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martedì 20 settembre 2016

Tanta voglia di lei



Affidata alla voce di un giovane Dody Battaglia, diventa una delle canzoni più popolari e rappresentative del quartetto. Tanta voglia di lei è la storia di un tradimento, il protagonista però pentitosi della scappatella con un'altra donna, decide di tornare dalla sua amata.Di particolare effetto l'introduzione strumentale, affidata ad una sontuosa orchestra di 22 archi, suggerita ai Pooh dall'arrangiatore del disco, Franco Monaldi.La genesi della canzone è molto tormentata: dopo aver scritto la melodia nella sua casa di Bergamo, Roby affida il brano a Valerio.Ne nascono testi che non soddisfano il produttore Giancarlo Lucariello, vengono così scartati man mano i titoli più improbabili come Meno male, Tutto il tempo che vorrai e La mia croce è lei, con testo successivamente affidato dalla casa discografica al paroliere Daniele Pace, che ne esce con un testo che si rifà a My Sweet Lord, pubblicata l'anno prima dall'ex Beatle George Harrison. Dody Battaglia si ritrova ogni volta a dover cantare la canzone su un testo diverso, finché Valerio non porta la versione definitiva del brano, intitolato Nel mondo tanta voglia di lei, poi successivamente accorciato in Tanta voglia di lei.La scelta dell'interprete vien fatta da Giancarlo Lucariello, che decide di non lasciare al solo Riccardo Fogli l'interpretazione dei brani del gruppo.

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