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"Giornalismo è diffondere quello che qualcuno non vuole che si sappia, il resto è propaganda"

mercoledì 6 luglio 2016

E poi abbiamo bisogno di parlare

Ti ritrovi a discutere con una parte di te riflessa. Quella persona sconosciuta, lontana, che tu credevi fosse una delle tante, una delle tante persone superficiali che vivono appunto nella superficie della tua vita, che si mostra un poco alla volta con delle profondità.
Mi sono messo a parlare con lui, di una vicenda che ci lega, dal quale mi sono rivisto, rispecchiato.
Età differenti, esperienze di vita differenti, ma un qualcosa mi ha fatto capire che non siamo poi così diversi. 
Ho iniziato ad ascoltare la gente, come ho appena fatto con LUI, ho ascoltato il suo vissuto e ho sentito parole sincere, cose che raramente si riescono a confidare.
Ci possiamo mettere a parlare, con altri/e è un bla bla bla di parole ammucchiate, accartocciate per riempire buchi temporali, di una semplice ora, di una mezz'ora.
Questione di come il tempo vola, se quest'ultimo lo viviamo in superficie o nelle profondità, negli abissi della coscienza. 
Quando capita di parlare in questo modo, dove non c'è chi manipola, chi parla non perché vuole poi avere il controllo sulle parti, ma solo il desiderio di esprimere sinceramente il proprio pensiero, il proprio punto di vista, allora il discutere, e il dialogare, non cade nella banalità.
Questa è fortuna, conoscere chi ha voglia ancora di parlare veramente, chi ancora è alla ricerca di buoni contatti, chi seleziona il personale!
Selezione naturale...ci si avvicina, o ci si respinge!



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