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domenica 14 febbraio 2016

MEDITARE by Andrea PARTE 1

Ho condotto innumerevoli meditazioni nel corso di questa vita e ogni volta, ogni esperienza, è stata una forma di insegnamento. Ci sono state persone che hanno preso le mie parole come se fosse acqua, hanno bevuto da un calice. Così per alcuni la meditazione è servita, è stata d’aiuto.
Queste persone, che oggi definirei amici, non discepoli, sono tutt’ora nel mio cuore nonostante siano passati molti, o pochi anni da quell’esperienza mistica ed interiore.
Li definisco amici in quanto spesso si sviluppa tra chi conduce meditazioni, un legame simile tra il padre ed il figlio, dove il figlio prima di agire deve aver l’autorizzazione di poter fare…
La meditazione è un arte magica, che può ispirare chiunque verso ideali dignitosi, verso la libertà, verso la verità, verso la morale e l’etica.
Sono nato il 12 Maggio 1982, mi chiamo Andrea Scarfò. 
Oggi è il 14/02/2016 Domenica ed è tempo che io mi metta a scrivere queste righe di testo per lasciare una testimonianza della mia esperienza spirituale.
Ora lascia che ti dica come sono cresciuto, com’è stata la mia infanzia e adolescenza. Sono l’ultimo di 4 figli, e i miei genitori sono stati insieme ai miei fratelli i principali maestri della mia vita. Loro fin da piccolo hanno influenzato il mio carattere, il mio modo d’agire e di essere. La famiglia nella formazione spirituale incide specialmente nel tuo percorso di vita. La struttura portante della meditazione è l’ascolto, la percezione. Grazie all’ambiente familiare ho sviluppato questa struttura in modo naturale ad appena 10 anni di età. La particolare condizione emotiva che vivevo ogni giorno mi portò ad un distacco automatico, dai discorsi e dalle particolari situazioni di “TENSIONE” che spesso si verificavano. Imparai  facilmente ad allontanarmi dalla realtà, ad andare oltre…senza libri, senza studi, senza pratiche particolari.
Avvenne più tardi, già un po’ più grandino che un giorno mi resi conto di aver mescolato la spiritualità con la vita materiale occidentale, quella tipicamente chiamata “3D” in cui una parte di me molto più giovane cozzava combattendo quell’Andrea più antico e saggio. Sapevo e sentivo che dentro di me vi era qualcosa di particolare, ma di tremendamente antico che continuava a combattere con quel ragazzo di appena 18anni. In quel periodo avevo un bel conflitto d’identità, di personalità, il giovane combatteva il vecchio ed il vecchio combatteva il giovane.
Nonostante le discoteche, le feste, il bere, e le tipiche cose che normalmente si fanno a quell’età ho conosciuto poi alcune tecniche di guarigione naturale. Ad appena 18 anni ero Master di Reiki, paghi e poi sei MAESTRO! Wow! Successivamente il DO-IN MASUNAGA, il PRANIC HEALING e poi ancora tutta la TEOSOFIA di Rudolf Steiner e poi ancora, testi di vari FILOSOFI che certamente hanno plasmato in positivo il mio essere, la mia persona. Ma ragazzi che KARMA che avevo! Tonnellate di merda eterica che galleggiava nella mia aura, e nonostante ciò mi reputavo Maestro!
La vita continuava a scorrere, tra insuccessi vari, specialmente scolastici. Non riuscivo a studiare, a ricordarmi le cose, un po’ zuccone di natura. La scuola è stato un parto riuscito male. Per la mia famiglia ero quindi un “ramo secco”. Questa parola mi ha profondamento scaricato, mi ha ammalato. Le incertezze, la bassa autostima, il KARMA del legame familiare meridionale, mi portarono lentamente a perdere la linfa vitale e a fare i conti con il male.
Verso i 22 anni di età mi ammalai di LUPUS DISCOIDE, inizialmente era un dolore costante ad un arto, poi si aggiunse un altro arto, poi si aggiunse la schiena, poi si aggiunsero gli scatti improvvisi di rabbia, poi si aggiunse la totale incapacità di sollevare pesi, poi si aggiunse la sofferenza totale, fisica, mentale ed infine spirituale. Dimenticavo, le dita delle mani e dei piedi che iniziarono a deformarsi e ad ingrossarsi alle giunture… un periodo della mia vita indimenticabile, oscuro e doloroso. Da quella volta inoltre, il mio sonno non è più lo stesso, la malattia deve aver avuto un effetto indelebile sul mio DNA, deve aver alterato i miei bioritmi…infatti ancora oggi soffro di sonnolenza cronica.
La malattia poteva mandarmi in paradiso, ma non fu così. Riuscii in un anno ad uscirne superando la malattia grazie a Daniela, mia eterna maestra di ALCHIMIA SPAGIRICA e grazie a mio padre, che ebbe un potere scatenante, ma anche risolutivo.
Questa è una parte della mia storia, ognuno di noi ha una storia unica e indimenticabile.
La meditazione, e le tecniche di guarigione naturale (non quelle a base di cortisonici della medicina tradizionale) si basano sulla consapevolezza dell’essere, sulla comprensione degli eventi e delle vere cause che le generano. La meditazione ha innumerevoli volti, che conosco molto bene, uno fra tutti e tra i più importanti quello di accelerare la propria liberazione. Accelerare la propria liberazione significa anche come vi ho descritto prima far fronte alla malattia. Superare quindi, e trasformare i pesi che ci allontanano da noi stessi.
La meditazione ha fatto in modo di aiutarmi in molte situazioni dove non trovavo una via d’uscita, mi ha dato la forza di prendere decisioni importanti. Meditare vuol dire anche proteggersi, vuol dire mettere il caricatore del cellulare nella presa elettrica. Meditare vuol dire centrarsi su di sé, vuol dire spegnere i pensieri, vuol dire essere in pace, non pacifisti…ma adorare il SILENZIO.
Meditare significa stare non solo da soli, ma in compagnia di altre persone e percepire il calore umano, senza guru e maestri, senza qualcuno che per forza ti debba insegnare una certa arte o dottrina.

La meditazione insegna la semplicità, ti insegna a diventare ultimo…




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