primi due termini della successione sono 1 ed 1. Tutti gli altri termini sono la somma dei due termini che li precedono:

F1 = 1
F2 = 1
F3 = 1 + 1 = 2
F4 = 2 + 1 = 3
F5 = 3 + 2 = 5
F6 = 5 + 3 = 8
F7 = 8 + 5 = 13
F8 = 13 + 8 = 21
F9 = 21 + 13 = 34
.............................
ed in generale:

F(n) = F(n-2) + F(n-1)

Una proprietà notevolissima di questi numeri è che il rapporto tra un numero di Fibonacci e quello immediatamente precedente si avvicina sempre di più al numero 1.61803398874989.....
Questo numero è la famosa Sezione Aurea (o Numero Aureo) ed il suo valore corrispode all'espressione:

1 + radice quadrata di 5
————————————— = 1.61803398874989.....
2

Ad esempio:

377
—— = 1.618025751
233

610
—— = 1,618037135
377

987
—— = 1,618032787
610

Dunque, per n tendente all'infinito: F(n)/F(n-1) = 1.61803398874989.....

Questo numero "magico" era conosciuto fin dall'antichità ed è certo che lo conoscessero Pitagora ed i suoi discepoli che lo chiamavano "Proporzione Divina". Essi lo ricavavano con un procedimento che corrisponde alla attuale soluzione dell'equazione di secondo grado: x² -- x -- 1 = 0
Nella civiltà Greca troviamo l'uso della sezione aurea nel Partenone di Atene, nel tempio di Atena a Paestum, nelle statue di Fidia, solo per citare le opere più note.
Troviamo poi la sezione aurea nel famoso "Uomo Vitruviano" di Leonardo da Vinci e nella Venere del Botticelli.
I costruttori delle Cattedrali Medioevali usavano costantemente la sezione aurea.
Anche la natura sembra prediligere i numeri di Fibonacci: il rapporto tra l'altezza di un essere umano e l'altezza da terra dell'ombelico è la sezione aurea, così come il rapporto tra il braccio e l'avanbraccio.
Troviamo questi numeri anche nella fillotassi (ordinamento delle foglie su un gambo) e nel girasole, ma, ripeto, questi sono solo esempi.
Per quanto riguarda la Musica, aggiungo delle considerazioni dell'amica Barbara Barotti:
La musica ha numerosi legami con la matematica e si ritiene che centrale in essa sia il ruolo della Sezione Aurea.
Nel pianoforte per esempio, particolare rilievo viene dato alla struttura della tastiera, in special modo con parallelismi fra i numeri di questa e quelli di Fibonacci.
I 13 tasti delle ottave, distinti in 8 bianchi e 5 neri, a loro volta divisi in gruppi da 2 e 3 tasti ciascuno: 2, 3, 5, 8, 13 appartengono infatti alla successione di Fibonacci.
In passato si è fatto notare, che molti degli intervalli musicali "naturali" sarebbero riducibili a frazioni in termini di numeri di Fibonacci (una "sesta maggiore" di "La" e "Do" 5/3, una "sesta minore" di "Do" e "Mi" 8/5......)
Beethoven, nelle "33 variazioni sopra un valzer di Dabelli" suddivise la sua composizione in parti corrispondenti ai numeri di Fibonacci, il cui rapporto corrisponde al numero d'oro...

venerdì 4 dicembre 2015

Sulla Meditazione, a cura di Piero Ragone (per i lettori di questo blog)

Ricordo di aver letto una frase: “L’illuminazione è l’unica cosa che non può essere oggetto del desiderio”; un pensiero che racchiude il senso del mio incontro con la meditazione e il Raja Yoga; non vi era un desiderio di conoscere, una curiosità da soddisfare, era piuttosto il seguire una flebile voce che bisbigliava all’anima.
Eravamo in pochi volenterosi, all’inizio, animati dal piacere di condividere le parole e gli insegnamenti del guru, ventenni e innamorati come mai della Vita. Abbiamo scoperto che meditare non è pregare: nella preghiera stereotipata si chiede a qualcuno di agire per noi o di operare in nostro favore; al contrario, la meditazione impegna noi stessi a risvegliare noi stessi, attiva quella vibrazione interiore che ridesta ciò che era sopito nel buio impervio dell’Io; è uno schiudersi, un lasciar penetrare la Luce dell’Infinito che soltanto noi, nel silenzio della meditazione, rendiamo possibile. Meditando, partecipi come forza cooperante alla creazione dell’Universo, diventi fautore di meraviglie; in più, la meditazione collettiva riusciva a creare una sintonia che non necessitava di parole: percepivi non le diverse anime ma l’Anima, cui ognuno di noi partecipava, un unico, grande amorevole Io che condensava in un frammento di vita un cosmo di sensazioni ripulite dalla pesante ingerenza della mondanità.
Al termine di ogni incontro, si percepiva la sensazione di camminare senza corpo, si avvertiva il piacere di cogliere l’emozione dell’esistenza, ravvivando quello stesso mondo visto e rivisto ogni giorno, non perché qualcosa attorno fosse cambiato, ma perché stavamo cambiando noi.
Pensiamoci: se tutti riuscissimo a guardare il mondo allo stesso modo, nello stesso istante, per un momento prolungato all’infinito … quella magia diventerebbe eterna.
- Piero Ragone
autore de Il Segreto delle Ere
e Custodi dell’Immortalità

mercoledì 2 dicembre 2015

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